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	<title>AlmaIL - Contributi dell'utente [it]</title>
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	<updated>2026-05-05T12:08:52Z</updated>
	<subtitle>Contributi dell'utente</subtitle>
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		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=7.2_L%27autovalutazione_e_il_diario_di_bordo&amp;diff=1133</id>
		<title>7.2 L'autovalutazione e il diario di bordo</title>
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		<updated>2015-11-04T10:12:46Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: /* Valutazione del proprio insegnamento */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;= Valutazione del proprio insegnamento =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso dell'attività d'aula, il formatore può e deve porsi in osservazione critica annotando:&lt;br /&gt;
* il proprio rapporto con i partecipanti;&lt;br /&gt;
* l'adeguatezza degli argomenti presentati rispetto alle esigenze espresse dagli studenti;&lt;br /&gt;
* l'attenzione e le reazioni dei partecipanti durante l'evento formativo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tali attività inoltre consentono al formatore di ricalibrare la propria performance in itinere. A corso ultimato, il formatore può annotare le proprie osservazioni liberamente oppure servirsi di una scheda o di un questionario appositamente predisposti riguardanti lo stile di conduzione, i contenuti, ecc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il diario d'aula (o diario di bordo) è uno strumento che consente al formatore di pianificare analiticamente la propria attività formativa, consiste nel descrivere nel dettaglio e in base al loro sviluppo temporale i vari aspetti e le fasi della formazione: obiettivi, contenuti, metodi e strategie, supporti didattici previsti, esercitazioni, ecc.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=7.2_L%27autovalutazione_e_il_diario_di_bordo&amp;diff=1132</id>
		<title>7.2 L'autovalutazione e il diario di bordo</title>
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		<updated>2015-11-04T10:10:36Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: /* Valutazione del proprio insegnamento /*&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;= Valutazione del proprio insegnamento =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso dell'attività d'aula, il formatore può e deve porsi in osservazione critica annotando:&lt;br /&gt;
il proprio rapporto con i partecipanti;&lt;br /&gt;
l'adeguatezza degli argomenti presentati rispetto alle esigenze espresse dagli studenti;&lt;br /&gt;
l'attenzione e le reazioni dei partecipanti durante l'evento formativo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tali attività inoltre consentono al formatore di ricalibrare la propria performance in itinere. A corso ultimato, il formatore può annotare le proprie osservazioni liberamente oppure servirsi di una scheda o di un questionario appositamente predisposti riguardanti lo stile di conduzione, i contenuti, ecc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il diario d'aula (o diario di bordo) è uno strumento che consente al formatore di pianificare analiticamente la propria attività formativa, consiste nel descrivere nel dettaglio e in base al loro sviluppo temporale i vari aspetti e le fasi della formazione: obiettivi, contenuti, metodi e strategie, supporti didattici previsti, esercitazioni, ecc.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=7.1_La_valutazione_del_gradimento_del_corso&amp;diff=1131</id>
		<title>7.1 La valutazione del gradimento del corso</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://almail.unibo.it/index.php?title=7.1_La_valutazione_del_gradimento_del_corso&amp;diff=1131"/>
		<updated>2015-11-04T10:03:29Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: /* Oggetto della valutazione */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;= Obiettivi della valutazione =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La valutazione del gradimento serve per raccogliere dei feed-back dal target di riferimento in modo da permettere il miglioramento o l'eventuale ridefinizione delle attività.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un riscontro essenziale riguarda la progettazione ovvero è importante capire quanto e come l'attività pianificata abbia risposto agli obiettivi per i quali era stata progettata e quanto questi obiettivi fossero o meno condivisi dai destinatari. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un secondo aspetto da indagare sono le eventuali problematiche intercorse nel momento della realizzazione dell'attività come quelle legate al confort delle aule, alle tempistiche, all'efficacia o alla competenza del docente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infine, tramite l'invito a compilare alcune risposte a campo libero, la valutazione del gradimento mira a far emergere necessità inespresse e non previste.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Oggetto della valutazione =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In generale la valutazione del gradimento del corso tende a rilevare la percezione dei partecipanti relativamente ai seguenti aspetti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Efficacia del corso'''&lt;br /&gt;
:# soddisfazione delle aspettative (la formazione è stata coerente con le aspettative dell'utente?);&lt;br /&gt;
:# pertinenza dei contenuti (gli argomenti presentati erano coerenti '''con il percorso di studio o l'ambito di ricerca?;&lt;br /&gt;
:# coerenza (gli argomenti presentati erano coerenti con gli obiettivi del corso?;&lt;br /&gt;
:# acquisizione o meno di nuove conoscenze e competenze (si sono acquisite nuove conoscenze/abilità?); &lt;br /&gt;
:# utilità e spendibilità di quanto eventualmente appreso (quanto eventualmente appreso, può essere applicato per i propri studi o per le proprie ricerche?)&lt;br /&gt;
:* Di norma a fine questionario (dopo le parti relative ad altri aspetti) si inserisce un quesito riassuntivo sul gradimento complessivo del corso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Logistica e organizzazione'''&lt;br /&gt;
:# aspetto temporale (la durata del corso è stata adeguata? La data e gli orari del corso? Si sarebbe preferita una diversa scansione temporale?);&lt;br /&gt;
:# aspetto organizzativo (sono state fornite tutte le informazioni necessarie per una corretta partecipazione?);&lt;br /&gt;
:# aspetto logistico (l'aula era confortevole? Vi era un'acustica favorevole?);&lt;br /&gt;
:# aspetto strumentale (le apparecchiature e gli strumenti informatici utilizzati sono stati utili/efficienti?).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''Aspetti non previsti'''&lt;br /&gt;
:# temi o contenuti che si vorrebbero approfondire;&lt;br /&gt;
:# osservazioni, suggerimenti o richieste.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Strumenti di valutazione =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli strumenti tipici per valutare il gradimento di un'attività sono i '''questionari''' (che garantiscono l'anonimato e favoriscono l'obiettività) e le '''interviste'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le domande possono essere strutturate in modo da ottenere una valutazione a scala predefinita (p.es.: scarso, sufficiente, buono, ottimo, ecc.) oppure in modo da consentire l’espressione di critiche e suggerimenti non previsti (domande a risposta aperta).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si suggerisce comunque che il questionario preveda almeno:&lt;br /&gt;
* un gruppo di domande con risposta chiusa predisposta su una scala di gradimento;&lt;br /&gt;
* una parte a risposta libera con domande di pareri e suggerimenti su aspetti determinati;&lt;br /&gt;
* una domanda in cui lo studente viene invitato ad esprimere il suo pensiero su qualunque aspetto dell’insegnamento e del corso ritenga opportuno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il questionario deve essere anonimo e gli studenti devono poter percepire che il loro anonimato è effettivamente salvaguardato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La rilevazione dell’opinione degli studenti a cura del Nucleo di valutazione ==&lt;br /&gt;
A livello di Ateneo, la valutazione degli insegnamenti e la rilevazione dell’opinione degli studenti frequentanti in merito alle attività didattiche è regolata dal [http://www.unibo.it/nucleodivalutazione/default.aspx Nucleo di valutazione dell’Università di Bologna]. A questo fine, il Nucleo di valutazione ha predisposto una [https://almail.unibo.it/images/f/f4/Questionario_Valutazione_Insegnamento.pdf scheda di rilevazione] dell’opinione degli studenti relativa ad ogni singolo insegnamento; tale scheda, pur considerando la pluralità di forme che i corsi di ''information literacy'' possono assumere ([[2.2 Le possibili tipologie di corso |cap. 2.2]]), può considerarsi un modello di massima da cui partire per realizzare una griglia di valutazione del corso realizzato e dell’efficacia del bibliotecario-docente.&lt;br /&gt;
Sarà cura del formatore effettuare eventuali modifiche al modello.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alcune proposte di personalizzazione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! Oggetto di valutazione !! Domande specifiche su:&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| contenuti specifici del corso  || 1) comprensibilità dei singoli argomenti&lt;br /&gt;
2) capacità del docente di spiegare i singoli argomenti&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| comportamento del docente || 1) linguaggio utilizzato e capacità di esemplificazione dei contenuti&lt;br /&gt;
2) capacità di stimolare l'attenzione&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  ||3) capacità d'interazione&lt;br /&gt;
4) atteggiamento e disponibilità verso gli studenti&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| qualità dei supporti didattici || 1) utilità/superfluità degli strumenti utilizzati rispetto ai contenuti (presentazioni in PowePoint o altro)&lt;br /&gt;
2) qualità dei materiali di studio predisposti (dispense, bibliografie, ecc.)&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Esempi==&lt;br /&gt;
Gli esempi sono consultabili in [[Esempi#7.1 La valutazione del gradimento del corso|appendice]].&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=Esempi&amp;diff=1130</id>
		<title>Esempi</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://almail.unibo.it/index.php?title=Esempi&amp;diff=1130"/>
		<updated>2015-11-04T09:55:49Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: /* Riassunto in una frase */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''Indice:'''&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[#1. Definizioni, concetti di base e standard|1. Definizioni, concetti di base e standard]]&amp;lt;br&amp;gt; [[#2. La progettazione didattica|2. La progettazione didattica]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[#3. Gli aspetti istituzionali|3. Gli aspetti istituzionali]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[#4. L'organizzazione concreta|4. L'organizzazione concreta]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[#5. La metodologia didattica|5. La metodologia didattica]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[#6. La valutazione del percorso dello studente|6. La valutazione del percorso dello studente]]&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
[[#7. La valutazione della riuscita del corso|7. La valutazione della riuscita del corso]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
__NOTOC__&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=1. Definizioni, concetti di base e standard= &lt;br /&gt;
==1.1 Definizioni e concetti di base==&lt;br /&gt;
==1.2 Gli standard dell'information literacy==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=2. La progettazione didattica= &lt;br /&gt;
==2.1 Definizione dei destinatari e analisi dei bisogni formativi degli utenti==&lt;br /&gt;
==2.2 Le possibili tipologie di corso==&lt;br /&gt;
==2.3 Come si articola la preparazione di un corso==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Ex esempi suggerimento ===&lt;br /&gt;
[Suggeriamo di spostare sia l'esempio di macro obiettivo che avete inserito nel paragrafo 2 sia quello in fondo (diario d'aula) in questo paragrafo dedicato agli esempi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'esempio che segue, &amp;quot;La bibliografia di un esame&amp;quot;  va molto bene come esempio di come strutturare la presentazione in aula. Vi proponiamo di togliere le slide &amp;quot;La bibliografia di un insegnamento&amp;quot; perchè pensiamo che in questo paragrafo dovrebbero essere inseriti SOLAMENTE esempi di PROGETTAZIONE DIDATTICA in senso stretto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per la stessa ragione toglieremmo anche l'esempio 2 &amp;quot;Costruisci il tuo percorso di ricerca: dato un argomento produci un elaborato&amp;quot; e le slides che seguono perchè sono esempi di trattamento di contenuti corsi e non di progettazione di corsi.&lt;br /&gt;
In fondo alla pagina trovate la proposta di modifica da implementarsi eventualmente con la progettazione del corso Il per tutti.&lt;br /&gt;
Ci piacerebbe, infatti, integrare gli esempi con la progettazione nel dettaglio del corso a cui dovremo lavorare tutti insieme come gruppo: il progetto IL per tutti. Cosa ne pensate?]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
--------------------&lt;br /&gt;
=== Primo esempio. La bibliografia di un esame: Come e dove cercare ===&lt;br /&gt;
'''In aula'''&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Autopresentazione: buongiorno, mi chiamo… e sono… &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Presentazione del corso:''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''I contenuti'': questo corso tratterà di… e si articolerà nelle seguenti parti… &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Aspetti pratici'': avrà la durata di, faremo una breve pausa all’ora…, è prevista la raccolta delle firme, dà/non dà diritto a crediti, se servono certificati per il lavoro ecc. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Si comincia''' con la scelta di un insegnamento e della bibliografia prevista per quell'esame. Partendo dalle domande: voi dove cerchereste? E… sapete cosa state cercando (libri, articoli, video, spartiti ecc.)? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Si arriva a'''  spiegare le risorse delle biblioteche e come funzionano nel dettaglio (Opac locali, nazionali, internazionali, motori di ricerca, biblioteca digitale ecc. fare riferimento al Tutorial) e i loro servizi (orari, prestito, consultazione, ILL. DD ecc.) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Media:La bibliografia di un insegnamento.pdf|La bibliografia di un insegnamento]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''In alternativa…''' &lt;br /&gt;
Prepara dei titoli da cercare che comprendano: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
:* Una monografia.  &lt;br /&gt;
:* Un’opera in più volumi. &lt;br /&gt;
:* Un saggio interno ad un volume (indici e sommari.&lt;br /&gt;
:* Un autore con cognome e iniziale nome (scorrimento lista). &lt;br /&gt;
:* Monografia reperibile in SBN ma non in OPAC Sebina Bologna (servizio di prestito interbibliotecario: ILL).&lt;br /&gt;
:* Monografia reperibile in MAI ma non in OPAC Sebina Bologna (ILL).&lt;br /&gt;
:* Monografia reperibile in KVK ma non in OPAC Sebina Bologna (ILL).&lt;br /&gt;
:* Il titolo di un articolo in una rivista (ACNP). &lt;br /&gt;
:* Titolo di un articolo con autore privo di riferimenti (motori di ricerca).&lt;br /&gt;
:* Rivista non presente a Bologna (servizio di document delivery/fornitura documenti DD).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Secondo esempio. Costruisci il tuo percorso di ricerca: dato un argomento produci un elaborato=== &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Foibe: un'interpretazione storiografica'''&lt;br /&gt;
* Individuazione dell'argomento, sua strutturazione&lt;br /&gt;
* Mappa Concettuale&lt;br /&gt;
* Cosa sono le foibe (etimologia)&lt;br /&gt;
* Dove si trovano le foibe&lt;br /&gt;
* Contestualizzazione storica, periodizzazione&lt;br /&gt;
* Dibattito storiografico&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Recupero dell'informazione: le fonti'''&lt;br /&gt;
* Cosa sono le fonti &lt;br /&gt;
* Tipologia di fonti (primarie, secondarie...)&lt;br /&gt;
* Cercare/trovare/valutare/utilizzare le fonti &lt;br /&gt;
* Come si citano le fonti http://www.biblioteche.unibo.it/portale/strumenti/Citare_le_fonti_bibliografiche/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Utilizza gli strumenti di ricerca e i servizi offerti dalle biblioteche per rispondere ai tuoi bisogni informativi'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esempi:&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
[[Media:GuerraFM.pdf|La guerra delle Falkland-Malvinas]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Media:UnioneMed.pdf|Unione per il Mediterraneo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
                          '''PROPOSTA DI MODIFICA 28.11.14 ALINA E CHRISTIAN'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Esempio di definizione degli obiettivi=== &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al termine del corso di base: “Introduzione alla ricerca documentale” gli studenti saranno in grado di:&lt;br /&gt;
* Determinare la tipologia e la quantità di informazioni richieste in base alle proprie necessità informative&lt;br /&gt;
* Accedere in modo efficace ed efficiente alle informazioni e alla documentazione necessarie per i loro studi&lt;br /&gt;
* Valutare criticamente le informazioni e le fonti&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare per ciascuno di questi macro-obiettivi si prevede che alla fine del corso gli studenti siano in grado di:&lt;br /&gt;
definire e articolare il proprio bisogno informativo, e in particolare:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Identificare nel Portale delle Biblioteche Unibo e in rete le risorse utili a soddisfare le proprie necessità informative&lt;br /&gt;
* Riconoscere/saper distinguere le diverse tipologie di documenti offline e/o online recuperabili grazie alle biblioteche (libri, articoli, capitoli, review, news, bollettini, romanzi, opere divulgative e saggi scientifici, ecc.)&lt;br /&gt;
* Utilizzare le principali funzioni di ricerca dei cataloghi, localizzare un libro e un periodico, consultare un ebook dal catalogo; salvare ricerche e bibliografie per successivi utilizzi&lt;br /&gt;
* Conoscere le funzionalità di reference linking (A-link) nei cataloghi&lt;br /&gt;
* Utilizzare gli eventuali servizi aggiuntivi dell’opac come prenotazioni e proroghe &lt;br /&gt;
* Localizzare ed avere informazioni sulla propria o su più biblioteche di riferimento nell’Ateneo o nel polo SBN bolognese&lt;br /&gt;
* Conoscere i principi (diritti-doveri) del servizio di prestito&lt;br /&gt;
* Accedere alle risorse documentali disponibili in Ateneo anche dall’esterno &lt;br /&gt;
* Comprendere cos’è una bibliografia; saper interpretare una bibliografia, distinguendo le diverse citazioni (libri, capitoli, articoli, working papers, etc.)&lt;br /&gt;
* Sapere cosa possono contenere le dispense elettroniche e perché possono essere ad accesso libero o riservato&lt;br /&gt;
* Comprendere la differenza tra le edizioni di uno stesso documento (sia dal punto di vista cronologico che linguistico o di formato) e scegliere la più adatta al loro scopo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Schema di diario d'aula ===    &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qui potete scaricare il file linkato di seguito&lt;br /&gt;
[[Media:Schema diario d'aula.doc|Schema diario d'aula]]&lt;br /&gt;
che contiene un modello di progettazione didattica,  attraverso la compilazione di tre schede così distinte:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Macroprogettazione dell'attività formativa&lt;br /&gt;
* Analisi del contenuto&lt;br /&gt;
* Microprogettazione d'aula contenuto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E qui potete scaricare un esempio del file sulla progettazione compilato con un esempio&lt;br /&gt;
[[Media:Progettazione diario d aula esempio.doc|Esempio di progettazione diario d'aula]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La bibliografia di un esame: Come e dove cercare === &lt;br /&gt;
'''In aula'''&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Presentazione: buongiorno, mi chiamo… e sono… &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Presentazione del corso:''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''I contenuti'': questo corso tratterà di… e si articolerà nelle seguenti parti… &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Aspetti pratici'': avrà la durata di, faremo una breve pausa all’ora…, è prevista la raccolta delle firme, dà/non dà diritto a crediti, se servono certificati per il lavoro ecc. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Si comincia''' con la scelta di un insegnamento e della bibliografia prevista per quell’esame. Partendo dalle domande: voi dove cerchereste? E… sapete cosa state cercando (libri, articoli, video, spartiti ecc.)? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Si arriva a'''  spiegare le risorse delle biblioteche e come funzionano nel dettaglio (Opac locali, nazionali, internazionali, motori di ricerca, biblioteca digitale ecc. fare riferimento al Tutorial) e i loro servizi (orari, prestito, consultazione, ILL. DD ecc.)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== '''Esempio di macro obiettivo''' ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al termine del corso di base: “Introduzione alla ricerca documentale” gli studenti saranno in grado di:&lt;br /&gt;
* determinare la tipologia e la quantità di informazioni richieste in base alle proprie necessità informative;&lt;br /&gt;
* accedere in modo efficace ed efficiente alle informazioni e alla documentazione necessarie per i propri studi;&lt;br /&gt;
* valutare criticamente le informazioni e le fonti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare si prevede che alla fine del corso gli studenti siano in grado di definire e articolare il proprio bisogno informativo, e in particolare di:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* identificare nel Portale delle Biblioteche Unibo e in rete le risorse utili a soddisfare le proprie necessità informative;&lt;br /&gt;
* riconoscere/saper distinguere le diverse tipologie di documenti offline e/o online recuperabili grazie alle biblioteche (libri, articoli, capitoli, review, news, bollettini, romanzi, opere divulgative e saggi scientifici, ecc.);&lt;br /&gt;
* utilizzare le principali funzioni di ricerca dei cataloghi, localizzare un libro e un periodico, consultare un ebook dal catalogo;&lt;br /&gt;
* salvare ricerche e bibliografie per successivi utilizzi;&lt;br /&gt;
* conoscere le funzionalità di ''reference linking'' (A-link) nei cataloghi;&lt;br /&gt;
* utilizzare gli eventuali servizi aggiuntivi dell’opac come prenotazioni e proroghe;&lt;br /&gt;
* localizzare ed avere informazioni sulla propria o su più biblioteche di riferimento nell’Ateneo o nel polo SBN bolognese;&lt;br /&gt;
* conoscere i principi (diritti-doveri) del servizio di prestito;&lt;br /&gt;
* accedere alle risorse documentali disponibili in Ateneo anche dall’esterno;&lt;br /&gt;
* comprendere e interpretare cos’è una bibliografia distinguendo le diverse citazioni (libri, capitoli, articoli, ''working papers'', ecc.);&lt;br /&gt;
* sapere cosa possono contenere le dispense elettroniche e perché possono essere ad accesso libero o riservato;&lt;br /&gt;
* comprendere la differenza tra le edizioni di uno stesso documento (sia dal punto di vista cronologico che linguistico o di formato) e scegliere la più adatta al proprio scopo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== '''[[Media:Schema diario d'aula.doc|Schema diario d'aula]]''': ===&lt;br /&gt;
 utile modello di progettazione didattica, attraverso la compilazione di tre schede così distinte: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* macroprogettazione dell'attività formativa;&lt;br /&gt;
* analisi del contenuto;&lt;br /&gt;
* microprogettazione d'aula contenuto.&lt;br /&gt;
=== '''[[Media:Progettazione diario d aula esempio.doc|Schema di diario d'aula compilato]]''' ===&lt;br /&gt;
 esempio di progettazione didattica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=3. Gli aspetti istituzionali= &lt;br /&gt;
==3.1 La negoziazione con i docenti e con altri stakeholders==&lt;br /&gt;
==3.2 Negoziazioni differenti per corsi differenti==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=4. L'organizzazione concreta= &lt;br /&gt;
==4.1 I tempi==&lt;br /&gt;
==4.2 Spazi, materiali/strumenti da utilizzare in aula, documentazione a supporto==&lt;br /&gt;
==4.3 Come pubblicizzare e promuovere il corso==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=5. La metodologia didattica=&lt;br /&gt;
==5.1 L'approccio in aula==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alcune attività tipiche nelle esercitazioni sono le seguenti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* letture;&lt;br /&gt;
* discussioni;&lt;br /&gt;
* studi di caso;&lt;br /&gt;
* giochi di ruolo;&lt;br /&gt;
* questionari;&lt;br /&gt;
* ricerche tematiche;&lt;br /&gt;
* laboratori esperienziali;&lt;br /&gt;
* visione di film;&lt;br /&gt;
* preparazione di poster;&lt;br /&gt;
* sviluppo di progetti;&lt;br /&gt;
* attività outdoor.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella dispensa [[Media:Dispensa Tool2.pdf|Tool2]] di [http://www.francescomuzzarelli.it/ Francesco Muzzarelli], docente del corso [http://www.biblioteche.unibo.it/portale/eventi/la-didattica-della-ricerca-documentale-il-bibliotecario-formatore La didattica documentale: il bibliotecario formatore], viene inoltre presentata una serie di &amp;quot;diavolerie didattiche&amp;quot; ovvero di strategie utili sia per vivacizzare l'apprendimento in aula - risvegliando interesse e partecipazione - sia per fissare i contenuti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La tecnica del ''problem solving''===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una tecnica per stimolare l’interesse della platea sulle modalità di ricerca più affidabili è quella di individuare argomenti di ricerca controversi come nell’esempio che segue.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''P.es.: Argomento''': esiste un nesso tra vaccinazioni ed autismo?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1. Per rispondere a questa domanda di ricerca occorre chiedersi quali fonti privilegiare, tenendo conto che in ambito accademico è raccomandabile privilegiare le risorse che si basano su evidenza scientifica documentata. Delle informazioni recuperate considerare: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*la coerenza;&lt;br /&gt;
*l'accuratezza;&lt;br /&gt;
*la copertura;&lt;br /&gt;
*l'aggiornamento;&lt;br /&gt;
*la verificabilità;&lt;br /&gt;
*la presenza di riferimenti bibliografici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2. Per confermare l’opportunità di utilizzare fonti autorevoli, confrontare i risultati con quelli restituiti da un motore di ricerca web (es. Google).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
P.es.: utilizzando i termini di ricerca “autismo” e “vaccini” in google.it, nella prima pagina vengono restituiti risultati di tipo giornalistico, una voce di Wikipedia in italiano ed altre occorrenze non verificate: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Google autismo vaccini.jpg|miniatura|centro|google.it: risultato della ricerca con i termini  &amp;lt;i&amp;gt;autismo&amp;lt;/i&amp;gt; + &amp;lt;i&amp;gt;vaccini&amp;lt;/i&amp;gt;]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Utilizzando invece i termini ''autism'' e ''vaccine'' sulle principali banche dati utilizzate in ambito accademico, l'origine della supposta correlazione tra vaccinazioni ed autismo risulta essere riportata solo dall'articolo [http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736%2897%2911096-0/fulltext Ileal-lymphoid-nodular hyperplasia, non-specific colitis, and pervasive developmental disorder in children], pubblicato su '''The Lancet''' nel 1998 ma ritirato nel 2010. Dopo il ritiro, nel 2011 il giornalista d'inchiesta Brian Deer ha pubblicato una serie di articoli sul [http://www.bmj.com/content/342/bmj.c5347 British Medical Journal] che riepilogavano questa vicenda di ''[http://en.wikipedia.org/wiki/Scientific_misconduct Scientific Misconduct]''. Nel frattempo sono state pubblicate altre ricerche che non hanno confermato la tesi dell'articolo pubblicato su '''The Lancet'''. A gennaio 2014 le principali banche dati utilizzate in ambito accademico ne riportano i seguenti indici citazionali:&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
*[http://scholar.google.it/scholar?cites=14182091522304930037&amp;amp;as_sdt=2005&amp;amp;sciodt=0,5&amp;amp;hl=it Google scholar]: 1812 citazioni;&lt;br /&gt;
*[http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/pmid/9500320/citedby/?page=6 PubMed]: 162 citazioni;&lt;br /&gt;
*[http://apps.webofknowledge.com/full_record.do?product=UA&amp;amp;search_mode=Refine&amp;amp;qid=18&amp;amp;SID=V1HpNNoO9q1zSR8aX1K&amp;amp;page=4&amp;amp;doc=32 Web of Science]: 874 citazioni;&lt;br /&gt;
*[http://www.scopus.com/results/results.url?sort=plf-f&amp;amp;src=s&amp;amp;nlo=&amp;amp;nlr=&amp;amp;nls=&amp;amp;sid=536CFA7C89DA705970FE5A1ADFE10575.fM4vPBipdL1BpirDq5Cw%3a480&amp;amp;sot=aut&amp;amp;sdt=cl&amp;amp;cluster=scopubyr%2c%221998%22%2ct&amp;amp;sl=17&amp;amp;s=AU-ID%287101892622%29&amp;amp;origin=resultslist&amp;amp;zone=leftSideBar&amp;amp;txGid=536CFA7C89DA705970FE5A1ADFE10575.fM4vPBipdL1BpirDq5Cw%3a48 Scopus]: articolo non indicizzato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3. Avvalersi dei differenti risultati ottenuti con le diverse banche dati per indicarne i gradi di copertura disciplinare, temporale e geografica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Partendo quindi da una questione problematica si possono considerare i seguenti aspetti della ricerca bibliografica:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*scelta dei database;&lt;br /&gt;
*tecnica di ricerca;&lt;br /&gt;
*valutazione dei risultati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il caso concreto===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una strategia efficace e sperimentata consiste nel partire da un caso concreto (p.es. una ricerca da impostare) illustrando le varie fasi del percorso e proponendo una esercitazione ad hoc per ciascuna fase:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*delimitazione dell’argomento;&lt;br /&gt;
*formulazione del quesito di ricerca;&lt;br /&gt;
*identificazione dei termini da utilizzare;&lt;br /&gt;
*identificazione delle fonti;&lt;br /&gt;
*analisi dei risultati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per favorire la partecipazione e il coinvolgimento di tutti, gli studenti, saranno organizzati in equipe di dimensioni ridotte (massimo quattro/cinque studenti per gruppo). Ad ogni gruppo andrà assegnato un argomento di ricerca. Si possono fornire delle proposte (lista di possibili argomenti collegati alla disciplina di riferimento) o far proporre gli argomenti/temi dagli studenti stessi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molto utile è la collaborazione con i docenti per trovare degli esempi effettivamente attinenti agli argomenti trattati in aula. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dal momento che la messa a fuoco del tema di ricerca e la formulazione del quesito relativo è una delle fasi più delicate e quella in cui gli studenti incontrano maggiori difficoltà, è consigliabile lavorare molto in aula su questo punto. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il diario di ricerca===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fornire un modello di diario della ricerca per le esercitazioni in aula o a casa, permette agli studenti di tenere traccia delle tappe del percorso. &lt;br /&gt;
Una simile esercitazione può essere proposta a livello sia individuale che di gruppo anche se nella seconda modalità risulta più efficace in quanto stimola l’apprendimento collaborativo e il confronto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo schema da proporre per tale diario potrebbe essere il seguente:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1) Quesito di ricerca da svolgere:&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
_____________________________________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2) Individuazione delle parole chiave e dei limiti (cronologici, linguistici, geografici, ecc.) con cui si è definita la ricerca:&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
_____________________________________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3) Elenco delle fonti consultate. Per ciascuna fonte indicare il tipo di ricerca svolto (p.es. per campi, per liste, tramite thesaurus, ecc.): &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte n. 1 : ________________________________________________ &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fonte n. 2 : ________________________________________________ &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fonte n. 3 : ________________________________________________ &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fonte n. 4 : ________________________________________________ &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fonte n. 5 : ________________________________________________ &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fonte n. 6 : ________________________________________________ &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
4) Descrizione dell’attività di ricerca (spiegare in massimo due pagine quale è stata praticamente la propria strategia di ricerca, i motivi delle proprie scelte ed eventuali difficoltà incontrate). &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
5) Selezione e citazione completa dei documenti ritenuti più pertinenti (massimo 10):&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
_____________________________________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
6) Redazione di un abstract di massimo xxx caratteri per i primi tre documenti più pertinenti:&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
____________________________________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Far nominare un portavoce per ogni gruppo che al termine dell’esercitazione esporrà in aula il percorso seguito, le principali difficoltà incontrate e i risultati ottenuti.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E’ importante fissare in anticipo – e far poi rispettare - dei tempi precisi sia per la durata dell’esercitazione che per quella dell’esposizione successiva.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo modo di procedere è molto efficace perché permette agli studenti di confrontarsi tra loro imparando gli uni dagli altri e allo stesso tempo consente al docente d’intervenire integrando con un supplemento di spiegazioni mirate quanto ancora non risulta chiaro o ben assimilato. Inoltre per il docente rappresenta l’occasione di ricevere un immediato feedback di quanto è stato compreso e di quanto invece ancora non è stato ben recepito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Particolarmente utile a tal fine è la rilettura dei diari della ricerca dai quali si può evincere cosa, come e in che misura sono stati realmente compresi e fatti propri i concetti e i metodi di ricerca proposti in aula. &lt;br /&gt;
                                             &lt;br /&gt;
===Caccia al tesoro===&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Suddividere i partecipanti in gruppi di5/6 persone massimo e fornire loro delle bibliografie con un massimo di 10 documenti citati tra libri, saggi, riviste, ecc.&lt;br /&gt;
Per i documenti citati occorre indicare la collocazione recuperata a catalogo.&lt;br /&gt;
Completata la localizzazione e il conseguente recupero, si verifica  la corrispondenza tra quanto richiesto e quanto recuperato.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esempio bibliografia:&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Adinolfi, Goffredo (2007), Ai confini del fascismo: propaganda e consenso nel Portogallo salazarista, 1932-194, Milano, F. Angeli.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Collocazione ____________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bazzanella, Carla (1994), Le facce del parlare: un approccio pragmatico all'italiano parlato, Scandicci, La nuova Italia.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Collocazione ____________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Castiglione, Dario (2009), Political identity in a “community of strangers”, in Jeffrey T. Checkel and Peter J. Katzenstein (eds), European Identity, Cambridge, Cambridge University Press, pp. 29-54.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Collocazione ____________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Guélaude, Claire (2012), L’économie française toujours àl’arrête, in «Le Monde», 6 octobre, p. 12.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Collocazione ____________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Hahnel, Robin (2005), Economic justice and democracy: from competition to cooperation, New York, Routledge.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Collocazione ____________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lavanda, Italo e Giorgio Rampa (2004), Microeconomia. Scelte individuali e benessere sociale, Roma, Carocci.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Collocazione ____________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prato, Paolo (2012), Musica e politica all’italiana: la lezione del Risorgimento, in «Musica Realtà», vol. 97, fasc. 1, pp.91-98.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Collocazione ____________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Attività ludiche===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''BiblioBingo'''&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Esempio di semplice gioco rompighiaccio da proporre per verificare, prima di iniziarne la presentazione, le conoscenze e le lacune relative ai servizi e/o alle risorse.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si consegna a ogni studente (o coppia se si ha un gruppo numeroso) una cartella vuota del BilioBingo e si chiede di riempirla scrivendo nelle sei caselle altrettanti servizi/risorse fondamentali della biblioteca. Il bibliotecario inizia ad “estrarre” da una busta i servizi/risorse e chiede agli studenti di spuntare le caselle in caso di corrispondenza. &lt;br /&gt;
La vittoria andrà a chi avrà il maggior numero di caselle spuntate.&lt;br /&gt;
Per rendere più accattivante il gioco è possibile mettere in palio piccoli premi (p.es. un libro dal Bookcrossing '''[sì??]''', cancelleria, merchandising, etc.).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Fear Cards'''&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Attività utile per farsi un’idea di ciò che gli studenti già conoscono rispetto alle risorse e i servizi e per stimolare eventuali domande che altrimenti potrebbero restare inespresse.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si consegna a ogni studente un cartoncino o un post-it denominato &amp;quot;carta della paura&amp;quot; (''fear card'') chiedendo di indicare in forma anonima ciò che più teme nella ricerca/richiesta delle informazioni. Una volta raccolte e mischiate le carte (o attaccati i post-it), si leggono ad alta voce. [[File:BiblioBingo FearCards.docx|riquadrato|sinistra|Materiale riutilizzabile per BiblioBingo e FearCards]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==5.2 Modalità comunicative== &lt;br /&gt;
==5.3 E-learning==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=6. La valutazione del percorso dello studente=&lt;br /&gt;
==6.1 Valutazione ex ante (conoscenze/competenze in entrata)==&lt;br /&gt;
Esempio di [https://docs.google.com/forms/d/1Vhm5HqBJGABZ4iNl5zUDN8yZnDngspxa_bUNykKNYPI/viewform#start=invite%20Test%20d'ingresso test di ingresso]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==6.2 Monitoraggio dell'apprendimento==&lt;br /&gt;
Attività di valutazione d'aula.&lt;br /&gt;
=== Parafrasi diretta ===&lt;br /&gt;
Gli studenti sono chiamati a riassumere un’idea chiave appresa in aula, con parole proprie e immaginando che il riassunto sia indirizzato a un destinatario specifico, deciso dall’istruttore.&lt;br /&gt;
Il riassunto deve essere breve e la scelta terminologica adeguata al destinatario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': permette di capire se - e a che livello - gli studenti hanno afferrato le nozioni fondamentali presentate in aula.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': Scrivete in poche righe la definizione di plagio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Classificazione e raggiungimento degli obiettivi ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Preferibilmente all’inizio del corso, gli studenti sono chiamati ad esplicitare le loro aspettative sui contenuti e sugli obiettivi del corso. Successivamente l’istruttore rende esplicito quanto progettato per il corso in avviamento, rivelando scarti e avvicinamenti rispetto a quanto espresso dagli studenti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': questa tecnica mira a comunicare chiaramente agli studenti l’oggetto del corso e gli obiettivi d’apprendimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': nella prima colonna qui sotto, scrivete 2-3 cose che sperate di imparare partecipando a questo corso&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! Cosa vuoi imparare? !! Livello d'importanza (da 1 a x) !! È anche un obiettivo dell'istruttore?&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _ &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _ &lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Verifica delle conoscenza di base ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studenti sono chiamati prima dell’inizio del corso ad esplicitare il loro livello di conoscenza di alcune questioni chiave che saranno oggetto di trattazione. Questa verifica può essere condotta in maniera più o meno strutturata (ad esempio attraverso un breve giro di domande oppure attraverso un apposito questionario preliminare). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': l’istruttore può modificare l’assetto del corso nel caso in cui tra gli studenti emergano conoscenze di base disomogenee o inferiori alle aspettative; l’istruttore può quindi concentrarsi sui contenuti meno padroneggiati sorvolando quelli maggiormente conosciuti.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempi''': &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
* Il catalogo online dei periodici (ACNP) permette:&lt;br /&gt;
:  a. di consultare articoli a testo pieno;&lt;br /&gt;
:  b. di verificare la disponibilità e la collocazione in biblioteca di una rivista;&lt;br /&gt;
:  c. non so;&lt;br /&gt;
:  d. di inoltrare richieste di prestito interbibliotecario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Sapresti identificare i risultati di apprendimento di un corso di ''information literacy''?&lt;br /&gt;
:  a. non sono sicuro di cosa possano essere o come identificarli;&lt;br /&gt;
:  b. ne ho sentito parlare ma non identifico di regola i risultati di apprendimento;&lt;br /&gt;
:  c. ne identifico facilmente i risultati di apprendimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Hai idea di cosa siano e come funzionino le &amp;quot;rubriche di valutazione&amp;quot;?&lt;br /&gt;
:  a. non sono sicuro di cosa siano o come funzionino;&lt;br /&gt;
:  b. ho qualche idea al riguardo ma non è molto chiara;&lt;br /&gt;
:  c. ne ho un'idea chiara e posso spiegarla agli altri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Note a catena ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con  le &amp;quot;note a catena&amp;quot; viene sottoposta agli studenti (uno alla volta in successione) una domanda scritta relativa al corso; gli studenti devono rispondere anonimamente in un tempo limitato prima di passare la questione allo studente successivo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': migliorare la consapevolezza dell’istruttore e degli studenti sulle dinamiche dell’attenzione in classe e sui modi per  migliorarla. Raccogliendo dei feedback da ogni studente su ciò che sta accadendo in aula in un dato momento, si stimola nei discenti una riflessione riguardo al cosa stanno imparando e al cosa stanno prestando attenzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': Quando la busta ha raggiunto te, a cosa stavi prestando attenzione?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== RSQC2 (''Recall, summarize, question, comment, connect'') ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Agli studenti è richiesto di creare singolarmente una lista degli argomenti trattati e, successivamente, di discuterla in maniera collegiale col resto della classe per creare un elenco di frasi-sommario. È inoltre richiesto loro di individuare le connessioni degli argomenti con gli obiettivi del corso. Si chiede infine di esplicitare eventuali dubbi rimasti non chiariti e di esprimere osservazioni personali. È necessario più tempo rispetto alle altre tecniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': questa tecnica incoraggia gli studenti a richiamare e esaminare l’informazione del corso e, spingendoli ad organizzarla e commentarla, rinforza ciò che è stato insegnato durante la lezione e aiuta a creare un ponte cognitivo esplicito tra idee vecchie e nuove. Al contempo fornisce all’istruttore una grande quantità di informazioni su cosa gli studenti hanno appreso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''':&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# '''''recall''''': fai una lista dei punti più importanti, utili, significativi di cui si è parlato nella lezione di oggi (1-2 minuti);&lt;br /&gt;
# '''''summarize''''': sintetizza i punti importanti in una frase-sommario che catturi l’essenza della lezione di oggi;&lt;br /&gt;
# '''''question''''': individua una o due domande a cui non è stata data risposta oggi (1-2 minuti);&lt;br /&gt;
# '''''comment''''': scrivi un commento su ciò che ti è piaciuto, hai trovato utile, o su come ti sei sentito (1-2 minuti);&lt;br /&gt;
# '''''connect''''': connetti i punti più importanti del tema trattato oggi agli obiettivi maggiori dell'intero corso (1-2 minuti).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Riassunto in una frase ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studenti devono sintetizzare in una singola frase la loro risposta alle questioni &amp;quot;Chi fa cosa a chi, quando, dove, come e perché?&amp;quot; rispetto a un argomento dato. Gli studenti possono condividere le frasi. L’istruttore poi raccoglierà e classificherà le risposte nelle seguenti categorie:&lt;br /&gt;
# comprensione completa del concetto;&lt;br /&gt;
# comprensione in evoluzione del concetto;&lt;br /&gt;
# comprensione iniziale del concetto. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La domanda per gli studenti è “Chi fa cosa a chi, quando, dove, come e perché?” rispetto a un argomento dato.&lt;br /&gt;
Gli studenti devono sintetizzare la loro risposta in una singola frase.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': condividere le risposte mostrerà agli studenti che ci sono molti modi di rispondere alla domanda. L’individuazione degli studenti con “comprensione iniziale” del concetto potranno rivedere il materiale o/o esercitarsi per aumentare le proprie capacità.&lt;br /&gt;
'''Esempio''': Come puoi citare correttamente un documento?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
!  !! Chi agisce? !! Cosa fa? !! A cosa o a chi si rivolge? !! Quando? !! Dove? !! Come? !! Perché?&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ''(inserire l'argomento)'' ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||  &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| '''riassunto in una frase'''&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trasferisci e applica ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Agli studenti è richiesto di riassumere per punti quanto fino ad allora discusso e di individuare per ogni punto gli ambiti d’applicazione.&lt;br /&gt;
Questa tecnica stimola gli studenti a richiamare quanto hanno appreso e ad applicare questa informazione al loro ambiente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': stimolare gli studenti a richiamare quanto hanno appreso e ad applicare questa informazione al loro ambiente. L’istruttore può scorrere le risposte per scoprire se gli studenti hanno colto i concetti chiave presentati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! !! Scrivi idee interessanti, tecniche, strategie e tattiche apprese in questa sessione !! Scrivi le applicazioni possibili per la tua pratica d’insegnamento '''[come sopra, metterei un esempio più &amp;quot;studentesco&amp;quot;]'''.&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1||  || 1)&lt;br /&gt;
2)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2||  || 1)&lt;br /&gt;
2)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|3||  || 1)&lt;br /&gt;
2)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|...||  ||  &lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==6.3 Valutazione ex-post (conoscenze/competenze acquisite grazie al corso)==&lt;br /&gt;
Esempio di '''esercitazione''': realizzazione di una bibliografia su un tema specifico individuato dal formatore o lasciato alla libera scelta dei partecipanti.&lt;br /&gt;
La prima soluzione ha il vantaggio di consentire al formatore di preparare preventivamente un tema didatticamente e/o disciplinarmente rilevante e di poter valutare più agevolmente l'aspetto qualitativo dell'esercitazione; nel secondo caso, dato che solitamente gli studenti si orientano verso temi oggetto della propria tesi, la prova pratica costituisce uno stimolo motivazionale aggiuntivo, rendendo maggiormente consapevoli i partecipanti dell'utilità pratica della formazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==6.4 Modalità in autovalutazione==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=7. La valutazione della riuscita del corso=&lt;br /&gt;
==7.1 La valutazione del gradimento del corso==&lt;br /&gt;
[[Media:Questionario_Valutazione_Insegnamento.pdf|Scheda di rilevazione dell'opinione degli studenti sull'attività didattica]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[https://almail.unibo.it/index.php/File:Questionario_dott_2012.pdf Questionario rivolto agli studenti delle scuole di dottorato dell'area sociale] '''[ENRICA: un pò datato con parti in giallo che lo fanno sembrare una bozza, valutare se tenerlo]'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==7.2 Autovalutazione e diario di bordo== &lt;br /&gt;
==7.3 Riprogettazione del corso==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=Esempi&amp;diff=1129</id>
		<title>Esempi</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://almail.unibo.it/index.php?title=Esempi&amp;diff=1129"/>
		<updated>2015-11-04T09:54:29Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''Indice:'''&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[#1. Definizioni, concetti di base e standard|1. Definizioni, concetti di base e standard]]&amp;lt;br&amp;gt; [[#2. La progettazione didattica|2. La progettazione didattica]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[#3. Gli aspetti istituzionali|3. Gli aspetti istituzionali]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[#4. L'organizzazione concreta|4. L'organizzazione concreta]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[#5. La metodologia didattica|5. La metodologia didattica]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[#6. La valutazione del percorso dello studente|6. La valutazione del percorso dello studente]]&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
[[#7. La valutazione della riuscita del corso|7. La valutazione della riuscita del corso]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
__NOTOC__&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=1. Definizioni, concetti di base e standard= &lt;br /&gt;
==1.1 Definizioni e concetti di base==&lt;br /&gt;
==1.2 Gli standard dell'information literacy==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=2. La progettazione didattica= &lt;br /&gt;
==2.1 Definizione dei destinatari e analisi dei bisogni formativi degli utenti==&lt;br /&gt;
==2.2 Le possibili tipologie di corso==&lt;br /&gt;
==2.3 Come si articola la preparazione di un corso==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Ex esempi suggerimento ===&lt;br /&gt;
[Suggeriamo di spostare sia l'esempio di macro obiettivo che avete inserito nel paragrafo 2 sia quello in fondo (diario d'aula) in questo paragrafo dedicato agli esempi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'esempio che segue, &amp;quot;La bibliografia di un esame&amp;quot;  va molto bene come esempio di come strutturare la presentazione in aula. Vi proponiamo di togliere le slide &amp;quot;La bibliografia di un insegnamento&amp;quot; perchè pensiamo che in questo paragrafo dovrebbero essere inseriti SOLAMENTE esempi di PROGETTAZIONE DIDATTICA in senso stretto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per la stessa ragione toglieremmo anche l'esempio 2 &amp;quot;Costruisci il tuo percorso di ricerca: dato un argomento produci un elaborato&amp;quot; e le slides che seguono perchè sono esempi di trattamento di contenuti corsi e non di progettazione di corsi.&lt;br /&gt;
In fondo alla pagina trovate la proposta di modifica da implementarsi eventualmente con la progettazione del corso Il per tutti.&lt;br /&gt;
Ci piacerebbe, infatti, integrare gli esempi con la progettazione nel dettaglio del corso a cui dovremo lavorare tutti insieme come gruppo: il progetto IL per tutti. Cosa ne pensate?]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
--------------------&lt;br /&gt;
=== Primo esempio. La bibliografia di un esame: Come e dove cercare ===&lt;br /&gt;
'''In aula'''&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Autopresentazione: buongiorno, mi chiamo… e sono… &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Presentazione del corso:''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''I contenuti'': questo corso tratterà di… e si articolerà nelle seguenti parti… &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Aspetti pratici'': avrà la durata di, faremo una breve pausa all’ora…, è prevista la raccolta delle firme, dà/non dà diritto a crediti, se servono certificati per il lavoro ecc. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Si comincia''' con la scelta di un insegnamento e della bibliografia prevista per quell'esame. Partendo dalle domande: voi dove cerchereste? E… sapete cosa state cercando (libri, articoli, video, spartiti ecc.)? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Si arriva a'''  spiegare le risorse delle biblioteche e come funzionano nel dettaglio (Opac locali, nazionali, internazionali, motori di ricerca, biblioteca digitale ecc. fare riferimento al Tutorial) e i loro servizi (orari, prestito, consultazione, ILL. DD ecc.) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Media:La bibliografia di un insegnamento.pdf|La bibliografia di un insegnamento]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''In alternativa…''' &lt;br /&gt;
Prepara dei titoli da cercare che comprendano: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
:* Una monografia.  &lt;br /&gt;
:* Un’opera in più volumi. &lt;br /&gt;
:* Un saggio interno ad un volume (indici e sommari.&lt;br /&gt;
:* Un autore con cognome e iniziale nome (scorrimento lista). &lt;br /&gt;
:* Monografia reperibile in SBN ma non in OPAC Sebina Bologna (servizio di prestito interbibliotecario: ILL).&lt;br /&gt;
:* Monografia reperibile in MAI ma non in OPAC Sebina Bologna (ILL).&lt;br /&gt;
:* Monografia reperibile in KVK ma non in OPAC Sebina Bologna (ILL).&lt;br /&gt;
:* Il titolo di un articolo in una rivista (ACNP). &lt;br /&gt;
:* Titolo di un articolo con autore privo di riferimenti (motori di ricerca).&lt;br /&gt;
:* Rivista non presente a Bologna (servizio di document delivery/fornitura documenti DD).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Secondo esempio. Costruisci il tuo percorso di ricerca: dato un argomento produci un elaborato=== &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Foibe: un'interpretazione storiografica'''&lt;br /&gt;
* Individuazione dell'argomento, sua strutturazione&lt;br /&gt;
* Mappa Concettuale&lt;br /&gt;
* Cosa sono le foibe (etimologia)&lt;br /&gt;
* Dove si trovano le foibe&lt;br /&gt;
* Contestualizzazione storica, periodizzazione&lt;br /&gt;
* Dibattito storiografico&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Recupero dell'informazione: le fonti'''&lt;br /&gt;
* Cosa sono le fonti &lt;br /&gt;
* Tipologia di fonti (primarie, secondarie...)&lt;br /&gt;
* Cercare/trovare/valutare/utilizzare le fonti &lt;br /&gt;
* Come si citano le fonti http://www.biblioteche.unibo.it/portale/strumenti/Citare_le_fonti_bibliografiche/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Utilizza gli strumenti di ricerca e i servizi offerti dalle biblioteche per rispondere ai tuoi bisogni informativi'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esempi:&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
[[Media:GuerraFM.pdf|La guerra delle Falkland-Malvinas]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Media:UnioneMed.pdf|Unione per il Mediterraneo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
                          '''PROPOSTA DI MODIFICA 28.11.14 ALINA E CHRISTIAN'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Esempio di definizione degli obiettivi=== &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al termine del corso di base: “Introduzione alla ricerca documentale” gli studenti saranno in grado di:&lt;br /&gt;
* Determinare la tipologia e la quantità di informazioni richieste in base alle proprie necessità informative&lt;br /&gt;
* Accedere in modo efficace ed efficiente alle informazioni e alla documentazione necessarie per i loro studi&lt;br /&gt;
* Valutare criticamente le informazioni e le fonti&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare per ciascuno di questi macro-obiettivi si prevede che alla fine del corso gli studenti siano in grado di:&lt;br /&gt;
definire e articolare il proprio bisogno informativo, e in particolare:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Identificare nel Portale delle Biblioteche Unibo e in rete le risorse utili a soddisfare le proprie necessità informative&lt;br /&gt;
* Riconoscere/saper distinguere le diverse tipologie di documenti offline e/o online recuperabili grazie alle biblioteche (libri, articoli, capitoli, review, news, bollettini, romanzi, opere divulgative e saggi scientifici, ecc.)&lt;br /&gt;
* Utilizzare le principali funzioni di ricerca dei cataloghi, localizzare un libro e un periodico, consultare un ebook dal catalogo; salvare ricerche e bibliografie per successivi utilizzi&lt;br /&gt;
* Conoscere le funzionalità di reference linking (A-link) nei cataloghi&lt;br /&gt;
* Utilizzare gli eventuali servizi aggiuntivi dell’opac come prenotazioni e proroghe &lt;br /&gt;
* Localizzare ed avere informazioni sulla propria o su più biblioteche di riferimento nell’Ateneo o nel polo SBN bolognese&lt;br /&gt;
* Conoscere i principi (diritti-doveri) del servizio di prestito&lt;br /&gt;
* Accedere alle risorse documentali disponibili in Ateneo anche dall’esterno &lt;br /&gt;
* Comprendere cos’è una bibliografia; saper interpretare una bibliografia, distinguendo le diverse citazioni (libri, capitoli, articoli, working papers, etc.)&lt;br /&gt;
* Sapere cosa possono contenere le dispense elettroniche e perché possono essere ad accesso libero o riservato&lt;br /&gt;
* Comprendere la differenza tra le edizioni di uno stesso documento (sia dal punto di vista cronologico che linguistico o di formato) e scegliere la più adatta al loro scopo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Schema di diario d'aula ===    &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qui potete scaricare il file linkato di seguito&lt;br /&gt;
[[Media:Schema diario d'aula.doc|Schema diario d'aula]]&lt;br /&gt;
che contiene un modello di progettazione didattica,  attraverso la compilazione di tre schede così distinte:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Macroprogettazione dell'attività formativa&lt;br /&gt;
* Analisi del contenuto&lt;br /&gt;
* Microprogettazione d'aula contenuto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E qui potete scaricare un esempio del file sulla progettazione compilato con un esempio&lt;br /&gt;
[[Media:Progettazione diario d aula esempio.doc|Esempio di progettazione diario d'aula]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La bibliografia di un esame: Come e dove cercare === &lt;br /&gt;
'''In aula'''&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Presentazione: buongiorno, mi chiamo… e sono… &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Presentazione del corso:''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''I contenuti'': questo corso tratterà di… e si articolerà nelle seguenti parti… &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Aspetti pratici'': avrà la durata di, faremo una breve pausa all’ora…, è prevista la raccolta delle firme, dà/non dà diritto a crediti, se servono certificati per il lavoro ecc. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Si comincia''' con la scelta di un insegnamento e della bibliografia prevista per quell’esame. Partendo dalle domande: voi dove cerchereste? E… sapete cosa state cercando (libri, articoli, video, spartiti ecc.)? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Si arriva a'''  spiegare le risorse delle biblioteche e come funzionano nel dettaglio (Opac locali, nazionali, internazionali, motori di ricerca, biblioteca digitale ecc. fare riferimento al Tutorial) e i loro servizi (orari, prestito, consultazione, ILL. DD ecc.)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== '''Esempio di macro obiettivo''' ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al termine del corso di base: “Introduzione alla ricerca documentale” gli studenti saranno in grado di:&lt;br /&gt;
* determinare la tipologia e la quantità di informazioni richieste in base alle proprie necessità informative;&lt;br /&gt;
* accedere in modo efficace ed efficiente alle informazioni e alla documentazione necessarie per i propri studi;&lt;br /&gt;
* valutare criticamente le informazioni e le fonti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare si prevede che alla fine del corso gli studenti siano in grado di definire e articolare il proprio bisogno informativo, e in particolare di:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* identificare nel Portale delle Biblioteche Unibo e in rete le risorse utili a soddisfare le proprie necessità informative;&lt;br /&gt;
* riconoscere/saper distinguere le diverse tipologie di documenti offline e/o online recuperabili grazie alle biblioteche (libri, articoli, capitoli, review, news, bollettini, romanzi, opere divulgative e saggi scientifici, ecc.);&lt;br /&gt;
* utilizzare le principali funzioni di ricerca dei cataloghi, localizzare un libro e un periodico, consultare un ebook dal catalogo;&lt;br /&gt;
* salvare ricerche e bibliografie per successivi utilizzi;&lt;br /&gt;
* conoscere le funzionalità di ''reference linking'' (A-link) nei cataloghi;&lt;br /&gt;
* utilizzare gli eventuali servizi aggiuntivi dell’opac come prenotazioni e proroghe;&lt;br /&gt;
* localizzare ed avere informazioni sulla propria o su più biblioteche di riferimento nell’Ateneo o nel polo SBN bolognese;&lt;br /&gt;
* conoscere i principi (diritti-doveri) del servizio di prestito;&lt;br /&gt;
* accedere alle risorse documentali disponibili in Ateneo anche dall’esterno;&lt;br /&gt;
* comprendere e interpretare cos’è una bibliografia distinguendo le diverse citazioni (libri, capitoli, articoli, ''working papers'', ecc.);&lt;br /&gt;
* sapere cosa possono contenere le dispense elettroniche e perché possono essere ad accesso libero o riservato;&lt;br /&gt;
* comprendere la differenza tra le edizioni di uno stesso documento (sia dal punto di vista cronologico che linguistico o di formato) e scegliere la più adatta al proprio scopo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== '''[[Media:Schema diario d'aula.doc|Schema diario d'aula]]''': ===&lt;br /&gt;
 utile modello di progettazione didattica, attraverso la compilazione di tre schede così distinte: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* macroprogettazione dell'attività formativa;&lt;br /&gt;
* analisi del contenuto;&lt;br /&gt;
* microprogettazione d'aula contenuto.&lt;br /&gt;
=== '''[[Media:Progettazione diario d aula esempio.doc|Schema di diario d'aula compilato]]''' ===&lt;br /&gt;
 esempio di progettazione didattica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=3. Gli aspetti istituzionali= &lt;br /&gt;
==3.1 La negoziazione con i docenti e con altri stakeholders==&lt;br /&gt;
==3.2 Negoziazioni differenti per corsi differenti==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=4. L'organizzazione concreta= &lt;br /&gt;
==4.1 I tempi==&lt;br /&gt;
==4.2 Spazi, materiali/strumenti da utilizzare in aula, documentazione a supporto==&lt;br /&gt;
==4.3 Come pubblicizzare e promuovere il corso==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=5. La metodologia didattica=&lt;br /&gt;
==5.1 L'approccio in aula==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alcune attività tipiche nelle esercitazioni sono le seguenti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* letture;&lt;br /&gt;
* discussioni;&lt;br /&gt;
* studi di caso;&lt;br /&gt;
* giochi di ruolo;&lt;br /&gt;
* questionari;&lt;br /&gt;
* ricerche tematiche;&lt;br /&gt;
* laboratori esperienziali;&lt;br /&gt;
* visione di film;&lt;br /&gt;
* preparazione di poster;&lt;br /&gt;
* sviluppo di progetti;&lt;br /&gt;
* attività outdoor.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella dispensa [[Media:Dispensa Tool2.pdf|Tool2]] di [http://www.francescomuzzarelli.it/ Francesco Muzzarelli], docente del corso [http://www.biblioteche.unibo.it/portale/eventi/la-didattica-della-ricerca-documentale-il-bibliotecario-formatore La didattica documentale: il bibliotecario formatore], viene inoltre presentata una serie di &amp;quot;diavolerie didattiche&amp;quot; ovvero di strategie utili sia per vivacizzare l'apprendimento in aula - risvegliando interesse e partecipazione - sia per fissare i contenuti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La tecnica del ''problem solving''===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una tecnica per stimolare l’interesse della platea sulle modalità di ricerca più affidabili è quella di individuare argomenti di ricerca controversi come nell’esempio che segue.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''P.es.: Argomento''': esiste un nesso tra vaccinazioni ed autismo?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1. Per rispondere a questa domanda di ricerca occorre chiedersi quali fonti privilegiare, tenendo conto che in ambito accademico è raccomandabile privilegiare le risorse che si basano su evidenza scientifica documentata. Delle informazioni recuperate considerare: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*la coerenza;&lt;br /&gt;
*l'accuratezza;&lt;br /&gt;
*la copertura;&lt;br /&gt;
*l'aggiornamento;&lt;br /&gt;
*la verificabilità;&lt;br /&gt;
*la presenza di riferimenti bibliografici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2. Per confermare l’opportunità di utilizzare fonti autorevoli, confrontare i risultati con quelli restituiti da un motore di ricerca web (es. Google).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
P.es.: utilizzando i termini di ricerca “autismo” e “vaccini” in google.it, nella prima pagina vengono restituiti risultati di tipo giornalistico, una voce di Wikipedia in italiano ed altre occorrenze non verificate: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Google autismo vaccini.jpg|miniatura|centro|google.it: risultato della ricerca con i termini  &amp;lt;i&amp;gt;autismo&amp;lt;/i&amp;gt; + &amp;lt;i&amp;gt;vaccini&amp;lt;/i&amp;gt;]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Utilizzando invece i termini ''autism'' e ''vaccine'' sulle principali banche dati utilizzate in ambito accademico, l'origine della supposta correlazione tra vaccinazioni ed autismo risulta essere riportata solo dall'articolo [http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736%2897%2911096-0/fulltext Ileal-lymphoid-nodular hyperplasia, non-specific colitis, and pervasive developmental disorder in children], pubblicato su '''The Lancet''' nel 1998 ma ritirato nel 2010. Dopo il ritiro, nel 2011 il giornalista d'inchiesta Brian Deer ha pubblicato una serie di articoli sul [http://www.bmj.com/content/342/bmj.c5347 British Medical Journal] che riepilogavano questa vicenda di ''[http://en.wikipedia.org/wiki/Scientific_misconduct Scientific Misconduct]''. Nel frattempo sono state pubblicate altre ricerche che non hanno confermato la tesi dell'articolo pubblicato su '''The Lancet'''. A gennaio 2014 le principali banche dati utilizzate in ambito accademico ne riportano i seguenti indici citazionali:&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
*[http://scholar.google.it/scholar?cites=14182091522304930037&amp;amp;as_sdt=2005&amp;amp;sciodt=0,5&amp;amp;hl=it Google scholar]: 1812 citazioni;&lt;br /&gt;
*[http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/pmid/9500320/citedby/?page=6 PubMed]: 162 citazioni;&lt;br /&gt;
*[http://apps.webofknowledge.com/full_record.do?product=UA&amp;amp;search_mode=Refine&amp;amp;qid=18&amp;amp;SID=V1HpNNoO9q1zSR8aX1K&amp;amp;page=4&amp;amp;doc=32 Web of Science]: 874 citazioni;&lt;br /&gt;
*[http://www.scopus.com/results/results.url?sort=plf-f&amp;amp;src=s&amp;amp;nlo=&amp;amp;nlr=&amp;amp;nls=&amp;amp;sid=536CFA7C89DA705970FE5A1ADFE10575.fM4vPBipdL1BpirDq5Cw%3a480&amp;amp;sot=aut&amp;amp;sdt=cl&amp;amp;cluster=scopubyr%2c%221998%22%2ct&amp;amp;sl=17&amp;amp;s=AU-ID%287101892622%29&amp;amp;origin=resultslist&amp;amp;zone=leftSideBar&amp;amp;txGid=536CFA7C89DA705970FE5A1ADFE10575.fM4vPBipdL1BpirDq5Cw%3a48 Scopus]: articolo non indicizzato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3. Avvalersi dei differenti risultati ottenuti con le diverse banche dati per indicarne i gradi di copertura disciplinare, temporale e geografica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Partendo quindi da una questione problematica si possono considerare i seguenti aspetti della ricerca bibliografica:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*scelta dei database;&lt;br /&gt;
*tecnica di ricerca;&lt;br /&gt;
*valutazione dei risultati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il caso concreto===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una strategia efficace e sperimentata consiste nel partire da un caso concreto (p.es. una ricerca da impostare) illustrando le varie fasi del percorso e proponendo una esercitazione ad hoc per ciascuna fase:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*delimitazione dell’argomento;&lt;br /&gt;
*formulazione del quesito di ricerca;&lt;br /&gt;
*identificazione dei termini da utilizzare;&lt;br /&gt;
*identificazione delle fonti;&lt;br /&gt;
*analisi dei risultati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per favorire la partecipazione e il coinvolgimento di tutti, gli studenti, saranno organizzati in equipe di dimensioni ridotte (massimo quattro/cinque studenti per gruppo). Ad ogni gruppo andrà assegnato un argomento di ricerca. Si possono fornire delle proposte (lista di possibili argomenti collegati alla disciplina di riferimento) o far proporre gli argomenti/temi dagli studenti stessi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molto utile è la collaborazione con i docenti per trovare degli esempi effettivamente attinenti agli argomenti trattati in aula. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dal momento che la messa a fuoco del tema di ricerca e la formulazione del quesito relativo è una delle fasi più delicate e quella in cui gli studenti incontrano maggiori difficoltà, è consigliabile lavorare molto in aula su questo punto. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il diario di ricerca===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fornire un modello di diario della ricerca per le esercitazioni in aula o a casa, permette agli studenti di tenere traccia delle tappe del percorso. &lt;br /&gt;
Una simile esercitazione può essere proposta a livello sia individuale che di gruppo anche se nella seconda modalità risulta più efficace in quanto stimola l’apprendimento collaborativo e il confronto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo schema da proporre per tale diario potrebbe essere il seguente:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1) Quesito di ricerca da svolgere:&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
_____________________________________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2) Individuazione delle parole chiave e dei limiti (cronologici, linguistici, geografici, ecc.) con cui si è definita la ricerca:&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
_____________________________________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3) Elenco delle fonti consultate. Per ciascuna fonte indicare il tipo di ricerca svolto (p.es. per campi, per liste, tramite thesaurus, ecc.): &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte n. 1 : ________________________________________________ &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fonte n. 2 : ________________________________________________ &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fonte n. 3 : ________________________________________________ &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fonte n. 4 : ________________________________________________ &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fonte n. 5 : ________________________________________________ &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fonte n. 6 : ________________________________________________ &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
4) Descrizione dell’attività di ricerca (spiegare in massimo due pagine quale è stata praticamente la propria strategia di ricerca, i motivi delle proprie scelte ed eventuali difficoltà incontrate). &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
5) Selezione e citazione completa dei documenti ritenuti più pertinenti (massimo 10):&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
_____________________________________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
6) Redazione di un abstract di massimo xxx caratteri per i primi tre documenti più pertinenti:&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
____________________________________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Far nominare un portavoce per ogni gruppo che al termine dell’esercitazione esporrà in aula il percorso seguito, le principali difficoltà incontrate e i risultati ottenuti.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E’ importante fissare in anticipo – e far poi rispettare - dei tempi precisi sia per la durata dell’esercitazione che per quella dell’esposizione successiva.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo modo di procedere è molto efficace perché permette agli studenti di confrontarsi tra loro imparando gli uni dagli altri e allo stesso tempo consente al docente d’intervenire integrando con un supplemento di spiegazioni mirate quanto ancora non risulta chiaro o ben assimilato. Inoltre per il docente rappresenta l’occasione di ricevere un immediato feedback di quanto è stato compreso e di quanto invece ancora non è stato ben recepito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Particolarmente utile a tal fine è la rilettura dei diari della ricerca dai quali si può evincere cosa, come e in che misura sono stati realmente compresi e fatti propri i concetti e i metodi di ricerca proposti in aula. &lt;br /&gt;
                                             &lt;br /&gt;
===Caccia al tesoro===&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Suddividere i partecipanti in gruppi di5/6 persone massimo e fornire loro delle bibliografie con un massimo di 10 documenti citati tra libri, saggi, riviste, ecc.&lt;br /&gt;
Per i documenti citati occorre indicare la collocazione recuperata a catalogo.&lt;br /&gt;
Completata la localizzazione e il conseguente recupero, si verifica  la corrispondenza tra quanto richiesto e quanto recuperato.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esempio bibliografia:&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Adinolfi, Goffredo (2007), Ai confini del fascismo: propaganda e consenso nel Portogallo salazarista, 1932-194, Milano, F. Angeli.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Collocazione ____________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bazzanella, Carla (1994), Le facce del parlare: un approccio pragmatico all'italiano parlato, Scandicci, La nuova Italia.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Collocazione ____________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Castiglione, Dario (2009), Political identity in a “community of strangers”, in Jeffrey T. Checkel and Peter J. Katzenstein (eds), European Identity, Cambridge, Cambridge University Press, pp. 29-54.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Collocazione ____________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Guélaude, Claire (2012), L’économie française toujours àl’arrête, in «Le Monde», 6 octobre, p. 12.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Collocazione ____________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Hahnel, Robin (2005), Economic justice and democracy: from competition to cooperation, New York, Routledge.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Collocazione ____________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lavanda, Italo e Giorgio Rampa (2004), Microeconomia. Scelte individuali e benessere sociale, Roma, Carocci.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Collocazione ____________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prato, Paolo (2012), Musica e politica all’italiana: la lezione del Risorgimento, in «Musica Realtà», vol. 97, fasc. 1, pp.91-98.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Collocazione ____________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Attività ludiche===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''BiblioBingo'''&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Esempio di semplice gioco rompighiaccio da proporre per verificare, prima di iniziarne la presentazione, le conoscenze e le lacune relative ai servizi e/o alle risorse.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si consegna a ogni studente (o coppia se si ha un gruppo numeroso) una cartella vuota del BilioBingo e si chiede di riempirla scrivendo nelle sei caselle altrettanti servizi/risorse fondamentali della biblioteca. Il bibliotecario inizia ad “estrarre” da una busta i servizi/risorse e chiede agli studenti di spuntare le caselle in caso di corrispondenza. &lt;br /&gt;
La vittoria andrà a chi avrà il maggior numero di caselle spuntate.&lt;br /&gt;
Per rendere più accattivante il gioco è possibile mettere in palio piccoli premi (p.es. un libro dal Bookcrossing '''[sì??]''', cancelleria, merchandising, etc.).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Fear Cards'''&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Attività utile per farsi un’idea di ciò che gli studenti già conoscono rispetto alle risorse e i servizi e per stimolare eventuali domande che altrimenti potrebbero restare inespresse.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si consegna a ogni studente un cartoncino o un post-it denominato &amp;quot;carta della paura&amp;quot; (''fear card'') chiedendo di indicare in forma anonima ciò che più teme nella ricerca/richiesta delle informazioni. Una volta raccolte e mischiate le carte (o attaccati i post-it), si leggono ad alta voce. [[File:BiblioBingo FearCards.docx|riquadrato|sinistra|Materiale riutilizzabile per BiblioBingo e FearCards]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==5.2 Modalità comunicative== &lt;br /&gt;
==5.3 E-learning==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=6. La valutazione del percorso dello studente=&lt;br /&gt;
==6.1 Valutazione ex ante (conoscenze/competenze in entrata)==&lt;br /&gt;
Esempio di [https://docs.google.com/forms/d/1Vhm5HqBJGABZ4iNl5zUDN8yZnDngspxa_bUNykKNYPI/viewform#start=invite%20Test%20d'ingresso test di ingresso]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==6.2 Monitoraggio dell'apprendimento==&lt;br /&gt;
Attività di valutazione d'aula.&lt;br /&gt;
=== Parafrasi diretta ===&lt;br /&gt;
Gli studenti sono chiamati a riassumere un’idea chiave appresa in aula, con parole proprie e immaginando che il riassunto sia indirizzato a un destinatario specifico, deciso dall’istruttore.&lt;br /&gt;
Il riassunto deve essere breve e la scelta terminologica adeguata al destinatario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': permette di capire se - e a che livello - gli studenti hanno afferrato le nozioni fondamentali presentate in aula.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': Scrivete in poche righe la definizione di plagio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Classificazione e raggiungimento degli obiettivi ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Preferibilmente all’inizio del corso, gli studenti sono chiamati ad esplicitare le loro aspettative sui contenuti e sugli obiettivi del corso. Successivamente l’istruttore rende esplicito quanto progettato per il corso in avviamento, rivelando scarti e avvicinamenti rispetto a quanto espresso dagli studenti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': questa tecnica mira a comunicare chiaramente agli studenti l’oggetto del corso e gli obiettivi d’apprendimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': nella prima colonna qui sotto, scrivete 2-3 cose che sperate di imparare partecipando a questo corso&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! Cosa vuoi imparare? !! Livello d'importanza (da 1 a x) !! È anche un obiettivo dell'istruttore?&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _ &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _ &lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Verifica delle conoscenza di base ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studenti sono chiamati prima dell’inizio del corso ad esplicitare il loro livello di conoscenza di alcune questioni chiave che saranno oggetto di trattazione. Questa verifica può essere condotta in maniera più o meno strutturata (ad esempio attraverso un breve giro di domande oppure attraverso un apposito questionario preliminare). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': l’istruttore può modificare l’assetto del corso nel caso in cui tra gli studenti emergano conoscenze di base disomogenee o inferiori alle aspettative; l’istruttore può quindi concentrarsi sui contenuti meno padroneggiati sorvolando quelli maggiormente conosciuti.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempi''': &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
* Il catalogo online dei periodici (ACNP) permette:&lt;br /&gt;
:  a. di consultare articoli a testo pieno;&lt;br /&gt;
:  b. di verificare la disponibilità e la collocazione in biblioteca di una rivista;&lt;br /&gt;
:  c. non so;&lt;br /&gt;
:  d. di inoltrare richieste di prestito interbibliotecario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Sapresti identificare i risultati di apprendimento di un corso di ''information literacy''?&lt;br /&gt;
:  a. non sono sicuro di cosa possano essere o come identificarli;&lt;br /&gt;
:  b. ne ho sentito parlare ma non identifico di regola i risultati di apprendimento;&lt;br /&gt;
:  c. ne identifico facilmente i risultati di apprendimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Hai idea di cosa siano e come funzionino le &amp;quot;rubriche di valutazione&amp;quot;?&lt;br /&gt;
:  a. non sono sicuro di cosa siano o come funzionino;&lt;br /&gt;
:  b. ho qualche idea al riguardo ma non è molto chiara;&lt;br /&gt;
:  c. ne ho un'idea chiara e posso spiegarla agli altri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Note a catena ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con  le &amp;quot;note a catena&amp;quot; viene sottoposta agli studenti (uno alla volta in successione) una domanda scritta relativa al corso; gli studenti devono rispondere anonimamente in un tempo limitato prima di passare la questione allo studente successivo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': migliorare la consapevolezza dell’istruttore e degli studenti sulle dinamiche dell’attenzione in classe e sui modi per  migliorarla. Raccogliendo dei feedback da ogni studente su ciò che sta accadendo in aula in un dato momento, si stimola nei discenti una riflessione riguardo al cosa stanno imparando e al cosa stanno prestando attenzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': Quando la busta ha raggiunto te, a cosa stavi prestando attenzione?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== RSQC2 (''Recall, summarize, question, comment, connect'') ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Agli studenti è richiesto di creare singolarmente una lista degli argomenti trattati e, successivamente, di discuterla in maniera collegiale col resto della classe per creare un elenco di frasi-sommario. È inoltre richiesto loro di individuare le connessioni degli argomenti con gli obiettivi del corso. Si chiede infine di esplicitare eventuali dubbi rimasti non chiariti e di esprimere osservazioni personali. È necessario più tempo rispetto alle altre tecniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': questa tecnica incoraggia gli studenti a richiamare e esaminare l’informazione del corso e, spingendoli ad organizzarla e commentarla, rinforza ciò che è stato insegnato durante la lezione e aiuta a creare un ponte cognitivo esplicito tra idee vecchie e nuove. Al contempo fornisce all’istruttore una grande quantità di informazioni su cosa gli studenti hanno appreso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''':&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# '''''recall''''': fai una lista dei punti più importanti, utili, significativi di cui si è parlato nella lezione di oggi (1-2 minuti);&lt;br /&gt;
# '''''summarize''''': sintetizza i punti importanti in una frase-sommario che catturi l’essenza della lezione di oggi;&lt;br /&gt;
# '''''question''''': individua una o due domande a cui non è stata data risposta oggi (1-2 minuti);&lt;br /&gt;
# '''''comment''''': scrivi un commento su ciò che ti è piaciuto, hai trovato utile, o su come ti sei sentito (1-2 minuti);&lt;br /&gt;
# '''''connect''''': connetti i punti più importanti del tema trattato oggi agli obiettivi maggiori dell'intero corso (1-2 minuti).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Riassunto in una frase ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studenti devono sintetizzare in una singola frase la loro risposta alle questioni &amp;quot;Chi fa cosa a chi, quando, dove, come e perché?&amp;quot; rispetto a un argomento dato. Gli studenti possono condividere le frasi. L’istruttore poi raccoglierà e classificherà le risposte nelle seguenti categorie:&lt;br /&gt;
# comprensione completa del concetto;&lt;br /&gt;
# comprensione in evoluzione del concetto;&lt;br /&gt;
# comprensione iniziale del concetto. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La domanda per gli studenti è “Chi fa cosa a chi, quando, dove, come e perché?” rispetto a un argomento dato.&lt;br /&gt;
Gli studenti devono sintetizzare la loro risposta in una singola frase.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': condividere le risposte mostrerà agli studenti che ci sono molti modi di rispondere alla domanda. L’individuazione degli studenti con “comprensione iniziale” del concetto potranno rivedere il materiale o/o esercitarsi per aumentare le proprie capacità.&lt;br /&gt;
'''Esempio''': le tecniche di valutazione d’aula utili nell'''information literacy''&lt;br /&gt;
'''[come sopra, metterei un esempio più &amp;quot;studentesco&amp;quot;]'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
!  !! Chi agisce? !! Cosa fa? !! A cosa o a chi si rivolge? !! Quando? !! Dove? !! Come? !! Perché?&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ''(inserire l'argomento)'' ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||  &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| '''riassunto in una frase'''&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trasferisci e applica ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Agli studenti è richiesto di riassumere per punti quanto fino ad allora discusso e di individuare per ogni punto gli ambiti d’applicazione.&lt;br /&gt;
Questa tecnica stimola gli studenti a richiamare quanto hanno appreso e ad applicare questa informazione al loro ambiente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': stimolare gli studenti a richiamare quanto hanno appreso e ad applicare questa informazione al loro ambiente. L’istruttore può scorrere le risposte per scoprire se gli studenti hanno colto i concetti chiave presentati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! !! Scrivi idee interessanti, tecniche, strategie e tattiche apprese in questa sessione !! Scrivi le applicazioni possibili per la tua pratica d’insegnamento '''[come sopra, metterei un esempio più &amp;quot;studentesco&amp;quot;]'''.&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1||  || 1)&lt;br /&gt;
2)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2||  || 1)&lt;br /&gt;
2)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|3||  || 1)&lt;br /&gt;
2)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|...||  ||  &lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==6.3 Valutazione ex-post (conoscenze/competenze acquisite grazie al corso)==&lt;br /&gt;
Esempio di '''esercitazione''': realizzazione di una bibliografia su un tema specifico individuato dal formatore o lasciato alla libera scelta dei partecipanti.&lt;br /&gt;
La prima soluzione ha il vantaggio di consentire al formatore di preparare preventivamente un tema didatticamente e/o disciplinarmente rilevante e di poter valutare più agevolmente l'aspetto qualitativo dell'esercitazione; nel secondo caso, dato che solitamente gli studenti si orientano verso temi oggetto della propria tesi, la prova pratica costituisce uno stimolo motivazionale aggiuntivo, rendendo maggiormente consapevoli i partecipanti dell'utilità pratica della formazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==6.4 Modalità in autovalutazione==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=7. La valutazione della riuscita del corso=&lt;br /&gt;
==7.1 La valutazione del gradimento del corso==&lt;br /&gt;
[[Media:Questionario_Valutazione_Insegnamento.pdf|Scheda di rilevazione dell'opinione degli studenti sull'attività didattica]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[https://almail.unibo.it/index.php/File:Questionario_dott_2012.pdf Questionario rivolto agli studenti delle scuole di dottorato dell'area sociale] '''[ENRICA: un pò datato con parti in giallo che lo fanno sembrare una bozza, valutare se tenerlo]'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==7.2 Autovalutazione e diario di bordo== &lt;br /&gt;
==7.3 Riprogettazione del corso==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=Esempi&amp;diff=1128</id>
		<title>Esempi</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://almail.unibo.it/index.php?title=Esempi&amp;diff=1128"/>
		<updated>2015-11-04T09:53:32Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''Indice:'''&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[#1. Definizioni, concetti di base e standard|1. Definizioni, concetti di base e standard]]&amp;lt;br&amp;gt; [[#2. La progettazione didattica|2. La progettazione didattica]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[#3. Gli aspetti istituzionali|3. Gli aspetti istituzionali]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[#4. L'organizzazione concreta|4. L'organizzazione concreta]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[#5. La metodologia didattica|5. La metodologia didattica]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[#6. La valutazione del percorso dello studente|6. La valutazione del percorso dello studente]]&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
[[#7. La valutazione della riuscita del corso|7. La valutazione della riuscita del corso]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
__NOTOC__&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=1. Definizioni, concetti di base e standard= &lt;br /&gt;
==1.1 Definizioni e concetti di base==&lt;br /&gt;
==1.2 Gli standard dell'information literacy==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=2. La progettazione didattica= &lt;br /&gt;
==2.1 Definizione dei destinatari e analisi dei bisogni formativi degli utenti==&lt;br /&gt;
==2.2 Le possibili tipologie di corso==&lt;br /&gt;
==2.3 Come si articola la preparazione di un corso==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Ex esempi suggerimento ===&lt;br /&gt;
[Suggeriamo di spostare sia l'esempio di macro obiettivo che avete inserito nel paragrafo 2 sia quello in fondo (diario d'aula) in questo paragrafo dedicato agli esempi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'esempio che segue, &amp;quot;La bibliografia di un esame&amp;quot;  va molto bene come esempio di come strutturare la presentazione in aula. Vi proponiamo di togliere le slide &amp;quot;La bibliografia di un insegnamento&amp;quot; perchè pensiamo che in questo paragrafo dovrebbero essere inseriti SOLAMENTE esempi di PROGETTAZIONE DIDATTICA in senso stretto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per la stessa ragione toglieremmo anche l'esempio 2 &amp;quot;Costruisci il tuo percorso di ricerca: dato un argomento produci un elaborato&amp;quot; e le slides che seguono perchè sono esempi di trattamento di contenuti corsi e non di progettazione di corsi.&lt;br /&gt;
In fondo alla pagina trovate la proposta di modifica da implementarsi eventualmente con la progettazione del corso Il per tutti.&lt;br /&gt;
Ci piacerebbe, infatti, integrare gli esempi con la progettazione nel dettaglio del corso a cui dovremo lavorare tutti insieme come gruppo: il progetto IL per tutti. Cosa ne pensate?]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
--------------------&lt;br /&gt;
=== Primo esempio. La bibliografia di un esame: Come e dove cercare ===&lt;br /&gt;
'''In aula'''&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Autopresentazione: buongiorno, mi chiamo… e sono… &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Presentazione del corso:''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''I contenuti'': questo corso tratterà di… e si articolerà nelle seguenti parti… &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Aspetti pratici'': avrà la durata di, faremo una breve pausa all’ora…, è prevista la raccolta delle firme, dà/non dà diritto a crediti, se servono certificati per il lavoro ecc. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Si comincia''' con la scelta di un insegnamento e della bibliografia prevista per quell'esame. Partendo dalle domande: voi dove cerchereste? E… sapete cosa state cercando (libri, articoli, video, spartiti ecc.)? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Si arriva a'''  spiegare le risorse delle biblioteche e come funzionano nel dettaglio (Opac locali, nazionali, internazionali, motori di ricerca, biblioteca digitale ecc. fare riferimento al Tutorial) e i loro servizi (orari, prestito, consultazione, ILL. DD ecc.) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Media:La bibliografia di un insegnamento.pdf|La bibliografia di un insegnamento]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''In alternativa…''' &lt;br /&gt;
Prepara dei titoli da cercare che comprendano: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
:* Una monografia.  &lt;br /&gt;
:* Un’opera in più volumi. &lt;br /&gt;
:* Un saggio interno ad un volume (indici e sommari.&lt;br /&gt;
:* Un autore con cognome e iniziale nome (scorrimento lista). &lt;br /&gt;
:* Monografia reperibile in SBN ma non in OPAC Sebina Bologna (servizio di prestito interbibliotecario: ILL).&lt;br /&gt;
:* Monografia reperibile in MAI ma non in OPAC Sebina Bologna (ILL).&lt;br /&gt;
:* Monografia reperibile in KVK ma non in OPAC Sebina Bologna (ILL).&lt;br /&gt;
:* Il titolo di un articolo in una rivista (ACNP). &lt;br /&gt;
:* Titolo di un articolo con autore privo di riferimenti (motori di ricerca).&lt;br /&gt;
:* Rivista non presente a Bologna (servizio di document delivery/fornitura documenti DD).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Secondo esempio. Costruisci il tuo percorso di ricerca: dato un argomento produci un elaborato=== &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Foibe: un'interpretazione storiografica'''&lt;br /&gt;
* Individuazione dell'argomento, sua strutturazione&lt;br /&gt;
* Mappa Concettuale&lt;br /&gt;
* Cosa sono le foibe (etimologia)&lt;br /&gt;
* Dove si trovano le foibe&lt;br /&gt;
* Contestualizzazione storica, periodizzazione&lt;br /&gt;
* Dibattito storiografico&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Recupero dell'informazione: le fonti'''&lt;br /&gt;
* Cosa sono le fonti &lt;br /&gt;
* Tipologia di fonti (primarie, secondarie...)&lt;br /&gt;
* Cercare/trovare/valutare/utilizzare le fonti &lt;br /&gt;
* Come si citano le fonti http://www.biblioteche.unibo.it/portale/strumenti/Citare_le_fonti_bibliografiche/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Utilizza gli strumenti di ricerca e i servizi offerti dalle biblioteche per rispondere ai tuoi bisogni informativi'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esempi:&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
[[Media:GuerraFM.pdf|La guerra delle Falkland-Malvinas]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Media:UnioneMed.pdf|Unione per il Mediterraneo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
                          '''PROPOSTA DI MODIFICA 28.11.14 ALINA E CHRISTIAN'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Esempio di definizione degli obiettivi=== &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al termine del corso di base: “Introduzione alla ricerca documentale” gli studenti saranno in grado di:&lt;br /&gt;
* Determinare la tipologia e la quantità di informazioni richieste in base alle proprie necessità informative&lt;br /&gt;
* Accedere in modo efficace ed efficiente alle informazioni e alla documentazione necessarie per i loro studi&lt;br /&gt;
* Valutare criticamente le informazioni e le fonti&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare per ciascuno di questi macro-obiettivi si prevede che alla fine del corso gli studenti siano in grado di:&lt;br /&gt;
definire e articolare il proprio bisogno informativo, e in particolare:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Identificare nel Portale delle Biblioteche Unibo e in rete le risorse utili a soddisfare le proprie necessità informative&lt;br /&gt;
* Riconoscere/saper distinguere le diverse tipologie di documenti offline e/o online recuperabili grazie alle biblioteche (libri, articoli, capitoli, review, news, bollettini, romanzi, opere divulgative e saggi scientifici, ecc.)&lt;br /&gt;
* Utilizzare le principali funzioni di ricerca dei cataloghi, localizzare un libro e un periodico, consultare un ebook dal catalogo; salvare ricerche e bibliografie per successivi utilizzi&lt;br /&gt;
* Conoscere le funzionalità di reference linking (A-link) nei cataloghi&lt;br /&gt;
* Utilizzare gli eventuali servizi aggiuntivi dell’opac come prenotazioni e proroghe &lt;br /&gt;
* Localizzare ed avere informazioni sulla propria o su più biblioteche di riferimento nell’Ateneo o nel polo SBN bolognese&lt;br /&gt;
* Conoscere i principi (diritti-doveri) del servizio di prestito&lt;br /&gt;
* Accedere alle risorse documentali disponibili in Ateneo anche dall’esterno &lt;br /&gt;
* Comprendere cos’è una bibliografia; saper interpretare una bibliografia, distinguendo le diverse citazioni (libri, capitoli, articoli, working papers, etc.)&lt;br /&gt;
* Sapere cosa possono contenere le dispense elettroniche e perché possono essere ad accesso libero o riservato&lt;br /&gt;
* Comprendere la differenza tra le edizioni di uno stesso documento (sia dal punto di vista cronologico che linguistico o di formato) e scegliere la più adatta al loro scopo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Schema di diario d'aula ===    &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qui potete scaricare il file linkato di seguito&lt;br /&gt;
[[Media:Schema diario d'aula.doc|Schema diario d'aula]]&lt;br /&gt;
che contiene un modello di progettazione didattica,  attraverso la compilazione di tre schede così distinte:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Macroprogettazione dell'attività formativa&lt;br /&gt;
* Analisi del contenuto&lt;br /&gt;
* Microprogettazione d'aula contenuto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E qui potete scaricare un esempio del file sulla progettazione compilato con un esempio&lt;br /&gt;
[[Media:Progettazione diario d aula esempio.doc|Esempio di progettazione diario d'aula]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La bibliografia di un esame: Come e dove cercare === &lt;br /&gt;
'''In aula'''&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Presentazione: buongiorno, mi chiamo… e sono… &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Presentazione del corso:''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''I contenuti'': questo corso tratterà di… e si articolerà nelle seguenti parti… &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Aspetti pratici'': avrà la durata di, faremo una breve pausa all’ora…, è prevista la raccolta delle firme, dà/non dà diritto a crediti, se servono certificati per il lavoro ecc. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Si comincia''' con la scelta di un insegnamento e della bibliografia prevista per quell’esame. Partendo dalle domande: voi dove cerchereste? E… sapete cosa state cercando (libri, articoli, video, spartiti ecc.)? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Si arriva a'''  spiegare le risorse delle biblioteche e come funzionano nel dettaglio (Opac locali, nazionali, internazionali, motori di ricerca, biblioteca digitale ecc. fare riferimento al Tutorial) e i loro servizi (orari, prestito, consultazione, ILL. DD ecc.)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== '''Esempio di macro obiettivo''' ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al termine del corso di base: “Introduzione alla ricerca documentale” gli studenti saranno in grado di:&lt;br /&gt;
* determinare la tipologia e la quantità di informazioni richieste in base alle proprie necessità informative;&lt;br /&gt;
* accedere in modo efficace ed efficiente alle informazioni e alla documentazione necessarie per i propri studi;&lt;br /&gt;
* valutare criticamente le informazioni e le fonti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare si prevede che alla fine del corso gli studenti siano in grado di definire e articolare il proprio bisogno informativo, e in particolare di:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* identificare nel Portale delle Biblioteche Unibo e in rete le risorse utili a soddisfare le proprie necessità informative;&lt;br /&gt;
* riconoscere/saper distinguere le diverse tipologie di documenti offline e/o online recuperabili grazie alle biblioteche (libri, articoli, capitoli, review, news, bollettini, romanzi, opere divulgative e saggi scientifici, ecc.);&lt;br /&gt;
* utilizzare le principali funzioni di ricerca dei cataloghi, localizzare un libro e un periodico, consultare un ebook dal catalogo;&lt;br /&gt;
* salvare ricerche e bibliografie per successivi utilizzi;&lt;br /&gt;
* conoscere le funzionalità di ''reference linking'' (A-link) nei cataloghi;&lt;br /&gt;
* utilizzare gli eventuali servizi aggiuntivi dell’opac come prenotazioni e proroghe;&lt;br /&gt;
* localizzare ed avere informazioni sulla propria o su più biblioteche di riferimento nell’Ateneo o nel polo SBN bolognese;&lt;br /&gt;
* conoscere i principi (diritti-doveri) del servizio di prestito;&lt;br /&gt;
* accedere alle risorse documentali disponibili in Ateneo anche dall’esterno;&lt;br /&gt;
* comprendere e interpretare cos’è una bibliografia distinguendo le diverse citazioni (libri, capitoli, articoli, ''working papers'', ecc.);&lt;br /&gt;
* sapere cosa possono contenere le dispense elettroniche e perché possono essere ad accesso libero o riservato;&lt;br /&gt;
* comprendere la differenza tra le edizioni di uno stesso documento (sia dal punto di vista cronologico che linguistico o di formato) e scegliere la più adatta al proprio scopo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== '''[[Media:Schema diario d'aula.doc|Schema diario d'aula]]''': ===&lt;br /&gt;
 utile modello di progettazione didattica, attraverso la compilazione di tre schede così distinte: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* macroprogettazione dell'attività formativa;&lt;br /&gt;
* analisi del contenuto;&lt;br /&gt;
* microprogettazione d'aula contenuto.&lt;br /&gt;
=== '''[[Media:Progettazione diario d aula esempio.doc|Schema di diario d'aula compilato]]''' ===&lt;br /&gt;
 esempio di progettazione didattica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=3. Gli aspetti istituzionali= &lt;br /&gt;
==3.1 La negoziazione con i docenti e con altri stakeholders==&lt;br /&gt;
==3.2 Negoziazioni differenti per corsi differenti==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=4. L'organizzazione concreta= &lt;br /&gt;
==4.1 I tempi==&lt;br /&gt;
==4.2 Spazi, materiali/strumenti da utilizzare in aula, documentazione a supporto==&lt;br /&gt;
==4.3 Come pubblicizzare e promuovere il corso==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=5. La metodologia didattica=&lt;br /&gt;
==5.1 L'approccio in aula==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alcune attività tipiche nelle esercitazioni sono le seguenti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* letture;&lt;br /&gt;
* discussioni;&lt;br /&gt;
* studi di caso;&lt;br /&gt;
* giochi di ruolo;&lt;br /&gt;
* questionari;&lt;br /&gt;
* ricerche tematiche;&lt;br /&gt;
* laboratori esperienziali;&lt;br /&gt;
* visione di film;&lt;br /&gt;
* preparazione di poster;&lt;br /&gt;
* sviluppo di progetti;&lt;br /&gt;
* attività outdoor.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella dispensa [[Media:Dispensa Tool2.pdf|Tool2]] di [http://www.francescomuzzarelli.it/ Francesco Muzzarelli], docente del corso [http://www.biblioteche.unibo.it/portale/eventi/la-didattica-della-ricerca-documentale-il-bibliotecario-formatore La didattica documentale: il bibliotecario formatore], viene inoltre presentata una serie di &amp;quot;diavolerie didattiche&amp;quot; ovvero di strategie utili sia per vivacizzare l'apprendimento in aula - risvegliando interesse e partecipazione - sia per fissare i contenuti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La tecnica del ''problem solving''===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una tecnica per stimolare l’interesse della platea sulle modalità di ricerca più affidabili è quella di individuare argomenti di ricerca controversi come nell’esempio che segue.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''P.es.: Argomento''': esiste un nesso tra vaccinazioni ed autismo?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1. Per rispondere a questa domanda di ricerca occorre chiedersi quali fonti privilegiare, tenendo conto che in ambito accademico è raccomandabile privilegiare le risorse che si basano su evidenza scientifica documentata. Delle informazioni recuperate considerare: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*la coerenza;&lt;br /&gt;
*l'accuratezza;&lt;br /&gt;
*la copertura;&lt;br /&gt;
*l'aggiornamento;&lt;br /&gt;
*la verificabilità;&lt;br /&gt;
*la presenza di riferimenti bibliografici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2. Per confermare l’opportunità di utilizzare fonti autorevoli, confrontare i risultati con quelli restituiti da un motore di ricerca web (es. Google).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
P.es.: utilizzando i termini di ricerca “autismo” e “vaccini” in google.it, nella prima pagina vengono restituiti risultati di tipo giornalistico, una voce di Wikipedia in italiano ed altre occorrenze non verificate: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Google autismo vaccini.jpg|miniatura|centro|google.it: risultato della ricerca con i termini  &amp;lt;i&amp;gt;autismo&amp;lt;/i&amp;gt; + &amp;lt;i&amp;gt;vaccini&amp;lt;/i&amp;gt;]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Utilizzando invece i termini ''autism'' e ''vaccine'' sulle principali banche dati utilizzate in ambito accademico, l'origine della supposta correlazione tra vaccinazioni ed autismo risulta essere riportata solo dall'articolo [http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736%2897%2911096-0/fulltext Ileal-lymphoid-nodular hyperplasia, non-specific colitis, and pervasive developmental disorder in children], pubblicato su '''The Lancet''' nel 1998 ma ritirato nel 2010. Dopo il ritiro, nel 2011 il giornalista d'inchiesta Brian Deer ha pubblicato una serie di articoli sul [http://www.bmj.com/content/342/bmj.c5347 British Medical Journal] che riepilogavano questa vicenda di ''[http://en.wikipedia.org/wiki/Scientific_misconduct Scientific Misconduct]''. Nel frattempo sono state pubblicate altre ricerche che non hanno confermato la tesi dell'articolo pubblicato su '''The Lancet'''. A gennaio 2014 le principali banche dati utilizzate in ambito accademico ne riportano i seguenti indici citazionali:&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
*[http://scholar.google.it/scholar?cites=14182091522304930037&amp;amp;as_sdt=2005&amp;amp;sciodt=0,5&amp;amp;hl=it Google scholar]: 1812 citazioni;&lt;br /&gt;
*[http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/pmid/9500320/citedby/?page=6 PubMed]: 162 citazioni;&lt;br /&gt;
*[http://apps.webofknowledge.com/full_record.do?product=UA&amp;amp;search_mode=Refine&amp;amp;qid=18&amp;amp;SID=V1HpNNoO9q1zSR8aX1K&amp;amp;page=4&amp;amp;doc=32 Web of Science]: 874 citazioni;&lt;br /&gt;
*[http://www.scopus.com/results/results.url?sort=plf-f&amp;amp;src=s&amp;amp;nlo=&amp;amp;nlr=&amp;amp;nls=&amp;amp;sid=536CFA7C89DA705970FE5A1ADFE10575.fM4vPBipdL1BpirDq5Cw%3a480&amp;amp;sot=aut&amp;amp;sdt=cl&amp;amp;cluster=scopubyr%2c%221998%22%2ct&amp;amp;sl=17&amp;amp;s=AU-ID%287101892622%29&amp;amp;origin=resultslist&amp;amp;zone=leftSideBar&amp;amp;txGid=536CFA7C89DA705970FE5A1ADFE10575.fM4vPBipdL1BpirDq5Cw%3a48 Scopus]: articolo non indicizzato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3. Avvalersi dei differenti risultati ottenuti con le diverse banche dati per indicarne i gradi di copertura disciplinare, temporale e geografica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Partendo quindi da una questione problematica si possono considerare i seguenti aspetti della ricerca bibliografica:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*scelta dei database;&lt;br /&gt;
*tecnica di ricerca;&lt;br /&gt;
*valutazione dei risultati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il caso concreto===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una strategia efficace e sperimentata consiste nel partire da un caso concreto (p.es. una ricerca da impostare) illustrando le varie fasi del percorso e proponendo una esercitazione ad hoc per ciascuna fase:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*delimitazione dell’argomento;&lt;br /&gt;
*formulazione del quesito di ricerca;&lt;br /&gt;
*identificazione dei termini da utilizzare;&lt;br /&gt;
*identificazione delle fonti;&lt;br /&gt;
*analisi dei risultati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per favorire la partecipazione e il coinvolgimento di tutti, gli studenti, saranno organizzati in equipe di dimensioni ridotte (massimo quattro/cinque studenti per gruppo). Ad ogni gruppo andrà assegnato un argomento di ricerca. Si possono fornire delle proposte (lista di possibili argomenti collegati alla disciplina di riferimento) o far proporre gli argomenti/temi dagli studenti stessi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molto utile è la collaborazione con i docenti per trovare degli esempi effettivamente attinenti agli argomenti trattati in aula. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dal momento che la messa a fuoco del tema di ricerca e la formulazione del quesito relativo è una delle fasi più delicate e quella in cui gli studenti incontrano maggiori difficoltà, è consigliabile lavorare molto in aula su questo punto. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il diario di ricerca===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fornire un modello di diario della ricerca per le esercitazioni in aula o a casa, permette agli studenti di tenere traccia delle tappe del percorso. &lt;br /&gt;
Una simile esercitazione può essere proposta a livello sia individuale che di gruppo anche se nella seconda modalità risulta più efficace in quanto stimola l’apprendimento collaborativo e il confronto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo schema da proporre per tale diario potrebbe essere il seguente:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1) Quesito di ricerca da svolgere:&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
_____________________________________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2) Individuazione delle parole chiave e dei limiti (cronologici, linguistici, geografici, ecc.) con cui si è definita la ricerca:&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
_____________________________________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3) Elenco delle fonti consultate. Per ciascuna fonte indicare il tipo di ricerca svolto (p.es. per campi, per liste, tramite thesaurus, ecc.): &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte n. 1 : ________________________________________________ &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fonte n. 2 : ________________________________________________ &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fonte n. 3 : ________________________________________________ &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fonte n. 4 : ________________________________________________ &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fonte n. 5 : ________________________________________________ &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fonte n. 6 : ________________________________________________ &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
4) Descrizione dell’attività di ricerca (spiegare in massimo due pagine quale è stata praticamente la propria strategia di ricerca, i motivi delle proprie scelte ed eventuali difficoltà incontrate). &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
5) Selezione e citazione completa dei documenti ritenuti più pertinenti (massimo 10):&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
_____________________________________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
6) Redazione di un abstract di massimo xxx caratteri per i primi tre documenti più pertinenti:&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
____________________________________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Far nominare un portavoce per ogni gruppo che al termine dell’esercitazione esporrà in aula il percorso seguito, le principali difficoltà incontrate e i risultati ottenuti.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E’ importante fissare in anticipo – e far poi rispettare - dei tempi precisi sia per la durata dell’esercitazione che per quella dell’esposizione successiva.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo modo di procedere è molto efficace perché permette agli studenti di confrontarsi tra loro imparando gli uni dagli altri e allo stesso tempo consente al docente d’intervenire integrando con un supplemento di spiegazioni mirate quanto ancora non risulta chiaro o ben assimilato. Inoltre per il docente rappresenta l’occasione di ricevere un immediato feedback di quanto è stato compreso e di quanto invece ancora non è stato ben recepito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Particolarmente utile a tal fine è la rilettura dei diari della ricerca dai quali si può evincere cosa, come e in che misura sono stati realmente compresi e fatti propri i concetti e i metodi di ricerca proposti in aula. &lt;br /&gt;
                                             &lt;br /&gt;
===Caccia al tesoro===&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Suddividere i partecipanti in gruppi di5/6 persone massimo e fornire loro delle bibliografie con un massimo di 10 documenti citati tra libri, saggi, riviste, ecc.&lt;br /&gt;
Per i documenti citati occorre indicare la collocazione recuperata a catalogo.&lt;br /&gt;
Completata la localizzazione e il conseguente recupero, si verifica  la corrispondenza tra quanto richiesto e quanto recuperato.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esempio bibliografia:&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Adinolfi, Goffredo (2007), Ai confini del fascismo: propaganda e consenso nel Portogallo salazarista, 1932-194, Milano, F. Angeli.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Collocazione ____________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bazzanella, Carla (1994), Le facce del parlare: un approccio pragmatico all'italiano parlato, Scandicci, La nuova Italia.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Collocazione ____________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Castiglione, Dario (2009), Political identity in a “community of strangers”, in Jeffrey T. Checkel and Peter J. Katzenstein (eds), European Identity, Cambridge, Cambridge University Press, pp. 29-54.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Collocazione ____________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Guélaude, Claire (2012), L’économie française toujours àl’arrête, in «Le Monde», 6 octobre, p. 12.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Collocazione ____________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Hahnel, Robin (2005), Economic justice and democracy: from competition to cooperation, New York, Routledge.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Collocazione ____________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lavanda, Italo e Giorgio Rampa (2004), Microeconomia. Scelte individuali e benessere sociale, Roma, Carocci.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Collocazione ____________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prato, Paolo (2012), Musica e politica all’italiana: la lezione del Risorgimento, in «Musica Realtà», vol. 97, fasc. 1, pp.91-98.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Collocazione ____________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Attività ludiche===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''BiblioBingo'''&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Esempio di semplice gioco rompighiaccio da proporre per verificare, prima di iniziarne la presentazione, le conoscenze e le lacune relative ai servizi e/o alle risorse.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si consegna a ogni studente (o coppia se si ha un gruppo numeroso) una cartella vuota del BilioBingo e si chiede di riempirla scrivendo nelle sei caselle altrettanti servizi/risorse fondamentali della biblioteca. Il bibliotecario inizia ad “estrarre” da una busta i servizi/risorse e chiede agli studenti di spuntare le caselle in caso di corrispondenza. &lt;br /&gt;
La vittoria andrà a chi avrà il maggior numero di caselle spuntate.&lt;br /&gt;
Per rendere più accattivante il gioco è possibile mettere in palio piccoli premi (p.es. un libro dal Bookcrossing '''[sì??]''', cancelleria, merchandising, etc.).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Fear Cards'''&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Attività utile per farsi un’idea di ciò che gli studenti già conoscono rispetto alle risorse e i servizi e per stimolare eventuali domande che altrimenti potrebbero restare inespresse.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si consegna a ogni studente un cartoncino o un post-it denominato &amp;quot;carta della paura&amp;quot; (''fear card'') chiedendo di indicare in forma anonima ciò che più teme nella ricerca/richiesta delle informazioni. Una volta raccolte e mischiate le carte (o attaccati i post-it), si leggono ad alta voce. [[File:BiblioBingo FearCards.docx|riquadrato|sinistra|Materiale riutilizzabile per BiblioBingo e FearCards]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==5.2 Modalità comunicative== &lt;br /&gt;
==5.3 E-learning==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=6. La valutazione del percorso dello studente=&lt;br /&gt;
==6.1 Valutazione ex ante (conoscenze/competenze in entrata)==&lt;br /&gt;
Esempio di [https://docs.google.com/forms/d/1Vhm5HqBJGABZ4iNl5zUDN8yZnDngspxa_bUNykKNYPI/viewform#start=invite%20Test%20d'ingresso test di ingresso]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==6.2 Monitoraggio dell'apprendimento==&lt;br /&gt;
Attività di valutazione d'aula.&lt;br /&gt;
=== Parafrasi diretta ===&lt;br /&gt;
Gli studenti sono chiamati a riassumere un’idea chiave appresa in aula, con parole proprie e immaginando che il riassunto sia indirizzato a un destinatario specifico, deciso dall’istruttore.&lt;br /&gt;
Il riassunto deve essere breve e la scelta terminologica adeguata al destinatario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': permette di capire se - e a che livello - gli studenti hanno afferrato le nozioni fondamentali presentate in aula.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': Scrivete in poche righe la definizione di plagio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Classificazione e raggiungimento degli obiettivi ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Preferibilmente all’inizio del corso, gli studenti sono chiamati ad esplicitare le loro aspettative sui contenuti e sugli obiettivi del corso. Successivamente l’istruttore rende esplicito quanto progettato per il corso in avviamento, rivelando scarti e avvicinamenti rispetto a quanto espresso dagli studenti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': questa tecnica mira a comunicare chiaramente agli studenti l’oggetto del corso e gli obiettivi d’apprendimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': nella prima colonna qui sotto, scrivete 2-3 cose che sperate di imparare partecipando a questo corso&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! Cosa vuoi imparare? !! Livello d'importanza (da 1 a x) !! È anche un obiettivo dell'istruttore?&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _ &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _ &lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Verifica delle conoscenza di base ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studenti sono chiamati prima dell’inizio del corso ad esplicitare il loro livello di conoscenza di alcune questioni chiave che saranno oggetto di trattazione. Questa verifica può essere condotta in maniera più o meno strutturata (ad esempio attraverso un breve giro di domande oppure attraverso un apposito questionario preliminare). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': l’istruttore può modificare l’assetto del corso nel caso in cui tra gli studenti emergano conoscenze di base disomogenee o inferiori alle aspettative; l’istruttore può quindi concentrarsi sui contenuti meno padroneggiati sorvolando quelli maggiormente conosciuti.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempi''': &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
* Il catalogo online dei periodici (ACNP) permette:&lt;br /&gt;
:  a. di consultare articoli a testo pieno;&lt;br /&gt;
:  b. di verificare la disponibilità e la collocazione in biblioteca di una rivista;&lt;br /&gt;
:  c. non so;&lt;br /&gt;
:  d. di inoltrare richieste di prestito interbibliotecario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Sapresti identificare i risultati di apprendimento di un corso di ''information literacy''?&lt;br /&gt;
:  a. non sono sicuro di cosa possano essere o come identificarli;&lt;br /&gt;
:  b. ne ho sentito parlare ma non identifico di regola i risultati di apprendimento;&lt;br /&gt;
:  c. ne identifico facilmente i risultati di apprendimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Hai idea di cosa siano e come funzionino le &amp;quot;rubriche di valutazione&amp;quot;?&lt;br /&gt;
:  a. non sono sicuro di cosa siano o come funzionino;&lt;br /&gt;
:  b. ho qualche idea al riguardo ma non è molto chiara;&lt;br /&gt;
:  c. ne ho un'idea chiara e posso spiegarla agli altri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Note a catena ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con  le &amp;quot;note a catena&amp;quot; viene sottoposta agli studenti (uno alla volta in successione) una domanda scritta relativa al corso; gli studenti devono rispondere anonimamente in un tempo limitato prima di passare la questione allo studente successivo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': migliorare la consapevolezza dell’istruttore e degli studenti sulle dinamiche dell’attenzione in classe e sui modi per  migliorarla. Raccogliendo dei feedback da ogni studente su ciò che sta accadendo in aula in un dato momento, si stimola nei discenti una riflessione riguardo al cosa stanno imparando e al cosa stanno prestando attenzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': Quando la busta ha raggiunto te, a cosa stavi prestando attenzione?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== RSQC2 (''Recall, summarize, question, comment, connect'') ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Agli studenti è richiesto di creare singolarmente una lista degli argomenti trattati e, successivamente, di discuterla in maniera collegiale col resto della classe per creare un elenco di frasi-sommario. È inoltre richiesto loro di individuare le connessioni degli argomenti con gli obiettivi del corso. Si chiede infine di esplicitare eventuali dubbi rimasti non chiariti e di esprimere osservazioni personali. È necessario più tempo rispetto alle altre tecniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': questa tecnica incoraggia gli studenti a richiamare e esaminare l’informazione del corso e, spingendoli ad organizzarla e commentarla, rinforza ciò che è stato insegnato durante la lezione e aiuta a creare un ponte cognitivo esplicito tra idee vecchie e nuove. Al contempo fornisce all’istruttore una grande quantità di informazioni su cosa gli studenti hanno appreso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''':&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# '''''recall''''': fai una lista dei punti più importanti, utili, significativi di cui si è parlato nella lezione di oggi (1-2 minuti);&lt;br /&gt;
# '''''summarize''''': sintetizza i punti importanti in una frase-sommario che catturi l’essenza della lezione di oggi;&lt;br /&gt;
# '''''question''''': individua una o due domande a cui non è stata data risposta oggi (1-2 minuti);&lt;br /&gt;
# '''''comment''''': scrivi un commento su ciò che ti è piaciuto, hai trovato utile, o su come ti sei sentito (1-2 minuti);&lt;br /&gt;
# '''''connect''''': connetti i punti più importanti del tema trattato oggi agli obiettivi maggiori dell'intero corso (1-2 minuti).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Matrice delle definizioni ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per preparare una matrice delle definizioni - ovvero una tabella con dei concetti per ogni colonna e delle caratteristiche elencate nelle righe - occorre seguire i seguenti passi:&lt;br /&gt;
# identificare uno o più concetti simili tra loro che gli studenti devono padroneggiare;&lt;br /&gt;
# elencare le caratteristiche delle definizioni di ciascun concetto;&lt;br /&gt;
# generare la matrice ovvero una tabella con i concetti elencati in colonna e le caratteristiche in riga.&lt;br /&gt;
Gli studenti, per ciascun concetto, sono chiamati ad inserire + o – a seconda della presenza o meno delle caratteristiche elencate nelle righe. La matrice può essere completata individualmente o in gruppo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': questa tecnica aiuta gli studenti a comparare l’informazione con un insieme dato di caratteristiche e può fornire chiarimenti quando i concetti sono correlati e difficili da spiegare separatamente. Con un’analisi veloce dei risultati, l’istruttore vedrà quali sono le caratteristiche a cui gli studenti prestano attenzione e ricordano e quali invece sfuggono e non vengono memorizzate. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': indicate se ogni concetto ha le caratteristiche nella colonna di sinistra con un + o un –&lt;br /&gt;
'''[come sopra, metterei un esempio più &amp;quot;studentesco&amp;quot;]'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! + o - !! CATs !! Valutazione della classe !! Esami finali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| centrato sullo studente || ± || ± || ±&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| formativo || ± || ± || ±&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| a conclusione del corso || ± || ± || ±&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| in corso / di riferiemento || ± || ± || ±&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Riassunto in una frase ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studenti devono sintetizzare in una singola frase la loro risposta alle questioni &amp;quot;Chi fa cosa a chi, quando, dove, come e perché?&amp;quot; rispetto a un argomento dato. Gli studenti possono condividere le frasi. L’istruttore poi raccoglierà e classificherà le risposte nelle seguenti categorie:&lt;br /&gt;
# comprensione completa del concetto;&lt;br /&gt;
# comprensione in evoluzione del concetto;&lt;br /&gt;
# comprensione iniziale del concetto. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La domanda per gli studenti è “Chi fa cosa a chi, quando, dove, come e perché?” rispetto a un argomento dato.&lt;br /&gt;
Gli studenti devono sintetizzare la loro risposta in una singola frase.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': condividere le risposte mostrerà agli studenti che ci sono molti modi di rispondere alla domanda. L’individuazione degli studenti con “comprensione iniziale” del concetto potranno rivedere il materiale o/o esercitarsi per aumentare le proprie capacità.&lt;br /&gt;
'''Esempio''': le tecniche di valutazione d’aula utili nell'''information literacy''&lt;br /&gt;
'''[come sopra, metterei un esempio più &amp;quot;studentesco&amp;quot;]'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
!  !! Chi agisce? !! Cosa fa? !! A cosa o a chi si rivolge? !! Quando? !! Dove? !! Come? !! Perché?&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ''(inserire l'argomento)'' ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||  &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| '''riassunto in una frase'''&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trasferisci e applica ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Agli studenti è richiesto di riassumere per punti quanto fino ad allora discusso e di individuare per ogni punto gli ambiti d’applicazione.&lt;br /&gt;
Questa tecnica stimola gli studenti a richiamare quanto hanno appreso e ad applicare questa informazione al loro ambiente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': stimolare gli studenti a richiamare quanto hanno appreso e ad applicare questa informazione al loro ambiente. L’istruttore può scorrere le risposte per scoprire se gli studenti hanno colto i concetti chiave presentati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! !! Scrivi idee interessanti, tecniche, strategie e tattiche apprese in questa sessione !! Scrivi le applicazioni possibili per la tua pratica d’insegnamento '''[come sopra, metterei un esempio più &amp;quot;studentesco&amp;quot;]'''.&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1||  || 1)&lt;br /&gt;
2)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2||  || 1)&lt;br /&gt;
2)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|3||  || 1)&lt;br /&gt;
2)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|...||  ||  &lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==6.3 Valutazione ex-post (conoscenze/competenze acquisite grazie al corso)==&lt;br /&gt;
Esempio di '''esercitazione''': realizzazione di una bibliografia su un tema specifico individuato dal formatore o lasciato alla libera scelta dei partecipanti.&lt;br /&gt;
La prima soluzione ha il vantaggio di consentire al formatore di preparare preventivamente un tema didatticamente e/o disciplinarmente rilevante e di poter valutare più agevolmente l'aspetto qualitativo dell'esercitazione; nel secondo caso, dato che solitamente gli studenti si orientano verso temi oggetto della propria tesi, la prova pratica costituisce uno stimolo motivazionale aggiuntivo, rendendo maggiormente consapevoli i partecipanti dell'utilità pratica della formazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==6.4 Modalità in autovalutazione==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=7. La valutazione della riuscita del corso=&lt;br /&gt;
==7.1 La valutazione del gradimento del corso==&lt;br /&gt;
[[Media:Questionario_Valutazione_Insegnamento.pdf|Scheda di rilevazione dell'opinione degli studenti sull'attività didattica]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[https://almail.unibo.it/index.php/File:Questionario_dott_2012.pdf Questionario rivolto agli studenti delle scuole di dottorato dell'area sociale] '''[ENRICA: un pò datato con parti in giallo che lo fanno sembrare una bozza, valutare se tenerlo]'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==7.2 Autovalutazione e diario di bordo== &lt;br /&gt;
==7.3 Riprogettazione del corso==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=Esempi&amp;diff=1127</id>
		<title>Esempi</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://almail.unibo.it/index.php?title=Esempi&amp;diff=1127"/>
		<updated>2015-11-04T09:48:46Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: /* Verifica delle conoscenza di base */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''Indice:'''&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[#1. Definizioni, concetti di base e standard|1. Definizioni, concetti di base e standard]]&amp;lt;br&amp;gt; [[#2. La progettazione didattica|2. La progettazione didattica]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[#3. Gli aspetti istituzionali|3. Gli aspetti istituzionali]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[#4. L'organizzazione concreta|4. L'organizzazione concreta]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[#5. La metodologia didattica|5. La metodologia didattica]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[#6. La valutazione del percorso dello studente|6. La valutazione del percorso dello studente]]&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
[[#7. La valutazione della riuscita del corso|7. La valutazione della riuscita del corso]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
__NOTOC__&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=1. Definizioni, concetti di base e standard= &lt;br /&gt;
==1.1 Definizioni e concetti di base==&lt;br /&gt;
==1.2 Gli standard dell'information literacy==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=2. La progettazione didattica= &lt;br /&gt;
==2.1 Definizione dei destinatari e analisi dei bisogni formativi degli utenti==&lt;br /&gt;
==2.2 Le possibili tipologie di corso==&lt;br /&gt;
==2.3 Come si articola la preparazione di un corso==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Ex esempi suggerimento ===&lt;br /&gt;
[Suggeriamo di spostare sia l'esempio di macro obiettivo che avete inserito nel paragrafo 2 sia quello in fondo (diario d'aula) in questo paragrafo dedicato agli esempi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'esempio che segue, &amp;quot;La bibliografia di un esame&amp;quot;  va molto bene come esempio di come strutturare la presentazione in aula. Vi proponiamo di togliere le slide &amp;quot;La bibliografia di un insegnamento&amp;quot; perchè pensiamo che in questo paragrafo dovrebbero essere inseriti SOLAMENTE esempi di PROGETTAZIONE DIDATTICA in senso stretto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per la stessa ragione toglieremmo anche l'esempio 2 &amp;quot;Costruisci il tuo percorso di ricerca: dato un argomento produci un elaborato&amp;quot; e le slides che seguono perchè sono esempi di trattamento di contenuti corsi e non di progettazione di corsi.&lt;br /&gt;
In fondo alla pagina trovate la proposta di modifica da implementarsi eventualmente con la progettazione del corso Il per tutti.&lt;br /&gt;
Ci piacerebbe, infatti, integrare gli esempi con la progettazione nel dettaglio del corso a cui dovremo lavorare tutti insieme come gruppo: il progetto IL per tutti. Cosa ne pensate?]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
--------------------&lt;br /&gt;
=== Primo esempio. La bibliografia di un esame: Come e dove cercare ===&lt;br /&gt;
'''In aula'''&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Autopresentazione: buongiorno, mi chiamo… e sono… &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Presentazione del corso:''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''I contenuti'': questo corso tratterà di… e si articolerà nelle seguenti parti… &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Aspetti pratici'': avrà la durata di, faremo una breve pausa all’ora…, è prevista la raccolta delle firme, dà/non dà diritto a crediti, se servono certificati per il lavoro ecc. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Si comincia''' con la scelta di un insegnamento e della bibliografia prevista per quell'esame. Partendo dalle domande: voi dove cerchereste? E… sapete cosa state cercando (libri, articoli, video, spartiti ecc.)? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Si arriva a'''  spiegare le risorse delle biblioteche e come funzionano nel dettaglio (Opac locali, nazionali, internazionali, motori di ricerca, biblioteca digitale ecc. fare riferimento al Tutorial) e i loro servizi (orari, prestito, consultazione, ILL. DD ecc.) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Media:La bibliografia di un insegnamento.pdf|La bibliografia di un insegnamento]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''In alternativa…''' &lt;br /&gt;
Prepara dei titoli da cercare che comprendano: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
:* Una monografia.  &lt;br /&gt;
:* Un’opera in più volumi. &lt;br /&gt;
:* Un saggio interno ad un volume (indici e sommari.&lt;br /&gt;
:* Un autore con cognome e iniziale nome (scorrimento lista). &lt;br /&gt;
:* Monografia reperibile in SBN ma non in OPAC Sebina Bologna (servizio di prestito interbibliotecario: ILL).&lt;br /&gt;
:* Monografia reperibile in MAI ma non in OPAC Sebina Bologna (ILL).&lt;br /&gt;
:* Monografia reperibile in KVK ma non in OPAC Sebina Bologna (ILL).&lt;br /&gt;
:* Il titolo di un articolo in una rivista (ACNP). &lt;br /&gt;
:* Titolo di un articolo con autore privo di riferimenti (motori di ricerca).&lt;br /&gt;
:* Rivista non presente a Bologna (servizio di document delivery/fornitura documenti DD).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Secondo esempio. Costruisci il tuo percorso di ricerca: dato un argomento produci un elaborato=== &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Foibe: un'interpretazione storiografica'''&lt;br /&gt;
* Individuazione dell'argomento, sua strutturazione&lt;br /&gt;
* Mappa Concettuale&lt;br /&gt;
* Cosa sono le foibe (etimologia)&lt;br /&gt;
* Dove si trovano le foibe&lt;br /&gt;
* Contestualizzazione storica, periodizzazione&lt;br /&gt;
* Dibattito storiografico&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Recupero dell'informazione: le fonti'''&lt;br /&gt;
* Cosa sono le fonti &lt;br /&gt;
* Tipologia di fonti (primarie, secondarie...)&lt;br /&gt;
* Cercare/trovare/valutare/utilizzare le fonti &lt;br /&gt;
* Come si citano le fonti http://www.biblioteche.unibo.it/portale/strumenti/Citare_le_fonti_bibliografiche/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Utilizza gli strumenti di ricerca e i servizi offerti dalle biblioteche per rispondere ai tuoi bisogni informativi'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esempi:&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
[[Media:GuerraFM.pdf|La guerra delle Falkland-Malvinas]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Media:UnioneMed.pdf|Unione per il Mediterraneo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
                          '''PROPOSTA DI MODIFICA 28.11.14 ALINA E CHRISTIAN'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Esempio di definizione degli obiettivi=== &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al termine del corso di base: “Introduzione alla ricerca documentale” gli studenti saranno in grado di:&lt;br /&gt;
* Determinare la tipologia e la quantità di informazioni richieste in base alle proprie necessità informative&lt;br /&gt;
* Accedere in modo efficace ed efficiente alle informazioni e alla documentazione necessarie per i loro studi&lt;br /&gt;
* Valutare criticamente le informazioni e le fonti&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare per ciascuno di questi macro-obiettivi si prevede che alla fine del corso gli studenti siano in grado di:&lt;br /&gt;
definire e articolare il proprio bisogno informativo, e in particolare:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Identificare nel Portale delle Biblioteche Unibo e in rete le risorse utili a soddisfare le proprie necessità informative&lt;br /&gt;
* Riconoscere/saper distinguere le diverse tipologie di documenti offline e/o online recuperabili grazie alle biblioteche (libri, articoli, capitoli, review, news, bollettini, romanzi, opere divulgative e saggi scientifici, ecc.)&lt;br /&gt;
* Utilizzare le principali funzioni di ricerca dei cataloghi, localizzare un libro e un periodico, consultare un ebook dal catalogo; salvare ricerche e bibliografie per successivi utilizzi&lt;br /&gt;
* Conoscere le funzionalità di reference linking (A-link) nei cataloghi&lt;br /&gt;
* Utilizzare gli eventuali servizi aggiuntivi dell’opac come prenotazioni e proroghe &lt;br /&gt;
* Localizzare ed avere informazioni sulla propria o su più biblioteche di riferimento nell’Ateneo o nel polo SBN bolognese&lt;br /&gt;
* Conoscere i principi (diritti-doveri) del servizio di prestito&lt;br /&gt;
* Accedere alle risorse documentali disponibili in Ateneo anche dall’esterno &lt;br /&gt;
* Comprendere cos’è una bibliografia; saper interpretare una bibliografia, distinguendo le diverse citazioni (libri, capitoli, articoli, working papers, etc.)&lt;br /&gt;
* Sapere cosa possono contenere le dispense elettroniche e perché possono essere ad accesso libero o riservato&lt;br /&gt;
* Comprendere la differenza tra le edizioni di uno stesso documento (sia dal punto di vista cronologico che linguistico o di formato) e scegliere la più adatta al loro scopo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Schema di diario d'aula ===    &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qui potete scaricare il file linkato di seguito&lt;br /&gt;
[[Media:Schema diario d'aula.doc|Schema diario d'aula]]&lt;br /&gt;
che contiene un modello di progettazione didattica,  attraverso la compilazione di tre schede così distinte:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Macroprogettazione dell'attività formativa&lt;br /&gt;
* Analisi del contenuto&lt;br /&gt;
* Microprogettazione d'aula contenuto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E qui potete scaricare un esempio del file sulla progettazione compilato con un esempio&lt;br /&gt;
[[Media:Progettazione diario d aula esempio.doc|Esempio di progettazione diario d'aula]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La bibliografia di un esame: Come e dove cercare === &lt;br /&gt;
'''In aula'''&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Presentazione: buongiorno, mi chiamo… e sono… &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Presentazione del corso:''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''I contenuti'': questo corso tratterà di… e si articolerà nelle seguenti parti… &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Aspetti pratici'': avrà la durata di, faremo una breve pausa all’ora…, è prevista la raccolta delle firme, dà/non dà diritto a crediti, se servono certificati per il lavoro ecc. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Si comincia''' con la scelta di un insegnamento e della bibliografia prevista per quell’esame. Partendo dalle domande: voi dove cerchereste? E… sapete cosa state cercando (libri, articoli, video, spartiti ecc.)? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Si arriva a'''  spiegare le risorse delle biblioteche e come funzionano nel dettaglio (Opac locali, nazionali, internazionali, motori di ricerca, biblioteca digitale ecc. fare riferimento al Tutorial) e i loro servizi (orari, prestito, consultazione, ILL. DD ecc.)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== '''Esempio di macro obiettivo''' ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al termine del corso di base: “Introduzione alla ricerca documentale” gli studenti saranno in grado di:&lt;br /&gt;
* determinare la tipologia e la quantità di informazioni richieste in base alle proprie necessità informative;&lt;br /&gt;
* accedere in modo efficace ed efficiente alle informazioni e alla documentazione necessarie per i propri studi;&lt;br /&gt;
* valutare criticamente le informazioni e le fonti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare si prevede che alla fine del corso gli studenti siano in grado di definire e articolare il proprio bisogno informativo, e in particolare di:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* identificare nel Portale delle Biblioteche Unibo e in rete le risorse utili a soddisfare le proprie necessità informative;&lt;br /&gt;
* riconoscere/saper distinguere le diverse tipologie di documenti offline e/o online recuperabili grazie alle biblioteche (libri, articoli, capitoli, review, news, bollettini, romanzi, opere divulgative e saggi scientifici, ecc.);&lt;br /&gt;
* utilizzare le principali funzioni di ricerca dei cataloghi, localizzare un libro e un periodico, consultare un ebook dal catalogo;&lt;br /&gt;
* salvare ricerche e bibliografie per successivi utilizzi;&lt;br /&gt;
* conoscere le funzionalità di ''reference linking'' (A-link) nei cataloghi;&lt;br /&gt;
* utilizzare gli eventuali servizi aggiuntivi dell’opac come prenotazioni e proroghe;&lt;br /&gt;
* localizzare ed avere informazioni sulla propria o su più biblioteche di riferimento nell’Ateneo o nel polo SBN bolognese;&lt;br /&gt;
* conoscere i principi (diritti-doveri) del servizio di prestito;&lt;br /&gt;
* accedere alle risorse documentali disponibili in Ateneo anche dall’esterno;&lt;br /&gt;
* comprendere e interpretare cos’è una bibliografia distinguendo le diverse citazioni (libri, capitoli, articoli, ''working papers'', ecc.);&lt;br /&gt;
* sapere cosa possono contenere le dispense elettroniche e perché possono essere ad accesso libero o riservato;&lt;br /&gt;
* comprendere la differenza tra le edizioni di uno stesso documento (sia dal punto di vista cronologico che linguistico o di formato) e scegliere la più adatta al proprio scopo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== '''[[Media:Schema diario d'aula.doc|Schema diario d'aula]]''': ===&lt;br /&gt;
 utile modello di progettazione didattica, attraverso la compilazione di tre schede così distinte: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* macroprogettazione dell'attività formativa;&lt;br /&gt;
* analisi del contenuto;&lt;br /&gt;
* microprogettazione d'aula contenuto.&lt;br /&gt;
=== '''[[Media:Progettazione diario d aula esempio.doc|Schema di diario d'aula compilato]]''' ===&lt;br /&gt;
 esempio di progettazione didattica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=3. Gli aspetti istituzionali= &lt;br /&gt;
==3.1 La negoziazione con i docenti e con altri stakeholders==&lt;br /&gt;
==3.2 Negoziazioni differenti per corsi differenti==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=4. L'organizzazione concreta= &lt;br /&gt;
==4.1 I tempi==&lt;br /&gt;
==4.2 Spazi, materiali/strumenti da utilizzare in aula, documentazione a supporto==&lt;br /&gt;
==4.3 Come pubblicizzare e promuovere il corso==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=5. La metodologia didattica=&lt;br /&gt;
==5.1 L'approccio in aula==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alcune attività tipiche nelle esercitazioni sono le seguenti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* letture;&lt;br /&gt;
* discussioni;&lt;br /&gt;
* studi di caso;&lt;br /&gt;
* giochi di ruolo;&lt;br /&gt;
* questionari;&lt;br /&gt;
* ricerche tematiche;&lt;br /&gt;
* laboratori esperienziali;&lt;br /&gt;
* visione di film;&lt;br /&gt;
* preparazione di poster;&lt;br /&gt;
* sviluppo di progetti;&lt;br /&gt;
* attività outdoor.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella dispensa [[Media:Dispensa Tool2.pdf|Tool2]] di [http://www.francescomuzzarelli.it/ Francesco Muzzarelli], docente del corso [http://www.biblioteche.unibo.it/portale/eventi/la-didattica-della-ricerca-documentale-il-bibliotecario-formatore La didattica documentale: il bibliotecario formatore], viene inoltre presentata una serie di &amp;quot;diavolerie didattiche&amp;quot; ovvero di strategie utili sia per vivacizzare l'apprendimento in aula - risvegliando interesse e partecipazione - sia per fissare i contenuti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La tecnica del ''problem solving''===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una tecnica per stimolare l’interesse della platea sulle modalità di ricerca più affidabili è quella di individuare argomenti di ricerca controversi come nell’esempio che segue.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''P.es.: Argomento''': esiste un nesso tra vaccinazioni ed autismo?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1. Per rispondere a questa domanda di ricerca occorre chiedersi quali fonti privilegiare, tenendo conto che in ambito accademico è raccomandabile privilegiare le risorse che si basano su evidenza scientifica documentata. Delle informazioni recuperate considerare: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*la coerenza;&lt;br /&gt;
*l'accuratezza;&lt;br /&gt;
*la copertura;&lt;br /&gt;
*l'aggiornamento;&lt;br /&gt;
*la verificabilità;&lt;br /&gt;
*la presenza di riferimenti bibliografici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2. Per confermare l’opportunità di utilizzare fonti autorevoli, confrontare i risultati con quelli restituiti da un motore di ricerca web (es. Google).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
P.es.: utilizzando i termini di ricerca “autismo” e “vaccini” in google.it, nella prima pagina vengono restituiti risultati di tipo giornalistico, una voce di Wikipedia in italiano ed altre occorrenze non verificate: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Google autismo vaccini.jpg|miniatura|centro|google.it: risultato della ricerca con i termini  &amp;lt;i&amp;gt;autismo&amp;lt;/i&amp;gt; + &amp;lt;i&amp;gt;vaccini&amp;lt;/i&amp;gt;]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Utilizzando invece i termini ''autism'' e ''vaccine'' sulle principali banche dati utilizzate in ambito accademico, l'origine della supposta correlazione tra vaccinazioni ed autismo risulta essere riportata solo dall'articolo [http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736%2897%2911096-0/fulltext Ileal-lymphoid-nodular hyperplasia, non-specific colitis, and pervasive developmental disorder in children], pubblicato su '''The Lancet''' nel 1998 ma ritirato nel 2010. Dopo il ritiro, nel 2011 il giornalista d'inchiesta Brian Deer ha pubblicato una serie di articoli sul [http://www.bmj.com/content/342/bmj.c5347 British Medical Journal] che riepilogavano questa vicenda di ''[http://en.wikipedia.org/wiki/Scientific_misconduct Scientific Misconduct]''. Nel frattempo sono state pubblicate altre ricerche che non hanno confermato la tesi dell'articolo pubblicato su '''The Lancet'''. A gennaio 2014 le principali banche dati utilizzate in ambito accademico ne riportano i seguenti indici citazionali:&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
*[http://scholar.google.it/scholar?cites=14182091522304930037&amp;amp;as_sdt=2005&amp;amp;sciodt=0,5&amp;amp;hl=it Google scholar]: 1812 citazioni;&lt;br /&gt;
*[http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/pmid/9500320/citedby/?page=6 PubMed]: 162 citazioni;&lt;br /&gt;
*[http://apps.webofknowledge.com/full_record.do?product=UA&amp;amp;search_mode=Refine&amp;amp;qid=18&amp;amp;SID=V1HpNNoO9q1zSR8aX1K&amp;amp;page=4&amp;amp;doc=32 Web of Science]: 874 citazioni;&lt;br /&gt;
*[http://www.scopus.com/results/results.url?sort=plf-f&amp;amp;src=s&amp;amp;nlo=&amp;amp;nlr=&amp;amp;nls=&amp;amp;sid=536CFA7C89DA705970FE5A1ADFE10575.fM4vPBipdL1BpirDq5Cw%3a480&amp;amp;sot=aut&amp;amp;sdt=cl&amp;amp;cluster=scopubyr%2c%221998%22%2ct&amp;amp;sl=17&amp;amp;s=AU-ID%287101892622%29&amp;amp;origin=resultslist&amp;amp;zone=leftSideBar&amp;amp;txGid=536CFA7C89DA705970FE5A1ADFE10575.fM4vPBipdL1BpirDq5Cw%3a48 Scopus]: articolo non indicizzato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3. Avvalersi dei differenti risultati ottenuti con le diverse banche dati per indicarne i gradi di copertura disciplinare, temporale e geografica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Partendo quindi da una questione problematica si possono considerare i seguenti aspetti della ricerca bibliografica:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*scelta dei database;&lt;br /&gt;
*tecnica di ricerca;&lt;br /&gt;
*valutazione dei risultati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il caso concreto===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una strategia efficace e sperimentata consiste nel partire da un caso concreto (p.es. una ricerca da impostare) illustrando le varie fasi del percorso e proponendo una esercitazione ad hoc per ciascuna fase:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*delimitazione dell’argomento;&lt;br /&gt;
*formulazione del quesito di ricerca;&lt;br /&gt;
*identificazione dei termini da utilizzare;&lt;br /&gt;
*identificazione delle fonti;&lt;br /&gt;
*analisi dei risultati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per favorire la partecipazione e il coinvolgimento di tutti, gli studenti, saranno organizzati in equipe di dimensioni ridotte (massimo quattro/cinque studenti per gruppo). Ad ogni gruppo andrà assegnato un argomento di ricerca. Si possono fornire delle proposte (lista di possibili argomenti collegati alla disciplina di riferimento) o far proporre gli argomenti/temi dagli studenti stessi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molto utile è la collaborazione con i docenti per trovare degli esempi effettivamente attinenti agli argomenti trattati in aula. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dal momento che la messa a fuoco del tema di ricerca e la formulazione del quesito relativo è una delle fasi più delicate e quella in cui gli studenti incontrano maggiori difficoltà, è consigliabile lavorare molto in aula su questo punto. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il diario di ricerca===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fornire un modello di diario della ricerca per le esercitazioni in aula o a casa, permette agli studenti di tenere traccia delle tappe del percorso. &lt;br /&gt;
Una simile esercitazione può essere proposta a livello sia individuale che di gruppo anche se nella seconda modalità risulta più efficace in quanto stimola l’apprendimento collaborativo e il confronto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo schema da proporre per tale diario potrebbe essere il seguente:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1) Quesito di ricerca da svolgere:&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
_____________________________________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2) Individuazione delle parole chiave e dei limiti (cronologici, linguistici, geografici, ecc.) con cui si è definita la ricerca:&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
_____________________________________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3) Elenco delle fonti consultate. Per ciascuna fonte indicare il tipo di ricerca svolto (p.es. per campi, per liste, tramite thesaurus, ecc.): &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte n. 1 : ________________________________________________ &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fonte n. 2 : ________________________________________________ &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fonte n. 3 : ________________________________________________ &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fonte n. 4 : ________________________________________________ &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fonte n. 5 : ________________________________________________ &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fonte n. 6 : ________________________________________________ &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
4) Descrizione dell’attività di ricerca (spiegare in massimo due pagine quale è stata praticamente la propria strategia di ricerca, i motivi delle proprie scelte ed eventuali difficoltà incontrate). &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
5) Selezione e citazione completa dei documenti ritenuti più pertinenti (massimo 10):&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
_____________________________________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
6) Redazione di un abstract di massimo xxx caratteri per i primi tre documenti più pertinenti:&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
____________________________________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Far nominare un portavoce per ogni gruppo che al termine dell’esercitazione esporrà in aula il percorso seguito, le principali difficoltà incontrate e i risultati ottenuti.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E’ importante fissare in anticipo – e far poi rispettare - dei tempi precisi sia per la durata dell’esercitazione che per quella dell’esposizione successiva.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo modo di procedere è molto efficace perché permette agli studenti di confrontarsi tra loro imparando gli uni dagli altri e allo stesso tempo consente al docente d’intervenire integrando con un supplemento di spiegazioni mirate quanto ancora non risulta chiaro o ben assimilato. Inoltre per il docente rappresenta l’occasione di ricevere un immediato feedback di quanto è stato compreso e di quanto invece ancora non è stato ben recepito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Particolarmente utile a tal fine è la rilettura dei diari della ricerca dai quali si può evincere cosa, come e in che misura sono stati realmente compresi e fatti propri i concetti e i metodi di ricerca proposti in aula. &lt;br /&gt;
                                             &lt;br /&gt;
===Caccia al tesoro===&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Suddividere i partecipanti in gruppi di5/6 persone massimo e fornire loro delle bibliografie con un massimo di 10 documenti citati tra libri, saggi, riviste, ecc.&lt;br /&gt;
Per i documenti citati occorre indicare la collocazione recuperata a catalogo.&lt;br /&gt;
Completata la localizzazione e il conseguente recupero, si verifica  la corrispondenza tra quanto richiesto e quanto recuperato.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esempio bibliografia:&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Adinolfi, Goffredo (2007), Ai confini del fascismo: propaganda e consenso nel Portogallo salazarista, 1932-194, Milano, F. Angeli.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Collocazione ____________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bazzanella, Carla (1994), Le facce del parlare: un approccio pragmatico all'italiano parlato, Scandicci, La nuova Italia.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Collocazione ____________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Castiglione, Dario (2009), Political identity in a “community of strangers”, in Jeffrey T. Checkel and Peter J. Katzenstein (eds), European Identity, Cambridge, Cambridge University Press, pp. 29-54.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Collocazione ____________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Guélaude, Claire (2012), L’économie française toujours àl’arrête, in «Le Monde», 6 octobre, p. 12.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Collocazione ____________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Hahnel, Robin (2005), Economic justice and democracy: from competition to cooperation, New York, Routledge.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Collocazione ____________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lavanda, Italo e Giorgio Rampa (2004), Microeconomia. Scelte individuali e benessere sociale, Roma, Carocci.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Collocazione ____________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prato, Paolo (2012), Musica e politica all’italiana: la lezione del Risorgimento, in «Musica Realtà», vol. 97, fasc. 1, pp.91-98.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Collocazione ____________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Attività ludiche===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''BiblioBingo'''&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Esempio di semplice gioco rompighiaccio da proporre per verificare, prima di iniziarne la presentazione, le conoscenze e le lacune relative ai servizi e/o alle risorse.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si consegna a ogni studente (o coppia se si ha un gruppo numeroso) una cartella vuota del BilioBingo e si chiede di riempirla scrivendo nelle sei caselle altrettanti servizi/risorse fondamentali della biblioteca. Il bibliotecario inizia ad “estrarre” da una busta i servizi/risorse e chiede agli studenti di spuntare le caselle in caso di corrispondenza. &lt;br /&gt;
La vittoria andrà a chi avrà il maggior numero di caselle spuntate.&lt;br /&gt;
Per rendere più accattivante il gioco è possibile mettere in palio piccoli premi (p.es. un libro dal Bookcrossing '''[sì??]''', cancelleria, merchandising, etc.).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Fear Cards'''&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Attività utile per farsi un’idea di ciò che gli studenti già conoscono rispetto alle risorse e i servizi e per stimolare eventuali domande che altrimenti potrebbero restare inespresse.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si consegna a ogni studente un cartoncino o un post-it denominato &amp;quot;carta della paura&amp;quot; (''fear card'') chiedendo di indicare in forma anonima ciò che più teme nella ricerca/richiesta delle informazioni. Una volta raccolte e mischiate le carte (o attaccati i post-it), si leggono ad alta voce. [[File:BiblioBingo FearCards.docx|riquadrato|sinistra|Materiale riutilizzabile per BiblioBingo e FearCards]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==5.2 Modalità comunicative== &lt;br /&gt;
==5.3 E-learning==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=6. La valutazione del percorso dello studente=&lt;br /&gt;
==6.1 Valutazione ex ante (conoscenze/competenze in entrata)==&lt;br /&gt;
Esempio di [https://docs.google.com/forms/d/1Vhm5HqBJGABZ4iNl5zUDN8yZnDngspxa_bUNykKNYPI/viewform#start=invite%20Test%20d'ingresso test di ingresso]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==6.2 Monitoraggio dell'apprendimento==&lt;br /&gt;
Attività di valutazione d'aula.&lt;br /&gt;
=== Parafrasi diretta ===&lt;br /&gt;
Gli studenti sono chiamati a riassumere un’idea chiave appresa in aula, con parole proprie e immaginando che il riassunto sia indirizzato a un destinatario specifico, deciso dall’istruttore.&lt;br /&gt;
Il riassunto deve essere breve e la scelta terminologica adeguata al destinatario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': permette di capire se - e a che livello - gli studenti hanno afferrato le nozioni fondamentali presentate in aula.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': Scrivete in poche righe la definizione di plagio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Classificazione e raggiungimento degli obiettivi ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Preferibilmente all’inizio del corso, gli studenti sono chiamati ad esplicitare le loro aspettative sui contenuti e sugli obiettivi del corso. Successivamente l’istruttore rende esplicito quanto progettato per il corso in avviamento, rivelando scarti e avvicinamenti rispetto a quanto espresso dagli studenti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': questa tecnica mira a comunicare chiaramente agli studenti l’oggetto del corso e gli obiettivi d’apprendimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': nella prima colonna qui sotto, scrivete 2-3 cose che sperate di imparare partecipando a questo corso&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! Cosa vuoi imparare? !! Livello d'importanza (da 1 a x) !! È anche un obiettivo dell'istruttore?&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _ &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _ &lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Verifica delle conoscenza di base ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studenti sono chiamati prima dell’inizio del corso ad esplicitare il loro livello di conoscenza di alcune questioni chiave che saranno oggetto di trattazione. Questa verifica può essere condotta in maniera più o meno strutturata (ad esempio attraverso un breve giro di domande oppure attraverso un apposito questionario preliminare). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': l’istruttore può modificare l’assetto del corso nel caso in cui tra gli studenti emergano conoscenze di base disomogenee o inferiori alle aspettative; l’istruttore può quindi concentrarsi sui contenuti meno padroneggiati sorvolando quelli maggiormente conosciuti.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempi''': &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
* Il catalogo online dei periodici (ACNP) permette:&lt;br /&gt;
:  a. di consultare articoli a testo pieno;&lt;br /&gt;
:  b. di verificare la disponibilità e la collocazione in biblioteca di una rivista;&lt;br /&gt;
:  c. non so;&lt;br /&gt;
:  d. di inoltrare richieste di prestito interbibliotecario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Sapresti identificare i risultati di apprendimento di un corso di ''information literacy''?&lt;br /&gt;
:  a. non sono sicuro di cosa possano essere o come identificarli;&lt;br /&gt;
:  b. ne ho sentito parlare ma non identifico di regola i risultati di apprendimento;&lt;br /&gt;
:  c. ne identifico facilmente i risultati di apprendimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Hai idea di cosa siano e come funzionino le &amp;quot;rubriche di valutazione&amp;quot;?&lt;br /&gt;
:  a. non sono sicuro di cosa siano o come funzionino;&lt;br /&gt;
:  b. ho qualche idea al riguardo ma non è molto chiara;&lt;br /&gt;
:  c. ne ho un'idea chiara e posso spiegarla agli altri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Note a catena ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con  le &amp;quot;note a catena&amp;quot; viene sottoposta agli studenti (uno alla volta in successione) una domanda scritta relativa al corso; gli studenti devono rispondere anonimamente in un tempo limitato prima di passare la questione allo studente successivo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': migliorare la consapevolezza dell’istruttore e degli studenti sulle dinamiche dell’attenzione in classe e sui modi per  migliorarla. Raccogliendo dei feedback da ogni studente su ciò che sta accadendo in aula in un dato momento, si stimola nei discenti una riflessione riguardo al cosa stanno imparando e al cosa stanno prestando attenzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': Quando la busta ha raggiunto te, a cosa stavi prestando attenzione?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La &amp;quot;relazione di un minuto&amp;quot; (e il &amp;quot;punto meno chiaro&amp;quot;) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Agli studenti è richiesto di scrivere, in massimo 1 minuto, una risposta estremamente concisa a una/due domande relative ai contenuti della lezione (relazione di un minuto) oppure di esplicitare la difficoltà maggiore incontrata nella comprensione della lezione (punto meno chiaro).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': le risposte sono un indice del livello di comprensione dei contenuti del corso.&lt;br /&gt;
L’istruttore può utilizzare le informazioni ricavate dalle risposte per decidere se proseguire col corso come programmato o soffermarsi sui punti non ancora bene assimilati dalla classe.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempi''': rispondi con concisione alle seguenti domande: &amp;quot;Quali sono le due cose più significative che hai appreso in questa lezione?&amp;quot;, &amp;quot;Quali domande rimangono dominanti nella tua mente?&amp;quot;; &amp;quot;Quale argomento della lezione appena conclusa ti è sembrato meno chiaro?&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== RSQC2 (''Recall, summarize, question, comment, connect'') ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Agli studenti è richiesto di creare singolarmente una lista degli argomenti trattati e, successivamente, di discuterla in maniera collegiale col resto della classe per creare un elenco di frasi-sommario. È inoltre richiesto loro di individuare le connessioni degli argomenti con gli obiettivi del corso. Si chiede infine di esplicitare eventuali dubbi rimasti non chiariti e di esprimere osservazioni personali. È necessario più tempo rispetto alle altre tecniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': questa tecnica incoraggia gli studenti a richiamare e esaminare l’informazione del corso e, spingendoli ad organizzarla e commentarla, rinforza ciò che è stato insegnato durante la lezione e aiuta a creare un ponte cognitivo esplicito tra idee vecchie e nuove. Al contempo fornisce all’istruttore una grande quantità di informazioni su cosa gli studenti hanno appreso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''':&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# '''''recall''''': fai una lista dei punti più importanti, utili, significativi di cui si è parlato nella lezione di oggi (1-2 minuti);&lt;br /&gt;
# '''''summarize''''': sintetizza i punti importanti in una frase-sommario che catturi l’essenza della lezione di oggi;&lt;br /&gt;
# '''''question''''': individua una o due domande a cui non è stata data risposta oggi (1-2 minuti);&lt;br /&gt;
# '''''comment''''': scrivi un commento su ciò che ti è piaciuto, hai trovato utile, o su come ti sei sentito (1-2 minuti);&lt;br /&gt;
# '''''connect''''': connetti i punti più importanti del tema trattato oggi agli obiettivi maggiori dell'intero corso (1-2 minuti).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Matrice delle definizioni ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per preparare una matrice delle definizioni - ovvero una tabella con dei concetti per ogni colonna e delle caratteristiche elencate nelle righe - occorre seguire i seguenti passi:&lt;br /&gt;
# identificare uno o più concetti simili tra loro che gli studenti devono padroneggiare;&lt;br /&gt;
# elencare le caratteristiche delle definizioni di ciascun concetto;&lt;br /&gt;
# generare la matrice ovvero una tabella con i concetti elencati in colonna e le caratteristiche in riga.&lt;br /&gt;
Gli studenti, per ciascun concetto, sono chiamati ad inserire + o – a seconda della presenza o meno delle caratteristiche elencate nelle righe. La matrice può essere completata individualmente o in gruppo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': questa tecnica aiuta gli studenti a comparare l’informazione con un insieme dato di caratteristiche e può fornire chiarimenti quando i concetti sono correlati e difficili da spiegare separatamente. Con un’analisi veloce dei risultati, l’istruttore vedrà quali sono le caratteristiche a cui gli studenti prestano attenzione e ricordano e quali invece sfuggono e non vengono memorizzate. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': indicate se ogni concetto ha le caratteristiche nella colonna di sinistra con un + o un –&lt;br /&gt;
'''[come sopra, metterei un esempio più &amp;quot;studentesco&amp;quot;]'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! + o - !! CATs !! Valutazione della classe !! Esami finali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| centrato sullo studente || ± || ± || ±&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| formativo || ± || ± || ±&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| a conclusione del corso || ± || ± || ±&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| in corso / di riferiemento || ± || ± || ±&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Riassunto in una frase ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studenti devono sintetizzare in una singola frase la loro risposta alle questioni &amp;quot;Chi fa cosa a chi, quando, dove, come e perché?&amp;quot; rispetto a un argomento dato. Gli studenti possono condividere le frasi. L’istruttore poi raccoglierà e classificherà le risposte nelle seguenti categorie:&lt;br /&gt;
# comprensione completa del concetto;&lt;br /&gt;
# comprensione in evoluzione del concetto;&lt;br /&gt;
# comprensione iniziale del concetto. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La domanda per gli studenti è “Chi fa cosa a chi, quando, dove, come e perché?” rispetto a un argomento dato.&lt;br /&gt;
Gli studenti devono sintetizzare la loro risposta in una singola frase.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': condividere le risposte mostrerà agli studenti che ci sono molti modi di rispondere alla domanda. L’individuazione degli studenti con “comprensione iniziale” del concetto potranno rivedere il materiale o/o esercitarsi per aumentare le proprie capacità.&lt;br /&gt;
'''Esempio''': le tecniche di valutazione d’aula utili nell'''information literacy''&lt;br /&gt;
'''[come sopra, metterei un esempio più &amp;quot;studentesco&amp;quot;]'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
!  !! Chi agisce? !! Cosa fa? !! A cosa o a chi si rivolge? !! Quando? !! Dove? !! Come? !! Perché?&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ''(inserire l'argomento)'' ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||  &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| '''riassunto in una frase'''&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trasferisci e applica ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Agli studenti è richiesto di riassumere per punti quanto fino ad allora discusso e di individuare per ogni punto gli ambiti d’applicazione.&lt;br /&gt;
Questa tecnica stimola gli studenti a richiamare quanto hanno appreso e ad applicare questa informazione al loro ambiente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': stimolare gli studenti a richiamare quanto hanno appreso e ad applicare questa informazione al loro ambiente. L’istruttore può scorrere le risposte per scoprire se gli studenti hanno colto i concetti chiave presentati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! !! Scrivi idee interessanti, tecniche, strategie e tattiche apprese in questa sessione !! Scrivi le applicazioni possibili per la tua pratica d’insegnamento '''[come sopra, metterei un esempio più &amp;quot;studentesco&amp;quot;]'''.&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1||  || 1)&lt;br /&gt;
2)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2||  || 1)&lt;br /&gt;
2)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|3||  || 1)&lt;br /&gt;
2)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|...||  ||  &lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==6.3 Valutazione ex-post (conoscenze/competenze acquisite grazie al corso)==&lt;br /&gt;
Esempio di '''esercitazione''': realizzazione di una bibliografia su un tema specifico individuato dal formatore o lasciato alla libera scelta dei partecipanti.&lt;br /&gt;
La prima soluzione ha il vantaggio di consentire al formatore di preparare preventivamente un tema didatticamente e/o disciplinarmente rilevante e di poter valutare più agevolmente l'aspetto qualitativo dell'esercitazione; nel secondo caso, dato che solitamente gli studenti si orientano verso temi oggetto della propria tesi, la prova pratica costituisce uno stimolo motivazionale aggiuntivo, rendendo maggiormente consapevoli i partecipanti dell'utilità pratica della formazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==6.4 Modalità in autovalutazione==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=7. La valutazione della riuscita del corso=&lt;br /&gt;
==7.1 La valutazione del gradimento del corso==&lt;br /&gt;
[[Media:Questionario_Valutazione_Insegnamento.pdf|Scheda di rilevazione dell'opinione degli studenti sull'attività didattica]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[https://almail.unibo.it/index.php/File:Questionario_dott_2012.pdf Questionario rivolto agli studenti delle scuole di dottorato dell'area sociale] '''[ENRICA: un pò datato con parti in giallo che lo fanno sembrare una bozza, valutare se tenerlo]'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==7.2 Autovalutazione e diario di bordo== &lt;br /&gt;
==7.3 Riprogettazione del corso==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=Esempi&amp;diff=1126</id>
		<title>Esempi</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://almail.unibo.it/index.php?title=Esempi&amp;diff=1126"/>
		<updated>2015-11-04T09:16:19Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: /* Parafrasi diretta */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''Indice:'''&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[#1. Definizioni, concetti di base e standard|1. Definizioni, concetti di base e standard]]&amp;lt;br&amp;gt; [[#2. La progettazione didattica|2. La progettazione didattica]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[#3. Gli aspetti istituzionali|3. Gli aspetti istituzionali]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[#4. L'organizzazione concreta|4. L'organizzazione concreta]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[#5. La metodologia didattica|5. La metodologia didattica]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[#6. La valutazione del percorso dello studente|6. La valutazione del percorso dello studente]]&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
[[#7. La valutazione della riuscita del corso|7. La valutazione della riuscita del corso]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
__NOTOC__&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=1. Definizioni, concetti di base e standard= &lt;br /&gt;
==1.1 Definizioni e concetti di base==&lt;br /&gt;
==1.2 Gli standard dell'information literacy==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=2. La progettazione didattica= &lt;br /&gt;
==2.1 Definizione dei destinatari e analisi dei bisogni formativi degli utenti==&lt;br /&gt;
==2.2 Le possibili tipologie di corso==&lt;br /&gt;
==2.3 Come si articola la preparazione di un corso==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Ex esempi suggerimento ===&lt;br /&gt;
[Suggeriamo di spostare sia l'esempio di macro obiettivo che avete inserito nel paragrafo 2 sia quello in fondo (diario d'aula) in questo paragrafo dedicato agli esempi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'esempio che segue, &amp;quot;La bibliografia di un esame&amp;quot;  va molto bene come esempio di come strutturare la presentazione in aula. Vi proponiamo di togliere le slide &amp;quot;La bibliografia di un insegnamento&amp;quot; perchè pensiamo che in questo paragrafo dovrebbero essere inseriti SOLAMENTE esempi di PROGETTAZIONE DIDATTICA in senso stretto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per la stessa ragione toglieremmo anche l'esempio 2 &amp;quot;Costruisci il tuo percorso di ricerca: dato un argomento produci un elaborato&amp;quot; e le slides che seguono perchè sono esempi di trattamento di contenuti corsi e non di progettazione di corsi.&lt;br /&gt;
In fondo alla pagina trovate la proposta di modifica da implementarsi eventualmente con la progettazione del corso Il per tutti.&lt;br /&gt;
Ci piacerebbe, infatti, integrare gli esempi con la progettazione nel dettaglio del corso a cui dovremo lavorare tutti insieme come gruppo: il progetto IL per tutti. Cosa ne pensate?]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
--------------------&lt;br /&gt;
=== Primo esempio. La bibliografia di un esame: Come e dove cercare ===&lt;br /&gt;
'''In aula'''&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Autopresentazione: buongiorno, mi chiamo… e sono… &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Presentazione del corso:''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''I contenuti'': questo corso tratterà di… e si articolerà nelle seguenti parti… &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Aspetti pratici'': avrà la durata di, faremo una breve pausa all’ora…, è prevista la raccolta delle firme, dà/non dà diritto a crediti, se servono certificati per il lavoro ecc. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Si comincia''' con la scelta di un insegnamento e della bibliografia prevista per quell'esame. Partendo dalle domande: voi dove cerchereste? E… sapete cosa state cercando (libri, articoli, video, spartiti ecc.)? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Si arriva a'''  spiegare le risorse delle biblioteche e come funzionano nel dettaglio (Opac locali, nazionali, internazionali, motori di ricerca, biblioteca digitale ecc. fare riferimento al Tutorial) e i loro servizi (orari, prestito, consultazione, ILL. DD ecc.) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Media:La bibliografia di un insegnamento.pdf|La bibliografia di un insegnamento]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''In alternativa…''' &lt;br /&gt;
Prepara dei titoli da cercare che comprendano: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
:* Una monografia.  &lt;br /&gt;
:* Un’opera in più volumi. &lt;br /&gt;
:* Un saggio interno ad un volume (indici e sommari.&lt;br /&gt;
:* Un autore con cognome e iniziale nome (scorrimento lista). &lt;br /&gt;
:* Monografia reperibile in SBN ma non in OPAC Sebina Bologna (servizio di prestito interbibliotecario: ILL).&lt;br /&gt;
:* Monografia reperibile in MAI ma non in OPAC Sebina Bologna (ILL).&lt;br /&gt;
:* Monografia reperibile in KVK ma non in OPAC Sebina Bologna (ILL).&lt;br /&gt;
:* Il titolo di un articolo in una rivista (ACNP). &lt;br /&gt;
:* Titolo di un articolo con autore privo di riferimenti (motori di ricerca).&lt;br /&gt;
:* Rivista non presente a Bologna (servizio di document delivery/fornitura documenti DD).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Secondo esempio. Costruisci il tuo percorso di ricerca: dato un argomento produci un elaborato=== &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Foibe: un'interpretazione storiografica'''&lt;br /&gt;
* Individuazione dell'argomento, sua strutturazione&lt;br /&gt;
* Mappa Concettuale&lt;br /&gt;
* Cosa sono le foibe (etimologia)&lt;br /&gt;
* Dove si trovano le foibe&lt;br /&gt;
* Contestualizzazione storica, periodizzazione&lt;br /&gt;
* Dibattito storiografico&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Recupero dell'informazione: le fonti'''&lt;br /&gt;
* Cosa sono le fonti &lt;br /&gt;
* Tipologia di fonti (primarie, secondarie...)&lt;br /&gt;
* Cercare/trovare/valutare/utilizzare le fonti &lt;br /&gt;
* Come si citano le fonti http://www.biblioteche.unibo.it/portale/strumenti/Citare_le_fonti_bibliografiche/&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Utilizza gli strumenti di ricerca e i servizi offerti dalle biblioteche per rispondere ai tuoi bisogni informativi'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esempi:&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
[[Media:GuerraFM.pdf|La guerra delle Falkland-Malvinas]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Media:UnioneMed.pdf|Unione per il Mediterraneo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
                          '''PROPOSTA DI MODIFICA 28.11.14 ALINA E CHRISTIAN'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Esempio di definizione degli obiettivi=== &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al termine del corso di base: “Introduzione alla ricerca documentale” gli studenti saranno in grado di:&lt;br /&gt;
* Determinare la tipologia e la quantità di informazioni richieste in base alle proprie necessità informative&lt;br /&gt;
* Accedere in modo efficace ed efficiente alle informazioni e alla documentazione necessarie per i loro studi&lt;br /&gt;
* Valutare criticamente le informazioni e le fonti&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare per ciascuno di questi macro-obiettivi si prevede che alla fine del corso gli studenti siano in grado di:&lt;br /&gt;
definire e articolare il proprio bisogno informativo, e in particolare:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Identificare nel Portale delle Biblioteche Unibo e in rete le risorse utili a soddisfare le proprie necessità informative&lt;br /&gt;
* Riconoscere/saper distinguere le diverse tipologie di documenti offline e/o online recuperabili grazie alle biblioteche (libri, articoli, capitoli, review, news, bollettini, romanzi, opere divulgative e saggi scientifici, ecc.)&lt;br /&gt;
* Utilizzare le principali funzioni di ricerca dei cataloghi, localizzare un libro e un periodico, consultare un ebook dal catalogo; salvare ricerche e bibliografie per successivi utilizzi&lt;br /&gt;
* Conoscere le funzionalità di reference linking (A-link) nei cataloghi&lt;br /&gt;
* Utilizzare gli eventuali servizi aggiuntivi dell’opac come prenotazioni e proroghe &lt;br /&gt;
* Localizzare ed avere informazioni sulla propria o su più biblioteche di riferimento nell’Ateneo o nel polo SBN bolognese&lt;br /&gt;
* Conoscere i principi (diritti-doveri) del servizio di prestito&lt;br /&gt;
* Accedere alle risorse documentali disponibili in Ateneo anche dall’esterno &lt;br /&gt;
* Comprendere cos’è una bibliografia; saper interpretare una bibliografia, distinguendo le diverse citazioni (libri, capitoli, articoli, working papers, etc.)&lt;br /&gt;
* Sapere cosa possono contenere le dispense elettroniche e perché possono essere ad accesso libero o riservato&lt;br /&gt;
* Comprendere la differenza tra le edizioni di uno stesso documento (sia dal punto di vista cronologico che linguistico o di formato) e scegliere la più adatta al loro scopo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Schema di diario d'aula ===    &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qui potete scaricare il file linkato di seguito&lt;br /&gt;
[[Media:Schema diario d'aula.doc|Schema diario d'aula]]&lt;br /&gt;
che contiene un modello di progettazione didattica,  attraverso la compilazione di tre schede così distinte:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Macroprogettazione dell'attività formativa&lt;br /&gt;
* Analisi del contenuto&lt;br /&gt;
* Microprogettazione d'aula contenuto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E qui potete scaricare un esempio del file sulla progettazione compilato con un esempio&lt;br /&gt;
[[Media:Progettazione diario d aula esempio.doc|Esempio di progettazione diario d'aula]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La bibliografia di un esame: Come e dove cercare === &lt;br /&gt;
'''In aula'''&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Presentazione: buongiorno, mi chiamo… e sono… &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Presentazione del corso:''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''I contenuti'': questo corso tratterà di… e si articolerà nelle seguenti parti… &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Aspetti pratici'': avrà la durata di, faremo una breve pausa all’ora…, è prevista la raccolta delle firme, dà/non dà diritto a crediti, se servono certificati per il lavoro ecc. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Si comincia''' con la scelta di un insegnamento e della bibliografia prevista per quell’esame. Partendo dalle domande: voi dove cerchereste? E… sapete cosa state cercando (libri, articoli, video, spartiti ecc.)? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Si arriva a'''  spiegare le risorse delle biblioteche e come funzionano nel dettaglio (Opac locali, nazionali, internazionali, motori di ricerca, biblioteca digitale ecc. fare riferimento al Tutorial) e i loro servizi (orari, prestito, consultazione, ILL. DD ecc.)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== '''Esempio di macro obiettivo''' ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al termine del corso di base: “Introduzione alla ricerca documentale” gli studenti saranno in grado di:&lt;br /&gt;
* determinare la tipologia e la quantità di informazioni richieste in base alle proprie necessità informative;&lt;br /&gt;
* accedere in modo efficace ed efficiente alle informazioni e alla documentazione necessarie per i propri studi;&lt;br /&gt;
* valutare criticamente le informazioni e le fonti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare si prevede che alla fine del corso gli studenti siano in grado di definire e articolare il proprio bisogno informativo, e in particolare di:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* identificare nel Portale delle Biblioteche Unibo e in rete le risorse utili a soddisfare le proprie necessità informative;&lt;br /&gt;
* riconoscere/saper distinguere le diverse tipologie di documenti offline e/o online recuperabili grazie alle biblioteche (libri, articoli, capitoli, review, news, bollettini, romanzi, opere divulgative e saggi scientifici, ecc.);&lt;br /&gt;
* utilizzare le principali funzioni di ricerca dei cataloghi, localizzare un libro e un periodico, consultare un ebook dal catalogo;&lt;br /&gt;
* salvare ricerche e bibliografie per successivi utilizzi;&lt;br /&gt;
* conoscere le funzionalità di ''reference linking'' (A-link) nei cataloghi;&lt;br /&gt;
* utilizzare gli eventuali servizi aggiuntivi dell’opac come prenotazioni e proroghe;&lt;br /&gt;
* localizzare ed avere informazioni sulla propria o su più biblioteche di riferimento nell’Ateneo o nel polo SBN bolognese;&lt;br /&gt;
* conoscere i principi (diritti-doveri) del servizio di prestito;&lt;br /&gt;
* accedere alle risorse documentali disponibili in Ateneo anche dall’esterno;&lt;br /&gt;
* comprendere e interpretare cos’è una bibliografia distinguendo le diverse citazioni (libri, capitoli, articoli, ''working papers'', ecc.);&lt;br /&gt;
* sapere cosa possono contenere le dispense elettroniche e perché possono essere ad accesso libero o riservato;&lt;br /&gt;
* comprendere la differenza tra le edizioni di uno stesso documento (sia dal punto di vista cronologico che linguistico o di formato) e scegliere la più adatta al proprio scopo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== '''[[Media:Schema diario d'aula.doc|Schema diario d'aula]]''': ===&lt;br /&gt;
 utile modello di progettazione didattica, attraverso la compilazione di tre schede così distinte: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* macroprogettazione dell'attività formativa;&lt;br /&gt;
* analisi del contenuto;&lt;br /&gt;
* microprogettazione d'aula contenuto.&lt;br /&gt;
=== '''[[Media:Progettazione diario d aula esempio.doc|Schema di diario d'aula compilato]]''' ===&lt;br /&gt;
 esempio di progettazione didattica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=3. Gli aspetti istituzionali= &lt;br /&gt;
==3.1 La negoziazione con i docenti e con altri stakeholders==&lt;br /&gt;
==3.2 Negoziazioni differenti per corsi differenti==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=4. L'organizzazione concreta= &lt;br /&gt;
==4.1 I tempi==&lt;br /&gt;
==4.2 Spazi, materiali/strumenti da utilizzare in aula, documentazione a supporto==&lt;br /&gt;
==4.3 Come pubblicizzare e promuovere il corso==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=5. La metodologia didattica=&lt;br /&gt;
==5.1 L'approccio in aula==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alcune attività tipiche nelle esercitazioni sono le seguenti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* letture;&lt;br /&gt;
* discussioni;&lt;br /&gt;
* studi di caso;&lt;br /&gt;
* giochi di ruolo;&lt;br /&gt;
* questionari;&lt;br /&gt;
* ricerche tematiche;&lt;br /&gt;
* laboratori esperienziali;&lt;br /&gt;
* visione di film;&lt;br /&gt;
* preparazione di poster;&lt;br /&gt;
* sviluppo di progetti;&lt;br /&gt;
* attività outdoor.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella dispensa [[Media:Dispensa Tool2.pdf|Tool2]] di [http://www.francescomuzzarelli.it/ Francesco Muzzarelli], docente del corso [http://www.biblioteche.unibo.it/portale/eventi/la-didattica-della-ricerca-documentale-il-bibliotecario-formatore La didattica documentale: il bibliotecario formatore], viene inoltre presentata una serie di &amp;quot;diavolerie didattiche&amp;quot; ovvero di strategie utili sia per vivacizzare l'apprendimento in aula - risvegliando interesse e partecipazione - sia per fissare i contenuti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La tecnica del ''problem solving''===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una tecnica per stimolare l’interesse della platea sulle modalità di ricerca più affidabili è quella di individuare argomenti di ricerca controversi come nell’esempio che segue.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''P.es.: Argomento''': esiste un nesso tra vaccinazioni ed autismo?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1. Per rispondere a questa domanda di ricerca occorre chiedersi quali fonti privilegiare, tenendo conto che in ambito accademico è raccomandabile privilegiare le risorse che si basano su evidenza scientifica documentata. Delle informazioni recuperate considerare: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*la coerenza;&lt;br /&gt;
*l'accuratezza;&lt;br /&gt;
*la copertura;&lt;br /&gt;
*l'aggiornamento;&lt;br /&gt;
*la verificabilità;&lt;br /&gt;
*la presenza di riferimenti bibliografici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2. Per confermare l’opportunità di utilizzare fonti autorevoli, confrontare i risultati con quelli restituiti da un motore di ricerca web (es. Google).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
P.es.: utilizzando i termini di ricerca “autismo” e “vaccini” in google.it, nella prima pagina vengono restituiti risultati di tipo giornalistico, una voce di Wikipedia in italiano ed altre occorrenze non verificate: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Google autismo vaccini.jpg|miniatura|centro|google.it: risultato della ricerca con i termini  &amp;lt;i&amp;gt;autismo&amp;lt;/i&amp;gt; + &amp;lt;i&amp;gt;vaccini&amp;lt;/i&amp;gt;]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Utilizzando invece i termini ''autism'' e ''vaccine'' sulle principali banche dati utilizzate in ambito accademico, l'origine della supposta correlazione tra vaccinazioni ed autismo risulta essere riportata solo dall'articolo [http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736%2897%2911096-0/fulltext Ileal-lymphoid-nodular hyperplasia, non-specific colitis, and pervasive developmental disorder in children], pubblicato su '''The Lancet''' nel 1998 ma ritirato nel 2010. Dopo il ritiro, nel 2011 il giornalista d'inchiesta Brian Deer ha pubblicato una serie di articoli sul [http://www.bmj.com/content/342/bmj.c5347 British Medical Journal] che riepilogavano questa vicenda di ''[http://en.wikipedia.org/wiki/Scientific_misconduct Scientific Misconduct]''. Nel frattempo sono state pubblicate altre ricerche che non hanno confermato la tesi dell'articolo pubblicato su '''The Lancet'''. A gennaio 2014 le principali banche dati utilizzate in ambito accademico ne riportano i seguenti indici citazionali:&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
*[http://scholar.google.it/scholar?cites=14182091522304930037&amp;amp;as_sdt=2005&amp;amp;sciodt=0,5&amp;amp;hl=it Google scholar]: 1812 citazioni;&lt;br /&gt;
*[http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/pmid/9500320/citedby/?page=6 PubMed]: 162 citazioni;&lt;br /&gt;
*[http://apps.webofknowledge.com/full_record.do?product=UA&amp;amp;search_mode=Refine&amp;amp;qid=18&amp;amp;SID=V1HpNNoO9q1zSR8aX1K&amp;amp;page=4&amp;amp;doc=32 Web of Science]: 874 citazioni;&lt;br /&gt;
*[http://www.scopus.com/results/results.url?sort=plf-f&amp;amp;src=s&amp;amp;nlo=&amp;amp;nlr=&amp;amp;nls=&amp;amp;sid=536CFA7C89DA705970FE5A1ADFE10575.fM4vPBipdL1BpirDq5Cw%3a480&amp;amp;sot=aut&amp;amp;sdt=cl&amp;amp;cluster=scopubyr%2c%221998%22%2ct&amp;amp;sl=17&amp;amp;s=AU-ID%287101892622%29&amp;amp;origin=resultslist&amp;amp;zone=leftSideBar&amp;amp;txGid=536CFA7C89DA705970FE5A1ADFE10575.fM4vPBipdL1BpirDq5Cw%3a48 Scopus]: articolo non indicizzato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3. Avvalersi dei differenti risultati ottenuti con le diverse banche dati per indicarne i gradi di copertura disciplinare, temporale e geografica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Partendo quindi da una questione problematica si possono considerare i seguenti aspetti della ricerca bibliografica:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*scelta dei database;&lt;br /&gt;
*tecnica di ricerca;&lt;br /&gt;
*valutazione dei risultati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il caso concreto===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una strategia efficace e sperimentata consiste nel partire da un caso concreto (p.es. una ricerca da impostare) illustrando le varie fasi del percorso e proponendo una esercitazione ad hoc per ciascuna fase:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*delimitazione dell’argomento;&lt;br /&gt;
*formulazione del quesito di ricerca;&lt;br /&gt;
*identificazione dei termini da utilizzare;&lt;br /&gt;
*identificazione delle fonti;&lt;br /&gt;
*analisi dei risultati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per favorire la partecipazione e il coinvolgimento di tutti, gli studenti, saranno organizzati in equipe di dimensioni ridotte (massimo quattro/cinque studenti per gruppo). Ad ogni gruppo andrà assegnato un argomento di ricerca. Si possono fornire delle proposte (lista di possibili argomenti collegati alla disciplina di riferimento) o far proporre gli argomenti/temi dagli studenti stessi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molto utile è la collaborazione con i docenti per trovare degli esempi effettivamente attinenti agli argomenti trattati in aula. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dal momento che la messa a fuoco del tema di ricerca e la formulazione del quesito relativo è una delle fasi più delicate e quella in cui gli studenti incontrano maggiori difficoltà, è consigliabile lavorare molto in aula su questo punto. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il diario di ricerca===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fornire un modello di diario della ricerca per le esercitazioni in aula o a casa, permette agli studenti di tenere traccia delle tappe del percorso. &lt;br /&gt;
Una simile esercitazione può essere proposta a livello sia individuale che di gruppo anche se nella seconda modalità risulta più efficace in quanto stimola l’apprendimento collaborativo e il confronto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo schema da proporre per tale diario potrebbe essere il seguente:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1) Quesito di ricerca da svolgere:&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
_____________________________________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2) Individuazione delle parole chiave e dei limiti (cronologici, linguistici, geografici, ecc.) con cui si è definita la ricerca:&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
_____________________________________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3) Elenco delle fonti consultate. Per ciascuna fonte indicare il tipo di ricerca svolto (p.es. per campi, per liste, tramite thesaurus, ecc.): &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte n. 1 : ________________________________________________ &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fonte n. 2 : ________________________________________________ &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fonte n. 3 : ________________________________________________ &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fonte n. 4 : ________________________________________________ &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fonte n. 5 : ________________________________________________ &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fonte n. 6 : ________________________________________________ &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
4) Descrizione dell’attività di ricerca (spiegare in massimo due pagine quale è stata praticamente la propria strategia di ricerca, i motivi delle proprie scelte ed eventuali difficoltà incontrate). &amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
5) Selezione e citazione completa dei documenti ritenuti più pertinenti (massimo 10):&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
_____________________________________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
6) Redazione di un abstract di massimo xxx caratteri per i primi tre documenti più pertinenti:&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
____________________________________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Far nominare un portavoce per ogni gruppo che al termine dell’esercitazione esporrà in aula il percorso seguito, le principali difficoltà incontrate e i risultati ottenuti.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E’ importante fissare in anticipo – e far poi rispettare - dei tempi precisi sia per la durata dell’esercitazione che per quella dell’esposizione successiva.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo modo di procedere è molto efficace perché permette agli studenti di confrontarsi tra loro imparando gli uni dagli altri e allo stesso tempo consente al docente d’intervenire integrando con un supplemento di spiegazioni mirate quanto ancora non risulta chiaro o ben assimilato. Inoltre per il docente rappresenta l’occasione di ricevere un immediato feedback di quanto è stato compreso e di quanto invece ancora non è stato ben recepito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Particolarmente utile a tal fine è la rilettura dei diari della ricerca dai quali si può evincere cosa, come e in che misura sono stati realmente compresi e fatti propri i concetti e i metodi di ricerca proposti in aula. &lt;br /&gt;
                                             &lt;br /&gt;
===Caccia al tesoro===&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Suddividere i partecipanti in gruppi di5/6 persone massimo e fornire loro delle bibliografie con un massimo di 10 documenti citati tra libri, saggi, riviste, ecc.&lt;br /&gt;
Per i documenti citati occorre indicare la collocazione recuperata a catalogo.&lt;br /&gt;
Completata la localizzazione e il conseguente recupero, si verifica  la corrispondenza tra quanto richiesto e quanto recuperato.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esempio bibliografia:&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Adinolfi, Goffredo (2007), Ai confini del fascismo: propaganda e consenso nel Portogallo salazarista, 1932-194, Milano, F. Angeli.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Collocazione ____________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bazzanella, Carla (1994), Le facce del parlare: un approccio pragmatico all'italiano parlato, Scandicci, La nuova Italia.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Collocazione ____________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Castiglione, Dario (2009), Political identity in a “community of strangers”, in Jeffrey T. Checkel and Peter J. Katzenstein (eds), European Identity, Cambridge, Cambridge University Press, pp. 29-54.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Collocazione ____________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Guélaude, Claire (2012), L’économie française toujours àl’arrête, in «Le Monde», 6 octobre, p. 12.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Collocazione ____________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Hahnel, Robin (2005), Economic justice and democracy: from competition to cooperation, New York, Routledge.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Collocazione ____________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lavanda, Italo e Giorgio Rampa (2004), Microeconomia. Scelte individuali e benessere sociale, Roma, Carocci.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Collocazione ____________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prato, Paolo (2012), Musica e politica all’italiana: la lezione del Risorgimento, in «Musica Realtà», vol. 97, fasc. 1, pp.91-98.&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Collocazione ____________________________________________________&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Attività ludiche===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''BiblioBingo'''&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Esempio di semplice gioco rompighiaccio da proporre per verificare, prima di iniziarne la presentazione, le conoscenze e le lacune relative ai servizi e/o alle risorse.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si consegna a ogni studente (o coppia se si ha un gruppo numeroso) una cartella vuota del BilioBingo e si chiede di riempirla scrivendo nelle sei caselle altrettanti servizi/risorse fondamentali della biblioteca. Il bibliotecario inizia ad “estrarre” da una busta i servizi/risorse e chiede agli studenti di spuntare le caselle in caso di corrispondenza. &lt;br /&gt;
La vittoria andrà a chi avrà il maggior numero di caselle spuntate.&lt;br /&gt;
Per rendere più accattivante il gioco è possibile mettere in palio piccoli premi (p.es. un libro dal Bookcrossing '''[sì??]''', cancelleria, merchandising, etc.).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Fear Cards'''&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Attività utile per farsi un’idea di ciò che gli studenti già conoscono rispetto alle risorse e i servizi e per stimolare eventuali domande che altrimenti potrebbero restare inespresse.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si consegna a ogni studente un cartoncino o un post-it denominato &amp;quot;carta della paura&amp;quot; (''fear card'') chiedendo di indicare in forma anonima ciò che più teme nella ricerca/richiesta delle informazioni. Una volta raccolte e mischiate le carte (o attaccati i post-it), si leggono ad alta voce. [[File:BiblioBingo FearCards.docx|riquadrato|sinistra|Materiale riutilizzabile per BiblioBingo e FearCards]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==5.2 Modalità comunicative== &lt;br /&gt;
==5.3 E-learning==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=6. La valutazione del percorso dello studente=&lt;br /&gt;
==6.1 Valutazione ex ante (conoscenze/competenze in entrata)==&lt;br /&gt;
Esempio di [https://docs.google.com/forms/d/1Vhm5HqBJGABZ4iNl5zUDN8yZnDngspxa_bUNykKNYPI/viewform#start=invite%20Test%20d'ingresso test di ingresso]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==6.2 Monitoraggio dell'apprendimento==&lt;br /&gt;
Attività di valutazione d'aula.&lt;br /&gt;
=== Parafrasi diretta ===&lt;br /&gt;
Gli studenti sono chiamati a riassumere un’idea chiave appresa in aula, con parole proprie e immaginando che il riassunto sia indirizzato a un destinatario specifico, deciso dall’istruttore.&lt;br /&gt;
Il riassunto deve essere breve e la scelta terminologica adeguata al destinatario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': permette di capire se - e a che livello - gli studenti hanno afferrato le nozioni fondamentali presentate in aula.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': Scrivete in poche righe la definizione di plagio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Classificazione e raggiungimento degli obiettivi ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Preferibilmente all’inizio del corso, gli studenti sono chiamati ad esplicitare le loro aspettative sui contenuti e sugli obiettivi del corso. Successivamente l’istruttore rende esplicito quanto progettato per il corso in avviamento, rivelando scarti e avvicinamenti rispetto a quanto espresso dagli studenti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': questa tecnica mira a comunicare chiaramente agli studenti l’oggetto del corso e gli obiettivi d’apprendimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': nella prima colonna qui sotto, scrivete 2-3 cose che sperate di imparare partecipando a questo corso&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! Cosa vuoi imparare? !! Livello d'importanza (da 1 a x) !! È anche un obiettivo dell'istruttore?&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _ &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _ &lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Verifica delle conoscenza di base ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima del corso, in maniera più o meno strutturata (breve giro di domande o questionario preliminare, ecc.) gli studenti sono chiamati ad esplicitare il loro livello di conoscenza di alcune questioni chiave che poi saranno trattate durante il corso. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': l’istruttore può modificare l’assetto del corso nel caso in cui tra gli studenti emergano conoscenze di base disomogenee o inferiori alle aspettative; l’istruttore può quindi concentrarsi sui contenuti meno padroneggiati sorvolando quelli maggiormente conosciuti.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
* Hai idea di cosa sia e come funzioni il &amp;quot;ciclo di valutazione&amp;quot; '''[come sopra, metterei un esempio più &amp;quot;studentesco&amp;quot;]'''?&lt;br /&gt;
:  a. non sono sicuro di cosa sia o come funzioni;&lt;br /&gt;
:  b. ho qualche idea al riguardo ma non è molto chiara;&lt;br /&gt;
:  c. ne ho un'idea chiara e posso spiegarla agli altri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Sapresti identificare i risultati di apprendimento di un corso di ''information literacy''?&lt;br /&gt;
:  a. non sono sicuro di cosa possano essere o come identificarli;&lt;br /&gt;
:  b. ne ho sentito parlare ma non identifico di regola i risultati di apprendimento;&lt;br /&gt;
:  c. ne identifico facilmente i risultati di apprendimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Hai idea di cosa siano e come funzionino le &amp;quot;rubriche di valutazione&amp;quot;?&lt;br /&gt;
:  a. non sono sicuro di cosa siano o come funzionino;&lt;br /&gt;
:  b. ho qualche idea al riguardo ma non è molto chiara;&lt;br /&gt;
:  c. ne ho un'idea chiara e posso spiegarla agli altri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Note a catena ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con  le &amp;quot;note a catena&amp;quot; viene sottoposta agli studenti (uno alla volta in successione) una domanda scritta relativa al corso; gli studenti devono rispondere anonimamente in un tempo limitato prima di passare la questione allo studente successivo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': migliorare la consapevolezza dell’istruttore e degli studenti sulle dinamiche dell’attenzione in classe e sui modi per  migliorarla. Raccogliendo dei feedback da ogni studente su ciò che sta accadendo in aula in un dato momento, si stimola nei discenti una riflessione riguardo al cosa stanno imparando e al cosa stanno prestando attenzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': Quando la busta ha raggiunto te, a cosa stavi prestando attenzione?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La &amp;quot;relazione di un minuto&amp;quot; (e il &amp;quot;punto meno chiaro&amp;quot;) ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Agli studenti è richiesto di scrivere, in massimo 1 minuto, una risposta estremamente concisa a una/due domande relative ai contenuti della lezione (relazione di un minuto) oppure di esplicitare la difficoltà maggiore incontrata nella comprensione della lezione (punto meno chiaro).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': le risposte sono un indice del livello di comprensione dei contenuti del corso.&lt;br /&gt;
L’istruttore può utilizzare le informazioni ricavate dalle risposte per decidere se proseguire col corso come programmato o soffermarsi sui punti non ancora bene assimilati dalla classe.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempi''': rispondi con concisione alle seguenti domande: &amp;quot;Quali sono le due cose più significative che hai appreso in questa lezione?&amp;quot;, &amp;quot;Quali domande rimangono dominanti nella tua mente?&amp;quot;; &amp;quot;Quale argomento della lezione appena conclusa ti è sembrato meno chiaro?&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== RSQC2 (''Recall, summarize, question, comment, connect'') ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Agli studenti è richiesto di creare singolarmente una lista degli argomenti trattati e, successivamente, di discuterla in maniera collegiale col resto della classe per creare un elenco di frasi-sommario. È inoltre richiesto loro di individuare le connessioni degli argomenti con gli obiettivi del corso. Si chiede infine di esplicitare eventuali dubbi rimasti non chiariti e di esprimere osservazioni personali. È necessario più tempo rispetto alle altre tecniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': questa tecnica incoraggia gli studenti a richiamare e esaminare l’informazione del corso e, spingendoli ad organizzarla e commentarla, rinforza ciò che è stato insegnato durante la lezione e aiuta a creare un ponte cognitivo esplicito tra idee vecchie e nuove. Al contempo fornisce all’istruttore una grande quantità di informazioni su cosa gli studenti hanno appreso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''':&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# '''''recall''''': fai una lista dei punti più importanti, utili, significativi di cui si è parlato nella lezione di oggi (1-2 minuti);&lt;br /&gt;
# '''''summarize''''': sintetizza i punti importanti in una frase-sommario che catturi l’essenza della lezione di oggi;&lt;br /&gt;
# '''''question''''': individua una o due domande a cui non è stata data risposta oggi (1-2 minuti);&lt;br /&gt;
# '''''comment''''': scrivi un commento su ciò che ti è piaciuto, hai trovato utile, o su come ti sei sentito (1-2 minuti);&lt;br /&gt;
# '''''connect''''': connetti i punti più importanti del tema trattato oggi agli obiettivi maggiori dell'intero corso (1-2 minuti).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Matrice delle definizioni ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per preparare una matrice delle definizioni - ovvero una tabella con dei concetti per ogni colonna e delle caratteristiche elencate nelle righe - occorre seguire i seguenti passi:&lt;br /&gt;
# identificare uno o più concetti simili tra loro che gli studenti devono padroneggiare;&lt;br /&gt;
# elencare le caratteristiche delle definizioni di ciascun concetto;&lt;br /&gt;
# generare la matrice ovvero una tabella con i concetti elencati in colonna e le caratteristiche in riga.&lt;br /&gt;
Gli studenti, per ciascun concetto, sono chiamati ad inserire + o – a seconda della presenza o meno delle caratteristiche elencate nelle righe. La matrice può essere completata individualmente o in gruppo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': questa tecnica aiuta gli studenti a comparare l’informazione con un insieme dato di caratteristiche e può fornire chiarimenti quando i concetti sono correlati e difficili da spiegare separatamente. Con un’analisi veloce dei risultati, l’istruttore vedrà quali sono le caratteristiche a cui gli studenti prestano attenzione e ricordano e quali invece sfuggono e non vengono memorizzate. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': indicate se ogni concetto ha le caratteristiche nella colonna di sinistra con un + o un –&lt;br /&gt;
'''[come sopra, metterei un esempio più &amp;quot;studentesco&amp;quot;]'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! + o - !! CATs !! Valutazione della classe !! Esami finali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| centrato sullo studente || ± || ± || ±&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| formativo || ± || ± || ±&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| a conclusione del corso || ± || ± || ±&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| in corso / di riferiemento || ± || ± || ±&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Riassunto in una frase ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studenti devono sintetizzare in una singola frase la loro risposta alle questioni &amp;quot;Chi fa cosa a chi, quando, dove, come e perché?&amp;quot; rispetto a un argomento dato. Gli studenti possono condividere le frasi. L’istruttore poi raccoglierà e classificherà le risposte nelle seguenti categorie:&lt;br /&gt;
# comprensione completa del concetto;&lt;br /&gt;
# comprensione in evoluzione del concetto;&lt;br /&gt;
# comprensione iniziale del concetto. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La domanda per gli studenti è “Chi fa cosa a chi, quando, dove, come e perché?” rispetto a un argomento dato.&lt;br /&gt;
Gli studenti devono sintetizzare la loro risposta in una singola frase.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': condividere le risposte mostrerà agli studenti che ci sono molti modi di rispondere alla domanda. L’individuazione degli studenti con “comprensione iniziale” del concetto potranno rivedere il materiale o/o esercitarsi per aumentare le proprie capacità.&lt;br /&gt;
'''Esempio''': le tecniche di valutazione d’aula utili nell'''information literacy''&lt;br /&gt;
'''[come sopra, metterei un esempio più &amp;quot;studentesco&amp;quot;]'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
!  !! Chi agisce? !! Cosa fa? !! A cosa o a chi si rivolge? !! Quando? !! Dove? !! Come? !! Perché?&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ''(inserire l'argomento)'' ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||  &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| '''riassunto in una frase'''&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Trasferisci e applica ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Agli studenti è richiesto di riassumere per punti quanto fino ad allora discusso e di individuare per ogni punto gli ambiti d’applicazione.&lt;br /&gt;
Questa tecnica stimola gli studenti a richiamare quanto hanno appreso e ad applicare questa informazione al loro ambiente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': stimolare gli studenti a richiamare quanto hanno appreso e ad applicare questa informazione al loro ambiente. L’istruttore può scorrere le risposte per scoprire se gli studenti hanno colto i concetti chiave presentati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! !! Scrivi idee interessanti, tecniche, strategie e tattiche apprese in questa sessione !! Scrivi le applicazioni possibili per la tua pratica d’insegnamento '''[come sopra, metterei un esempio più &amp;quot;studentesco&amp;quot;]'''.&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1||  || 1)&lt;br /&gt;
2)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2||  || 1)&lt;br /&gt;
2)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|3||  || 1)&lt;br /&gt;
2)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|...||  ||  &lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==6.3 Valutazione ex-post (conoscenze/competenze acquisite grazie al corso)==&lt;br /&gt;
Esempio di '''esercitazione''': realizzazione di una bibliografia su un tema specifico individuato dal formatore o lasciato alla libera scelta dei partecipanti.&lt;br /&gt;
La prima soluzione ha il vantaggio di consentire al formatore di preparare preventivamente un tema didatticamente e/o disciplinarmente rilevante e di poter valutare più agevolmente l'aspetto qualitativo dell'esercitazione; nel secondo caso, dato che solitamente gli studenti si orientano verso temi oggetto della propria tesi, la prova pratica costituisce uno stimolo motivazionale aggiuntivo, rendendo maggiormente consapevoli i partecipanti dell'utilità pratica della formazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==6.4 Modalità in autovalutazione==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=7. La valutazione della riuscita del corso=&lt;br /&gt;
==7.1 La valutazione del gradimento del corso==&lt;br /&gt;
[[Media:Questionario_Valutazione_Insegnamento.pdf|Scheda di rilevazione dell'opinione degli studenti sull'attività didattica]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[https://almail.unibo.it/index.php/File:Questionario_dott_2012.pdf Questionario rivolto agli studenti delle scuole di dottorato dell'area sociale] '''[ENRICA: un pò datato con parti in giallo che lo fanno sembrare una bozza, valutare se tenerlo]'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==7.2 Autovalutazione e diario di bordo== &lt;br /&gt;
==7.3 Riprogettazione del corso==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=Pagina_principale&amp;diff=917</id>
		<title>Pagina principale</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://almail.unibo.it/index.php?title=Pagina_principale&amp;diff=917"/>
		<updated>2015-10-26T14:35:40Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;b&amp;gt;Introduzione: [[Finalità delle linee guida e modalità adottate per la loro redazione]]&amp;lt;/b&amp;gt; (Alina)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Capitolo 1. Definizioni, concetti di base e standard&amp;lt;/b&amp;gt; (Massimo e Alina)&lt;br /&gt;
#[[Definizioni_e_concetti_di_base_Capitolo_1|Definizioni e concetti di base]]&lt;br /&gt;
#[[Gli_standard_dell'_Information_Literacy_Capitolo_1|Gli standard dell'''information literacy'']]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Capitolo 2 La progettazione didattica&amp;lt;/b&amp;gt; (Silvia, Serena, Rossella e Rita)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
#[[Definizione dei destinatari e analisi_dei_bisogni_in/formativi_Capitolo_2|Definizione dei destinatari e analisi dei bisogni in/formativi degli utenti]]&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
#[[Le possibili tipologie di corso| Le possibili tipologie di corso]]&lt;br /&gt;
#[[Come_si_articola_la_preparazione_di_un_corso_Capitolo_2|Come si articola la preparazione di un corso]]&lt;br /&gt;
*[[Esempi_capitolo_2|Esempi]] spostato in appendice&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Capitolo 3  Gli aspetti istituzionali&amp;lt;/b&amp;gt; (Elena e Massimo)&lt;br /&gt;
#[[La_negoziazione_con_i_docenti_e_con_altri_stakholders_Capitolo_4|La negoziazione con i docenti e con altri stakeholders]] &lt;br /&gt;
#[[Negoziazioni differenti per corsi differenti]] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Capitolo 4  L'organizzazione concreta&amp;lt;/b&amp;gt; (Elena e Massimo)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
#[[I_tempi_Capitolo_4|I tempi]]&lt;br /&gt;
#[[La_logistica_Capitolo_4|La logistica]]&lt;br /&gt;
#[[Come_pubblicizzare_e_promuovere_il_corso_Capitolo_4|Come pubblicizzare e promuovere il corso]]&lt;br /&gt;
*[[Iscrizioni_Capitolo_4|Iscrizioni]] da ampliare o eliminare integrandolo nei tempi&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Capitolo 5 La metodologia didattica &amp;lt;/b&amp;gt;(Alina e Fabio)&lt;br /&gt;
#[[Interazione,_cooperazione,_problem_solving_Capitolo_3.1| L'approccio in aula]]&lt;br /&gt;
#[[Modalità_comunicative_Capitolo_3.1|Modalità comunicative]]&lt;br /&gt;
#[[E-learning_Capitolo_3.1|E-learning]]&lt;br /&gt;
*[[L'arsenale_didattico:_materiali_e_tecniche_Capitolo_3.1|L'arsenale didattico: materiali e tecniche]] incorporato in 5.1 e esempi&lt;br /&gt;
*[[Bibliografia_Capitolo_3.1|Bibliografia]] spostato in appendice&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Capitolo 6  La valutazione &amp;lt;/b&amp;gt; (Christian, Claudio e Massimo Caravita)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La valutazione del percorso dello studente&lt;br /&gt;
#[[Valutazione_ex_ante_(conoscenze/competenze_in_entrata)|Valutazione ex ante (conoscenze/competenze in entrata)]]. In che modo? (test, elaborati, ecc.)&lt;br /&gt;
#[[Monitoraggio_dell'apprendimento|Monitoraggio dell'apprendimento]]&lt;br /&gt;
#[[Valutazione_ex-post_(conoscenze/competenze_acquisite_grazie_al_corso)|Valutazione ex-post (conoscenze/competenze acquisite grazie al corso)]] In che modo? (test, elaborati, ecc.)&lt;br /&gt;
*[[Autovalutazione|Modalità in autovalutazione]] &lt;br /&gt;
*[[Valutazione_d'aula|La valutazione d'aula]] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La valutazione della riuscita del corso&lt;br /&gt;
#[[Valutazione_del_gradimento_del_corso|Valutazione del gradimento del corso]]&lt;br /&gt;
#[[Autovalutazione_e_diario_di_bordo|Valutazione e diario di bordo]]&lt;br /&gt;
*[[Valutazione_del_proprio_insegnamento|Valutazione del proprio insegnamento]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Riprogettazione_del_corso|Riprogettazione del corso]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*[[Esempi_Capitolo_5|Esempi]] spostato in appendice&lt;br /&gt;
*[[Bibliografia_Capitolo_5|Bibliografia]] spostato in appendice&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;APPENDICI&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
*[[esempi da creare|Esempi]]  rieditare e creare ancòre nei capitoli&lt;br /&gt;
*[[bibliografia da creare|Bibliografia]] rieditare e creare ancòre nei capitoli&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Installazione di MediaWiki completata correttamente.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Consultare la [//meta.wikimedia.org/wiki/Aiuto:Sommario Guida utente] per maggiori informazioni sull'uso di questo software wiki.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Per iniziare ==&lt;br /&gt;
I seguenti collegamenti sono in lingua inglese:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [//www.mediawiki.org/wiki/Manual:Configuration_settings Impostazioni di configurazione]&lt;br /&gt;
* [//www.mediawiki.org/wiki/Manual:FAQ Domande frequenti su MediaWiki]&lt;br /&gt;
* [https://lists.wikimedia.org/mailman/listinfo/mediawiki-announce Mailing list annunci MediaWiki]&lt;br /&gt;
* [//www.mediawiki.org/wiki/Localisation#Translation_resources Localizza MediaWiki nella tua lingua]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=Pagina_principale&amp;diff=916</id>
		<title>Pagina principale</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://almail.unibo.it/index.php?title=Pagina_principale&amp;diff=916"/>
		<updated>2015-10-26T14:33:07Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;b&amp;gt;Introduzione: [[Finalità delle linee guida e modalità adottate per la loro redazione]]&amp;lt;/b&amp;gt; (Alina)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Capitolo 1. Definizioni, concetti di base e standard&amp;lt;/b&amp;gt; (Massimo e Alina)&lt;br /&gt;
#[[Definizioni_e_concetti_di_base_Capitolo_1|Definizioni e concetti di base]]&lt;br /&gt;
#[[Gli_standard_dell'_Information_Literacy_Capitolo_1|Gli standard dell'''information literacy'']]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Capitolo 2 La progettazione didattica&amp;lt;/b&amp;gt; (Silvia, Serena, Rossella e Rita)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
#[[Definizione dei destinatari e analisi_dei_bisogni_in/formativi_Capitolo_2|Definizione dei destinatari e analisi dei bisogni in/formativi degli utenti]]&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
#[[Le possibili tipologie di corso| Le possibili tipologie di corso]]&lt;br /&gt;
#[[Come_si_articola_la_preparazione_di_un_corso_Capitolo_2|Come si articola la preparazione di un corso]]&lt;br /&gt;
*[[Esempi_capitolo_2|Esempi]] spostato in appendice&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Capitolo 3  Gli aspetti istituzionali&amp;lt;/b&amp;gt; (Elena e Massimo)&lt;br /&gt;
#[[La_negoziazione_con_i_docenti_e_con_altri_stakholders_Capitolo_4|La negoziazione con i docenti e con altri stakeholders]] &lt;br /&gt;
#[[Negoziazioni differenti per corsi differenti]] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Capitolo 4  L'organizzazione concreta&amp;lt;/b&amp;gt; (Elena e Massimo)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
#[[I_tempi_Capitolo_4|I tempi]]&lt;br /&gt;
#[[La_logistica_Capitolo_4|La logistica]]&lt;br /&gt;
#[[Come_pubblicizzare_e_promuovere_il_corso_Capitolo_4|Come pubblicizzare e promuovere il corso]]&lt;br /&gt;
*[[Iscrizioni_Capitolo_4|Iscrizioni]] da ampliare o eliminare integrandolo nei tempi&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Capitolo 5 La metodologia didattica &amp;lt;/b&amp;gt;(Alina e Fabio)&lt;br /&gt;
#[[Interazione,_cooperazione,_problem_solving_Capitolo_3.1| L'approccio in aula]]&lt;br /&gt;
#[[Modalità_comunicative_Capitolo_3.1|Modalità comunicative]]&lt;br /&gt;
#[[E-learning_Capitolo_3.1|E-learning]]&lt;br /&gt;
*[[L'arsenale_didattico:_materiali_e_tecniche_Capitolo_3.1|L'arsenale didattico: materiali e tecniche]] incorporato in 5.1 e esempi&lt;br /&gt;
*[[Bibliografia_Capitolo_3.1|Bibliografia]] spostato in appendice&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;Capitolo 6  La valutazione &amp;lt;/b&amp;gt; (Christian, Claudio e Massimo Caravita)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La valutazione del percorso dello studente&lt;br /&gt;
#[[Valutazione_ex_ante_(conoscenze/competenze_in_entrata)|Valutazione ex ante (conoscenze/competenze in entrata)]]. In che modo? (test, elaborati, ecc.)&lt;br /&gt;
#[[Monitoraggio_dell'apprendimento|Monitoraggio dell'apprendimento]]&lt;br /&gt;
#[[Valutazione_ex-post_(conoscenze/competenze_acquisite_grazie_al_corso)|Valutazione ex-post (conoscenze/competenze acquisite grazie al corso)]] In che modo? (test, elaborati, ecc.)&lt;br /&gt;
*[[Autovalutazione|Modalità in autovalutazione]] [la chiamerei Modalità in autovalutazione e non Autovalutazione perchè fuorviante, inoltre non la numererei perchè riguarda tutti i titpi di valutazione]&lt;br /&gt;
*[[Valutazione_d'aula|La valutazione d'aula]] [spostato nel 6.2 monitoraggio dell'apprendimento + appendice esempi]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La valutazione della riuscita del corso&lt;br /&gt;
#[[Valutazione_del_gradimento_del_corso|Valutazione del gradimento del corso]]&lt;br /&gt;
#[[Autovalutazione_e_diario_di_bordo|Valutazione e diario di bordo]]&lt;br /&gt;
*[[Valutazione_del_proprio_insegnamento|Valutazione del proprio insegnamento]] [integrato in 6.4 Valutazione del gradimento del corso]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Riprogettazione_del_corso|Riprogettazione del corso]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*[[Esempi_Capitolo_5|Esempi]] spostato in appendice&lt;br /&gt;
*[[Bibliografia_Capitolo_5|Bibliografia]] spostato in appendice&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;b&amp;gt;APPENDICI&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
*[[esempi da creare|Esempi]]  rieditare e creare ancòre nei capitoli&lt;br /&gt;
*[[bibliografia da creare|Bibliografia]] rieditare e creare ancòre nei capitoli&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Installazione di MediaWiki completata correttamente.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Consultare la [//meta.wikimedia.org/wiki/Aiuto:Sommario Guida utente] per maggiori informazioni sull'uso di questo software wiki.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Per iniziare ==&lt;br /&gt;
I seguenti collegamenti sono in lingua inglese:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* [//www.mediawiki.org/wiki/Manual:Configuration_settings Impostazioni di configurazione]&lt;br /&gt;
* [//www.mediawiki.org/wiki/Manual:FAQ Domande frequenti su MediaWiki]&lt;br /&gt;
* [https://lists.wikimedia.org/mailman/listinfo/mediawiki-announce Mailing list annunci MediaWiki]&lt;br /&gt;
* [//www.mediawiki.org/wiki/Localisation#Translation_resources Localizza MediaWiki nella tua lingua]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=Valutazione_ex-post_(conoscenze/competenze_acquisite_grazie_al_corso)_Capitolo_5&amp;diff=904</id>
		<title>Valutazione ex-post (conoscenze/competenze acquisite grazie al corso) Capitolo 5</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://almail.unibo.it/index.php?title=Valutazione_ex-post_(conoscenze/competenze_acquisite_grazie_al_corso)_Capitolo_5&amp;diff=904"/>
		<updated>2015-10-09T12:01:02Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;= Obiettivi della valutazione=&lt;br /&gt;
La valutazione delle conoscenze acquisite permette di misurare l'efficacia del corso in relazione agli obiettivi stabiliti e di fornire eventuali elementi utili per un successivo miglioramento. E' utile quindi capire:&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
* cosa hanno imparato i partecipanti al corso? Cosa sanno in più rispetto a prima di seguire il corso?&lt;br /&gt;
* Quali abilità hanno acquisito? Cosa sanno fare in più o diversamente rispetto a prima di seguire il corso?&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Oggetto della valutazione =&lt;br /&gt;
La risposta a queste domande generali può essere ottenuta declinandole in quesiti più specifici relativi all'oggetto della valutazione ex-post; p.es.:&lt;br /&gt;
* i partecipanti dopo la fine del corso, sanno distinguere le varie fonti documentali?&lt;br /&gt;
* Sanno distinguere la citazione bibliografica relativa ad un articolo da quella relativa ad una monografia?&lt;br /&gt;
* Sono in grado di citare correttamente una fonte bibliografica?&lt;br /&gt;
* Sono in grado di utilizzare strategie di ricerca adeguate all'ambito disciplinare di riferimento?&lt;br /&gt;
* Sanno impostare una ricerca efficace utilizzando parole chiave?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Strumenti di valutazione =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La valutazione della formazione può essere svolta attraverso i seguenti strumenti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''questionari''':&lt;br /&gt;
:* a domande chiuse: consentono di predisporre griglie uniformi di correzione e valutazione e quindi di raccogliere velocemente dati univoci sui risultati;&lt;br /&gt;
:* a domande aperte: permettono al valutato di esprimersi più liberamente, richiedono conseguentemente un maggior lavoro di verifica da parte del formatore;&lt;br /&gt;
:* a domande sia chiuse che aperte: uniscono gli aspetti dei due metodi precedenti. &lt;br /&gt;
* '''interviste''' condotte dal formatore o da un altro bibliotecario;&lt;br /&gt;
* '''esercitazioni''' con simulazioni di ricerche alla fine del corso o in una verifica successiva;&lt;br /&gt;
* '''riscontro da parte di docenti''' nel caso l'attività di ''information literacy'' sia inserita in un corso disciplinare);&lt;br /&gt;
* '''test''' di autovalutazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutti questi strumenti devono presentare quesiti chiari, privi di ambiguità, che richiedano preferibilmente risposte compilabili in poco tempo e che forniscano risultati facilmente analizzabili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Esempi creare link==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=Valutazione_ex-post_(conoscenze/competenze_acquisite_grazie_al_corso)_Capitolo_5&amp;diff=903</id>
		<title>Valutazione ex-post (conoscenze/competenze acquisite grazie al corso) Capitolo 5</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://almail.unibo.it/index.php?title=Valutazione_ex-post_(conoscenze/competenze_acquisite_grazie_al_corso)_Capitolo_5&amp;diff=903"/>
		<updated>2015-10-09T11:59:26Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;= Obiettivi della valutazione=&lt;br /&gt;
La valutazione delle conoscenze acquisite permette di misurare l'efficacia del corso in relazione agli obiettivi stabiliti e di fornire eventuali elementi utili per un successivo miglioramento. E' utile quindi capire:&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
* cosa hanno imparato i partecipanti al corso? Cosa sanno in più rispetto a prima di seguire il corso?&lt;br /&gt;
* Quali abilità hanno acquisito? Cosa sanno fare in più o diversamente rispetto a prima di seguire il corso?&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Oggetto della valutazione =&lt;br /&gt;
La risposta a queste domande generali può essere ottenuta declinandole in quesiti più specifici relativi all'oggetto della valutazione ex-post; p.es.:&lt;br /&gt;
* i partecipanti dopo la fine del corso, sanno distinguere le varie fonti documentali?&lt;br /&gt;
* Sanno distinguere la citazione bibliografica relativa ad un articolo da quella relativa ad una monografia?&lt;br /&gt;
* Sono in grado di citare correttamente una fonte bibliografica?&lt;br /&gt;
* Sono in grado di utilizzare strategie di ricerca adeguate all'ambito disciplinare di riferimento?&lt;br /&gt;
* Sanno impostare una ricerca efficace utilizzando parole chiave?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Strumenti di valutazione =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La valutazione della formazione può essere svolta attraverso i seguenti strumenti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''questionari''':&lt;br /&gt;
:* a domande chiuse: consentono di predisporre griglie uniformi di correzione e valutazione e quindi di raccogliere velocemente dati univoci sui risultati;&lt;br /&gt;
:* a domande aperte '''per raccogliere considerazioni e suggerimenti [ENRICA: non è il gradimento, metterei piuttosto che serve a tracciare il percorso che conduce alla soluzione dal momento che la soluzione è meno preordinata che col metodo precedente]''';&lt;br /&gt;
:* a domande sia chiuse che aperte secondo la formula generalmente più usata '''[ENRICA: aggiungerei &amp;quot;per unire i due aspetti precedenti&amp;quot;]'''.&lt;br /&gt;
* '''interviste''' condotte dal formatore o da un altro bibliotecario;&lt;br /&gt;
* '''esercitazioni''' con simulazioni di ricerche alla fine del corso o in una verifica successiva;&lt;br /&gt;
* '''riscontro da parte di docenti''' nel caso l'attività di ''information literacy'' sia inserita in un corso disciplinare);&lt;br /&gt;
* '''test''' di autovalutazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutti questi strumenti devono presentare quesiti chiari, privi di ambiguità, che richiedano preferibilmente risposte compilabili in poco tempo e che forniscano risultati facilmente analizzabili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Esempi creare link==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=Valutazione_d%27aula_Capitolo_5&amp;diff=902</id>
		<title>Valutazione d'aula Capitolo 5</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://almail.unibo.it/index.php?title=Valutazione_d%27aula_Capitolo_5&amp;diff=902"/>
		<updated>2015-10-09T11:55:06Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;La valutazione d’aula è una tecnica centrata sullo studente che si occupa di  cosa gli studenti sanno e sanno fare e li aiuta a focalizzare quali sono i contenuti e concetti del corso su cui hanno  maggiori difficoltà; consente quindi agli istruttori di scoprire cosa e come la classe sta effettivamente imparando e di insistere sugli elementi che necessitano di un approfondimento maggiore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La valutazione d’aula deve essere applicata in modo continuo nel processo d’apprendimento, nell'ambito di una relazione docente/discente nella quale gli obiettivi d’apprendimento siano chiaramente esplicitati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qui di seguito sono descritte alcune tecniche. &lt;br /&gt;
= Tecniche di valutazione d'aula =&lt;br /&gt;
== Parafrasi diretta ==&lt;br /&gt;
Gli studenti sono chiamati a riassumere un’idea chiave appresa in aula, con parole proprie e immaginando che il riassunto sia indirizzato a un destinatario specifico, deciso dall’istruttore.&lt;br /&gt;
Il riassunto deve essere breve e la scelta terminologica adeguata al destinatario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': permette di capire se - e a che livello - gli studenti hanno afferrato le nozioni fondamentali presentate in aula.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': scrivete in poche righe la definizione di plagio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Classificazione e raggiungimento degli obiettivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Preferibilmente all’inizio del corso, gli studenti sono chiamati ad esplicitare le loro aspettative sui contenuti e sugli obiettivi del corso. Successivamente l’istruttore rende esplicito quanto progettato per il corso in avviamento, rivelando scarti e avvicinamenti rispetto a quanto espresso dagli studenti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': questa tecnica mira a comunicare chiaramente agli studenti l’oggetto del corso e gli obiettivi d’apprendimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': nella prima colonna qui sotto, scrivete 2-3 cose che sperate di imparare partecipando a questo corso&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! Cosa vuoi imparare? !! Livello d'importanza (da 1 a x) !! È anche un obiettivo dell'istruttore?&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _ &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _ &lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Verifica delle conoscenza di base ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studenti sono chiamati prima dell’inizio del corso ad esplicitare il loro livello di conoscenza di alcune questioni chiave che saranno oggetto di trattazione. Questa verifica può essere condotta in maniera più o meno strutturata (ad esempio attraverso un breve giro di domande oppure attraverso un apposito questionario preliminare). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': l’istruttore può modificare l’assetto del corso nel caso in cui tra gli studenti emergano conoscenze di base disomogenee o inferiori alle aspettative; l’istruttore può quindi concentrarsi sui contenuti meno padroneggiati sorvolando quelli maggiormente conosciuti.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
* Il catalogo online dei periodici (ACNP) permette:&lt;br /&gt;
:  a. di consultare articoli a testo pieno;&lt;br /&gt;
:  b. di verificare la disponibilità e la collocazione in biblioteca di una rivista;&lt;br /&gt;
:  c. non so:&lt;br /&gt;
:  d. di inoltrare richieste di prestito interbibliotecario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note a catena ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con  le &amp;quot;note a catena&amp;quot; viene sottoposta agli studenti (uno alla volta in successione) una domanda scritta relativa al corso; gli studenti devono rispondere anonimamente in un tempo limitato prima di passare la questione allo studente successivo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': migliorare la consapevolezza dell’istruttore e degli studenti sulle dinamiche dell’attenzione in classe e sui modi per  migliorarla. Raccogliendo dei feedback da ogni studente su ciò che sta accadendo in aula in un dato momento, si stimola nei discenti una riflessione riguardo al cosa stanno imparando e al cosa stanno prestando attenzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': Quando la busta ha raggiunto te, a cosa stavi prestando attenzione?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== RSQC2 (''Recall, summarize, question, comment, connect'') ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Agli studenti è richiesto di creare singolarmente una lista degli argomenti trattati e, successivamente, di discuterla in maniera collegiale col resto della classe per creare un elenco di frasi-sommario. È inoltre richiesto loro di individuare le connessioni degli argomenti con gli obiettivi del corso. Si chiede infine di esplicitare eventuali dubbi rimasti non chiariti e di esprimere osservazioni personali. È necessario più tempo rispetto alle altre tecniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': questa tecnica incoraggia gli studenti a richiamare e esaminare l’informazione del corso e, spingendoli ad organizzarla e commentarla, rinforza ciò che è stato insegnato durante la lezione e aiuta a creare un ponte cognitivo esplicito tra idee vecchie e nuove. Al contempo fornisce all’istruttore una grande quantità di informazioni su cosa gli studenti hanno appreso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''':&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# '''''recall''''': fai una lista dei punti più importanti, utili, significativi di cui si è parlato nella lezione di oggi (1-2 minuti);&lt;br /&gt;
# '''''summarize''''': sintetizza i punti importanti in una frase-sommario che catturi l’essenza della lezione di oggi;&lt;br /&gt;
# '''''question''''': individua una o due domande a cui non è stata data risposta oggi (1-2 minuti);&lt;br /&gt;
# '''''comment''''': scrivi un commento su ciò che ti è piaciuto, hai trovato utile, o su come ti sei sentito (1-2 minuti);&lt;br /&gt;
# '''''connect''''': connetti i punti più importanti del tema trattato oggi agli obiettivi maggiori dell'intero corso (1-2 minuti).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Riassunto in una frase ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studenti devono sintetizzare in una singola frase la loro risposta alle questioni &amp;quot;Chi fa cosa a chi, quando, dove, come e perché?&amp;quot; rispetto a un argomento dato. Gli studenti possono condividere le frasi. L’istruttore poi raccoglierà e classificherà le risposte nelle seguenti categorie:&lt;br /&gt;
# comprensione completa del concetto;&lt;br /&gt;
# comprensione in evoluzione del concetto;&lt;br /&gt;
# comprensione iniziale del concetto. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La domanda per gli studenti è “Chi fa cosa a chi, quando, dove, come e perché?” rispetto a un argomento dato.&lt;br /&gt;
Gli studenti devono sintetizzare la loro risposta in una singola frase.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': condividere le risposte mostrerà agli studenti che ci sono molti modi di rispondere alla domanda. L’individuazione degli studenti con “comprensione iniziale” del concetto potranno rivedere il materiale o/o esercitarsi per aumentare le proprie capacità.&lt;br /&gt;
'''Esempio''': Come puoi citare correttamente un documento?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
!  !! Chi agisce? !! Cosa fa? !! A cosa o a chi si rivolge? !! Quando? !! Dove? !! Come? !! Perché?&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ''(inserire l'argomento)'' ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||  &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| '''riassunto in una frase'''&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Trasferisci e applica ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Agli studenti è richiesto di riassumere per punti quanto fino ad allora discusso e di individuare per ogni punto gli ambiti d’applicazione.&lt;br /&gt;
Questa tecnica stimola gli studenti a richiamare quanto hanno appreso e ad applicare questa informazione al loro ambiente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': stimolare gli studenti a richiamare quanto hanno appreso e ad applicare questa informazione al loro ambiente. L’istruttore può scorrere le risposte per scoprire se gli studenti hanno colto i concetti chiave presentati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! !! Scrivi idee interessanti, tecniche, strategie e tattiche apprese in questa sessione !! Scrivi le applicazioni possibili per la tua pratica d’insegnamento '''[come sopra, metterei un esempio più &amp;quot;studentesco&amp;quot;]'''.&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1||  || 1)&lt;br /&gt;
2)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2||  || 1)&lt;br /&gt;
2)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|3||  || 1)&lt;br /&gt;
2)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|...||  ||  &lt;br /&gt;
|}&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=Valutazione_d%27aula_Capitolo_5&amp;diff=901</id>
		<title>Valutazione d'aula Capitolo 5</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://almail.unibo.it/index.php?title=Valutazione_d%27aula_Capitolo_5&amp;diff=901"/>
		<updated>2015-10-09T11:53:54Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;La valutazione d’aula è una tecnica centrata sullo studente che si occupa di  cosa gli studenti sanno e sanno fare e li aiuta a focalizzare quali sono i contenuti e concetti del corso su cui hanno  maggiori difficoltà; consente quindi agli istruttori di scoprire cosa e come la classe sta effettivamente imparando e di insistere sugli elementi che necessitano di un approfondimento maggiore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La valutazione d’aula deve essere applicata in modo continuo nel processo d’apprendimento, nell'ambito di una relazione docente/discente nella quale gli obiettivi d’apprendimento siano chiaramente esplicitati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qui di seguito sono descritte alcune tecniche. &lt;br /&gt;
= Tecniche di valutazione d'aula =&lt;br /&gt;
== Parafrasi diretta ==&lt;br /&gt;
Gli studenti sono chiamati a riassumere un’idea chiave appresa in aula, con parole proprie e immaginando che il riassunto sia indirizzato a un destinatario specifico, deciso dall’istruttore.&lt;br /&gt;
Il riassunto deve essere breve e la scelta terminologica adeguata al destinatario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': permette di capire se - e a che livello - gli studenti hanno afferrato le nozioni fondamentali presentate in aula.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': scrivete in poche righe la definizione di plagio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Classificazione e raggiungimento degli obiettivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Preferibilmente all’inizio del corso, gli studenti sono chiamati ad esplicitare le loro aspettative sui contenuti e sugli obiettivi del corso. Successivamente l’istruttore rende esplicito quanto progettato per il corso in avviamento, rivelando scarti e avvicinamenti rispetto a quanto espresso dagli studenti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': questa tecnica mira a comunicare chiaramente agli studenti l’oggetto del corso e gli obiettivi d’apprendimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': nella prima colonna qui sotto, scrivete 2-3 cose che sperate di imparare partecipando a questo corso&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! Cosa vuoi imparare? !! Livello d'importanza (da 1 a x) !! È anche un obiettivo dell'istruttore?&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _ &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _ &lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Verifica delle conoscenza di base ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studenti sono chiamati prima dell’inizio del corso ad esplicitare il loro livello di conoscenza di alcune questioni chiave che saranno oggetto di trattazione. Questa verifica può essere condotta in maniera più o meno strutturata (ad esempio attraverso un breve giro di domande oppure attraverso un apposito questionario preliminare). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': l’istruttore può modificare l’assetto del corso nel caso in cui tra gli studenti emergano conoscenze di base disomogenee o inferiori alle aspettative; l’istruttore può quindi concentrarsi sui contenuti meno padroneggiati sorvolando quelli maggiormente conosciuti.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
* Il catalogo online dei periodici (ACNP) permette:&lt;br /&gt;
:  a. di consultare articoli a testo pieno;&lt;br /&gt;
:  b. di verificare la disponibilità e la collocazione in biblioteca di una rivista;&lt;br /&gt;
:  c. non so:&lt;br /&gt;
:  d. di inoltrare richieste di prestito interbibliotecario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note a catena ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con  le &amp;quot;note a catena&amp;quot; viene sottoposta agli studenti (uno alla volta in successione) una domanda scritta relativa al corso; gli studenti devono rispondere anonimamente in un tempo limitato prima di passare la questione allo studente successivo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': migliorare la consapevolezza dell’istruttore e degli studenti sulle dinamiche dell’attenzione in classe e sui modi per  migliorarla. Raccogliendo dei feedback da ogni studente su ciò che sta accadendo in aula in un dato momento, si stimola nei discenti una riflessione riguardo al cosa stanno imparando e al cosa stanno prestando attenzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': Quando la busta ha raggiunto te, a cosa stavi prestando attenzione?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== RSQC2 (''Recall, summarize, question, comment, connect'') ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Agli studenti è richiesto di creare singolarmente una lista degli argomenti trattati e, successivamente, di discuterla in maniera collegiale col resto della classe per creare un elenco di frasi-sommario. È inoltre richiesto loro di individuare le connessioni degli argomenti con gli obiettivi del corso. Si chiede infine di esplicitare eventuali dubbi rimasti non chiariti e di esprimere osservazioni personali. È necessario più tempo rispetto alle altre tecniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': questa tecnica incoraggia gli studenti a richiamare e esaminare l’informazione del corso e, spingendoli ad organizzarla e commentarla, rinforza ciò che è stato insegnato durante la lezione e aiuta a creare un ponte cognitivo esplicito tra idee vecchie e nuove. Al contempo fornisce all’istruttore una grande quantità di informazioni su cosa gli studenti hanno appreso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''':&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# '''''recall''''': fai una lista dei punti più importanti, utili, significativi di cui si è parlato nella lezione di oggi (1-2 minuti);&lt;br /&gt;
# '''''summarize''''': sintetizza i punti importanti in una frase-sommario che catturi l’essenza della lezione di oggi;&lt;br /&gt;
# '''''question''''': individua una o due domande a cui non è stata data risposta oggi (1-2 minuti);&lt;br /&gt;
# '''''comment''''': scrivi un commento su ciò che ti è piaciuto, hai trovato utile, o su come ti sei sentito (1-2 minuti);&lt;br /&gt;
# '''''connect''''': connetti i punti più importanti del tema trattato oggi agli obiettivi maggiori dell'intero corso (1-2 minuti).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Riassunto in una frase ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studenti devono sintetizzare in una singola frase la loro risposta alle questioni &amp;quot;Chi fa cosa a chi, quando, dove, come e perché?&amp;quot; rispetto a un argomento dato. Gli studenti possono condividere le frasi. L’istruttore poi raccoglierà e classificherà le risposte nelle seguenti categorie:&lt;br /&gt;
# comprensione completa del concetto;&lt;br /&gt;
# comprensione in evoluzione del concetto;&lt;br /&gt;
# comprensione iniziale del concetto. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La domanda per gli studenti è “Chi fa cosa a chi, quando, dove, come e perché?” rispetto a un argomento dato.&lt;br /&gt;
Gli studenti devono sintetizzare la loro risposta in una singola frase.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': condividere le risposte mostrerà agli studenti che ci sono molti modi di rispondere alla domanda. L’individuazione degli studenti con “comprensione iniziale” del concetto potranno rivedere il materiale o/o esercitarsi per aumentare le proprie capacità.&lt;br /&gt;
'''Esempio''': le tecniche di valutazione d’aula utili nell'''information literacy''&lt;br /&gt;
'''[come sopra, metterei un esempio più &amp;quot;studentesco&amp;quot;]'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
!  !! Chi agisce? !! Cosa fa? !! A cosa o a chi si rivolge? !! Quando? !! Dove? !! Come? !! Perché?&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ''(inserire l'argomento)'' ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||  &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| '''riassunto in una frase'''&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Trasferisci e applica ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Agli studenti è richiesto di riassumere per punti quanto fino ad allora discusso e di individuare per ogni punto gli ambiti d’applicazione.&lt;br /&gt;
Questa tecnica stimola gli studenti a richiamare quanto hanno appreso e ad applicare questa informazione al loro ambiente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': stimolare gli studenti a richiamare quanto hanno appreso e ad applicare questa informazione al loro ambiente. L’istruttore può scorrere le risposte per scoprire se gli studenti hanno colto i concetti chiave presentati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! !! Scrivi idee interessanti, tecniche, strategie e tattiche apprese in questa sessione !! Scrivi le applicazioni possibili per la tua pratica d’insegnamento '''[come sopra, metterei un esempio più &amp;quot;studentesco&amp;quot;]'''.&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1||  || 1)&lt;br /&gt;
2)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2||  || 1)&lt;br /&gt;
2)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|3||  || 1)&lt;br /&gt;
2)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|...||  ||  &lt;br /&gt;
|}&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=Valutazione_d%27aula_Capitolo_5&amp;diff=900</id>
		<title>Valutazione d'aula Capitolo 5</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://almail.unibo.it/index.php?title=Valutazione_d%27aula_Capitolo_5&amp;diff=900"/>
		<updated>2015-10-09T11:53:23Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;La valutazione d’aula è una tecnica centrata sullo studente che si occupa di  cosa gli studenti sanno e sanno fare e li aiuta a focalizzare quali sono i contenuti e concetti del corso su cui hanno  maggiori difficoltà; consente quindi agli istruttori di scoprire cosa e come la classe sta effettivamente imparando e di insistere sugli elementi che necessitano di un approfondimento maggiore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La valutazione d’aula deve essere applicata in modo continuo nel processo d’apprendimento, nell'ambito di una relazione docente/discente nella quale gli obiettivi d’apprendimento siano chiaramente esplicitati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qui di seguito sono descritte alcune tecniche. &lt;br /&gt;
= Tecniche di valutazione d'aula =&lt;br /&gt;
== Parafrasi diretta ==&lt;br /&gt;
Gli studenti sono chiamati a riassumere un’idea chiave appresa in aula, con parole proprie e immaginando che il riassunto sia indirizzato a un destinatario specifico, deciso dall’istruttore.&lt;br /&gt;
Il riassunto deve essere breve e la scelta terminologica adeguata al destinatario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': permette di capire se - e a che livello - gli studenti hanno afferrato le nozioni fondamentali presentate in aula.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': scrivete in poche righe la definizione di plagio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Classificazione e raggiungimento degli obiettivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Preferibilmente all’inizio del corso, gli studenti sono chiamati ad esplicitare le loro aspettative sui contenuti e sugli obiettivi del corso. Successivamente l’istruttore rende esplicito quanto progettato per il corso in avviamento, rivelando scarti e avvicinamenti rispetto a quanto espresso dagli studenti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': questa tecnica mira a comunicare chiaramente agli studenti l’oggetto del corso e gli obiettivi d’apprendimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': nella prima colonna qui sotto, scrivete 2-3 cose che sperate di imparare partecipando a questo corso&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! Cosa vuoi imparare? !! Livello d'importanza (da 1 a x) !! È anche un obiettivo dell'istruttore?&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _ &lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _ &lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Verifica delle conoscenza di base ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studenti sono chiamati prima dell’inizio del corso ad esplicitare il loro livello di conoscenza di alcune questioni chiave che saranno oggetto di trattazione. Questa verifica può essere condotta in maniera più o meno strutturata (ad esempio attraverso un breve giro di domande oppure attraverso un apposito questionario preliminare). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': l’istruttore può modificare l’assetto del corso nel caso in cui tra gli studenti emergano conoscenze di base disomogenee o inferiori alle aspettative; l’istruttore può quindi concentrarsi sui contenuti meno padroneggiati sorvolando quelli maggiormente conosciuti.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
* Il catalogo online dei periodici (ACNP) permette:&lt;br /&gt;
:  a. di consultare articoli a testo pieno;&lt;br /&gt;
:  b. di verificare la disponibilità e la collocazione in biblioteca di una rivista;&lt;br /&gt;
:  c. non so:&lt;br /&gt;
:  d. di inoltrare richieste di prestito interbibliotecario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note a catena ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con  le &amp;quot;note a catena&amp;quot; viene sottoposta agli studenti (uno alla volta in successione) una domanda scritta relativa al corso; gli studenti devono rispondere anonimamente in un tempo limitato prima di passare la questione allo studente successivo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': migliorare la consapevolezza dell’istruttore e degli studenti sulle dinamiche dell’attenzione in classe e sui modi per  migliorarla. Raccogliendo dei feedback da ogni studente su ciò che sta accadendo in aula in un dato momento, si stimola nei discenti una riflessione riguardo al cosa stanno imparando e al cosa stanno prestando attenzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': Quando la busta ha raggiunto te, a cosa stavi prestando attenzione?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== RSQC2 (''Recall, summarize, question, comment, connect'') ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Agli studenti è richiesto di creare singolarmente una lista degli argomenti trattati e, successivamente, di discuterla in maniera collegiale col resto della classe per creare un elenco di frasi-sommario. È inoltre richiesto loro di individuare le connessioni degli argomenti con gli obiettivi del corso. Si chiede infine di esplicitare eventuali dubbi rimasti non chiariti e di esprimere osservazioni personali. È necessario più tempo rispetto alle altre tecniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': questa tecnica incoraggia gli studenti a richiamare e esaminare l’informazione del corso e, spingendoli ad organizzarla e commentarla, rinforza ciò che è stato insegnato durante la lezione e aiuta a creare un ponte cognitivo esplicito tra idee vecchie e nuove. Al contempo fornisce all’istruttore una grande quantità di informazioni su cosa gli studenti hanno appreso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''':&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# '''''recall''''': fai una lista dei punti più importanti, utili, significativi di cui si è parlato nella lezione di oggi (1-2 minuti);&lt;br /&gt;
# '''''summarize''''': sintetizza i punti importanti in una frase-sommario che catturi l’essenza della lezione di oggi;&lt;br /&gt;
# '''''question''''': individua una o due domande a cui non è stata data risposta oggi (1-2 minuti);&lt;br /&gt;
# '''''comment''''': scrivi un commento su ciò che ti è piaciuto, hai trovato utile, o su come ti sei sentito (1-2 minuti);&lt;br /&gt;
# '''''connect''''': connetti i punti più importanti del tema trattato oggi agli obiettivi maggiori dell'intero corso (1-2 minuti).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Matrice delle definizioni ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per preparare una matrice delle definizioni - ovvero una tabella con dei concetti per ogni colonna e delle caratteristiche elencate nelle righe - occorre seguire i seguenti passi:&lt;br /&gt;
# identificare uno o più concetti simili tra loro che gli studenti devono padroneggiare;&lt;br /&gt;
# elencare le caratteristiche delle definizioni di ciascun concetto;&lt;br /&gt;
# generare la matrice ovvero una tabella con i concetti elencati in colonna e le caratteristiche in riga.&lt;br /&gt;
Gli studenti, per ciascun concetto, sono chiamati ad inserire + o – a seconda della presenza o meno delle caratteristiche elencate nelle righe. La matrice può essere completata individualmente o in gruppo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': questa tecnica aiuta gli studenti a comparare l’informazione con un insieme dato di caratteristiche e può fornire chiarimenti quando i concetti sono correlati e difficili da spiegare separatamente. Con un’analisi veloce dei risultati, l’istruttore vedrà quali sono le caratteristiche a cui gli studenti prestano attenzione e ricordano e quali invece sfuggono e non vengono memorizzate. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': indicate se ogni concetto ha le caratteristiche nella colonna di sinistra con un + o un –&lt;br /&gt;
'''[come sopra, metterei un esempio più &amp;quot;studentesco&amp;quot;]'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! + o - !! CATs !! Valutazione della classe !! Esami finali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| centrato sullo studente || ± || ± || ±&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| formativo || ± || ± || ±&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| a conclusione del corso || ± || ± || ±&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| in corso / di riferiemento || ± || ± || ±&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Riassunto in una frase ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studenti devono sintetizzare in una singola frase la loro risposta alle questioni &amp;quot;Chi fa cosa a chi, quando, dove, come e perché?&amp;quot; rispetto a un argomento dato. Gli studenti possono condividere le frasi. L’istruttore poi raccoglierà e classificherà le risposte nelle seguenti categorie:&lt;br /&gt;
# comprensione completa del concetto;&lt;br /&gt;
# comprensione in evoluzione del concetto;&lt;br /&gt;
# comprensione iniziale del concetto. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La domanda per gli studenti è “Chi fa cosa a chi, quando, dove, come e perché?” rispetto a un argomento dato.&lt;br /&gt;
Gli studenti devono sintetizzare la loro risposta in una singola frase.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': condividere le risposte mostrerà agli studenti che ci sono molti modi di rispondere alla domanda. L’individuazione degli studenti con “comprensione iniziale” del concetto potranno rivedere il materiale o/o esercitarsi per aumentare le proprie capacità.&lt;br /&gt;
'''Esempio''': le tecniche di valutazione d’aula utili nell'''information literacy''&lt;br /&gt;
'''[come sopra, metterei un esempio più &amp;quot;studentesco&amp;quot;]'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
!  !! Chi agisce? !! Cosa fa? !! A cosa o a chi si rivolge? !! Quando? !! Dove? !! Come? !! Perché?&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ''(inserire l'argomento)'' ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||  &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| '''riassunto in una frase'''&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Trasferisci e applica ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Agli studenti è richiesto di riassumere per punti quanto fino ad allora discusso e di individuare per ogni punto gli ambiti d’applicazione.&lt;br /&gt;
Questa tecnica stimola gli studenti a richiamare quanto hanno appreso e ad applicare questa informazione al loro ambiente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': stimolare gli studenti a richiamare quanto hanno appreso e ad applicare questa informazione al loro ambiente. L’istruttore può scorrere le risposte per scoprire se gli studenti hanno colto i concetti chiave presentati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! !! Scrivi idee interessanti, tecniche, strategie e tattiche apprese in questa sessione !! Scrivi le applicazioni possibili per la tua pratica d’insegnamento '''[come sopra, metterei un esempio più &amp;quot;studentesco&amp;quot;]'''.&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1||  || 1)&lt;br /&gt;
2)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2||  || 1)&lt;br /&gt;
2)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|3||  || 1)&lt;br /&gt;
2)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|...||  ||  &lt;br /&gt;
|}&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=Valutazione_d%27aula_Capitolo_5&amp;diff=899</id>
		<title>Valutazione d'aula Capitolo 5</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://almail.unibo.it/index.php?title=Valutazione_d%27aula_Capitolo_5&amp;diff=899"/>
		<updated>2015-10-09T11:52:47Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;La valutazione d’aula è una tecnica centrata sullo studente che si occupa di  cosa gli studenti sanno e sanno fare e li aiuta a focalizzare quali sono i contenuti e concetti del corso su cui hanno  maggiori difficoltà; consente quindi agli istruttori di scoprire cosa e come la classe sta effettivamente imparando e di insistere sugli elementi che necessitano di un approfondimento maggiore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La valutazione d’aula deve essere applicata in modo continuo nel processo d’apprendimento, nell'ambito di una relazione docente/discente nella quale gli obiettivi d’apprendimento siano chiaramente esplicitati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qui di seguito sono descritte alcune tecniche. &lt;br /&gt;
= Tecniche di valutazione d'aula =&lt;br /&gt;
== Parafrasi diretta ==&lt;br /&gt;
Gli studenti sono chiamati a riassumere un’idea chiave appresa in aula, con parole proprie e immaginando che il riassunto sia indirizzato a un destinatario specifico, deciso dall’istruttore.&lt;br /&gt;
Il riassunto deve essere breve e la scelta terminologica adeguata al destinatario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': permette di capire se - e a che livello - gli studenti hanno afferrato le nozioni fondamentali presentate in aula.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': scrivete in poche righe la definizione di plagio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Classificazione e raggiungimento degli obiettivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Preferibilmente all’inizio del corso, gli studenti sono chiamati ad esplicitare le loro aspettative sui contenuti e sugli obiettivi del corso. Successivamente l’istruttore rende esplicito quanto progettato per il corso in avviamento, rivelando scarti e avvicinamenti rispetto a quanto espresso dagli studenti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': questa tecnica mira a comunicare chiaramente agli studenti l’oggetto del corso e gli obiettivi d’apprendimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': nella prima colonna qui sotto, scrivete 2-3 cose che sperate di imparare partecipando a questo corso&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! Cosa vuoi imparare? !! Livello d'importanza (da 1 a x) !! È anche un obiettivo dell'istruttore?&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _ &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _ &lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Verifica delle conoscenza di base ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studenti sono chiamati prima dell’inizio del corso ad esplicitare il loro livello di conoscenza di alcune questioni chiave che saranno oggetto di trattazione. Questa verifica può essere condotta in maniera più o meno strutturata (ad esempio attraverso un breve giro di domande oppure attraverso un apposito questionario preliminare). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': l’istruttore può modificare l’assetto del corso nel caso in cui tra gli studenti emergano conoscenze di base disomogenee o inferiori alle aspettative; l’istruttore può quindi concentrarsi sui contenuti meno padroneggiati sorvolando quelli maggiormente conosciuti.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
* Il catalogo online dei periodici (ACNP) permette:&lt;br /&gt;
:  a. di consultare articoli a testo pieno;&lt;br /&gt;
:  b. di verificare la disponibilità e la collocazione in biblioteca di una rivista;&lt;br /&gt;
:  c. non so:&lt;br /&gt;
:  d. di inoltrare richieste di prestito interbibliotecario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note a catena ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con  le &amp;quot;note a catena&amp;quot; viene sottoposta agli studenti (uno alla volta in successione) una domanda scritta relativa al corso; gli studenti devono rispondere anonimamente in un tempo limitato prima di passare la questione allo studente successivo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': migliorare la consapevolezza dell’istruttore e degli studenti sulle dinamiche dell’attenzione in classe e sui modi per  migliorarla. Raccogliendo dei feedback da ogni studente su ciò che sta accadendo in aula in un dato momento, si stimola nei discenti una riflessione riguardo al cosa stanno imparando e al cosa stanno prestando attenzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': Quando la busta ha raggiunto te, a cosa stavi prestando attenzione?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La &amp;quot;relazione di un minuto&amp;quot; (e il &amp;quot;punto meno chiaro&amp;quot;) ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Agli studenti è richiesto di scrivere, in massimo 1 minuto, una risposta estremamente concisa a una/due domande relative ai contenuti della lezione (relazione di un minuto) oppure di esplicitare la difficoltà maggiore incontrata nella comprensione della lezione (punto meno chiaro).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': le risposte sono un indice del livello di comprensione dei contenuti del corso.&lt;br /&gt;
L’istruttore può utilizzare le informazioni ricavate dalle risposte per decidere se proseguire col corso come programmato o soffermarsi sui punti non ancora bene assimilati dalla classe.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempi''': rispondi con concisione alle seguenti domande: &amp;quot;Quali sono le due cose più significative che hai appreso in questa lezione?&amp;quot;, &amp;quot;Quali domande rimangono dominanti nella tua mente?&amp;quot;; &amp;quot;Quale argomento della lezione appena conclusa ti è sembrato meno chiaro?&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== RSQC2 (''Recall, summarize, question, comment, connect'') ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Agli studenti è richiesto di creare singolarmente una lista degli argomenti trattati e, successivamente, di discuterla in maniera collegiale col resto della classe per creare un elenco di frasi-sommario. È inoltre richiesto loro di individuare le connessioni degli argomenti con gli obiettivi del corso. Si chiede infine di esplicitare eventuali dubbi rimasti non chiariti e di esprimere osservazioni personali. È necessario più tempo rispetto alle altre tecniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': questa tecnica incoraggia gli studenti a richiamare e esaminare l’informazione del corso e, spingendoli ad organizzarla e commentarla, rinforza ciò che è stato insegnato durante la lezione e aiuta a creare un ponte cognitivo esplicito tra idee vecchie e nuove. Al contempo fornisce all’istruttore una grande quantità di informazioni su cosa gli studenti hanno appreso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''':&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# '''''recall''''': fai una lista dei punti più importanti, utili, significativi di cui si è parlato nella lezione di oggi (1-2 minuti);&lt;br /&gt;
# '''''summarize''''': sintetizza i punti importanti in una frase-sommario che catturi l’essenza della lezione di oggi;&lt;br /&gt;
# '''''question''''': individua una o due domande a cui non è stata data risposta oggi (1-2 minuti);&lt;br /&gt;
# '''''comment''''': scrivi un commento su ciò che ti è piaciuto, hai trovato utile, o su come ti sei sentito (1-2 minuti);&lt;br /&gt;
# '''''connect''''': connetti i punti più importanti del tema trattato oggi agli obiettivi maggiori dell'intero corso (1-2 minuti).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Matrice delle definizioni ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per preparare una matrice delle definizioni - ovvero una tabella con dei concetti per ogni colonna e delle caratteristiche elencate nelle righe - occorre seguire i seguenti passi:&lt;br /&gt;
# identificare uno o più concetti simili tra loro che gli studenti devono padroneggiare;&lt;br /&gt;
# elencare le caratteristiche delle definizioni di ciascun concetto;&lt;br /&gt;
# generare la matrice ovvero una tabella con i concetti elencati in colonna e le caratteristiche in riga.&lt;br /&gt;
Gli studenti, per ciascun concetto, sono chiamati ad inserire + o – a seconda della presenza o meno delle caratteristiche elencate nelle righe. La matrice può essere completata individualmente o in gruppo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': questa tecnica aiuta gli studenti a comparare l’informazione con un insieme dato di caratteristiche e può fornire chiarimenti quando i concetti sono correlati e difficili da spiegare separatamente. Con un’analisi veloce dei risultati, l’istruttore vedrà quali sono le caratteristiche a cui gli studenti prestano attenzione e ricordano e quali invece sfuggono e non vengono memorizzate. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': indicate se ogni concetto ha le caratteristiche nella colonna di sinistra con un + o un –&lt;br /&gt;
'''[come sopra, metterei un esempio più &amp;quot;studentesco&amp;quot;]'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! + o - !! CATs !! Valutazione della classe !! Esami finali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| centrato sullo studente || ± || ± || ±&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| formativo || ± || ± || ±&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| a conclusione del corso || ± || ± || ±&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| in corso / di riferiemento || ± || ± || ±&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Riassunto in una frase ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studenti devono sintetizzare in una singola frase la loro risposta alle questioni &amp;quot;Chi fa cosa a chi, quando, dove, come e perché?&amp;quot; rispetto a un argomento dato. Gli studenti possono condividere le frasi. L’istruttore poi raccoglierà e classificherà le risposte nelle seguenti categorie:&lt;br /&gt;
# comprensione completa del concetto;&lt;br /&gt;
# comprensione in evoluzione del concetto;&lt;br /&gt;
# comprensione iniziale del concetto. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La domanda per gli studenti è “Chi fa cosa a chi, quando, dove, come e perché?” rispetto a un argomento dato.&lt;br /&gt;
Gli studenti devono sintetizzare la loro risposta in una singola frase.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': condividere le risposte mostrerà agli studenti che ci sono molti modi di rispondere alla domanda. L’individuazione degli studenti con “comprensione iniziale” del concetto potranno rivedere il materiale o/o esercitarsi per aumentare le proprie capacità.&lt;br /&gt;
'''Esempio''': le tecniche di valutazione d’aula utili nell'''information literacy''&lt;br /&gt;
'''[come sopra, metterei un esempio più &amp;quot;studentesco&amp;quot;]'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
!  !! Chi agisce? !! Cosa fa? !! A cosa o a chi si rivolge? !! Quando? !! Dove? !! Come? !! Perché?&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ''(inserire l'argomento)'' ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||  &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| '''riassunto in una frase'''&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Trasferisci e applica ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Agli studenti è richiesto di riassumere per punti quanto fino ad allora discusso e di individuare per ogni punto gli ambiti d’applicazione.&lt;br /&gt;
Questa tecnica stimola gli studenti a richiamare quanto hanno appreso e ad applicare questa informazione al loro ambiente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': stimolare gli studenti a richiamare quanto hanno appreso e ad applicare questa informazione al loro ambiente. L’istruttore può scorrere le risposte per scoprire se gli studenti hanno colto i concetti chiave presentati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! !! Scrivi idee interessanti, tecniche, strategie e tattiche apprese in questa sessione !! Scrivi le applicazioni possibili per la tua pratica d’insegnamento '''[come sopra, metterei un esempio più &amp;quot;studentesco&amp;quot;]'''.&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1||  || 1)&lt;br /&gt;
2)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2||  || 1)&lt;br /&gt;
2)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|3||  || 1)&lt;br /&gt;
2)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|...||  ||  &lt;br /&gt;
|}&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=Valutazione_d%27aula_Capitolo_5&amp;diff=898</id>
		<title>Valutazione d'aula Capitolo 5</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://almail.unibo.it/index.php?title=Valutazione_d%27aula_Capitolo_5&amp;diff=898"/>
		<updated>2015-10-09T11:47:25Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;La valutazione d’aula è una tecnica centrata sullo studente che si occupa di  cosa gli studenti sanno e sanno fare e li aiuta a focalizzare quali sono i contenuti e concetti del corso su cui hanno  maggiori difficoltà; consente quindi agli istruttori di scoprire cosa e come la classe sta effettivamente imparando e di insistere sugli elementi che necessitano di un approfondimento maggiore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La valutazione d’aula deve essere applicata in modo continuo nel processo d’apprendimento, nell'ambito di una relazione docente/discente nella quale gli obiettivi d’apprendimento siano chiaramente esplicitati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qui di seguito sono descritte alcune tecniche. &lt;br /&gt;
= Tecniche di valutazione d'aula =&lt;br /&gt;
== Parafrasi diretta ==&lt;br /&gt;
Gli studenti sono chiamati a riassumere un’idea chiave appresa in aula, con parole proprie e immaginando che il riassunto sia indirizzato a un destinatario specifico, deciso dall’istruttore.&lt;br /&gt;
Il riassunto deve essere breve e la scelta terminologica adeguata al destinatario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': permette di capire se - e a che livello - gli studenti hanno afferrato le nozioni fondamentali presentate in aula.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': scrivete in poche righe la definizione di plagio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Classificazione e raggiungimento degli obiettivi ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Preferibilmente all’inizio del corso, gli studenti sono chiamati ad esplicitare le loro aspettative sui contenuti e sugli obiettivi del corso. Successivamente l’istruttore rende esplicito quanto progettato per il corso in avviamento, rivelando scarti e avvicinamenti rispetto a quanto espresso dagli studenti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': questa tecnica mira a comunicare chiaramente agli studenti l’oggetto del corso e gli obiettivi d’apprendimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': nella prima colonna qui sotto, scrivete 2-3 cose che sperate di imparare partecipando a questo corso&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! Cosa vuoi imparare? !! Livello d'importanza (da 1 a x) !! È anche un obiettivo dell'istruttore?&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _ &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| _ || _ || _ &lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Verifica delle conoscenza di base ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima del corso, in maniera più o meno strutturata (breve giro di domande o questionario preliminare, ecc.) gli studenti sono chiamati ad esplicitare il loro livello di conoscenza di alcune questioni chiave che poi saranno trattate durante il corso. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': l’istruttore può modificare l’assetto del corso nel caso in cui tra gli studenti emergano conoscenze di base disomogenee o inferiori alle aspettative; l’istruttore può quindi concentrarsi sui contenuti meno padroneggiati sorvolando quelli maggiormente conosciuti.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
* Hai idea di cosa sia e come funzioni il &amp;quot;ciclo di valutazione&amp;quot; '''[come sopra, metterei un esempio più &amp;quot;studentesco&amp;quot;]'''?&lt;br /&gt;
:  a. non sono sicuro di cosa sia o come funzioni;&lt;br /&gt;
:  b. ho qualche idea al riguardo ma non è molto chiara;&lt;br /&gt;
:  c. ne ho un'idea chiara e posso spiegarla agli altri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Sapresti identificare i risultati di apprendimento di un corso di ''information literacy''?&lt;br /&gt;
:  a. non sono sicuro di cosa possano essere o come identificarli;&lt;br /&gt;
:  b. ne ho sentito parlare ma non identifico di regola i risultati di apprendimento;&lt;br /&gt;
:  c. ne identifico facilmente i risultati di apprendimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Hai idea di cosa siano e come funzionino le &amp;quot;rubriche di valutazione&amp;quot;?&lt;br /&gt;
:  a. non sono sicuro di cosa siano o come funzionino;&lt;br /&gt;
:  b. ho qualche idea al riguardo ma non è molto chiara;&lt;br /&gt;
:  c. ne ho un'idea chiara e posso spiegarla agli altri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note a catena ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con  le &amp;quot;note a catena&amp;quot; viene sottoposta agli studenti (uno alla volta in successione) una domanda scritta relativa al corso; gli studenti devono rispondere anonimamente in un tempo limitato prima di passare la questione allo studente successivo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': migliorare la consapevolezza dell’istruttore e degli studenti sulle dinamiche dell’attenzione in classe e sui modi per  migliorarla. Raccogliendo dei feedback da ogni studente su ciò che sta accadendo in aula in un dato momento, si stimola nei discenti una riflessione riguardo al cosa stanno imparando e al cosa stanno prestando attenzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': Quando la busta ha raggiunto te, a cosa stavi prestando attenzione?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La &amp;quot;relazione di un minuto&amp;quot; (e il &amp;quot;punto meno chiaro&amp;quot;) ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Agli studenti è richiesto di scrivere, in massimo 1 minuto, una risposta estremamente concisa a una/due domande relative ai contenuti della lezione (relazione di un minuto) oppure di esplicitare la difficoltà maggiore incontrata nella comprensione della lezione (punto meno chiaro).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': le risposte sono un indice del livello di comprensione dei contenuti del corso.&lt;br /&gt;
L’istruttore può utilizzare le informazioni ricavate dalle risposte per decidere se proseguire col corso come programmato o soffermarsi sui punti non ancora bene assimilati dalla classe.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempi''': rispondi con concisione alle seguenti domande: &amp;quot;Quali sono le due cose più significative che hai appreso in questa lezione?&amp;quot;, &amp;quot;Quali domande rimangono dominanti nella tua mente?&amp;quot;; &amp;quot;Quale argomento della lezione appena conclusa ti è sembrato meno chiaro?&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== RSQC2 (''Recall, summarize, question, comment, connect'') ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Agli studenti è richiesto di creare singolarmente una lista degli argomenti trattati e, successivamente, di discuterla in maniera collegiale col resto della classe per creare un elenco di frasi-sommario. È inoltre richiesto loro di individuare le connessioni degli argomenti con gli obiettivi del corso. Si chiede infine di esplicitare eventuali dubbi rimasti non chiariti e di esprimere osservazioni personali. È necessario più tempo rispetto alle altre tecniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': questa tecnica incoraggia gli studenti a richiamare e esaminare l’informazione del corso e, spingendoli ad organizzarla e commentarla, rinforza ciò che è stato insegnato durante la lezione e aiuta a creare un ponte cognitivo esplicito tra idee vecchie e nuove. Al contempo fornisce all’istruttore una grande quantità di informazioni su cosa gli studenti hanno appreso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''':&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# '''''recall''''': fai una lista dei punti più importanti, utili, significativi di cui si è parlato nella lezione di oggi (1-2 minuti);&lt;br /&gt;
# '''''summarize''''': sintetizza i punti importanti in una frase-sommario che catturi l’essenza della lezione di oggi;&lt;br /&gt;
# '''''question''''': individua una o due domande a cui non è stata data risposta oggi (1-2 minuti);&lt;br /&gt;
# '''''comment''''': scrivi un commento su ciò che ti è piaciuto, hai trovato utile, o su come ti sei sentito (1-2 minuti);&lt;br /&gt;
# '''''connect''''': connetti i punti più importanti del tema trattato oggi agli obiettivi maggiori dell'intero corso (1-2 minuti).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Matrice delle definizioni ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per preparare una matrice delle definizioni - ovvero una tabella con dei concetti per ogni colonna e delle caratteristiche elencate nelle righe - occorre seguire i seguenti passi:&lt;br /&gt;
# identificare uno o più concetti simili tra loro che gli studenti devono padroneggiare;&lt;br /&gt;
# elencare le caratteristiche delle definizioni di ciascun concetto;&lt;br /&gt;
# generare la matrice ovvero una tabella con i concetti elencati in colonna e le caratteristiche in riga.&lt;br /&gt;
Gli studenti, per ciascun concetto, sono chiamati ad inserire + o – a seconda della presenza o meno delle caratteristiche elencate nelle righe. La matrice può essere completata individualmente o in gruppo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': questa tecnica aiuta gli studenti a comparare l’informazione con un insieme dato di caratteristiche e può fornire chiarimenti quando i concetti sono correlati e difficili da spiegare separatamente. Con un’analisi veloce dei risultati, l’istruttore vedrà quali sono le caratteristiche a cui gli studenti prestano attenzione e ricordano e quali invece sfuggono e non vengono memorizzate. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': indicate se ogni concetto ha le caratteristiche nella colonna di sinistra con un + o un –&lt;br /&gt;
'''[come sopra, metterei un esempio più &amp;quot;studentesco&amp;quot;]'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! + o - !! CATs !! Valutazione della classe !! Esami finali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| centrato sullo studente || ± || ± || ±&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| formativo || ± || ± || ±&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| a conclusione del corso || ± || ± || ±&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| in corso / di riferiemento || ± || ± || ±&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Riassunto in una frase ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studenti devono sintetizzare in una singola frase la loro risposta alle questioni &amp;quot;Chi fa cosa a chi, quando, dove, come e perché?&amp;quot; rispetto a un argomento dato. Gli studenti possono condividere le frasi. L’istruttore poi raccoglierà e classificherà le risposte nelle seguenti categorie:&lt;br /&gt;
# comprensione completa del concetto;&lt;br /&gt;
# comprensione in evoluzione del concetto;&lt;br /&gt;
# comprensione iniziale del concetto. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La domanda per gli studenti è “Chi fa cosa a chi, quando, dove, come e perché?” rispetto a un argomento dato.&lt;br /&gt;
Gli studenti devono sintetizzare la loro risposta in una singola frase.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': condividere le risposte mostrerà agli studenti che ci sono molti modi di rispondere alla domanda. L’individuazione degli studenti con “comprensione iniziale” del concetto potranno rivedere il materiale o/o esercitarsi per aumentare le proprie capacità.&lt;br /&gt;
'''Esempio''': le tecniche di valutazione d’aula utili nell'''information literacy''&lt;br /&gt;
'''[come sopra, metterei un esempio più &amp;quot;studentesco&amp;quot;]'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
!  !! Chi agisce? !! Cosa fa? !! A cosa o a chi si rivolge? !! Quando? !! Dove? !! Come? !! Perché?&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ''(inserire l'argomento)'' ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||  &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| '''riassunto in una frase'''&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Trasferisci e applica ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Agli studenti è richiesto di riassumere per punti quanto fino ad allora discusso e di individuare per ogni punto gli ambiti d’applicazione.&lt;br /&gt;
Questa tecnica stimola gli studenti a richiamare quanto hanno appreso e ad applicare questa informazione al loro ambiente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''A cosa serve''': stimolare gli studenti a richiamare quanto hanno appreso e ad applicare questa informazione al loro ambiente. L’istruttore può scorrere le risposte per scoprire se gli studenti hanno colto i concetti chiave presentati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Esempio''': &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
! !! Scrivi idee interessanti, tecniche, strategie e tattiche apprese in questa sessione !! Scrivi le applicazioni possibili per la tua pratica d’insegnamento '''[come sopra, metterei un esempio più &amp;quot;studentesco&amp;quot;]'''.&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1||  || 1)&lt;br /&gt;
2)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2||  || 1)&lt;br /&gt;
2)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|3||  || 1)&lt;br /&gt;
2)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|...||  ||  &lt;br /&gt;
|}&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=Monitoraggio_dell%27apprendimento_Capitolo_5&amp;diff=897</id>
		<title>Monitoraggio dell'apprendimento Capitolo 5</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://almail.unibo.it/index.php?title=Monitoraggio_dell%27apprendimento_Capitolo_5&amp;diff=897"/>
		<updated>2015-10-09T11:44:22Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Il monitoraggio dell'apprendimento permette di controllare l’avanzamento del processo di apprendimento rispetto agli obiettivi del corso e ai risultati attesi. Si effettua durante lo svolgimento del corso per verificare che cosa gli studenti non hanno compreso e porre in atto  interventi correttivi o di approfondimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Oggetto della valutazione=&lt;br /&gt;
Il monitoraggio dell'apprendimento, si differenzia dalla valutazione di fine corso (ex post) perché:&lt;br /&gt;
* è una attività più ampia della valutazione in quanto pur utilizza le componenti quantitative della valutazione del risultato finale di un corso, insieme ad altri elementi informativi relativi al livello di apprendimento dello studente. Ciò al fine di produrre una base valida per le seguenti operazioni: autovalutazioni fondate, determinazione da parte del docente della posizione della classe e dei singoli studenti rispetto ai fini formativi,  eventuale riconoscimento della necessità di interventi correttivi;&lt;br /&gt;
* ha natura formativa perché richiede il coinvolgimento attivo dello studente lungo tutto il processo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Obiettivi della valutazione =&lt;br /&gt;
Un monitoraggio cosciente e programmato favorisce la crescita e la formazione dello studente, certifica il raggiungimento dei risultati intermedi e finali e migliora la realizzazione del programma d’apprendimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Strumenti di valutazione =&lt;br /&gt;
Nel caso di corsi molto articolati e con un alto numero di studenti, può essere conveniente progettare un'attività di monitoraggio formalmente definita. A tal fine possono essere utilizzati diversi strumenti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''''check list''''':  consiste nel chiedere agli studenti di compilare un riepilogo scritto dei contenuti appresi fino a quel momento o delle operazioni necessarie per all'assolvimento di un dato compito;&lt;br /&gt;
* '''dialogo''': è utile prevedere momenti di discussione in cui gli studenti possono porre delle domande e  in cui il docente può orientare il dialogo attraverso l’uso di domande guida;&lt;br /&gt;
* '''portfolio''': è la raccolta di eventuali prove intermedie (i compiti in classe, gli esercizi da fare a casa) che lo studente ha sostenuto fino a una certa data. Tali prove, esaminate tutte insieme nella loro progressione cronologica, possono fornire indizi sull’andamento (progressione come da programma, difficolta’, stasi, regresso) dell’apprendimento dello studente e della classe nel suo complesso;'''[CLAUDIA TROVERà ULTERIORI INFORMAZIONI CHE DETTAGLINO COSA è E POI METTEREMO UNA NOTA]''';&lt;br /&gt;
* '''test''': tradizionali domande aperte e/o chiuse focalizzate sui contenuti dell’apprendimento;&lt;br /&gt;
* '''esercitazioni (singolari o di gruppo)''': è possibile inserire esercitazioni pratiche, anche di gruppo, per valutare in itinere il livello di apprendimento;&lt;br /&gt;
* '''riepilogo''': è possibile affidare ad alcuni studenti il riepilogo orale dei contenuti a partire da un elenco di obiettivi e /o contenuti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Bibliografia creare link=&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=Monitoraggio_dell%27apprendimento_Capitolo_5&amp;diff=896</id>
		<title>Monitoraggio dell'apprendimento Capitolo 5</title>
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		<updated>2015-10-09T11:42:33Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Il monitoraggio dell'apprendimento permette di controllare l’avanzamento del processo di apprendimento rispetto agli obiettivi del corso e ai risultati attesi. Si effettua durante lo svolgimento del corso per verificare che cosa gli studenti non hanno compreso e porre in atto  interventi correttivi o di approfondimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Oggetto della valutazione=&lt;br /&gt;
Il monitoraggio dell'apprendimento, si differenzia dalla valutazione di fine corso (ex post) perché:&lt;br /&gt;
* è una attività più ampia della valutazione in quanto pur utilizza le componenti quantitative della valutazione del risultato finale di un corso, insieme ad altri elementi informativi relativi al livello di apprendimento dello studente. Ciò al fine di produrre una base valida per le seguenti operazioni: autovalutazioni fondate, determinazione da parte del docente della posizione della classe e dei singoli studenti rispetto ai fini formativi,  eventuale riconoscimento della necessità di interventi correttivi;&lt;br /&gt;
* ha natura formativa perché richiede il coinvolgimento attivo dello studente lungo tutto il processo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Obiettivi della valutazione =&lt;br /&gt;
Un monitoraggio cosciente e programmato favorisce la crescita e la formazione dello studente, certifica il raggiungimento dei risultati intermedi e finali e migliora la realizzazione del programma d’apprendimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Strumenti di valutazione =&lt;br /&gt;
Nel caso di corsi molto articolati e con un alto numero di studenti, può essere conveniente progettare un'attività di monitoraggio formalmente definita. A tal fine possono essere utilizzati diversi strumenti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''''check list''''':  consiste nel chiedere agli studenti di compilare un riepilogo scritto dei contenuti appresi fino a quel momento o delle operazioni necessarie per all'assolvimento di un dato compito;&lt;br /&gt;
* '''dialogo''': è utile prevedere momenti di discussione in cui gli studenti possono porre delle domande e  in cui il docente può orientare il dialogo attraverso l’uso di domande guida;&lt;br /&gt;
* '''portfolio''': è la raccolta di eventuali prove intermedie (i compiti in classe, gli esercizi da fare a casa) che lo studente ha sostenuto fino a una certa data. Tali prove, esaminate tutte insieme nella loro progressione cronologica, possono fornire indizi sull’andamento (progressione come da programma, difficolta’, stasi, regresso) dell’apprendimento dello studente e della classe nel suo complesso;'''[CLAUDIA TROVERà ULTERIORI INFORMAZIONI CHE DETTAGLINO COSA è E POI METTEREMO UNA NOTA]''';&lt;br /&gt;
* '''test''': tradizionali domande aperte e/o chiuse focalizzate sui contenuti dell’apprendimento;&lt;br /&gt;
* '''esercitazioni (singolari o di gruppo)''': è possibile inserire esercitazioni pratiche, anche di gruppo, per valutare in itinere il livello di apprendimento;&lt;br /&gt;
* '''riepilogo''': è possibile affidare ad alcuni studenti il riepilogo orale dei contenuti a partire da un elenco di obiettivi e /o contenuti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La valutazione d'aula==&lt;br /&gt;
Un aspetto particolare del monitoraggio dell'apprendimento è la valutazione d’aula, una tecnica centrata sullo studente che si occupa di  cosa gli studenti sanno e sanno fare e li aiuta a focalizzare quali sono i contenuti e concetti del corso su cui hanno maggiori difficoltà; consente quindi agli istruttori di scoprire cosa e come la classe sta effettivamente imparando e di insistere sugli elementi che necessitano di un approfondimento maggiore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La valutazione d’aula deve essere applicata in modo continuo nel processo d’apprendimento, nell'ambito di una relazione docente/discente nella quale gli obiettivi d’apprendimento siano chiaramente esplicitati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Esempi creare link===&lt;br /&gt;
Alcune tecniche sono descritte nell'appendice Esempi. '''[ENRICA: mettere link]'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Bibliografia creare link=&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=Monitoraggio_dell%27apprendimento_Capitolo_5&amp;diff=895</id>
		<title>Monitoraggio dell'apprendimento Capitolo 5</title>
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		<updated>2015-10-09T11:42:00Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Il monitoraggio dell'apprendimento permette di controllare l’avanzamento del processo di apprendimento rispetto agli obiettivi del corso e ai risultati attesi. Si effettua durante lo svolgimento del corso per verificare che cosa gli studenti non hanno compreso e porre in atto  interventi correttivi o di approfondimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Oggetto della valutazione=&lt;br /&gt;
Il monitoraggio dell'apprendimento, si differenzia dalla valutazione di fine corso (ex post) perché:&lt;br /&gt;
* è una attività più ampia della valutazione in quanto pur utilizza le componenti quantitative della valutazione del risultato finale di un corso, insieme ad altri elementi informativi relativi al livello di apprendimento dello studente. Ciò al fine di produrre una base valida per le seguenti operazioni: autovalutazioni fondate, determinazione da parte del docente della posizione della classe e dei singoli studenti rispetto ai fini formativi,  eventuale riconoscimento della necessità di interventi correttivi;&lt;br /&gt;
* ha natura formativa perché richiede il coinvolgimento attivo dello studente lungo tutto il processo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Obiettivi della valutazione =&lt;br /&gt;
Un monitoraggio cosciente e programmato favorisce la crescita e la formazione dello studente, certifica il raggiungimento dei risultati intermedi e finali e migliora la realizzazione del programma d’apprendimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Strumenti di valutazione =&lt;br /&gt;
Nel caso di corsi molto articolati e con un alto numero di studenti, può essere conveniente progettare un'attività di monitoraggio formalmente definita. A tal fine possono essere utilizzati diversi strumenti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''''check list''''':  consiste nel chiedere agli studenti di compilare un riepilogo scritto dei contenuti appresi fino a quel momento o delle operazioni necessarie per all'assolvimento di un dato compito;&lt;br /&gt;
* '''dialogo''': è utile prevedere momenti di discussione in cui gli studenti possono porre delle domande e  in cui il docente può orientare il dialogo attraverso l’uso di domande guida;&lt;br /&gt;
* '''portfolio''': è la raccolta di eventuali prove intermedie (i compiti in classe, gli esercizi da fare a casa) che lo studente ha sostenuto fino a una certa data. Tali prove, esaminate tutte insieme nella loro progressione cronologica, possono fornire indizi sull’andamento (progressione come da programma, difficolta’, stasi, regresso) dell’apprendimento dello studente e della classe nel suo complesso'''[CLAUDIA TROVERà ULTERIORI INFORMAZIONI CHE DETTAGLINO COSA è E POI METTEREMO UNA NOTA]''';&lt;br /&gt;
* '''test''': tradizionali domande aperte e/o chiuse focalizzate sui contenuti dell’apprendimento;&lt;br /&gt;
* '''esercitazioni (singolari o di gruppo)''': è possibile inserire esercitazioni pratiche, anche di gruppo, per valutare in itinere il livello di apprendimento;&lt;br /&gt;
* '''riepilogo''': è possibile affidare ad alcuni studenti il riepilogo orale dei contenuti a partire da un elenco di obiettivi e /o contenuti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La valutazione d'aula==&lt;br /&gt;
Un aspetto particolare del monitoraggio dell'apprendimento è la valutazione d’aula, una tecnica centrata sullo studente che si occupa di  cosa gli studenti sanno e sanno fare e li aiuta a focalizzare quali sono i contenuti e concetti del corso su cui hanno maggiori difficoltà; consente quindi agli istruttori di scoprire cosa e come la classe sta effettivamente imparando e di insistere sugli elementi che necessitano di un approfondimento maggiore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La valutazione d’aula deve essere applicata in modo continuo nel processo d’apprendimento, nell'ambito di una relazione docente/discente nella quale gli obiettivi d’apprendimento siano chiaramente esplicitati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Esempi creare link===&lt;br /&gt;
Alcune tecniche sono descritte nell'appendice Esempi. '''[ENRICA: mettere link]'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Bibliografia creare link=&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
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		<title>Monitoraggio dell'apprendimento Capitolo 5</title>
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		<updated>2015-10-09T11:31:10Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Il monitoraggio dell'apprendimento permette di controllare l’avanzamento del processo di apprendimento rispetto agli obiettivi del corso e ai risultati attesi. Si effettua durante lo svolgimento del corso per verificare che cosa gli studenti non hanno compreso e porre in atto  interventi correttivi o di approfondimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Oggetto della valutazione=&lt;br /&gt;
Il monitoraggio dell'apprendimento, si differenzia dalla valutazione di fine corso (ex post) perché:&lt;br /&gt;
* è una attività più ampia della valutazione in quanto pur utilizza le componenti quantitative della valutazione del risultato finale di un corso, insieme ad altri elementi informativi relativi al livello di apprendimento dello studente. Ciò al fine di produrre una base valida per le seguenti operazioni: autovalutazioni fondate, determinazione da parte del docente della posizione della classe e dei singoli studenti rispetto ai fini formativi,  eventuale riconoscimento della necessità di interventi correttivi;&lt;br /&gt;
* ha natura formativa perché richiede il coinvolgimento attivo dello studente lungo tutto il processo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Obiettivi della valutazione =&lt;br /&gt;
Un monitoraggio cosciente e programmato favorisce la crescita e la formazione dello studente, certifica il raggiungimento dei risultati intermedi e finali e migliora la realizzazione del programma d’apprendimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Strumenti di valutazione =&lt;br /&gt;
Durante lo svolgimento di un corso, in particolare durante quelli con un piccolo numero di partecipanti, esistono sempre atti comunicativi e comportamenti che hanno in modo implicito e spontaneo le caratteristiche e le funzioni di un monitoraggio nel senso utilizzato in questo documento. Queste caratteristiche e funzioni sono insite nella natura interattiva della comunicazione tra docente discente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, nel caso di corsi molto articolati e con un alto numero di studenti, può essere conveniente progettare un'attività di monitoraggio formalmente definita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A tal fine possono essere utilizzati più strumenti alcuni pensati per un uso diretto da parte dello studente, altri rielaborati dal docente:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* '''''check list''''':  una lista di verifica è un riepilogo delle operazioni necessarie all'assolvimento di un compito. Può essere consegnata agli studenti per l’autovalutazione;&lt;br /&gt;
* '''rubriche''': a differenza delle liste di verifica, le rubriche sono dedicate ai risultati attesi. Il complesso delle competenze in uscita è scomposto in capacità che lo studente deve sviluppare nel corso dell’apprendimento. La singola capacità dovrebbe essere descritta in modo quantificabile e misurata tramite un indicatore;&lt;br /&gt;
* '''dialogo''': attivazione di momenti di libera discussione tra docente e studente, gruppo di studenti o classe intera. In questo contesto il docente orienta il dialogo attraverso l’uso di domande guida;&lt;br /&gt;
* '''portfolio''': il portfolio è l’insieme individuale dei prodotti intermedi del processo di apprendimento '''[CLAUDIA TROVERà ULTERIORI INFORMAZIONI CHE DETTAGLINO COSA è E POI METTEREMO UNA NOTA]''';&lt;br /&gt;
* '''relazioni''': si richiede la redazione di una sintesi personale dei risultati e una valutazione selettiva di quanto recuperato come elaborato finale di esercitazioni di risposta a un quesito informativo;&lt;br /&gt;
* '''test''': tradizionali domande aperte e/o chiuse focalizzate sui contenuti dell’apprendimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La valutazione d'aula==&lt;br /&gt;
Un aspetto particolare del monitoraggio dell'apprendimento è la valutazione d’aula, una tecnica centrata sullo studente che si occupa di  cosa gli studenti sanno e sanno fare e li aiuta a focalizzare quali sono i contenuti e concetti del corso su cui hanno maggiori difficoltà; consente quindi agli istruttori di scoprire cosa e come la classe sta effettivamente imparando e di insistere sugli elementi che necessitano di un approfondimento maggiore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La valutazione d’aula deve essere applicata in modo continuo nel processo d’apprendimento, nell'ambito di una relazione docente/discente nella quale gli obiettivi d’apprendimento siano chiaramente esplicitati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Esempi creare link===&lt;br /&gt;
Alcune tecniche sono descritte nell'appendice Esempi. '''[ENRICA: mettere link]'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=Bibliografia creare link=&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=1.2_Gli_standard_dell%27information_literacy&amp;diff=663</id>
		<title>1.2 Gli standard dell'information literacy</title>
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		<updated>2015-02-17T10:45:30Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: /* Revisioni degli standard */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==== Introduzione ====&lt;br /&gt;
===== L'origine =====&lt;br /&gt;
A partire dagli anni Novanta, sono stati creati molti documenti volti a definire la griglia concettuale entro la quale situare la competenza informativa &amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 1&amp;quot;&amp;gt; Si adotta qui l'espressione usata nella traduzione italiana degli standard ACRL a cura della Commissiona nazionale universita' e ricerca dell'AIB. Vedi (AIB/CNUR 2003)]&amp;lt;/ref&amp;gt;, definendone i principi, le caratteristiche e i requisiti. Il presupposto della loro redazione consiste nella visione dello sviluppo e promozione della competenza informativa come di un'attivita' a se stante, cio' significa che questa attivita' si svincola dalla semplice istruzione all'utilizzo delle risorse bibliografiche o all'utilizzo dei servizi bibliotecari. Per questo stesso motivo essa richiede, nei vari contesti educativi in cui si applica (principalmente scuole e università), l'elaborazione di apposite azioni educative volte a ottenere risultati qualitativamente misurabili. Nello stesso tempo, la diffusione di questi documenti aiuta a rendere esplicita una necessita' riconosciuta come fondamentale per il cittadino consapevole e partecipe: quella di documentarsi per svolgere efficacemente le proprie attivita', siano esse di studio, di lavoro o di esercizio della cittadinanza. In altre parole, la riflessione sulle attivita' formative in biblioteca si e' spostata dalla visione dell'utente che frequenta i servizi bibliotecari, a quello dell'individuo calato in un ambiente informativo variabile sulla base del contesto in cui l'individuo medesimo si muove. &lt;br /&gt;
Il fatto poi che l'insegnamento della competenza informativa si svincoli dalla &amp;quot;library instruction&amp;quot; non significa che non siano tuttora le biblioteche a farsene carico, ne sono testimonianza gli standard creati in larghissima parte dalle associazioni e dagli enti professionali di ambito bibliotecario, soprattutto anglosassone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Definizione, struttura e campi di applicazione =====&lt;br /&gt;
Gli standard sono strumenti per &amp;quot;individuare le abilita' informative (''information skills'') che ci si prefigge di accrescere nei discenti&amp;quot; (Ballestra, 2011). Si potrebbe anche aggiungere che gli standard stabiliscono cosa si presuppone che una persona abile nella ricerca, recupero e utilizzo dell'informazione sappia (aspetto cognitivo) e sappia fare (aspetto pratico).&lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dal punto di vista della struttura, gran parte di questi documenti si organizza come una serie di elementi base che definiscono le singole abilita' da sviluppare. Ciascuno di questi elementi viene ulteriormente approfondito per mezzo di indicatori che specificano i requisiti e i risultati attesi sia dal punto di vista cognitivo che dal quello pratico.&lt;br /&gt;
Operando una sintesi tra i requisiti di base previsti dai vari standard, una persona ''information literate'' e' in grado di:&lt;br /&gt;
* Riconoscere e definire un bisogno di informazione&lt;br /&gt;
* Identificare le risorse disponibili&lt;br /&gt;
* Applicare strategie di ricerca efficaci per recuperare le informazioni&lt;br /&gt;
* Valutare il grado di pertinenza delle informazioni recuperate&lt;br /&gt;
* Organizzare e conservare i risultati&lt;br /&gt;
* Rielaborare, utilizzare e condividere i risultati&lt;br /&gt;
* Conoscere e applicare gli aspetti etici e legali connessi all'uso dell'informazione&lt;br /&gt;
I campi di applicazione degli standard nel contesto bibliotecario sono fondamentalmente due: da una parte la concreta erogazione delle attivita' formative e dall'altra lo sviluppo di una ''policy'' all'interno della propria organizzazione (riconoscimento dei corsi e incardinamento nei ''curricula'' formativi: Blanchett, 2012). La griglia concettuale e teorica in essi definita, infatti, puo' supportare l'azione di promozione e negoziazione (vedi il [[La negoziazione con i docenti e con altri ''stakholders'' Capitolo 4|Capitolo 4]]) presso gli organi decisori, poiche' essa mostra come tali attivita' richiedano azioni autonome, seppure a supporto delle discipline di studio. Per quanto riguarda invece la concreta erogazione dei corsi, la precisa definizione dei risultati attesi rappresenta un valido aiuto nella progettazione delle attivita' formative, consentendo inoltre una maggiore efficacia nella valutazione dei risultati ottenuti.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dal momento che, come si e' visto, gli standard sono strutturati come una serie di elementi ordinati secondo un progressivo approfondimento, essi sono utili anche per progettare corsi con diversi livelli di complessita'. Non solo: la loro struttura modulare consente anche di scegliere quali elementi applicare e quali tralasciare, soprattutto nell'ottica delle reali necessita' (e delle concrete possibilita' in termini di personale, tempo a disposizione, esigenze manifestate dagli ''stakeholders'') del contesto in cui si opera. Infine, sempre dal punto di vista del contesto, gli standard offrono la possibilita' di creare una mappatura tra le abilita' da sviluppare che essi prevedono e gli obiettivi formativi  che i singoli corsi di studio si prefiggono di realizzare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Limiti e critiche =====&lt;br /&gt;
Va rilevato che, nel tempo, sono state mosse critiche e sono stati rilevati limiti nella visione che gli standard presuppongono dell'''information literacy''. Come si e' gia' detto, infatti, lo scopo degli standard e' quello di definire le abilita' utili a soddisfare le necessita' informative, al fine del loro sviluppo per mezzo di azioni mirate (Ballestra, 2011). La visione pedagogica sottesa a questo approccio e' di tipo lineare e progressivo, per cui l'utente e' visto come un soggetto che reagisce in maniera sufficientemente prevedibile alle azioni formative e apprende tecniche via via piu' complesse e approfondite. A questa visione si contrappone la teoria dell'apprendimento di tipo costruttivista e relazionale, in cui il discente non e' visto come un soggetto passivo dell'apprendimento poiche' interagisce con il proprio ambiente e si muove in un ambiente informativo definito, che lo vede non solo come un semplice fruitore di informazione, ma come un collaboratore che, a sua volta, crea informazione. La seconda critica riguarda il fatto che gli standard si occupano del cosa, ma non del come, ovvero delle modalita' attraverso le quali si possano sviluppare le abilita' utili a diventare informativamente competenti, infatti gli standard prescindono dai contesti disciplinari in cui si applicano. Strettamente connesso a questo aspetto e' poi il fatto che gli standard (e le griglie concettuali che li definiscono) poco dicono ai discenti (Blanchett 2012), proprio perche' sono decontestualizzati. Se quindi si decide di esplicitare i risultati attesi per mezzo di queste griglie, e' necessario tradurle e mapparle nel contesto dato. Alla prima critica rispondono le revisioni (vedi paragrafo 3) che sono state fatte di alcuni standard o che sono in fase di redazione. Alla seconda rispondono le redazioni di standard specifici per disciplina che sono stati creati soprattutto sul modello di quelli ACRL (vedi paragrafo 2)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== I modelli piu' diffusi ====&lt;br /&gt;
Ci soffermiamo ora sui tre principali, o, almeno, piu' diffusi, standard per lo sviluppo delle competenze informative, presentati in ordine cronologico per anno di pubblicazione, sulla base della versione piu' recente al momento disponibile. Il gia' citato saggio di Laura Ballestra offre al cap. 6 una panoramica piu' vasta (Ballestra, 2011). I link alle risorse sono riportati in Bibliografia.&lt;br /&gt;
* Information Literacy Competency Standards for Higher Education. Prodotti dall'Association of College &amp;amp; Research Libraries nel gennaio 2000, comprendono cinque standard, ciascuno dei quali definisce le competenze che una persona ''information literate'' deve possedere. Ogni standard e' corredato da indicatori di prestazione per un totale di 22 e, per ciascun indicatore, vengono specificati i risultati attesi (''outcomes''). Nella progettazione di un corso di formazione per gli utenti che abbia come base gli ACRL standards, la loro applicazione dovrebbe essere corredata dall'utilizzo degli Objectives for Information Literacy Instruction: A Model Statement for Academic Librarians, elaborati nel 2001 sempre da ACRL allo scopo di definire con esattezza e rendere misurabili gli obiettivi che il corso si prefigge. Cio' rende piu' agevole la traduzione degli obiettivi in concreti contenuti didattici. Va poi notato che ci sono molte realizzazioni di standard basati su quelli ACRL  e applicati a contesti disciplinari specifici, come per esempio quello ingegneristico o, piu' genericamente, tecnico-scientifico (Zani, 2007) ovviando cosi' al limite sopra rilevato della scarsa specificita' degli standard rispetto alle aree disciplinari. Una panoramica di queste applicazioni e' data dalla risorsa [http://wikis.ala.org/acrl/index.php/Information_literacy_in_the_disciplines Information literacy in the disciplines].&lt;br /&gt;
* SCONUL Seven Pillars of Information Literacy: Core Model for Higher Education. Prodotti dalla britannica Society of College, National and University Libraries nel 1999. Nel 2011 sono stati sottoposti a revisione per rendere il modello piu' rispondente ai cambiamenti intercorsi nel mondo dell'informazione (vedi sotto, paragrafo 3). Il modello definisce sette abilita', per ciascuna delle quali sono definite le competenze (''ability'') e le conoscenze (''understanding'') di cui la persona ''information literate'' deve essere in possesso. Ogni ''Pillar'' inoltre presuppone uno sviluppo progressivo delle proprie competenze, dal livello ''novice'' a quello ''expert'', in funzione del contesto e delle necessita' del discente. Anche per questo modello, come per gli standard ACRL, e' disponibile un documento che definisce i risultati attesi dalle iniziative di formazione. Il documento (''Learning Outcomes &amp;amp; Information Literacy'') illustra alcuni casi concreti di applicazione dei Seven Pillars in Atenei britannici. Va pero' rilevato che il documento si riferisce alla prima edizione del modello.&lt;br /&gt;
* Guidelines on Information Literacy for Lifelong Learning. Elaborate dalla Information Literacy Section (InfoLit) dell'IFLA nel 2006. Come il titolo medesimo rivela, non si tratta di standard bensi' di linee-guida pensate per fornire una base di riferimento ai bibliotecari che siano interessati ad avviare un programma di formazione per gli utenti. Il taglio del documento e' quindi pragmatico e ha il vantaggio di essere stato pensato per applicazioni in qualsiasi tipo di biblioteca, con gli opportuni accorgimenti. Il testo infatti non va utilizzato come una rigida cornice normativa, ma come un insieme di principi teorici e di procedure da adattare alle singole realta' in cui si opera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Revisioni degli standard ====&lt;br /&gt;
Si e' detto sopra (vedi paragrafo 1.3) che uno dei limiti degli standard e' la visione dell'apprendimento come un processo lineare e progressivo anziche' relazionale. Inoltre, gli standard sono stati redatti  prescindendo dal contesto di applicazione. La revisione dei due modelli forse piu' noti e diffusi, quello elaborato da ACRL e quello elaborato da SCONUL, cerca di ovviare a questi limiti. La revisione degli SCONUL ''Seven Pillars of Information Literacy'' ha portato nel 2011 all'aggiornamento e all'espansione del modello, che ora prevede un ''core model'' pensato genericamente per l'educazione in ambito universitario, a cui pero' possono essere applicate delle ''lenses'' che contestualizzano il modello in funzione di diverse tipologie di discenti (Research Lens, Digital Literacy Lens, Open Educational Resources Lens &amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 2&amp;quot;&amp;gt;Vedi l'[http://www.informationliteracy.org.uk/information-literacy-definitions/sconul-seven-pillars-of-information-literacy/ Introduzione] ai ''Seven Pillars'' sul Portale http://www.informationliteracy.org.uk.&amp;lt;/ref&amp;gt;). Va notato che e' data la possibilita' di collaborare per la creazione di altre ''Lenses''.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La revisione del modello introduce altri due aspetti fondamentali: 1) la visione dello sviluppo della competenza informativa come un processo continuo e olistico che abbraccia attivita' condotte simultaneamente; 2) il concetto di paesaggio informativo (''information landscape'') all'interno del quale l'individuo opera. &amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 3&amp;quot;&amp;gt;''Ibidem''&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Anche gli standard ACRL sono in fase di revisione dalla meta' del 2012. Una [http://www.ala.org/acrl/aboutacrl/directoryofleadership/taskforces/acr-tfilcshe ''task force''] creata appositamente ha infatti stabilito che il testo degli standard non possa essere riapprovato per i prossimi anni nella sua forma attuale, stabilendo le otto aree di intervento da sottoporre a revisione.&amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 4&amp;quot;&amp;gt;Vedi le ''Recommendations'' scaricabili alla url http://www.ala.org/acrl/sites/ala.org.acrl/files/content/standards/ils_recomm.pdf&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;br/&amp;gt;Da notare in particolare la presenza di due concetti che vengono introdotti allo scopo di ridefinire il modello: ''threshold concepts'' e ''metaliteracy''. Il primo termine definisce &amp;quot;the core ideas and processes in any discipline that define the discipline, but that are so ingrained that they often go unspoken or unrecognized by practitioner&amp;quot; &amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 5&amp;quot;&amp;gt;Vedi la pagina [http://acrl.ala.org/ilstandards/?page_id=19 The Future Of The Standards] nel portale di cui si parla di seguito nel presente paragrafo&amp;lt;/ref&amp;gt;. Il secondo termine include nelle pratiche dell'alfabetizzazione informativa la consapevolezza della natura collaborativa e condivisa dell'informazione nei contesti digitali partecipativi (come p.es. i ''social network''), introducendo il concetto di &amp;quot;expansive and interactive information environment&amp;quot;.&amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 6&amp;quot;&amp;gt;''Ibidem''&amp;lt;/ref&amp;gt;Come si vede, non siamo distanti dal concetto di ''information landscape'' elaborato da SCONUL.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
E' stato creato un portale ([http://acrl.ala.org/ilstandards/ Framework for Information Literacy in Higher Education]) che consente di seguire il processo della revisione, di consultare la documentazione e di partecipare a un ''forum'' online.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Bibliografia e note====&lt;br /&gt;
Tutti i collegamenti alle risorse Web sono stati verificati il 22/04/2014&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
ACRL (2000). Association of College and Research Libraries, ''Information Literacy Competency Standards for Higher Education''. &amp;lt;http://www.ala.org/acrl/standards/informationliteracycompetency&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
ACRL (2001). Association of College and Research Libraries, ''Objectives for Information Literacy Instruction: A Model Statement for Academic Librarians''. &amp;lt;http://www.ala.org/acrl/standards/objectivesinformation&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
AIB/CNUR (2003). ''Standard sulla competenza informativa per gli studi universitari''. Trad. di: Association of College and Research Libraries, ''Information Literacy Competency Standards for Higher Education'', [2000]. &amp;lt;http://www.aib.it/aib/commiss/cnur/tracrl.htm3&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ballestra, L. (2011). ''Information literacy in biblioteca : teoria e pratica''. Bibliografica&lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Blanchett, H. (2012). Information literacy and standards. In ''A guide to teaching information literacy : 101 practical tips''. Facet&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
IFLA (2006).  International Federation of Library Associations and Institutions. Information Literacy Section, ''Guidelines on Information Literacy for Lifelong Learning''. &amp;lt;http://www.ifla.org/publications/guidelines-on-information-literacy-for-lifelong-learning&amp;gt;&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
SCONUL (2004). Society of College, National and University Libraries, ''Learning Outcomes and Information Literacy''. &amp;lt;http://www.sconul.ac.uk/sites/default/files/documents/outcomes.pdf&amp;gt;&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
SCONUL (2012). Society of College, National and University Libraries, ''The SCONUL Seven Pillars of Information Literacy: Core Model For Higher Education''. &amp;lt;http://www.sconul.ac.uk/sites/default/files/documents/coremodel.pdf&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Zani, M. (2007). Le competenze informative degli studenti di scienze e ingegneria. In ''Bibliotime'', 10 (marzo 2007), 1. &amp;lt;http://www.aib.it/aib/sezioni/emr/bibtime/num-x-1/zani.htm&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=1.2_Gli_standard_dell%27information_literacy&amp;diff=662</id>
		<title>1.2 Gli standard dell'information literacy</title>
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		<updated>2015-02-17T10:43:19Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: /* I modelli piu' diffusi */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==== Introduzione ====&lt;br /&gt;
===== L'origine =====&lt;br /&gt;
A partire dagli anni Novanta, sono stati creati molti documenti volti a definire la griglia concettuale entro la quale situare la competenza informativa &amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 1&amp;quot;&amp;gt; Si adotta qui l'espressione usata nella traduzione italiana degli standard ACRL a cura della Commissiona nazionale universita' e ricerca dell'AIB. Vedi (AIB/CNUR 2003)]&amp;lt;/ref&amp;gt;, definendone i principi, le caratteristiche e i requisiti. Il presupposto della loro redazione consiste nella visione dello sviluppo e promozione della competenza informativa come di un'attivita' a se stante, cio' significa che questa attivita' si svincola dalla semplice istruzione all'utilizzo delle risorse bibliografiche o all'utilizzo dei servizi bibliotecari. Per questo stesso motivo essa richiede, nei vari contesti educativi in cui si applica (principalmente scuole e università), l'elaborazione di apposite azioni educative volte a ottenere risultati qualitativamente misurabili. Nello stesso tempo, la diffusione di questi documenti aiuta a rendere esplicita una necessita' riconosciuta come fondamentale per il cittadino consapevole e partecipe: quella di documentarsi per svolgere efficacemente le proprie attivita', siano esse di studio, di lavoro o di esercizio della cittadinanza. In altre parole, la riflessione sulle attivita' formative in biblioteca si e' spostata dalla visione dell'utente che frequenta i servizi bibliotecari, a quello dell'individuo calato in un ambiente informativo variabile sulla base del contesto in cui l'individuo medesimo si muove. &lt;br /&gt;
Il fatto poi che l'insegnamento della competenza informativa si svincoli dalla &amp;quot;library instruction&amp;quot; non significa che non siano tuttora le biblioteche a farsene carico, ne sono testimonianza gli standard creati in larghissima parte dalle associazioni e dagli enti professionali di ambito bibliotecario, soprattutto anglosassone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Definizione, struttura e campi di applicazione =====&lt;br /&gt;
Gli standard sono strumenti per &amp;quot;individuare le abilita' informative (''information skills'') che ci si prefigge di accrescere nei discenti&amp;quot; (Ballestra, 2011). Si potrebbe anche aggiungere che gli standard stabiliscono cosa si presuppone che una persona abile nella ricerca, recupero e utilizzo dell'informazione sappia (aspetto cognitivo) e sappia fare (aspetto pratico).&lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dal punto di vista della struttura, gran parte di questi documenti si organizza come una serie di elementi base che definiscono le singole abilita' da sviluppare. Ciascuno di questi elementi viene ulteriormente approfondito per mezzo di indicatori che specificano i requisiti e i risultati attesi sia dal punto di vista cognitivo che dal quello pratico.&lt;br /&gt;
Operando una sintesi tra i requisiti di base previsti dai vari standard, una persona ''information literate'' e' in grado di:&lt;br /&gt;
* Riconoscere e definire un bisogno di informazione&lt;br /&gt;
* Identificare le risorse disponibili&lt;br /&gt;
* Applicare strategie di ricerca efficaci per recuperare le informazioni&lt;br /&gt;
* Valutare il grado di pertinenza delle informazioni recuperate&lt;br /&gt;
* Organizzare e conservare i risultati&lt;br /&gt;
* Rielaborare, utilizzare e condividere i risultati&lt;br /&gt;
* Conoscere e applicare gli aspetti etici e legali connessi all'uso dell'informazione&lt;br /&gt;
I campi di applicazione degli standard nel contesto bibliotecario sono fondamentalmente due: da una parte la concreta erogazione delle attivita' formative e dall'altra lo sviluppo di una ''policy'' all'interno della propria organizzazione (riconoscimento dei corsi e incardinamento nei ''curricula'' formativi: Blanchett, 2012). La griglia concettuale e teorica in essi definita, infatti, puo' supportare l'azione di promozione e negoziazione (vedi il [[La negoziazione con i docenti e con altri ''stakholders'' Capitolo 4|Capitolo 4]]) presso gli organi decisori, poiche' essa mostra come tali attivita' richiedano azioni autonome, seppure a supporto delle discipline di studio. Per quanto riguarda invece la concreta erogazione dei corsi, la precisa definizione dei risultati attesi rappresenta un valido aiuto nella progettazione delle attivita' formative, consentendo inoltre una maggiore efficacia nella valutazione dei risultati ottenuti.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dal momento che, come si e' visto, gli standard sono strutturati come una serie di elementi ordinati secondo un progressivo approfondimento, essi sono utili anche per progettare corsi con diversi livelli di complessita'. Non solo: la loro struttura modulare consente anche di scegliere quali elementi applicare e quali tralasciare, soprattutto nell'ottica delle reali necessita' (e delle concrete possibilita' in termini di personale, tempo a disposizione, esigenze manifestate dagli ''stakeholders'') del contesto in cui si opera. Infine, sempre dal punto di vista del contesto, gli standard offrono la possibilita' di creare una mappatura tra le abilita' da sviluppare che essi prevedono e gli obiettivi formativi  che i singoli corsi di studio si prefiggono di realizzare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Limiti e critiche =====&lt;br /&gt;
Va rilevato che, nel tempo, sono state mosse critiche e sono stati rilevati limiti nella visione che gli standard presuppongono dell'''information literacy''. Come si e' gia' detto, infatti, lo scopo degli standard e' quello di definire le abilita' utili a soddisfare le necessita' informative, al fine del loro sviluppo per mezzo di azioni mirate (Ballestra, 2011). La visione pedagogica sottesa a questo approccio e' di tipo lineare e progressivo, per cui l'utente e' visto come un soggetto che reagisce in maniera sufficientemente prevedibile alle azioni formative e apprende tecniche via via piu' complesse e approfondite. A questa visione si contrappone la teoria dell'apprendimento di tipo costruttivista e relazionale, in cui il discente non e' visto come un soggetto passivo dell'apprendimento poiche' interagisce con il proprio ambiente e si muove in un ambiente informativo definito, che lo vede non solo come un semplice fruitore di informazione, ma come un collaboratore che, a sua volta, crea informazione. La seconda critica riguarda il fatto che gli standard si occupano del cosa, ma non del come, ovvero delle modalita' attraverso le quali si possano sviluppare le abilita' utili a diventare informativamente competenti, infatti gli standard prescindono dai contesti disciplinari in cui si applicano. Strettamente connesso a questo aspetto e' poi il fatto che gli standard (e le griglie concettuali che li definiscono) poco dicono ai discenti (Blanchett 2012), proprio perche' sono decontestualizzati. Se quindi si decide di esplicitare i risultati attesi per mezzo di queste griglie, e' necessario tradurle e mapparle nel contesto dato. Alla prima critica rispondono le revisioni (vedi paragrafo 3) che sono state fatte di alcuni standard o che sono in fase di redazione. Alla seconda rispondono le redazioni di standard specifici per disciplina che sono stati creati soprattutto sul modello di quelli ACRL (vedi paragrafo 2)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== I modelli piu' diffusi ====&lt;br /&gt;
Ci soffermiamo ora sui tre principali, o, almeno, piu' diffusi, standard per lo sviluppo delle competenze informative, presentati in ordine cronologico per anno di pubblicazione, sulla base della versione piu' recente al momento disponibile. Il gia' citato saggio di Laura Ballestra offre al cap. 6 una panoramica piu' vasta (Ballestra, 2011). I link alle risorse sono riportati in Bibliografia.&lt;br /&gt;
* Information Literacy Competency Standards for Higher Education. Prodotti dall'Association of College &amp;amp; Research Libraries nel gennaio 2000, comprendono cinque standard, ciascuno dei quali definisce le competenze che una persona ''information literate'' deve possedere. Ogni standard e' corredato da indicatori di prestazione per un totale di 22 e, per ciascun indicatore, vengono specificati i risultati attesi (''outcomes''). Nella progettazione di un corso di formazione per gli utenti che abbia come base gli ACRL standards, la loro applicazione dovrebbe essere corredata dall'utilizzo degli Objectives for Information Literacy Instruction: A Model Statement for Academic Librarians, elaborati nel 2001 sempre da ACRL allo scopo di definire con esattezza e rendere misurabili gli obiettivi che il corso si prefigge. Cio' rende piu' agevole la traduzione degli obiettivi in concreti contenuti didattici. Va poi notato che ci sono molte realizzazioni di standard basati su quelli ACRL  e applicati a contesti disciplinari specifici, come per esempio quello ingegneristico o, piu' genericamente, tecnico-scientifico (Zani, 2007) ovviando cosi' al limite sopra rilevato della scarsa specificita' degli standard rispetto alle aree disciplinari. Una panoramica di queste applicazioni e' data dalla risorsa [http://wikis.ala.org/acrl/index.php/Information_literacy_in_the_disciplines Information literacy in the disciplines].&lt;br /&gt;
* SCONUL Seven Pillars of Information Literacy: Core Model for Higher Education. Prodotti dalla britannica Society of College, National and University Libraries nel 1999. Nel 2011 sono stati sottoposti a revisione per rendere il modello piu' rispondente ai cambiamenti intercorsi nel mondo dell'informazione (vedi sotto, paragrafo 3). Il modello definisce sette abilita', per ciascuna delle quali sono definite le competenze (''ability'') e le conoscenze (''understanding'') di cui la persona ''information literate'' deve essere in possesso. Ogni ''Pillar'' inoltre presuppone uno sviluppo progressivo delle proprie competenze, dal livello ''novice'' a quello ''expert'', in funzione del contesto e delle necessita' del discente. Anche per questo modello, come per gli standard ACRL, e' disponibile un documento che definisce i risultati attesi dalle iniziative di formazione. Il documento (''Learning Outcomes &amp;amp; Information Literacy'') illustra alcuni casi concreti di applicazione dei Seven Pillars in Atenei britannici. Va pero' rilevato che il documento si riferisce alla prima edizione del modello.&lt;br /&gt;
* Guidelines on Information Literacy for Lifelong Learning. Elaborate dalla Information Literacy Section (InfoLit) dell'IFLA nel 2006. Come il titolo medesimo rivela, non si tratta di standard bensi' di linee-guida pensate per fornire una base di riferimento ai bibliotecari che siano interessati ad avviare un programma di formazione per gli utenti. Il taglio del documento e' quindi pragmatico e ha il vantaggio di essere stato pensato per applicazioni in qualsiasi tipo di biblioteca, con gli opportuni accorgimenti. Il testo infatti non va utilizzato come una rigida cornice normativa, ma come un insieme di principi teorici e di procedure da adattare alle singole realta' in cui si opera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Revisioni degli standard ====&lt;br /&gt;
Si e' detto sopra (vedi paragrafo 1.3) che uno dei limiti degli standard e' la visione dell'apprendimento come un processo lineare e progressivo anziche' relazionale. Inoltre, gli standard sono stati redatti  prescindendo dal contesto di applicazione. La revisione dei due modelli forse piu' noti e diffusi, quello elaborato da ACRL e quello elaborato da SCONUL, cercano di ovviare a questi limiti. La revisione degli SCONUL ''Seven Pillars of Information Literacy'' ha portato nel 2011 all'aggiornamento e all'espansione del modello, che ora prevede un ''core model'' pensato genericamente per l'educazione in ambito universitario, a cui pero' possono essere applicate delle ''lenses'' che contestualizzano il modello in funzione di diverse tipologie di discenti (Research Lens, Digital Literacy Lens, Open Educational Resources Lens &amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 2&amp;quot;&amp;gt;Vedi l'[http://www.informationliteracy.org.uk/information-literacy-definitions/sconul-seven-pillars-of-information-literacy/ Introduzione] ai ''Seven Pillars'' sul Portale http://www.informationliteracy.org.uk.&amp;lt;/ref&amp;gt;). Va notato che e' data la possibilita' di collaborare per la creazione di altre ''Lenses''.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La revisione del modello introduce altri due aspetti fondamentali: 1) la visione dello sviluppo della competenza informativa come un processo continuo e olistico che abbraccia attivita' condotte simultaneamente; 2) il concetto di paesaggio informativo (''information landscape'') all'interno del quale l'individuo opera. &amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 3&amp;quot;&amp;gt;''Ibidem''&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Anche gli standard ACRL sono in fase di revisione dalla meta' del 2012. Una [http://www.ala.org/acrl/aboutacrl/directoryofleadership/taskforces/acr-tfilcshe ''task force''] creata appositamente ha infatti stabilito che il testo degli standard non possa essere riapprovato per i prossimi anni nella sua forma attuale, stabilendo le otto aree di intervento da sottoporre a revisione.&amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 4&amp;quot;&amp;gt;Vedi le ''Recommendations'' scaricabili alla url http://www.ala.org/acrl/sites/ala.org.acrl/files/content/standards/ils_recomm.pdf&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;br/&amp;gt;Da notare in particolare la presenza di due concetti che vengono introdotti allo scopo di ridefinire il modello: ''threshold concepts'' e ''metaliteracy''. Il primo termine definisce &amp;quot;the core ideas and processes in any discipline that define the discipline, but that are so ingrained that they often go unspoken or unrecognized by practitioner&amp;quot; &amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 5&amp;quot;&amp;gt;Vedi la pagina [http://acrl.ala.org/ilstandards/?page_id=19 The Future Of The Standards] nel portale di cui si parla di seguito nel presente paragrafo&amp;lt;/ref&amp;gt;. Il secondo termine include nelle pratiche dell'alfabetizzazione informativa la consapevolezza della natura collaborativa e condivisa dell'informazione nei contesti digitali partecipativi (come p.es. i ''social network''), introducendo il concetto di &amp;quot;expansive and interactive information environment&amp;quot;.&amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 6&amp;quot;&amp;gt;''Ibidem''&amp;lt;/ref&amp;gt;Come si vede, non siamo distanti dal concetto di ''information landscape'' elaborato da SCONUL.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
E' stato creato un portale ([http://acrl.ala.org/ilstandards/ Framework for Information Literacy in Higher Education]) che consente di seguire il processo della revisione, di consultare la documentazione e di partecipare a un ''forum'' online.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Bibliografia e note====&lt;br /&gt;
Tutti i collegamenti alle risorse Web sono stati verificati il 22/04/2014&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
ACRL (2000). Association of College and Research Libraries, ''Information Literacy Competency Standards for Higher Education''. &amp;lt;http://www.ala.org/acrl/standards/informationliteracycompetency&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
ACRL (2001). Association of College and Research Libraries, ''Objectives for Information Literacy Instruction: A Model Statement for Academic Librarians''. &amp;lt;http://www.ala.org/acrl/standards/objectivesinformation&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
AIB/CNUR (2003). ''Standard sulla competenza informativa per gli studi universitari''. Trad. di: Association of College and Research Libraries, ''Information Literacy Competency Standards for Higher Education'', [2000]. &amp;lt;http://www.aib.it/aib/commiss/cnur/tracrl.htm3&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ballestra, L. (2011). ''Information literacy in biblioteca : teoria e pratica''. Bibliografica&lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Blanchett, H. (2012). Information literacy and standards. In ''A guide to teaching information literacy : 101 practical tips''. Facet&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
IFLA (2006).  International Federation of Library Associations and Institutions. Information Literacy Section, ''Guidelines on Information Literacy for Lifelong Learning''. &amp;lt;http://www.ifla.org/publications/guidelines-on-information-literacy-for-lifelong-learning&amp;gt;&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
SCONUL (2004). Society of College, National and University Libraries, ''Learning Outcomes and Information Literacy''. &amp;lt;http://www.sconul.ac.uk/sites/default/files/documents/outcomes.pdf&amp;gt;&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
SCONUL (2012). Society of College, National and University Libraries, ''The SCONUL Seven Pillars of Information Literacy: Core Model For Higher Education''. &amp;lt;http://www.sconul.ac.uk/sites/default/files/documents/coremodel.pdf&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Zani, M. (2007). Le competenze informative degli studenti di scienze e ingegneria. In ''Bibliotime'', 10 (marzo 2007), 1. &amp;lt;http://www.aib.it/aib/sezioni/emr/bibtime/num-x-1/zani.htm&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=1.2_Gli_standard_dell%27information_literacy&amp;diff=661</id>
		<title>1.2 Gli standard dell'information literacy</title>
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		<updated>2015-02-17T10:39:39Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: /* Limiti e critiche */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==== Introduzione ====&lt;br /&gt;
===== L'origine =====&lt;br /&gt;
A partire dagli anni Novanta, sono stati creati molti documenti volti a definire la griglia concettuale entro la quale situare la competenza informativa &amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 1&amp;quot;&amp;gt; Si adotta qui l'espressione usata nella traduzione italiana degli standard ACRL a cura della Commissiona nazionale universita' e ricerca dell'AIB. Vedi (AIB/CNUR 2003)]&amp;lt;/ref&amp;gt;, definendone i principi, le caratteristiche e i requisiti. Il presupposto della loro redazione consiste nella visione dello sviluppo e promozione della competenza informativa come di un'attivita' a se stante, cio' significa che questa attivita' si svincola dalla semplice istruzione all'utilizzo delle risorse bibliografiche o all'utilizzo dei servizi bibliotecari. Per questo stesso motivo essa richiede, nei vari contesti educativi in cui si applica (principalmente scuole e università), l'elaborazione di apposite azioni educative volte a ottenere risultati qualitativamente misurabili. Nello stesso tempo, la diffusione di questi documenti aiuta a rendere esplicita una necessita' riconosciuta come fondamentale per il cittadino consapevole e partecipe: quella di documentarsi per svolgere efficacemente le proprie attivita', siano esse di studio, di lavoro o di esercizio della cittadinanza. In altre parole, la riflessione sulle attivita' formative in biblioteca si e' spostata dalla visione dell'utente che frequenta i servizi bibliotecari, a quello dell'individuo calato in un ambiente informativo variabile sulla base del contesto in cui l'individuo medesimo si muove. &lt;br /&gt;
Il fatto poi che l'insegnamento della competenza informativa si svincoli dalla &amp;quot;library instruction&amp;quot; non significa che non siano tuttora le biblioteche a farsene carico, ne sono testimonianza gli standard creati in larghissima parte dalle associazioni e dagli enti professionali di ambito bibliotecario, soprattutto anglosassone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Definizione, struttura e campi di applicazione =====&lt;br /&gt;
Gli standard sono strumenti per &amp;quot;individuare le abilita' informative (''information skills'') che ci si prefigge di accrescere nei discenti&amp;quot; (Ballestra, 2011). Si potrebbe anche aggiungere che gli standard stabiliscono cosa si presuppone che una persona abile nella ricerca, recupero e utilizzo dell'informazione sappia (aspetto cognitivo) e sappia fare (aspetto pratico).&lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dal punto di vista della struttura, gran parte di questi documenti si organizza come una serie di elementi base che definiscono le singole abilita' da sviluppare. Ciascuno di questi elementi viene ulteriormente approfondito per mezzo di indicatori che specificano i requisiti e i risultati attesi sia dal punto di vista cognitivo che dal quello pratico.&lt;br /&gt;
Operando una sintesi tra i requisiti di base previsti dai vari standard, una persona ''information literate'' e' in grado di:&lt;br /&gt;
* Riconoscere e definire un bisogno di informazione&lt;br /&gt;
* Identificare le risorse disponibili&lt;br /&gt;
* Applicare strategie di ricerca efficaci per recuperare le informazioni&lt;br /&gt;
* Valutare il grado di pertinenza delle informazioni recuperate&lt;br /&gt;
* Organizzare e conservare i risultati&lt;br /&gt;
* Rielaborare, utilizzare e condividere i risultati&lt;br /&gt;
* Conoscere e applicare gli aspetti etici e legali connessi all'uso dell'informazione&lt;br /&gt;
I campi di applicazione degli standard nel contesto bibliotecario sono fondamentalmente due: da una parte la concreta erogazione delle attivita' formative e dall'altra lo sviluppo di una ''policy'' all'interno della propria organizzazione (riconoscimento dei corsi e incardinamento nei ''curricula'' formativi: Blanchett, 2012). La griglia concettuale e teorica in essi definita, infatti, puo' supportare l'azione di promozione e negoziazione (vedi il [[La negoziazione con i docenti e con altri ''stakholders'' Capitolo 4|Capitolo 4]]) presso gli organi decisori, poiche' essa mostra come tali attivita' richiedano azioni autonome, seppure a supporto delle discipline di studio. Per quanto riguarda invece la concreta erogazione dei corsi, la precisa definizione dei risultati attesi rappresenta un valido aiuto nella progettazione delle attivita' formative, consentendo inoltre una maggiore efficacia nella valutazione dei risultati ottenuti.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dal momento che, come si e' visto, gli standard sono strutturati come una serie di elementi ordinati secondo un progressivo approfondimento, essi sono utili anche per progettare corsi con diversi livelli di complessita'. Non solo: la loro struttura modulare consente anche di scegliere quali elementi applicare e quali tralasciare, soprattutto nell'ottica delle reali necessita' (e delle concrete possibilita' in termini di personale, tempo a disposizione, esigenze manifestate dagli ''stakeholders'') del contesto in cui si opera. Infine, sempre dal punto di vista del contesto, gli standard offrono la possibilita' di creare una mappatura tra le abilita' da sviluppare che essi prevedono e gli obiettivi formativi  che i singoli corsi di studio si prefiggono di realizzare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Limiti e critiche =====&lt;br /&gt;
Va rilevato che, nel tempo, sono state mosse critiche e sono stati rilevati limiti nella visione che gli standard presuppongono dell'''information literacy''. Come si e' gia' detto, infatti, lo scopo degli standard e' quello di definire le abilita' utili a soddisfare le necessita' informative, al fine del loro sviluppo per mezzo di azioni mirate (Ballestra, 2011). La visione pedagogica sottesa a questo approccio e' di tipo lineare e progressivo, per cui l'utente e' visto come un soggetto che reagisce in maniera sufficientemente prevedibile alle azioni formative e apprende tecniche via via piu' complesse e approfondite. A questa visione si contrappone la teoria dell'apprendimento di tipo costruttivista e relazionale, in cui il discente non e' visto come un soggetto passivo dell'apprendimento poiche' interagisce con il proprio ambiente e si muove in un ambiente informativo definito, che lo vede non solo come un semplice fruitore di informazione, ma come un collaboratore che, a sua volta, crea informazione. La seconda critica riguarda il fatto che gli standard si occupano del cosa, ma non del come, ovvero delle modalita' attraverso le quali si possano sviluppare le abilita' utili a diventare informativamente competenti, infatti gli standard prescindono dai contesti disciplinari in cui si applicano. Strettamente connesso a questo aspetto e' poi il fatto che gli standard (e le griglie concettuali che li definiscono) poco dicono ai discenti (Blanchett 2012), proprio perche' sono decontestualizzati. Se quindi si decide di esplicitare i risultati attesi per mezzo di queste griglie, e' necessario tradurle e mapparle nel contesto dato. Alla prima critica rispondono le revisioni (vedi paragrafo 3) che sono state fatte di alcuni standard o che sono in fase di redazione. Alla seconda rispondono le redazioni di standard specifici per disciplina che sono stati creati soprattutto sul modello di quelli ACRL (vedi paragrafo 2)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== I modelli piu' diffusi ====&lt;br /&gt;
Ci soffermiamo ora sui tre principali, o, almeno, piu' diffusi, standard per lo sviluppo delle competenze informative, presentati in ordine cronologico per anno di pubblicazione, sulla base della versione piu' recente al momento disponibile. Il gia' citato saggio di Laura Ballestra offre al cap. 6 una panoramica piu' vasta (Ballestra, 2011). I link alle risorse sono riportati in Bibliografia.&lt;br /&gt;
* Information Literacy Competency Standards for Higher Education. Prodotti dall'Association of College &amp;amp; Research Libraries nel gennaio 2000, comprendono cinque standard, ciascuno dei quali definisce le competenze che una persona ''information literate'' deve possedere. Ogni standard e' corredato da indicatori di prestazione per un totale di 22 e, per ciascun indicatore, vengono specificati i risultati attesi (''outcomes''). Nella progettazione di un corso di formazione per gli utenti che abbia come base gli ACRL standards, la loro applicazione dovrebbe essere corredata dall'utilizzo degli Objectives for Information Literacy Instruction: A Model Statement for Academic Librarians, elaborati nel 2001 sempre da ACRL allo scopo di definire con esattezza e rendere misurabili gli obiettivi che il corso si prefigge. Cio' rende piu' agevole la traduzione degli obiettivi in concreti contenuti didattici. Va poi notato che ci sono molte realizzazioni di standard basati su quelli ACRL  e applicati a contesti disciplinari specifici, come per esempio quello ingegneristico o, piu' genericamente, tecnico-scientifico (Zani, 2007) ovviando cosi' al limite sopra rilevato della scarsa specificita' degli standard rispetto alle aree disciplinari. Una panoramica di queste applicazioni e' data dalla risorsa [http://wikis.ala.org/acrl/index.php/Information_literacy_in_the_disciplines Information literacy in the disciplines].&lt;br /&gt;
* SCONUL Seven Pillars of Information Literacy: Core Model for Higher Education. Prodotti dalla britannica Society of College, National and University Libraries nel 1999. Nel 2011 sono stati sottoposti a revisione per rendere il modello piu' rispondente ai cambiamenti intercorsi nel mondo dell'informazione (vedi sotto, paragrafo 3). Il modello definisce sette abilita', per ciascuna delle quali sono definite le competenze (''ability'') e le conoscenze (''understanding'') di cui la persona ''information literate'' deve essere in possesso. Ogni ''Pillar'' inoltre presuppone uno sviluppo progressivo delle proprie competenze, dal livello ''novice'' a quello ''expert'', in funzione del contesto e delle necessita' del discente. Anche per questo modello, come per gli standard ACRL, e' disponibile un documento che definisce i risultati attesi dalle iniziative di formazione. Il documento (''Learning Outcomes &amp;amp; Information Literacy'') illustra alcuni casi concreti di applicazione dei Seven Pillars in Atenei britannici. Va pero' rilevato che il documento si riferisce alla prima edizione del modello.&lt;br /&gt;
* Guidelines on Information Literacy for Lifelong Learning. Elaborate dalla Information Literacy Section (InfoLit) dell'IFLA nel 2006. Come il titolo medesimo rivela, non si tratta di standard bensi' di linee-guida pensate per fornire una base di riferimento ai bibliotecari che siano interessati ad avviare un programma di formazione per gli utenti. Il taglio del documento e' quindi pragmatico e ha il vantaggio di essere stato pensato per applicazioni a qualsiasi tipo di biblioteca, con gli opportuni accorgimenti. Il testo infatti non va utilizzato come una rigida cornice normativa ma come un insieme di principi teorici e di procedure da adattare alle singole realta' in cui si opera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Revisioni degli standard ====&lt;br /&gt;
Si e' detto sopra (vedi paragrafo 1.3) che uno dei limiti degli standard e' la visione dell'apprendimento come un processo lineare e progressivo anziche' relazionale. Inoltre, gli standard sono stati redatti  prescindendo dal contesto di applicazione. La revisione dei due modelli forse piu' noti e diffusi, quello elaborato da ACRL e quello elaborato da SCONUL, cercano di ovviare a questi limiti. La revisione degli SCONUL ''Seven Pillars of Information Literacy'' ha portato nel 2011 all'aggiornamento e all'espansione del modello, che ora prevede un ''core model'' pensato genericamente per l'educazione in ambito universitario, a cui pero' possono essere applicate delle ''lenses'' che contestualizzano il modello in funzione di diverse tipologie di discenti (Research Lens, Digital Literacy Lens, Open Educational Resources Lens &amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 2&amp;quot;&amp;gt;Vedi l'[http://www.informationliteracy.org.uk/information-literacy-definitions/sconul-seven-pillars-of-information-literacy/ Introduzione] ai ''Seven Pillars'' sul Portale http://www.informationliteracy.org.uk.&amp;lt;/ref&amp;gt;). Va notato che e' data la possibilita' di collaborare per la creazione di altre ''Lenses''.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La revisione del modello introduce altri due aspetti fondamentali: 1) la visione dello sviluppo della competenza informativa come un processo continuo e olistico che abbraccia attivita' condotte simultaneamente; 2) il concetto di paesaggio informativo (''information landscape'') all'interno del quale l'individuo opera. &amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 3&amp;quot;&amp;gt;''Ibidem''&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Anche gli standard ACRL sono in fase di revisione dalla meta' del 2012. Una [http://www.ala.org/acrl/aboutacrl/directoryofleadership/taskforces/acr-tfilcshe ''task force''] creata appositamente ha infatti stabilito che il testo degli standard non possa essere riapprovato per i prossimi anni nella sua forma attuale, stabilendo le otto aree di intervento da sottoporre a revisione.&amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 4&amp;quot;&amp;gt;Vedi le ''Recommendations'' scaricabili alla url http://www.ala.org/acrl/sites/ala.org.acrl/files/content/standards/ils_recomm.pdf&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;br/&amp;gt;Da notare in particolare la presenza di due concetti che vengono introdotti allo scopo di ridefinire il modello: ''threshold concepts'' e ''metaliteracy''. Il primo termine definisce &amp;quot;the core ideas and processes in any discipline that define the discipline, but that are so ingrained that they often go unspoken or unrecognized by practitioner&amp;quot; &amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 5&amp;quot;&amp;gt;Vedi la pagina [http://acrl.ala.org/ilstandards/?page_id=19 The Future Of The Standards] nel portale di cui si parla di seguito nel presente paragrafo&amp;lt;/ref&amp;gt;. Il secondo termine include nelle pratiche dell'alfabetizzazione informativa la consapevolezza della natura collaborativa e condivisa dell'informazione nei contesti digitali partecipativi (come p.es. i ''social network''), introducendo il concetto di &amp;quot;expansive and interactive information environment&amp;quot;.&amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 6&amp;quot;&amp;gt;''Ibidem''&amp;lt;/ref&amp;gt;Come si vede, non siamo distanti dal concetto di ''information landscape'' elaborato da SCONUL.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
E' stato creato un portale ([http://acrl.ala.org/ilstandards/ Framework for Information Literacy in Higher Education]) che consente di seguire il processo della revisione, di consultare la documentazione e di partecipare a un ''forum'' online.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Bibliografia e note====&lt;br /&gt;
Tutti i collegamenti alle risorse Web sono stati verificati il 22/04/2014&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
ACRL (2000). Association of College and Research Libraries, ''Information Literacy Competency Standards for Higher Education''. &amp;lt;http://www.ala.org/acrl/standards/informationliteracycompetency&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
ACRL (2001). Association of College and Research Libraries, ''Objectives for Information Literacy Instruction: A Model Statement for Academic Librarians''. &amp;lt;http://www.ala.org/acrl/standards/objectivesinformation&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
AIB/CNUR (2003). ''Standard sulla competenza informativa per gli studi universitari''. Trad. di: Association of College and Research Libraries, ''Information Literacy Competency Standards for Higher Education'', [2000]. &amp;lt;http://www.aib.it/aib/commiss/cnur/tracrl.htm3&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ballestra, L. (2011). ''Information literacy in biblioteca : teoria e pratica''. Bibliografica&lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Blanchett, H. (2012). Information literacy and standards. In ''A guide to teaching information literacy : 101 practical tips''. Facet&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
IFLA (2006).  International Federation of Library Associations and Institutions. Information Literacy Section, ''Guidelines on Information Literacy for Lifelong Learning''. &amp;lt;http://www.ifla.org/publications/guidelines-on-information-literacy-for-lifelong-learning&amp;gt;&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
SCONUL (2004). Society of College, National and University Libraries, ''Learning Outcomes and Information Literacy''. &amp;lt;http://www.sconul.ac.uk/sites/default/files/documents/outcomes.pdf&amp;gt;&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
SCONUL (2012). Society of College, National and University Libraries, ''The SCONUL Seven Pillars of Information Literacy: Core Model For Higher Education''. &amp;lt;http://www.sconul.ac.uk/sites/default/files/documents/coremodel.pdf&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Zani, M. (2007). Le competenze informative degli studenti di scienze e ingegneria. In ''Bibliotime'', 10 (marzo 2007), 1. &amp;lt;http://www.aib.it/aib/sezioni/emr/bibtime/num-x-1/zani.htm&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=1.2_Gli_standard_dell%27information_literacy&amp;diff=660</id>
		<title>1.2 Gli standard dell'information literacy</title>
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		<updated>2015-02-17T10:26:16Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: /* Definizione, struttura e campi di applicazione */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==== Introduzione ====&lt;br /&gt;
===== L'origine =====&lt;br /&gt;
A partire dagli anni Novanta, sono stati creati molti documenti volti a definire la griglia concettuale entro la quale situare la competenza informativa &amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 1&amp;quot;&amp;gt; Si adotta qui l'espressione usata nella traduzione italiana degli standard ACRL a cura della Commissiona nazionale universita' e ricerca dell'AIB. Vedi (AIB/CNUR 2003)]&amp;lt;/ref&amp;gt;, definendone i principi, le caratteristiche e i requisiti. Il presupposto della loro redazione consiste nella visione dello sviluppo e promozione della competenza informativa come di un'attivita' a se stante, cio' significa che questa attivita' si svincola dalla semplice istruzione all'utilizzo delle risorse bibliografiche o all'utilizzo dei servizi bibliotecari. Per questo stesso motivo essa richiede, nei vari contesti educativi in cui si applica (principalmente scuole e università), l'elaborazione di apposite azioni educative volte a ottenere risultati qualitativamente misurabili. Nello stesso tempo, la diffusione di questi documenti aiuta a rendere esplicita una necessita' riconosciuta come fondamentale per il cittadino consapevole e partecipe: quella di documentarsi per svolgere efficacemente le proprie attivita', siano esse di studio, di lavoro o di esercizio della cittadinanza. In altre parole, la riflessione sulle attivita' formative in biblioteca si e' spostata dalla visione dell'utente che frequenta i servizi bibliotecari, a quello dell'individuo calato in un ambiente informativo variabile sulla base del contesto in cui l'individuo medesimo si muove. &lt;br /&gt;
Il fatto poi che l'insegnamento della competenza informativa si svincoli dalla &amp;quot;library instruction&amp;quot; non significa che non siano tuttora le biblioteche a farsene carico, ne sono testimonianza gli standard creati in larghissima parte dalle associazioni e dagli enti professionali di ambito bibliotecario, soprattutto anglosassone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Definizione, struttura e campi di applicazione =====&lt;br /&gt;
Gli standard sono strumenti per &amp;quot;individuare le abilita' informative (''information skills'') che ci si prefigge di accrescere nei discenti&amp;quot; (Ballestra, 2011). Si potrebbe anche aggiungere che gli standard stabiliscono cosa si presuppone che una persona abile nella ricerca, recupero e utilizzo dell'informazione sappia (aspetto cognitivo) e sappia fare (aspetto pratico).&lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dal punto di vista della struttura, gran parte di questi documenti si organizza come una serie di elementi base che definiscono le singole abilita' da sviluppare. Ciascuno di questi elementi viene ulteriormente approfondito per mezzo di indicatori che specificano i requisiti e i risultati attesi sia dal punto di vista cognitivo che dal quello pratico.&lt;br /&gt;
Operando una sintesi tra i requisiti di base previsti dai vari standard, una persona ''information literate'' e' in grado di:&lt;br /&gt;
* Riconoscere e definire un bisogno di informazione&lt;br /&gt;
* Identificare le risorse disponibili&lt;br /&gt;
* Applicare strategie di ricerca efficaci per recuperare le informazioni&lt;br /&gt;
* Valutare il grado di pertinenza delle informazioni recuperate&lt;br /&gt;
* Organizzare e conservare i risultati&lt;br /&gt;
* Rielaborare, utilizzare e condividere i risultati&lt;br /&gt;
* Conoscere e applicare gli aspetti etici e legali connessi all'uso dell'informazione&lt;br /&gt;
I campi di applicazione degli standard nel contesto bibliotecario sono fondamentalmente due: da una parte la concreta erogazione delle attivita' formative e dall'altra lo sviluppo di una ''policy'' all'interno della propria organizzazione (riconoscimento dei corsi e incardinamento nei ''curricula'' formativi: Blanchett, 2012). La griglia concettuale e teorica in essi definita, infatti, puo' supportare l'azione di promozione e negoziazione (vedi il [[La negoziazione con i docenti e con altri ''stakholders'' Capitolo 4|Capitolo 4]]) presso gli organi decisori, poiche' essa mostra come tali attivita' richiedano azioni autonome, seppure a supporto delle discipline di studio. Per quanto riguarda invece la concreta erogazione dei corsi, la precisa definizione dei risultati attesi rappresenta un valido aiuto nella progettazione delle attivita' formative, consentendo inoltre una maggiore efficacia nella valutazione dei risultati ottenuti.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dal momento che, come si e' visto, gli standard sono strutturati come una serie di elementi ordinati secondo un progressivo approfondimento, essi sono utili anche per progettare corsi con diversi livelli di complessita'. Non solo: la loro struttura modulare consente anche di scegliere quali elementi applicare e quali tralasciare, soprattutto nell'ottica delle reali necessita' (e delle concrete possibilita' in termini di personale, tempo a disposizione, esigenze manifestate dagli ''stakeholders'') del contesto in cui si opera. Infine, sempre dal punto di vista del contesto, gli standard offrono la possibilita' di creare una mappatura tra le abilita' da sviluppare che essi prevedono e gli obiettivi formativi  che i singoli corsi di studio si prefiggono di realizzare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Limiti e critiche =====&lt;br /&gt;
Va rilevato che, nel tempo, sono state mosse critiche e sono stati rilevati limiti nella visione che gli standard presuppongono dell'''information literacy''. Come si e' gia' detto, infatti, lo scopo degli standard e' quello di definire le abilita' utili a soddisfare le necessita' informative, al fine del loro sviluppo per mezzo di azioni mirate (Ballestra, 2011). La visione pedagogica sottesa a questo approccio e' di tipo lineare e progressivo, per cui l'utente e' visto come un soggetto che reagisce in maniera sufficientemente prevedibile alle azioni formative e apprende tecniche via via piu' complesse e approfondite. A questa visione si contrappone la teoria dell'apprendimento di tipo costruttivista e relazionale, in cui il discente non e' visto come un soggetto passivo dell'apprendimento poiche' interagisce con il proprio ambiente e si muove in un ambiente informativo definito, che lo vede non solo come un semplice fruitore di informazione ma come un collaboratore che, a sua volta, crea informazione. La seconda critica riguarda il fatto che gli standard si occupano del cosa, ma non del come, ovvero delle modalita' attraverso le quali si possano sviluppare le abilita' utili a diventare informativamente competenti. Cio' e' dovuto in modo particolare al fatto che gli standard prescindono dai contesti disciplinari in cui si applicano. Strettamente connesso a questo aspetto e' poi il fatto che gli standard (e le griglie concettuali che li definiscono) poco dicono ai discenti (Blanchett 2012), proprio perche' sono decontestualizzati. Se quindi si decide di esplicitare i risultati attesi per mezzo di queste griglie, e' necessario tradurle e mapparle nel contesto dato. Alla prima critica rispondono le revisioni (vedi paragrafo 3) che sono state fatte di alcuni standard o che sono in fase di redazione. Alla seconda rispondono le redazioni di standard specifici per disciplina che sono stati creati soprattutto sul modello di quelli ACRL (vedi paragrafo 2)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== I modelli piu' diffusi ====&lt;br /&gt;
Ci soffermiamo ora sui tre principali, o, almeno, piu' diffusi, standard per lo sviluppo delle competenze informative, presentati in ordine cronologico per anno di pubblicazione, sulla base della versione piu' recente al momento disponibile. Il gia' citato saggio di Laura Ballestra offre al cap. 6 una panoramica piu' vasta (Ballestra, 2011). I link alle risorse sono riportati in Bibliografia.&lt;br /&gt;
* Information Literacy Competency Standards for Higher Education. Prodotti dall'Association of College &amp;amp; Research Libraries nel gennaio 2000, comprendono cinque standard, ciascuno dei quali definisce le competenze che una persona ''information literate'' deve possedere. Ogni standard e' corredato da indicatori di prestazione per un totale di 22 e, per ciascun indicatore, vengono specificati i risultati attesi (''outcomes''). Nella progettazione di un corso di formazione per gli utenti che abbia come base gli ACRL standards, la loro applicazione dovrebbe essere corredata dall'utilizzo degli Objectives for Information Literacy Instruction: A Model Statement for Academic Librarians, elaborati nel 2001 sempre da ACRL allo scopo di definire con esattezza e rendere misurabili gli obiettivi che il corso si prefigge. Cio' rende piu' agevole la traduzione degli obiettivi in concreti contenuti didattici. Va poi notato che ci sono molte realizzazioni di standard basati su quelli ACRL  e applicati a contesti disciplinari specifici, come per esempio quello ingegneristico o, piu' genericamente, tecnico-scientifico (Zani, 2007) ovviando cosi' al limite sopra rilevato della scarsa specificita' degli standard rispetto alle aree disciplinari. Una panoramica di queste applicazioni e' data dalla risorsa [http://wikis.ala.org/acrl/index.php/Information_literacy_in_the_disciplines Information literacy in the disciplines].&lt;br /&gt;
* SCONUL Seven Pillars of Information Literacy: Core Model for Higher Education. Prodotti dalla britannica Society of College, National and University Libraries nel 1999. Nel 2011 sono stati sottoposti a revisione per rendere il modello piu' rispondente ai cambiamenti intercorsi nel mondo dell'informazione (vedi sotto, paragrafo 3). Il modello definisce sette abilita', per ciascuna delle quali sono definite le competenze (''ability'') e le conoscenze (''understanding'') di cui la persona ''information literate'' deve essere in possesso. Ogni ''Pillar'' inoltre presuppone uno sviluppo progressivo delle proprie competenze, dal livello ''novice'' a quello ''expert'', in funzione del contesto e delle necessita' del discente. Anche per questo modello, come per gli standard ACRL, e' disponibile un documento che definisce i risultati attesi dalle iniziative di formazione. Il documento (''Learning Outcomes &amp;amp; Information Literacy'') illustra alcuni casi concreti di applicazione dei Seven Pillars in Atenei britannici. Va pero' rilevato che il documento si riferisce alla prima edizione del modello.&lt;br /&gt;
* Guidelines on Information Literacy for Lifelong Learning. Elaborate dalla Information Literacy Section (InfoLit) dell'IFLA nel 2006. Come il titolo medesimo rivela, non si tratta di standard bensi' di linee-guida pensate per fornire una base di riferimento ai bibliotecari che siano interessati ad avviare un programma di formazione per gli utenti. Il taglio del documento e' quindi pragmatico e ha il vantaggio di essere stato pensato per applicazioni a qualsiasi tipo di biblioteca, con gli opportuni accorgimenti. Il testo infatti non va utilizzato come una rigida cornice normativa ma come un insieme di principi teorici e di procedure da adattare alle singole realta' in cui si opera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Revisioni degli standard ====&lt;br /&gt;
Si e' detto sopra (vedi paragrafo 1.3) che uno dei limiti degli standard e' la visione dell'apprendimento come un processo lineare e progressivo anziche' relazionale. Inoltre, gli standard sono stati redatti  prescindendo dal contesto di applicazione. La revisione dei due modelli forse piu' noti e diffusi, quello elaborato da ACRL e quello elaborato da SCONUL, cercano di ovviare a questi limiti. La revisione degli SCONUL ''Seven Pillars of Information Literacy'' ha portato nel 2011 all'aggiornamento e all'espansione del modello, che ora prevede un ''core model'' pensato genericamente per l'educazione in ambito universitario, a cui pero' possono essere applicate delle ''lenses'' che contestualizzano il modello in funzione di diverse tipologie di discenti (Research Lens, Digital Literacy Lens, Open Educational Resources Lens &amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 2&amp;quot;&amp;gt;Vedi l'[http://www.informationliteracy.org.uk/information-literacy-definitions/sconul-seven-pillars-of-information-literacy/ Introduzione] ai ''Seven Pillars'' sul Portale http://www.informationliteracy.org.uk.&amp;lt;/ref&amp;gt;). Va notato che e' data la possibilita' di collaborare per la creazione di altre ''Lenses''.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La revisione del modello introduce altri due aspetti fondamentali: 1) la visione dello sviluppo della competenza informativa come un processo continuo e olistico che abbraccia attivita' condotte simultaneamente; 2) il concetto di paesaggio informativo (''information landscape'') all'interno del quale l'individuo opera. &amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 3&amp;quot;&amp;gt;''Ibidem''&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Anche gli standard ACRL sono in fase di revisione dalla meta' del 2012. Una [http://www.ala.org/acrl/aboutacrl/directoryofleadership/taskforces/acr-tfilcshe ''task force''] creata appositamente ha infatti stabilito che il testo degli standard non possa essere riapprovato per i prossimi anni nella sua forma attuale, stabilendo le otto aree di intervento da sottoporre a revisione.&amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 4&amp;quot;&amp;gt;Vedi le ''Recommendations'' scaricabili alla url http://www.ala.org/acrl/sites/ala.org.acrl/files/content/standards/ils_recomm.pdf&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;br/&amp;gt;Da notare in particolare la presenza di due concetti che vengono introdotti allo scopo di ridefinire il modello: ''threshold concepts'' e ''metaliteracy''. Il primo termine definisce &amp;quot;the core ideas and processes in any discipline that define the discipline, but that are so ingrained that they often go unspoken or unrecognized by practitioner&amp;quot; &amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 5&amp;quot;&amp;gt;Vedi la pagina [http://acrl.ala.org/ilstandards/?page_id=19 The Future Of The Standards] nel portale di cui si parla di seguito nel presente paragrafo&amp;lt;/ref&amp;gt;. Il secondo termine include nelle pratiche dell'alfabetizzazione informativa la consapevolezza della natura collaborativa e condivisa dell'informazione nei contesti digitali partecipativi (come p.es. i ''social network''), introducendo il concetto di &amp;quot;expansive and interactive information environment&amp;quot;.&amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 6&amp;quot;&amp;gt;''Ibidem''&amp;lt;/ref&amp;gt;Come si vede, non siamo distanti dal concetto di ''information landscape'' elaborato da SCONUL.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
E' stato creato un portale ([http://acrl.ala.org/ilstandards/ Framework for Information Literacy in Higher Education]) che consente di seguire il processo della revisione, di consultare la documentazione e di partecipare a un ''forum'' online.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Bibliografia e note====&lt;br /&gt;
Tutti i collegamenti alle risorse Web sono stati verificati il 22/04/2014&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
ACRL (2000). Association of College and Research Libraries, ''Information Literacy Competency Standards for Higher Education''. &amp;lt;http://www.ala.org/acrl/standards/informationliteracycompetency&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
ACRL (2001). Association of College and Research Libraries, ''Objectives for Information Literacy Instruction: A Model Statement for Academic Librarians''. &amp;lt;http://www.ala.org/acrl/standards/objectivesinformation&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
AIB/CNUR (2003). ''Standard sulla competenza informativa per gli studi universitari''. Trad. di: Association of College and Research Libraries, ''Information Literacy Competency Standards for Higher Education'', [2000]. &amp;lt;http://www.aib.it/aib/commiss/cnur/tracrl.htm3&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ballestra, L. (2011). ''Information literacy in biblioteca : teoria e pratica''. Bibliografica&lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Blanchett, H. (2012). Information literacy and standards. In ''A guide to teaching information literacy : 101 practical tips''. Facet&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
IFLA (2006).  International Federation of Library Associations and Institutions. Information Literacy Section, ''Guidelines on Information Literacy for Lifelong Learning''. &amp;lt;http://www.ifla.org/publications/guidelines-on-information-literacy-for-lifelong-learning&amp;gt;&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
SCONUL (2004). Society of College, National and University Libraries, ''Learning Outcomes and Information Literacy''. &amp;lt;http://www.sconul.ac.uk/sites/default/files/documents/outcomes.pdf&amp;gt;&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
SCONUL (2012). Society of College, National and University Libraries, ''The SCONUL Seven Pillars of Information Literacy: Core Model For Higher Education''. &amp;lt;http://www.sconul.ac.uk/sites/default/files/documents/coremodel.pdf&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Zani, M. (2007). Le competenze informative degli studenti di scienze e ingegneria. In ''Bibliotime'', 10 (marzo 2007), 1. &amp;lt;http://www.aib.it/aib/sezioni/emr/bibtime/num-x-1/zani.htm&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=1.2_Gli_standard_dell%27information_literacy&amp;diff=659</id>
		<title>1.2 Gli standard dell'information literacy</title>
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		<updated>2015-02-17T10:24:41Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: /* L'origine */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==== Introduzione ====&lt;br /&gt;
===== L'origine =====&lt;br /&gt;
A partire dagli anni Novanta, sono stati creati molti documenti volti a definire la griglia concettuale entro la quale situare la competenza informativa &amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 1&amp;quot;&amp;gt; Si adotta qui l'espressione usata nella traduzione italiana degli standard ACRL a cura della Commissiona nazionale universita' e ricerca dell'AIB. Vedi (AIB/CNUR 2003)]&amp;lt;/ref&amp;gt;, definendone i principi, le caratteristiche e i requisiti. Il presupposto della loro redazione consiste nella visione dello sviluppo e promozione della competenza informativa come di un'attivita' a se stante, cio' significa che questa attivita' si svincola dalla semplice istruzione all'utilizzo delle risorse bibliografiche o all'utilizzo dei servizi bibliotecari. Per questo stesso motivo essa richiede, nei vari contesti educativi in cui si applica (principalmente scuole e università), l'elaborazione di apposite azioni educative volte a ottenere risultati qualitativamente misurabili. Nello stesso tempo, la diffusione di questi documenti aiuta a rendere esplicita una necessita' riconosciuta come fondamentale per il cittadino consapevole e partecipe: quella di documentarsi per svolgere efficacemente le proprie attivita', siano esse di studio, di lavoro o di esercizio della cittadinanza. In altre parole, la riflessione sulle attivita' formative in biblioteca si e' spostata dalla visione dell'utente che frequenta i servizi bibliotecari, a quello dell'individuo calato in un ambiente informativo variabile sulla base del contesto in cui l'individuo medesimo si muove. &lt;br /&gt;
Il fatto poi che l'insegnamento della competenza informativa si svincoli dalla &amp;quot;library instruction&amp;quot; non significa che non siano tuttora le biblioteche a farsene carico, ne sono testimonianza gli standard creati in larghissima parte dalle associazioni e dagli enti professionali di ambito bibliotecario, soprattutto anglosassone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Definizione, struttura e campi di applicazione =====&lt;br /&gt;
Gli standard sono strumenti per &amp;quot;individuare le abilita' informative (''information skills'') che ci si prefigge di accrescere nei discenti&amp;quot; (Ballestra, 2011). Si potrebbe anche aggiungere che gli standard stabiliscono cosa si presuppone che una persona abile nella ricerca, recupero e utilizzo dell'informazione sappia (aspetto cognitivo) e sappia fare (aspetto pratico).&lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dal punto di vista della struttura, gran parte di questi documenti si organizza come una serie di elementi base che definiscono le singole abilita' da sviluppare. Ciascuno di questi elementi viene ulteriormente approfondito per mezzo di indicatori che specificano i requisiti e i risultatui attesi sia dal punto di vista cognitivo che dal quello pratico.&lt;br /&gt;
Operando una sintesi tra i requisiti di base previsti dai vari standard, una persona ''information literate'' e' in grado di:&lt;br /&gt;
* Riconoscere e definire un bisogno di informazione&lt;br /&gt;
* Identificare le risorse disponibili&lt;br /&gt;
* Applicare strategie di ricerca efficaci per recuperare le informazioni&lt;br /&gt;
* Valutare il grado di pertinenza delle informazioni recuperate&lt;br /&gt;
* Organizzare e conservare i risultati&lt;br /&gt;
* Rielaborare, utilizzare e condividere i risultati&lt;br /&gt;
* Conoscere e applicare gli aspetti etici e legali connessi all'uso dell'informazione&lt;br /&gt;
I campi di applicazione degli standard nel contesto bibliotecario sono fondamentalmente due: da una parte la concreta erogazione delle attivita' formative e dall'altra lo sviluppo di una ''policy'' all'interno della propria organizzazione (riconoscimento dei corsi e incardinamento nei ''curricula'' formativi: Blanchett, 2012). La griglia concettuale e teorica in essi definita, infatti, puo' supportare l'azione di promozione e negoziazione (vedi il [[La negoziazione con i docenti e con altri ''stakholders'' Capitolo 4|Capitolo 4]]) presso gli organi decisori, poiche' essa mostra come tali attivita' richiedano azioni autonome, seppure a supporto delle discipline di studio. Per quanto riguarda invece la concreta erogazione dei corsi, la precisa definizione dei risultati attesi rappresenta un valido aiuto nella progettazione delle attivita' formative, consentendo inoltre una maggiore efficacia nella valutazione dei risultati ottenuti.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dal momento che, come si e' visto, gli standard sono strutturati come una serie di elementi ordinati secondo un progressivo approfondimento, essi sono utili anche per progettare corsi con diversi livelli di complessita'. Non solo: la loro struttura modulare consente anche di scegliere quali elementi applicare e quali tralasciare, soprattutto nell'ottica delle reali necessita' (e delle concrete possibilita' in termini di personale, tempo a disposizione, esigenze manifestate dagli ''stakeholders'') del contesto in cui si opera. Infine, sempre dal punto di vista del contesto, gli standard offrono la possibilita' di creare una mappatura tra le abilita' da sviluppare che essi prevedono e gli obiettivi formativi  che i singoli corsi di studio si prefiggono di realizzare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Limiti e critiche =====&lt;br /&gt;
Va rilevato che, nel tempo, sono state mosse critiche e sono stati rilevati limiti nella visione che gli standard presuppongono dell'''information literacy''. Come si e' gia' detto, infatti, lo scopo degli standard e' quello di definire le abilita' utili a soddisfare le necessita' informative, al fine del loro sviluppo per mezzo di azioni mirate (Ballestra, 2011). La visione pedagogica sottesa a questo approccio e' di tipo lineare e progressivo, per cui l'utente e' visto come un soggetto che reagisce in maniera sufficientemente prevedibile alle azioni formative e apprende tecniche via via piu' complesse e approfondite. A questa visione si contrappone la teoria dell'apprendimento di tipo costruttivista e relazionale, in cui il discente non e' visto come un soggetto passivo dell'apprendimento poiche' interagisce con il proprio ambiente e si muove in un ambiente informativo definito, che lo vede non solo come un semplice fruitore di informazione ma come un collaboratore che, a sua volta, crea informazione. La seconda critica riguarda il fatto che gli standard si occupano del cosa, ma non del come, ovvero delle modalita' attraverso le quali si possano sviluppare le abilita' utili a diventare informativamente competenti. Cio' e' dovuto in modo particolare al fatto che gli standard prescindono dai contesti disciplinari in cui si applicano. Strettamente connesso a questo aspetto e' poi il fatto che gli standard (e le griglie concettuali che li definiscono) poco dicono ai discenti (Blanchett 2012), proprio perche' sono decontestualizzati. Se quindi si decide di esplicitare i risultati attesi per mezzo di queste griglie, e' necessario tradurle e mapparle nel contesto dato. Alla prima critica rispondono le revisioni (vedi paragrafo 3) che sono state fatte di alcuni standard o che sono in fase di redazione. Alla seconda rispondono le redazioni di standard specifici per disciplina che sono stati creati soprattutto sul modello di quelli ACRL (vedi paragrafo 2)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== I modelli piu' diffusi ====&lt;br /&gt;
Ci soffermiamo ora sui tre principali, o, almeno, piu' diffusi, standard per lo sviluppo delle competenze informative, presentati in ordine cronologico per anno di pubblicazione, sulla base della versione piu' recente al momento disponibile. Il gia' citato saggio di Laura Ballestra offre al cap. 6 una panoramica piu' vasta (Ballestra, 2011). I link alle risorse sono riportati in Bibliografia.&lt;br /&gt;
* Information Literacy Competency Standards for Higher Education. Prodotti dall'Association of College &amp;amp; Research Libraries nel gennaio 2000, comprendono cinque standard, ciascuno dei quali definisce le competenze che una persona ''information literate'' deve possedere. Ogni standard e' corredato da indicatori di prestazione per un totale di 22 e, per ciascun indicatore, vengono specificati i risultati attesi (''outcomes''). Nella progettazione di un corso di formazione per gli utenti che abbia come base gli ACRL standards, la loro applicazione dovrebbe essere corredata dall'utilizzo degli Objectives for Information Literacy Instruction: A Model Statement for Academic Librarians, elaborati nel 2001 sempre da ACRL allo scopo di definire con esattezza e rendere misurabili gli obiettivi che il corso si prefigge. Cio' rende piu' agevole la traduzione degli obiettivi in concreti contenuti didattici. Va poi notato che ci sono molte realizzazioni di standard basati su quelli ACRL  e applicati a contesti disciplinari specifici, come per esempio quello ingegneristico o, piu' genericamente, tecnico-scientifico (Zani, 2007) ovviando cosi' al limite sopra rilevato della scarsa specificita' degli standard rispetto alle aree disciplinari. Una panoramica di queste applicazioni e' data dalla risorsa [http://wikis.ala.org/acrl/index.php/Information_literacy_in_the_disciplines Information literacy in the disciplines].&lt;br /&gt;
* SCONUL Seven Pillars of Information Literacy: Core Model for Higher Education. Prodotti dalla britannica Society of College, National and University Libraries nel 1999. Nel 2011 sono stati sottoposti a revisione per rendere il modello piu' rispondente ai cambiamenti intercorsi nel mondo dell'informazione (vedi sotto, paragrafo 3). Il modello definisce sette abilita', per ciascuna delle quali sono definite le competenze (''ability'') e le conoscenze (''understanding'') di cui la persona ''information literate'' deve essere in possesso. Ogni ''Pillar'' inoltre presuppone uno sviluppo progressivo delle proprie competenze, dal livello ''novice'' a quello ''expert'', in funzione del contesto e delle necessita' del discente. Anche per questo modello, come per gli standard ACRL, e' disponibile un documento che definisce i risultati attesi dalle iniziative di formazione. Il documento (''Learning Outcomes &amp;amp; Information Literacy'') illustra alcuni casi concreti di applicazione dei Seven Pillars in Atenei britannici. Va pero' rilevato che il documento si riferisce alla prima edizione del modello.&lt;br /&gt;
* Guidelines on Information Literacy for Lifelong Learning. Elaborate dalla Information Literacy Section (InfoLit) dell'IFLA nel 2006. Come il titolo medesimo rivela, non si tratta di standard bensi' di linee-guida pensate per fornire una base di riferimento ai bibliotecari che siano interessati ad avviare un programma di formazione per gli utenti. Il taglio del documento e' quindi pragmatico e ha il vantaggio di essere stato pensato per applicazioni a qualsiasi tipo di biblioteca, con gli opportuni accorgimenti. Il testo infatti non va utilizzato come una rigida cornice normativa ma come un insieme di principi teorici e di procedure da adattare alle singole realta' in cui si opera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Revisioni degli standard ====&lt;br /&gt;
Si e' detto sopra (vedi paragrafo 1.3) che uno dei limiti degli standard e' la visione dell'apprendimento come un processo lineare e progressivo anziche' relazionale. Inoltre, gli standard sono stati redatti  prescindendo dal contesto di applicazione. La revisione dei due modelli forse piu' noti e diffusi, quello elaborato da ACRL e quello elaborato da SCONUL, cercano di ovviare a questi limiti. La revisione degli SCONUL ''Seven Pillars of Information Literacy'' ha portato nel 2011 all'aggiornamento e all'espansione del modello, che ora prevede un ''core model'' pensato genericamente per l'educazione in ambito universitario, a cui pero' possono essere applicate delle ''lenses'' che contestualizzano il modello in funzione di diverse tipologie di discenti (Research Lens, Digital Literacy Lens, Open Educational Resources Lens &amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 2&amp;quot;&amp;gt;Vedi l'[http://www.informationliteracy.org.uk/information-literacy-definitions/sconul-seven-pillars-of-information-literacy/ Introduzione] ai ''Seven Pillars'' sul Portale http://www.informationliteracy.org.uk.&amp;lt;/ref&amp;gt;). Va notato che e' data la possibilita' di collaborare per la creazione di altre ''Lenses''.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La revisione del modello introduce altri due aspetti fondamentali: 1) la visione dello sviluppo della competenza informativa come un processo continuo e olistico che abbraccia attivita' condotte simultaneamente; 2) il concetto di paesaggio informativo (''information landscape'') all'interno del quale l'individuo opera. &amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 3&amp;quot;&amp;gt;''Ibidem''&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Anche gli standard ACRL sono in fase di revisione dalla meta' del 2012. Una [http://www.ala.org/acrl/aboutacrl/directoryofleadership/taskforces/acr-tfilcshe ''task force''] creata appositamente ha infatti stabilito che il testo degli standard non possa essere riapprovato per i prossimi anni nella sua forma attuale, stabilendo le otto aree di intervento da sottoporre a revisione.&amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 4&amp;quot;&amp;gt;Vedi le ''Recommendations'' scaricabili alla url http://www.ala.org/acrl/sites/ala.org.acrl/files/content/standards/ils_recomm.pdf&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;br/&amp;gt;Da notare in particolare la presenza di due concetti che vengono introdotti allo scopo di ridefinire il modello: ''threshold concepts'' e ''metaliteracy''. Il primo termine definisce &amp;quot;the core ideas and processes in any discipline that define the discipline, but that are so ingrained that they often go unspoken or unrecognized by practitioner&amp;quot; &amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 5&amp;quot;&amp;gt;Vedi la pagina [http://acrl.ala.org/ilstandards/?page_id=19 The Future Of The Standards] nel portale di cui si parla di seguito nel presente paragrafo&amp;lt;/ref&amp;gt;. Il secondo termine include nelle pratiche dell'alfabetizzazione informativa la consapevolezza della natura collaborativa e condivisa dell'informazione nei contesti digitali partecipativi (come p.es. i ''social network''), introducendo il concetto di &amp;quot;expansive and interactive information environment&amp;quot;.&amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 6&amp;quot;&amp;gt;''Ibidem''&amp;lt;/ref&amp;gt;Come si vede, non siamo distanti dal concetto di ''information landscape'' elaborato da SCONUL.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
E' stato creato un portale ([http://acrl.ala.org/ilstandards/ Framework for Information Literacy in Higher Education]) che consente di seguire il processo della revisione, di consultare la documentazione e di partecipare a un ''forum'' online.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Bibliografia e note====&lt;br /&gt;
Tutti i collegamenti alle risorse Web sono stati verificati il 22/04/2014&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
ACRL (2000). Association of College and Research Libraries, ''Information Literacy Competency Standards for Higher Education''. &amp;lt;http://www.ala.org/acrl/standards/informationliteracycompetency&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
ACRL (2001). Association of College and Research Libraries, ''Objectives for Information Literacy Instruction: A Model Statement for Academic Librarians''. &amp;lt;http://www.ala.org/acrl/standards/objectivesinformation&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
AIB/CNUR (2003). ''Standard sulla competenza informativa per gli studi universitari''. Trad. di: Association of College and Research Libraries, ''Information Literacy Competency Standards for Higher Education'', [2000]. &amp;lt;http://www.aib.it/aib/commiss/cnur/tracrl.htm3&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ballestra, L. (2011). ''Information literacy in biblioteca : teoria e pratica''. Bibliografica&lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Blanchett, H. (2012). Information literacy and standards. In ''A guide to teaching information literacy : 101 practical tips''. Facet&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
IFLA (2006).  International Federation of Library Associations and Institutions. Information Literacy Section, ''Guidelines on Information Literacy for Lifelong Learning''. &amp;lt;http://www.ifla.org/publications/guidelines-on-information-literacy-for-lifelong-learning&amp;gt;&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
SCONUL (2004). Society of College, National and University Libraries, ''Learning Outcomes and Information Literacy''. &amp;lt;http://www.sconul.ac.uk/sites/default/files/documents/outcomes.pdf&amp;gt;&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
SCONUL (2012). Society of College, National and University Libraries, ''The SCONUL Seven Pillars of Information Literacy: Core Model For Higher Education''. &amp;lt;http://www.sconul.ac.uk/sites/default/files/documents/coremodel.pdf&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Zani, M. (2007). Le competenze informative degli studenti di scienze e ingegneria. In ''Bibliotime'', 10 (marzo 2007), 1. &amp;lt;http://www.aib.it/aib/sezioni/emr/bibtime/num-x-1/zani.htm&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=1.2_Gli_standard_dell%27information_literacy&amp;diff=658</id>
		<title>1.2 Gli standard dell'information literacy</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://almail.unibo.it/index.php?title=1.2_Gli_standard_dell%27information_literacy&amp;diff=658"/>
		<updated>2015-02-17T10:13:04Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: /* L'origine */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==== Introduzione ====&lt;br /&gt;
===== L'origine =====&lt;br /&gt;
A partire dagli anni Novanta, sono stati creati molti documenti volti a definire la griglia concettuale entro la quale situare la competenza informativa &amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 1&amp;quot;&amp;gt; Si adotta qui l'espressione usata nella traduzione italiana degli standard ACRL a cura della Commissiona nazionale universita' e ricerca dell'AIB. Vedi (AIB/CNUR 2003)]&amp;lt;/ref&amp;gt;, definendone i principi, le caratteristiche e i requisiti. Il presupposto della loro redazione consiste nella visione dello sviluppo e promozione della competenza informativa come di un'attivita' a se stante, cio' significa che questa attivita' si svincola dalla semplice istruzione all'utilizzo delle risorse bibliografiche o all'utilizzo dei servizi bibliotecari. Per questo stesso motivo essa richiede, nei vari contesti educativi in cui si applica (principalmente scuole e università), l'elaborazione di apposite azioni educative volte a ottenere risultati qualitativamente misurabili. Nello stesso tempo, la diffusione di questi documenti aiuta a rendere esplicita una necessita' riconosciuta come fondamentale per il cittadino consapevole e partecipe: quella di documentarsi per svolgere efficacemente le proprie attivita', siano esse di studio, di lavoro o di esercizio della cittadinanza. In altre parole, la riflessione sulle attivita' formative in biblioteca si e' spostata dalla visione dell'utente che frequenta i servizi bibliotecari, a quello dell'individuo calato in un ambiente informativo variabile sulla base del contesto in cui l'individuo medesimo si muove. Cio' non toglie comunque che l'ottica rimanga principalmente quella dell'applicazione all'ambito scolastico e universitario.&lt;br /&gt;
Il fatto poi che l'insegnamento della competenza informativa si svincoli dalla &amp;quot;library instruction&amp;quot; non significa che non siano tuttora le biblioteche a farsene carico. Prova ne sia che i documenti di cui sopra (gli standard, appunto) sono stati in larghissima parte  creati dalle associazioni e dagli enti professionali di ambito bibliotecario, soprattutto anglosassone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Definizione, struttura e campi di applicazione =====&lt;br /&gt;
Gli standard sono strumenti per &amp;quot;individuare le abilita' informative (''information skills'') che ci si prefigge di accrescere nei discenti&amp;quot; (Ballestra, 2011). Si potrebbe anche aggiungere che gli standard stabiliscono cosa si presuppone che una persona abile nella ricerca, recupero e utilizzo dell'informazione sappia (aspetto cognitivo) e sappia fare (aspetto pratico).&lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dal punto di vista della struttura, gran parte di questi documenti si organizza come una serie di elementi base che definiscono le singole abilita' da sviluppare. Ciascuno di questi elementi viene ulteriormente approfondito per mezzo di indicatori che specificano i requisiti e i risultatui attesi sia dal punto di vista cognitivo che dal quello pratico.&lt;br /&gt;
Operando una sintesi tra i requisiti di base previsti dai vari standard, una persona ''information literate'' e' in grado di:&lt;br /&gt;
* Riconoscere e definire un bisogno di informazione&lt;br /&gt;
* Identificare le risorse disponibili&lt;br /&gt;
* Applicare strategie di ricerca efficaci per recuperare le informazioni&lt;br /&gt;
* Valutare il grado di pertinenza delle informazioni recuperate&lt;br /&gt;
* Organizzare e conservare i risultati&lt;br /&gt;
* Rielaborare, utilizzare e condividere i risultati&lt;br /&gt;
* Conoscere e applicare gli aspetti etici e legali connessi all'uso dell'informazione&lt;br /&gt;
I campi di applicazione degli standard nel contesto bibliotecario sono fondamentalmente due: da una parte la concreta erogazione delle attivita' formative e dall'altra lo sviluppo di una ''policy'' all'interno della propria organizzazione (riconoscimento dei corsi e incardinamento nei ''curricula'' formativi: Blanchett, 2012). La griglia concettuale e teorica in essi definita, infatti, puo' supportare l'azione di promozione e negoziazione (vedi il [[La negoziazione con i docenti e con altri ''stakholders'' Capitolo 4|Capitolo 4]]) presso gli organi decisori, poiche' essa mostra come tali attivita' richiedano azioni autonome, seppure a supporto delle discipline di studio. Per quanto riguarda invece la concreta erogazione dei corsi, la precisa definizione dei risultati attesi rappresenta un valido aiuto nella progettazione delle attivita' formative, consentendo inoltre una maggiore efficacia nella valutazione dei risultati ottenuti.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dal momento che, come si e' visto, gli standard sono strutturati come una serie di elementi ordinati secondo un progressivo approfondimento, essi sono utili anche per progettare corsi con diversi livelli di complessita'. Non solo: la loro struttura modulare consente anche di scegliere quali elementi applicare e quali tralasciare, soprattutto nell'ottica delle reali necessita' (e delle concrete possibilita' in termini di personale, tempo a disposizione, esigenze manifestate dagli ''stakeholders'') del contesto in cui si opera. Infine, sempre dal punto di vista del contesto, gli standard offrono la possibilita' di creare una mappatura tra le abilita' da sviluppare che essi prevedono e gli obiettivi formativi  che i singoli corsi di studio si prefiggono di realizzare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Limiti e critiche =====&lt;br /&gt;
Va rilevato che, nel tempo, sono state mosse critiche e sono stati rilevati limiti nella visione che gli standard presuppongono dell'''information literacy''. Come si e' gia' detto, infatti, lo scopo degli standard e' quello di definire le abilita' utili a soddisfare le necessita' informative, al fine del loro sviluppo per mezzo di azioni mirate (Ballestra, 2011). La visione pedagogica sottesa a questo approccio e' di tipo lineare e progressivo, per cui l'utente e' visto come un soggetto che reagisce in maniera sufficientemente prevedibile alle azioni formative e apprende tecniche via via piu' complesse e approfondite. A questa visione si contrappone la teoria dell'apprendimento di tipo costruttivista e relazionale, in cui il discente non e' visto come un soggetto passivo dell'apprendimento poiche' interagisce con il proprio ambiente e si muove in un ambiente informativo definito, che lo vede non solo come un semplice fruitore di informazione ma come un collaboratore che, a sua volta, crea informazione. La seconda critica riguarda il fatto che gli standard si occupano del cosa, ma non del come, ovvero delle modalita' attraverso le quali si possano sviluppare le abilita' utili a diventare informativamente competenti. Cio' e' dovuto in modo particolare al fatto che gli standard prescindono dai contesti disciplinari in cui si applicano. Strettamente connesso a questo aspetto e' poi il fatto che gli standard (e le griglie concettuali che li definiscono) poco dicono ai discenti (Blanchett 2012), proprio perche' sono decontestualizzati. Se quindi si decide di esplicitare i risultati attesi per mezzo di queste griglie, e' necessario tradurle e mapparle nel contesto dato. Alla prima critica rispondono le revisioni (vedi paragrafo 3) che sono state fatte di alcuni standard o che sono in fase di redazione. Alla seconda rispondono le redazioni di standard specifici per disciplina che sono stati creati soprattutto sul modello di quelli ACRL (vedi paragrafo 2)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== I modelli piu' diffusi ====&lt;br /&gt;
Ci soffermiamo ora sui tre principali, o, almeno, piu' diffusi, standard per lo sviluppo delle competenze informative, presentati in ordine cronologico per anno di pubblicazione, sulla base della versione piu' recente al momento disponibile. Il gia' citato saggio di Laura Ballestra offre al cap. 6 una panoramica piu' vasta (Ballestra, 2011). I link alle risorse sono riportati in Bibliografia.&lt;br /&gt;
* Information Literacy Competency Standards for Higher Education. Prodotti dall'Association of College &amp;amp; Research Libraries nel gennaio 2000, comprendono cinque standard, ciascuno dei quali definisce le competenze che una persona ''information literate'' deve possedere. Ogni standard e' corredato da indicatori di prestazione per un totale di 22 e, per ciascun indicatore, vengono specificati i risultati attesi (''outcomes''). Nella progettazione di un corso di formazione per gli utenti che abbia come base gli ACRL standards, la loro applicazione dovrebbe essere corredata dall'utilizzo degli Objectives for Information Literacy Instruction: A Model Statement for Academic Librarians, elaborati nel 2001 sempre da ACRL allo scopo di definire con esattezza e rendere misurabili gli obiettivi che il corso si prefigge. Cio' rende piu' agevole la traduzione degli obiettivi in concreti contenuti didattici. Va poi notato che ci sono molte realizzazioni di standard basati su quelli ACRL  e applicati a contesti disciplinari specifici, come per esempio quello ingegneristico o, piu' genericamente, tecnico-scientifico (Zani, 2007) ovviando cosi' al limite sopra rilevato della scarsa specificita' degli standard rispetto alle aree disciplinari. Una panoramica di queste applicazioni e' data dalla risorsa [http://wikis.ala.org/acrl/index.php/Information_literacy_in_the_disciplines Information literacy in the disciplines].&lt;br /&gt;
* SCONUL Seven Pillars of Information Literacy: Core Model for Higher Education. Prodotti dalla britannica Society of College, National and University Libraries nel 1999. Nel 2011 sono stati sottoposti a revisione per rendere il modello piu' rispondente ai cambiamenti intercorsi nel mondo dell'informazione (vedi sotto, paragrafo 3). Il modello definisce sette abilita', per ciascuna delle quali sono definite le competenze (''ability'') e le conoscenze (''understanding'') di cui la persona ''information literate'' deve essere in possesso. Ogni ''Pillar'' inoltre presuppone uno sviluppo progressivo delle proprie competenze, dal livello ''novice'' a quello ''expert'', in funzione del contesto e delle necessita' del discente. Anche per questo modello, come per gli standard ACRL, e' disponibile un documento che definisce i risultati attesi dalle iniziative di formazione. Il documento (''Learning Outcomes &amp;amp; Information Literacy'') illustra alcuni casi concreti di applicazione dei Seven Pillars in Atenei britannici. Va pero' rilevato che il documento si riferisce alla prima edizione del modello.&lt;br /&gt;
* Guidelines on Information Literacy for Lifelong Learning. Elaborate dalla Information Literacy Section (InfoLit) dell'IFLA nel 2006. Come il titolo medesimo rivela, non si tratta di standard bensi' di linee-guida pensate per fornire una base di riferimento ai bibliotecari che siano interessati ad avviare un programma di formazione per gli utenti. Il taglio del documento e' quindi pragmatico e ha il vantaggio di essere stato pensato per applicazioni a qualsiasi tipo di biblioteca, con gli opportuni accorgimenti. Il testo infatti non va utilizzato come una rigida cornice normativa ma come un insieme di principi teorici e di procedure da adattare alle singole realta' in cui si opera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Revisioni degli standard ====&lt;br /&gt;
Si e' detto sopra (vedi paragrafo 1.3) che uno dei limiti degli standard e' la visione dell'apprendimento come un processo lineare e progressivo anziche' relazionale. Inoltre, gli standard sono stati redatti  prescindendo dal contesto di applicazione. La revisione dei due modelli forse piu' noti e diffusi, quello elaborato da ACRL e quello elaborato da SCONUL, cercano di ovviare a questi limiti. La revisione degli SCONUL ''Seven Pillars of Information Literacy'' ha portato nel 2011 all'aggiornamento e all'espansione del modello, che ora prevede un ''core model'' pensato genericamente per l'educazione in ambito universitario, a cui pero' possono essere applicate delle ''lenses'' che contestualizzano il modello in funzione di diverse tipologie di discenti (Research Lens, Digital Literacy Lens, Open Educational Resources Lens &amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 2&amp;quot;&amp;gt;Vedi l'[http://www.informationliteracy.org.uk/information-literacy-definitions/sconul-seven-pillars-of-information-literacy/ Introduzione] ai ''Seven Pillars'' sul Portale http://www.informationliteracy.org.uk.&amp;lt;/ref&amp;gt;). Va notato che e' data la possibilita' di collaborare per la creazione di altre ''Lenses''.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La revisione del modello introduce altri due aspetti fondamentali: 1) la visione dello sviluppo della competenza informativa come un processo continuo e olistico che abbraccia attivita' condotte simultaneamente; 2) il concetto di paesaggio informativo (''information landscape'') all'interno del quale l'individuo opera. &amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 3&amp;quot;&amp;gt;''Ibidem''&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Anche gli standard ACRL sono in fase di revisione dalla meta' del 2012. Una [http://www.ala.org/acrl/aboutacrl/directoryofleadership/taskforces/acr-tfilcshe ''task force''] creata appositamente ha infatti stabilito che il testo degli standard non possa essere riapprovato per i prossimi anni nella sua forma attuale, stabilendo le otto aree di intervento da sottoporre a revisione.&amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 4&amp;quot;&amp;gt;Vedi le ''Recommendations'' scaricabili alla url http://www.ala.org/acrl/sites/ala.org.acrl/files/content/standards/ils_recomm.pdf&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;br/&amp;gt;Da notare in particolare la presenza di due concetti che vengono introdotti allo scopo di ridefinire il modello: ''threshold concepts'' e ''metaliteracy''. Il primo termine definisce &amp;quot;the core ideas and processes in any discipline that define the discipline, but that are so ingrained that they often go unspoken or unrecognized by practitioner&amp;quot; &amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 5&amp;quot;&amp;gt;Vedi la pagina [http://acrl.ala.org/ilstandards/?page_id=19 The Future Of The Standards] nel portale di cui si parla di seguito nel presente paragrafo&amp;lt;/ref&amp;gt;. Il secondo termine include nelle pratiche dell'alfabetizzazione informativa la consapevolezza della natura collaborativa e condivisa dell'informazione nei contesti digitali partecipativi (come p.es. i ''social network''), introducendo il concetto di &amp;quot;expansive and interactive information environment&amp;quot;.&amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 6&amp;quot;&amp;gt;''Ibidem''&amp;lt;/ref&amp;gt;Come si vede, non siamo distanti dal concetto di ''information landscape'' elaborato da SCONUL.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
E' stato creato un portale ([http://acrl.ala.org/ilstandards/ Framework for Information Literacy in Higher Education]) che consente di seguire il processo della revisione, di consultare la documentazione e di partecipare a un ''forum'' online.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Bibliografia e note====&lt;br /&gt;
Tutti i collegamenti alle risorse Web sono stati verificati il 22/04/2014&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
ACRL (2000). Association of College and Research Libraries, ''Information Literacy Competency Standards for Higher Education''. &amp;lt;http://www.ala.org/acrl/standards/informationliteracycompetency&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
ACRL (2001). Association of College and Research Libraries, ''Objectives for Information Literacy Instruction: A Model Statement for Academic Librarians''. &amp;lt;http://www.ala.org/acrl/standards/objectivesinformation&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
AIB/CNUR (2003). ''Standard sulla competenza informativa per gli studi universitari''. Trad. di: Association of College and Research Libraries, ''Information Literacy Competency Standards for Higher Education'', [2000]. &amp;lt;http://www.aib.it/aib/commiss/cnur/tracrl.htm3&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ballestra, L. (2011). ''Information literacy in biblioteca : teoria e pratica''. Bibliografica&lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Blanchett, H. (2012). Information literacy and standards. In ''A guide to teaching information literacy : 101 practical tips''. Facet&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
IFLA (2006).  International Federation of Library Associations and Institutions. Information Literacy Section, ''Guidelines on Information Literacy for Lifelong Learning''. &amp;lt;http://www.ifla.org/publications/guidelines-on-information-literacy-for-lifelong-learning&amp;gt;&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
SCONUL (2004). Society of College, National and University Libraries, ''Learning Outcomes and Information Literacy''. &amp;lt;http://www.sconul.ac.uk/sites/default/files/documents/outcomes.pdf&amp;gt;&amp;lt;br/&amp;gt;&lt;br /&gt;
SCONUL (2012). Society of College, National and University Libraries, ''The SCONUL Seven Pillars of Information Literacy: Core Model For Higher Education''. &amp;lt;http://www.sconul.ac.uk/sites/default/files/documents/coremodel.pdf&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Zani, M. (2007). Le competenze informative degli studenti di scienze e ingegneria. In ''Bibliotime'', 10 (marzo 2007), 1. &amp;lt;http://www.aib.it/aib/sezioni/emr/bibtime/num-x-1/zani.htm&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=1.1_Definizioni_e_concetti_di_base&amp;diff=626</id>
		<title>1.1 Definizioni e concetti di base</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://almail.unibo.it/index.php?title=1.1_Definizioni_e_concetti_di_base&amp;diff=626"/>
		<updated>2014-12-04T14:44:03Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: /* Dall'alfabetismo informativo all'educazione a documentarsi. */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== '''Dall'alfabetismo informativo all'educazione a documentarsi.''' ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le diverse definizioni d'''[http://it.wikipedia.org/wiki/Information_Literacy information literacy]'' riflettono i cambiamenti di visione tra l'approccio [http://it.wikipedia.org/wiki/Comportamentismo comportamentista] (che mette l'accento sull'insieme delle competenze attraverso le quali si esprime l'alfabetismo informativo) e quello [http://it.wikipedia.org/wiki/Costruttivismo_%28psicologia%29 costruttivista] (che si focalizza sul concetto &amp;quot;relazionale&amp;quot; dell'informazione, ossia sull'interazione tra fruitore e documento). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell'approccio comportamentista lo scopo dell'information literacy è far acquisire delle abilità, mentre in quello  costruttivista si punta ad una trasformazione di tipo qualitativo nel modo di ''&amp;quot;vedere, fare esperienza, capire e concettualizzare l'informazione''&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per un approfondimento di queste tematiche rimandiamo alla lettura del primo capitolo del libro di Laura Ballestra &amp;quot;'''''Information literacy in biblioteca'''''&amp;quot; (2011)&amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 1&amp;quot;&amp;gt;, che le illustra in modo ampio ed esaustivo.&lt;br /&gt;
Concordiamo con l'autrice infatti quando dice che &amp;quot;''non può esistere un'unica definizione perchè le varie comunità hanno, nei vari contesti e nel tempo, elaborato visioni differenti''&amp;quot; &lt;br /&gt;
e quando suggerisce di utilizzare un'espressione più specifica di alfabetismo informativo, precisamente &amp;quot;'''educazione a documentarsi'''&amp;quot; che &amp;quot;''consiste nell'inserimento dei discenti in reali processi d'indagine documentale strutturati secondo una precisa metodologia e guidati da un docente che svolge funzioni di coach, facilitatore e consulente con il fine di modificare la concezione di come ciascuno individua, valuta e utilizza i documenti utili a capire, conoscere e decidere''&amp;quot;. [è bene inserire anche qui la citazione?]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di seguito riportiamo alcuni brani tratti dalla '''Presentazione dell'Indagine sulle attività delle biblioteche universitarie italiane per gli studenti''' a cura del '''[http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=2216 Gruppo di lavoro biblioteche e didattica]''' della [http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=890 Commissione Biblioteche della Crui], dove ci si sofferma sul ruolo delle biblioteche accademiche nell'educazione a documentarsi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;Le biblioteche accademiche sostenute nell’ultimo decennio dalle tecnologie digitali e dal consolidarsi del modello formativo ‘''user centered''’, sono divenute ambienti attivi di apprendimento, assumendo funzioni complesse a sostegno e integrazione della formazione superiore e della ricerca. In linea con le politiche della UE nell’ambito dello Spazio Europeo per l’Istruzione&lt;br /&gt;
Superiore (SEIS), la cui ossatura è costituita dal sistema delle competenze e dagli obiettivi di apprendimento, le biblioteche possono essere utilmente coinvolte nella filiera dell’organizzazione didattica, partecipando attivamente ai processi informativi, con servizi, corsi e iniziative volte a sviluppare l’information literacy degli studenti, per l’acquisizione di competenze generaliste (''generic skills''), trasversali alle aree disciplinari, utili per tutta la vita (''lifelong learning'').&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’attuale sistema di valutazione e assicurazione della qualità degli atenei (AVADL19/2012) in atto presso le università italiane, introdotto dalla legge di riforma Gelmini (L.240/2010) e affidato all’ANVUR, sembra finalmente recepire l’orientamento europeo, in quanto:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(i) riconosce il valore di una didattica inclusiva volta alla costruzione sociale di competenze per la vita, anche mediante la realizzazione di un ecosistema digitale per l’apprendimento che integri le risorse informative offerte dalle biblioteche con le piattaforme elearning e gli altri sottoinsiemi informativi di ateneo (job placement, orientamento, segreterie studenti, ecc..).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(ii) avvia (in forma sperimentale) il progetto TECO (TEst sulle COmpetenze) per la valutazione in uscita delle competenze di carattere generale degli studenti, al fine di verificare l’efficacia ‘esterna’ del processo formativo ad almeno un anno dalla laurea. E’ la prima volta nel nostro paese che il sistema di valutazione universitario misura l’output e l’outcome (seppure attraverso criteri di crossaction),oltre che le procedure e gli input. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Va ricordato infatti che il susseguirsi di riforme che ha investito l’università italiana negli ultimi dieci anni non aveva apportato mutamenti sostanziali agli ordinamenti didattici e all’approccio formativo. La definizione degli obiettivi formativi espressi nei termini dei ‘Descrittori di Dublino’&amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 2&amp;quot;&amp;gt;[occorre una nota esplicativa su cosa sono i descrittori o ci limitiamo al link al documento?] era presente nei corsi di studio per effetto della normativa di riferimento (DM 270/2004; DM 16/03/2007), ma di fatto rimaneva estranea all’organizzazione dei curricula. L’impianto didattico restava interamente ancorato all’approccio disciplinare e al modello tradizionale di trasferimento di informazioni dal docente&lt;br /&gt;
allo studente. Il punto è di particolare interesse poiché una serie di studi e ricerche ha messo in evidenza che le principali problematiche inerenti l’occupazione dei laureati italiani, siano essi triennali o magistrali, non sono legate alle conoscenze disciplinari, spesso più che adeguate, bensì alla carenza di competenze di carattere generale (''team working, problem solving, learning to learn'', ecc.), indispensabili per inserirsi nel sistema delle aziende, della produzione o dei servizi. Una delle sfide principali da affrontare anche se non la sola è dunque quella dell’employability&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Note =====&lt;br /&gt;
Tutti i collegamenti alle risorse Web sono stati verificati il 04/12/2014&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ballestra, L. (2011). ''Information literacy in bibliotecaâ€¯: teoria e pratica''. Bibliografica&lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Bologna Process, &amp;quot;A framework to qualifications of the European Higher Education Area&amp;quot;. &amp;lt;http://www.processodibologna.it/content/index.php?action=read_cnt&amp;amp;id_cnt=6118&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=1.1_Definizioni_e_concetti_di_base&amp;diff=625</id>
		<title>1.1 Definizioni e concetti di base</title>
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		<updated>2014-12-04T14:42:24Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: /* Dall'alfabetismo informativo all'educazione a documentarsi. */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== '''Dall'alfabetismo informativo all'educazione a documentarsi.''' ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le diverse definizioni d'''[http://it.wikipedia.org/wiki/Information_Literacy information literacy]'' riflettono i cambiamenti di visione tra l'approccio [http://it.wikipedia.org/wiki/Comportamentismo comportamentista] (che mette l'accento sull'insieme delle competenze attraverso le quali si esprime l'alfabetismo informativo) e quello [http://it.wikipedia.org/wiki/Costruttivismo_%28psicologia%29 costruttivista] (che si focalizza sul concetto &amp;quot;relazionale&amp;quot; dell'informazione, ossia sull'interazione tra fruitore e documento). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell'approccio comportamentista lo scopo dell'information literacy è far acquisire delle abilità, mentre in quello  costruttivista si punta ad una trasformazione di tipo qualitativo nel modo di ''&amp;quot;vedere, fare esperienza, capire e concettualizzare l'informazione''&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per un approfondimento di queste tematiche rimandiamo alla lettura del primo capitolo del libro di Laura Ballestra &amp;quot;'''''Information literacy in biblioteca'''''&amp;quot; (2011)&amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 1&amp;quot;&amp;gt;, che le illustra in modo ampio ed esaustivo.&lt;br /&gt;
Concordiamo con l'autrice infatti quando dice che &amp;quot;''non può esistere un'unica definizione perchè le varie comunità hanno, nei vari contesti e nel tempo, elaborato visioni differenti''&amp;quot; &lt;br /&gt;
e quando suggerisce di utilizzare un'espressione più specifica di alfabetismo informativo, precisamente &amp;quot;'''educazione a documentarsi'''&amp;quot; che &amp;quot;''consiste nell'inserimento dei discenti in reali processi d'indagine documentale strutturati secondo una precisa metodologia e guidati da un docente che svolge funzioni di coach, facilitatore e consulente con il fine di modificare la concezione di come ciascuno individua, valuta e utilizza i documenti utili a capire, conoscere e decidere''&amp;quot;. [è bene inserire anche qui la citazione?]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di seguito riportiamo alcuni brani tratti dalla '''Presentazione dell'Indagine sulle attività delle biblioteche universitarie italiane per gli studenti''' a cura del '''[http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=2216 Gruppo di lavoro biblioteche e didattica]''' della [http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=890 Commissione Biblioteche della Crui], dove ci si sofferma sul ruolo delle biblioteche accademiche nell'educazione a documentarsi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;Le biblioteche accademiche sostenute nell’ultimo decennio dalle tecnologie digitali e dal consolidarsi del modello formativo ‘''user centered''’, sono divenute ambienti attivi di apprendimento, assumendo funzioni complesse a sostegno e integrazione della formazione superiore e della ricerca. In linea con le politiche della UE nell’ambito dello Spazio Europeo per l’Istruzione&lt;br /&gt;
Superiore (SEIS), la cui ossatura è costituita dal sistema delle competenze e dagli obiettivi di apprendimento, le biblioteche possono essere utilmente coinvolte nella filiera dell’organizzazione didattica, partecipando attivamente ai processi informativi, con servizi, corsi e iniziative volte a sviluppare l’information literacy degli studenti, per l’acquisizione di competenze generaliste (''generic skills''), trasversali alle aree disciplinari, utili per tutta la vita (''lifelong learning'').&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’attuale sistema di valutazione e assicurazione della qualità degli atenei (AVADL19/2012) in atto presso le università italiane, introdotto dalla legge di riforma Gelmini (L.240/2010) e affidato all’ANVUR, sembra finalmente recepire l’orientamento europeo, in quanto:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(i) riconosce il valore di una didattica inclusiva volta alla costruzione sociale di competenze per la vita, anche mediante la realizzazione di un ecosistema digitale per l’apprendimento che integri le risorse informative offerte dalle biblioteche con le piattaforme elearning e gli altri sottoinsiemi informativi di ateneo (job placement, orientamento, segreterie studenti, ecc..).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(ii) avvia (in forma sperimentale) il progetto TECO (TEst sulle COmpetenze) per la valutazione in uscita delle competenze di carattere generale degli studenti, al fine di verificare l’efficacia ‘esterna’ del processo formativo ad almeno un anno dalla laurea. E’ la prima volta nel nostro paese che il sistema di valutazione universitario misura l’output e l’outcome (seppure attraverso criteri di crossaction),oltre che le procedure e gli input. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Va ricordato infatti che il susseguirsi di riforme che ha investito l’università italiana negli ultimi dieci anni non aveva apportato mutamenti sostanziali agli ordinamenti didattici e all’approccio formativo. La definizione degli obiettivi formativi espressi nei termini dei ‘Descrittori di Dublino’&amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 2&amp;quot;&amp;gt;[occorre una nota esplicativa su cosa sono i descrittori o ci limitiamo al link al documento?] era presente nei corsi di studio per effetto della normativa di riferimento (DM 270/2004; DM 16/03/2007), ma di fatto rimaneva estranea all’organizzazione dei curricula. L’impianto didattico restava interamente ancorato all’approccio disciplinare e al modello tradizionale di trasferimento di informazioni dal docente&lt;br /&gt;
allo studente. Il punto è di particolare interesse poiché una serie di studi e ricerche ha messo in evidenza che le principali problematiche inerenti l’occupazione dei laureati italiani, siano essi triennali o magistrali, non sono legate alle conoscenze disciplinari, spesso più che adeguate, bensì alla carenza di competenze di carattere generale (''team working, problem solving, learning to learn'', ecc.), indispensabili per inserirsi nel sistema delle aziende, della produzione o dei servizi. Una delle sfide principali da affrontare anche se non la sola è dunque quella dell’employability&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Note =====&lt;br /&gt;
Tutti i collegamenti alle risorse Web sono stati verificati il 04/12/2014&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ballestra, L. (2011). ''Information literacy in bibliotecaâ€¯: teoria e pratica''. Bibliografica&lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Bologna Process, &amp;quot;A framework to qualifications of the European Higher Education Area&amp;quot;. &amp;lt;http://www.processodibologna.it/content/index.php?action=read_cnt&amp;amp;id_cnt=6118&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
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		<title>1.1 Definizioni e concetti di base</title>
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		<updated>2014-12-04T14:36:49Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: /* Dall'alfabetismo informativo all'educazione a documentarsi. */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== '''Dall'alfabetismo informativo all'educazione a documentarsi.''' ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le diverse definizioni d'''[http://it.wikipedia.org/wiki/Information_Literacy information literacy]'' riflettono i cambiamenti di visione tra l'approccio [http://it.wikipedia.org/wiki/Comportamentismo comportamentista] (che mette l'accento sull'insieme delle competenze attraverso le quali si esprime l'alfabetismo informativo) e quello [http://it.wikipedia.org/wiki/Costruttivismo_%28psicologia%29 costruttivista] (che si focalizza sul concetto &amp;quot;relazionale&amp;quot; dell'informazione, ossia sull'interazione tra fruitore e documento). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell'approccio comportamentista lo scopo dell'information literacy è far acquisire delle abilità, mentre in quello  costruttivista si punta ad una trasformazione di tipo qualitativo nel modo di ''&amp;quot;vedere, fare esperienza, capire e concettualizzare l'informazione''&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per un approfondimento di queste tematiche rimandiamo alla lettura del primo capitolo del libro di Laura Ballestra &amp;quot;'''''Information literacy in biblioteca'''''&amp;quot; (2011)&amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 1&amp;quot;&amp;gt;, che le illustra in modo ampio ed esaustivo.&lt;br /&gt;
Concordiamo con l'autrice infatti quando dice che &amp;quot;''non può esistere un'unica definizione perchè le varie comunità hanno, nei vari contesti e nel tempo, elaborato visioni differenti''&amp;quot; &lt;br /&gt;
e quando suggerisce di utilizzare un'espressione più specifica di alfabetismo informativo, precisamente &amp;quot;'''educazione a documentarsi'''&amp;quot; che &amp;quot;''consiste nell'inserimento dei discenti in reali processi d'indagine documentale strutturati secondo una precisa metodologia e guidati da un docente che svolge funzioni di coach, facilitatore e consulente con il fine di modificare la concezione di come ciascuno individua, valuta e utilizza i documenti utili a capire, conoscere e decidere''&amp;quot;. [è bene inserire anche qui la citazione?]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di seguito riportiamo alcuni brani tratti dalla '''Presentazione dell'Indagine sulle attività delle biblioteche universitarie italiane per gli studenti''' a cura del '''[http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=2216 Gruppo di lavoro biblioteche e didattica]''' della [http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=890 Commissione Biblioteche della Crui], dove ci si sofferma sul ruolo delle biblioteche accademiche nell'educazione a documentarsi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;Le biblioteche accademiche sostenute nell’ultimo decennio dalle tecnologie digitali e dal consolidarsi del modello formativo ‘''user centered''’, sono divenute ambienti attivi di apprendimento, assumendo funzioni complesse a sostegno e integrazione della formazione superiore e della ricerca. In linea con le politiche della UE nell’ambito dello Spazio Europeo per l’Istruzione&lt;br /&gt;
Superiore (SEIS), la cui ossatura è costituita dal sistema delle competenze e dagli obiettivi di apprendimento, le biblioteche possono essere utilmente coinvolte nella filiera dell’organizzazione didattica, partecipando attivamente ai processi informativi, con servizi, corsi e iniziative volte a sviluppare l’information literacy degli studenti, per l’acquisizione di competenze generaliste (''generic skills''), trasversali alle aree disciplinari, utili per tutta la vita (''lifelong learning'').&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’attuale sistema di valutazione e assicurazione della qualità degli atenei (AVADL19/2012) in atto presso le università italiane, introdotto dalla legge di riforma Gelmini (L.240/2010) e affidato all’ANVUR, sembra finalmente recepire l’orientamento europeo, in quanto:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(i) riconosce il valore di una didattica inclusiva volta alla costruzione sociale di competenze per la vita, anche mediante la realizzazione di un ecosistema digitale per l’apprendimento che integri le risorse informative offerte dalle biblioteche con le piattaforme elearning e gli altri sottoinsiemi informativi di ateneo (job placement, orientamento, segreterie studenti, ecc..).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(ii) avvia (in forma sperimentale) il progetto TECO (TEst sulle COmpetenze) per la valutazione in uscita delle competenze di carattere generale degli studenti, al fine di verificare l’efficacia ‘esterna’ del processo formativo ad almeno un anno dalla laurea. E’ la prima volta nel nostro paese che il sistema di valutazione universitario misura l’output e l’outcome (seppure attraverso criteri di crossaction),oltre che le procedure e gli input. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Va ricordato infatti che il susseguirsi di riforme che ha investito l’università italiana negli ultimi dieci anni non aveva apportato mutamenti sostanziali agli ordinamenti didattici e all’approccio formativo. La definizione degli obiettivi formativi espressi nei termini dei ‘Descrittori di Dublino’&amp;lt;ref name=&amp;quot;nota 2&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
 &amp;lt;ref&amp;gt;http://www.bdp.it/lucabas/lookmyweb/templates/up_files///Processo_Bologna/Doc%20Qualification%20Framework.pdf&amp;lt;/ref&amp;gt; [occorre una nota esplicativa su cosa sono i descrittori o ci limitiamo al link al documento?] era presente nei corsi di studio per effetto della normativa di riferimento (DM 270/2004; DM 16/03/2007), ma di fatto rimaneva estranea all’organizzazione dei curricula. L’impianto didattico restava interamente ancorato all’approccio disciplinare e al modello tradizionale di trasferimento di informazioni dal docente&lt;br /&gt;
allo studente. Il punto è di particolare interesse poiché una serie di studi e ricerche ha messo in evidenza che le principali problematiche inerenti l’occupazione dei laureati italiani, siano essi triennali o magistrali, non sono legate alle conoscenze disciplinari, spesso più che adeguate, bensì alla carenza di competenze di carattere generale (''team working, problem solving, learning to learn'', ecc.), indispensabili per inserirsi nel sistema delle aziende, della produzione o dei servizi. Una delle sfide principali da affrontare anche se non la sola è dunque quella dell’employability&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Note =====&lt;br /&gt;
Tutti i collegamenti alle risorse Web sono stati verificati il 04/12/2014&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ballestra, L. (2011). ''Information literacy in bibliotecaâ€¯: teoria e pratica''. Bibliografica&lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Bologna Process, &amp;quot;A framework to qualifications of the European Higher Education Area&amp;quot;. &amp;lt;http://www.processodibologna.it/content/index.php?action=read_cnt&amp;amp;id_cnt=6118&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=1.1_Definizioni_e_concetti_di_base&amp;diff=621</id>
		<title>1.1 Definizioni e concetti di base</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://almail.unibo.it/index.php?title=1.1_Definizioni_e_concetti_di_base&amp;diff=621"/>
		<updated>2014-12-04T14:06:37Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: /* Dall'alfabetismo informativo all'educazione a documentarsi. */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== '''Dall'alfabetismo informativo all'educazione a documentarsi.''' ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le diverse definizioni d'''[http://it.wikipedia.org/wiki/Information_Literacy information literacy]'' riflettono i cambiamenti di visione tra l'approccio [http://it.wikipedia.org/wiki/Comportamentismo comportamentista] (che mette l'accento sull'insieme delle competenze attraverso le quali si esprime l'alfabetismo informativo) e quello [http://it.wikipedia.org/wiki/Costruttivismo_%28psicologia%29 costruttivista] (che si focalizza sul concetto &amp;quot;relazionale&amp;quot; dell'informazione, ossia sull'interazione tra fruitore e documento). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell'approccio comportamentista lo scopo dell'information literacy è far acquisire delle abilità, mentre in quello  costruttivista si punta ad una trasformazione di tipo qualitativo nel modo di ''&amp;quot;vedere, fare esperienza, capire e concettualizzare l'informazione''&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per un approfondimento di queste tematiche rimandiamo alla lettura del primo capitolo del libro di Laura Ballestra &amp;quot;'''''Information literacy in biblioteca'''''&amp;quot; (2011)&amp;lt;ref&amp;gt;Information literacy in biblioteca : teoria e pratica / Laura Ballestra. Milano : Bibliografica, 2011&amp;lt;/ref&amp;gt;, che le illustra in modo ampio ed esaustivo.&lt;br /&gt;
Concordiamo con l'autrice infatti quando dice che &amp;quot;''non può esistere un'unica definizione perchè le varie comunità hanno, nei vari contesti e nel tempo, elaborato visioni differenti''&amp;quot; &lt;br /&gt;
e quando suggerisce di utilizzare un'espressione più specifica di alfabetismo informativo, precisamente &amp;quot;'''educazione a documentarsi'''&amp;quot; che &amp;quot;''consiste nell'inserimento dei discenti in reali processi d'indagine documentale strutturati secondo una precisa metodologia e guidati da un docente che svolge funzioni di coach, facilitatore e consulente con il fine di modificare la concezione di come ciascuno individua, valuta e utilizza i documenti utili a capire, conoscere e decidere''&amp;quot;. [è bene inserire anche qui la citazione?]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di seguito riportiamo alcuni brani tratti dalla '''Presentazione dell'Indagine sulle attività delle biblioteche universitarie italiane per gli studenti''' a cura del '''[http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=2216 Gruppo di lavoro biblioteche e didattica]''' della [http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=890 Commissione Biblioteche della Crui], dove ci si sofferma sul ruolo delle biblioteche accademiche nell'educazione a documentarsi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;Le biblioteche accademiche sostenute nell’ultimo decennio dalle tecnologie digitali e dal consolidarsi del modello formativo ‘''user centered''’, sono divenute ambienti attivi di apprendimento, assumendo funzioni complesse a sostegno e integrazione della formazione superiore e della ricerca. In linea con le politiche della UE nell’ambito dello Spazio Europeo per l’Istruzione&lt;br /&gt;
Superiore (SEIS), la cui ossatura è costituita dal sistema delle competenze e dagli obiettivi di apprendimento, le biblioteche possono essere utilmente coinvolte nella filiera dell’organizzazione didattica, partecipando attivamente ai processi informativi, con servizi, corsi e iniziative volte a sviluppare l’information literacy degli studenti, per l’acquisizione di competenze generaliste (''generic skills''), trasversali alle aree disciplinari, utili per tutta la vita (''lifelong learning'').&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’attuale sistema di valutazione e assicurazione della qualità degli atenei (AVADL19/2012) in atto presso le università italiane, introdotto dalla legge di riforma Gelmini (L.240/2010) e affidato all’ANVUR, sembra finalmente recepire l’orientamento europeo, in quanto:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(i) riconosce il valore di una didattica inclusiva volta alla costruzione sociale di competenze per la vita, anche mediante la realizzazione di un ecosistema digitale per l’apprendimento che integri le risorse informative offerte dalle biblioteche con le piattaforme elearning e gli altri sottoinsiemi informativi di ateneo (job placement, orientamento, segreterie studenti, ecc..).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(ii) avvia (in forma sperimentale) il progetto TECO (TEst sulle COmpetenze) per la valutazione in uscita delle competenze di carattere generale degli studenti, al fine di verificare l’efficacia ‘esterna’ del processo formativo ad almeno un anno dalla laurea. E’ la prima volta nel nostro paese che il sistema di valutazione universitario misura l’output e l’outcome (seppure attraverso criteri di crossaction),oltre che le procedure e gli input. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Va ricordato infatti che il susseguirsi di riforme che ha investito l’università italiana negli ultimi dieci anni non aveva apportato mutamenti sostanziali agli ordinamenti didattici e all’approccio formativo. La definizione degli obiettivi formativi espressi nei termini dei ‘Descrittori di Dublino’ &amp;lt;ref&amp;gt;http://www.bdp.it/lucabas/lookmyweb/templates/up_files///Processo_Bologna/Doc%20Qualification%20Framework.pdf&amp;lt;/ref&amp;gt; [occorre una nota esplicativa su cosa sono i descrittori o ci limitiamo al link al documento?] era presente nei corsi di studio per effetto della normativa di riferimento (DM 270/2004; DM 16/03/2007), ma di fatto rimaneva estranea all’organizzazione dei curricula. L’impianto didattico restava interamente ancorato all’approccio disciplinare e al modello tradizionale di trasferimento di informazioni dal docente&lt;br /&gt;
allo studente. Il punto è di particolare interesse poiché una serie di studi e ricerche ha messo in evidenza che le principali problematiche inerenti l’occupazione dei laureati italiani, siano essi triennali o magistrali, non sono legate alle conoscenze disciplinari, spesso più che adeguate, bensì alla carenza di competenze di carattere generale (''team working, problem solving, learning to learn'', ecc.), indispensabili per inserirsi nel sistema delle aziende, della produzione o dei servizi. Una delle sfide principali da affrontare anche se non la sola è dunque quella dell’employability&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Note =====&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
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		<title>1.1 Definizioni e concetti di base</title>
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		<updated>2014-12-04T11:58:16Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: /* Dall'alfabetismo informativo all'educazione a documentarsi. */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== '''Dall'alfabetismo informativo all'educazione a documentarsi.''' ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le diverse definizioni d'''[http://it.wikipedia.org/wiki/Information_Literacy information literacy]'' riflettono i cambiamenti di visione tra l'approccio [http://it.wikipedia.org/wiki/Comportamentismo comportamentista] (che mette l'accento sull'insieme delle competenze attraverso le quali si esprime l'alfabetismo informativo) e quello [http://it.wikipedia.org/wiki/Costruttivismo_%28psicologia%29 costruttivista] (che si focalizza sul concetto &amp;quot;relazionale&amp;quot; dell'informazione, ossia sull'interazione tra fruitore e documento). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell'approccio comportamentista lo scopo dell'information literacy è far acquisire delle abilità, mentre in quello  costruttivista si punta ad una trasformazione di tipo qualitativo nel modo di ''&amp;quot;vedere, fare esperienza, capire e concettualizzare l'informazione''&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per un approfondimento di queste tematiche rimandiamo alla lettura del primo capitolo del libro di Laura Ballestra &amp;quot;'''''Information literacy in biblioteca'''''&amp;quot; (2011)&amp;lt;ref&amp;gt;Information literacy in biblioteca : teoria e pratica / Laura Ballestra. Milano : Bibliografica, 2011&amp;lt;/ref&amp;gt;, che le illustra in modo ampio ed esaustivo.&lt;br /&gt;
Concordiamo con l'autrice infatti quando dice che &amp;quot;''non può esistere un'unica definizione perchè le varie comunità hanno, nei vari contesti e nel tempo, elaborato visioni differenti''&amp;quot; &lt;br /&gt;
e quando suggerisce di utilizzare un'espressione più specifica di alfabetismo informativo, precisamente &amp;quot;'''educazione a documentarsi'''&amp;quot; che &amp;quot;''consiste nell'inserimento dei discenti in reali processi d'indagine documentale strutturati secondo una precisa metodologia e guidati da un docente che svolge funzioni di coach, facilitatore e consulente con il fine di modificare la concezione di come ciascuno individua, valuta e utilizza i documenti utili a capire, conoscere e decidere''&amp;quot;. [è bene inserire anche qui la citazione?]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di seguito riportiamo alcuni brani tratti dalla '''Presentazione dell'Indagine sulle attività delle biblioteche universitarie italiane per gli studenti''' a cura del '''[http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=2216 Gruppo di lavoro biblioteche e didattica]''' della [http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=890 Commissione Biblioteche della Crui], dove ci si sofferma sul ruolo delle biblioteche accademiche nell'educazione a documentarsi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;Le biblioteche accademiche sostenute nell’ultimo decennio dalle tecnologie digitali e dal consolidarsi del modello formativo ‘''user centered''’, sono divenute ambienti attivi di apprendimento, assumendo funzioni complesse a sostegno e integrazione della formazione superiore e della ricerca. In linea con le politiche della UE nell’ambito dello Spazio Europeo per l’Istruzione&lt;br /&gt;
Superiore (SEIS), la cui ossatura è costituita dal sistema delle competenze e dagli obiettivi di apprendimento, le biblioteche possono essere utilmente coinvolte nella filiera dell’organizzazione didattica, partecipando attivamente ai processi informativi, con servizi, corsi e iniziative volte a sviluppare l’information literacy degli studenti, per l’acquisizione di competenze generaliste (''generic skills''), trasversali alle aree disciplinari, utili per tutta la vita (''lifelong learning'').&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’attuale sistema di valutazione e assicurazione della qualità degli atenei (AVADL19/2012) in atto presso le università italiane, introdotto dalla legge di riforma Gelmini (L.240/2010) e affidato all’ANVUR, sembra finalmente recepire l’orientamento europeo, in quanto:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(i) riconosce il valore di una didattica inclusiva volta alla costruzione sociale di competenze per la vita, anche mediante la realizzazione di un ecosistema digitale per l’apprendimento che integri le risorse informative offerte dalle biblioteche con le piattaforme elearning e gli altri sottoinsiemi informativi di ateneo (job placement, orientamento, segreterie studenti, ecc..).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(ii) avvia (in forma sperimentale) il progetto TECO (TEst sulle COmpetenze) per la valutazione in uscita delle competenze di carattere generale degli studenti, al fine di verificare l’efficacia ‘esterna’ del processo formativo ad almeno un anno dalla laurea. E’ la prima volta nel nostro paese che il sistema di valutazione universitario misura l’output e l’outcome (seppure attraverso criteri di crossaction),oltre che le procedure e gli input. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Va ricordato infatti che il susseguirsi di riforme che ha investito l’università italiana negli ultimi dieci anni non aveva apportato mutamenti sostanziali agli ordinamenti didattici e all’approccio formativo. La definizione degli obiettivi formativi espressi nei termini dei ‘Descrittori di Dublino’ &amp;lt;ref&amp;gt;http://www.bdp.it/lucabas/lookmyweb/templates/up_files///Processo_Bologna/Doc%20Qualification%20Framework.pdf&amp;lt;/ref&amp;gt; [occorre una nota esplicativa su cosa sono i descrittori o ci limitiamo al link al documento?] era presente nei corsi di studio per effetto della normativa di riferimento (DM 270/2004; DM 16/03/2007), ma di fatto rimaneva estranea all’organizzazione dei curricula. L’impianto didattico restava interamente ancorato all’approccio disciplinare e al modello tradizionale di trasferimento di informazioni dal docente&lt;br /&gt;
allo studente. Il punto è di particolare interesse poiché una serie di studi e ricerche ha messo in evidenza che le principali problematiche inerenti l’occupazione dei laureati italiani, siano essi triennali o magistrali, non sono legate alle conoscenze disciplinari, spesso più che adeguate, bensì alla carenza di competenze di carattere generale (''team working, problem solving, learning to learn'', ecc.), indispensabili per inserirsi nel sistema delle aziende, della produzione o dei servizi. Una delle sfide principali da affrontare anche se non la sola è dunque quella dell’employability&amp;quot;.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
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		<updated>2014-12-04T11:42:14Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: /* Dall'alfabetismo informativo all'educazione a documentarsi. */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== '''Dall'alfabetismo informativo all'educazione a documentarsi.''' ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le diverse definizioni d'''[http://it.wikipedia.org/wiki/Information_Literacy information literacy]'' riflettono i cambiamenti di visione tra l'approccio [http://it.wikipedia.org/wiki/Comportamentismo comportamentista] (che mette l'accento sull'insieme delle competenze attraverso le quali si esprime l'alfabetismo informativo) e quello [http://it.wikipedia.org/wiki/Costruttivismo_%28psicologia%29 costruttivista] (che si focalizza sul concetto &amp;quot;relazionale&amp;quot; dell'informazione, ossia sull'interazione tra fruitore e documento). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell'approccio comportamentista lo scopo dell'information literacy è far acquisire delle abilità, mentre in quello  costruttivista si punta ad una trasformazione di tipo qualitativo nel modo di ''&amp;quot;vedere, fare esperienza, capire e concettualizzare l'informazione''&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per un approfondimento di queste tematiche rimandiamo alla lettura del primo capitolo del libro di Laura Ballestra &amp;quot;'''''Information literacy in biblioteca'''''&amp;quot; (2011)&amp;lt;ref&amp;gt;Information literacy in biblioteca : teoria e pratica / Laura Ballestra. Milano : Bibliografica, 2011&amp;lt;/ref&amp;gt;, che le illustra in modo ampio ed esaustivo.&lt;br /&gt;
Concordiamo con l'autrice infatti quando dice che &amp;quot;''non può esistere un'unica definizione perchè le varie comunità hanno, nei vari contesti e nel tempo, elaborato visioni differenti''&amp;quot; &lt;br /&gt;
e quando suggerisce di utilizzare un'espressione più specifica di alfabetismo informativo, precisamente &amp;quot;'''educazione a documentarsi'''&amp;quot; che &amp;quot;''consiste nell'inserimento dei discenti in reali processi d'indagine documentale strutturati secondo una precisa metodologia e guidati da un docente che svolge funzioni di coach, facilitatore e consulente con il fine di modificare la concezione di come ciascuno individua, valuta e utilizza i documenti utili a capire, conoscere e decidere''&amp;quot;. [è bene inserire anche qui la citazione?]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di seguito riportiamo alcuni brani tratti dalla '''Presentazione dell'Indagine sulle attività delle biblioteche universitarie italiane per gli studenti''' a cura del '''[http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=2216 Gruppo di lavoro biblioteche e didattica]''' della [http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=890 Commissione Biblioteche della Crui], dove ci si sofferma sul ruolo delle biblioteche accademiche nell'educazione al documentarsi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;Le biblioteche accademiche sostenute nell’ultimo decennio dalle tecnologie digitali e dal consolidarsi del modello formativo ‘''user centered''’, sono divenute ambienti attivi di apprendimento, assumendo funzioni complesse a sostegno e integrazione della formazione superiore e della ricerca. In linea con le politiche della UE nell’ambito dello Spazio Europeo per l’Istruzione&lt;br /&gt;
Superiore (SEIS), la cui ossatura è costituita dal sistema delle competenze e dagli obiettivi di apprendimento, le biblioteche possono essere utilmente coinvolte nella filiera dell’organizzazione didattica, partecipando attivamente ai processi informativi, con servizi, corsi e iniziative volte a sviluppare l’information literacy degli studenti, per l’acquisizione di competenze generaliste (''generic skills''), trasversali alle aree disciplinari, utili per tutta la vita (''lifelong learning'').&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’attuale sistema di valutazione e assicurazione della qualità degli atenei (AVADL19/2012) in atto presso le università italiane, introdotto dalla legge di riforma Gelmini (L.240/2010) e affidato all’ANVUR, sembra finalmente recepire l’orientamento europeo, in quanto:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(i) riconosce il valore di una didattica inclusiva volta alla costruzione sociale di competenze per la vita, anche mediante la realizzazione di un ecosistema digitale per l’apprendimento che integri le risorse informative offerte dalle biblioteche con le piattaforme elearning e gli altri sottoinsiemi informativi di ateneo (job placement, orientamento, segreterie studenti, ecc..).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(ii) avvia (in forma sperimentale) il progetto TECO (TEst sulle COmpetenze) per la valutazione in uscita delle competenze di carattere generale degli studenti, al fine di verificare l’efficacia ‘esterna’ del processo formativo ad almeno un anno dalla laurea. E’ la prima volta nel nostro paese che il sistema di valutazione universitario misura l’output e l’outcome (seppure attraverso criteri di crossaction),oltre che le procedure e gli input. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Va ricordato infatti che il susseguirsi di riforme che ha investito l’università italiana negli ultimi dieci anni non aveva apportato mutamenti sostanziali agli ordinamenti didattici e all’approccio formativo. La definizione degli obiettivi formativi espressi nei termini dei ‘Descrittori di Dublino’ era presente nei corsi di studio per effetto della normativa di riferimento (DM 270/2004; DM 16/03/2007), ma di fatto rimaneva estranea all’organizzazione dei curricula. L’impianto didattico restava interamente ancorato all’approccio disciplinare e al modello tradizionale di trasferimento di informazioni dal docente&lt;br /&gt;
allo studente. Il punto è di particolare interesse poiché una serie di studi e ricerche ha messo in evidenza che le principali problematiche inerenti l’occupazione dei laureati italiani, siano essi triennali o magistrali, non sono legate alle conoscenze disciplinari, spesso più che adeguate, bensì alla carenza di competenze di carattere generale (''team working, problem solving, learning to learn'', ecc.), indispensabili per inserirsi nel sistema delle aziende, della produzione o dei servizi. Una delle sfide principali da affrontare anche se non la sola è dunque quella dell’employability&amp;quot;.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
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		<title>1.1 Definizioni e concetti di base</title>
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		<updated>2014-12-04T11:36:01Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: /* Dall'alfabetismo informativo all'educazione a documentarsi. */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== '''Dall'alfabetismo informativo all'educazione a documentarsi.''' ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le diverse definizioni d'''[http://it.wikipedia.org/wiki/Information_Literacy information literacy]'' riflettono i cambiamenti di visione tra l'approccio [http://it.wikipedia.org/wiki/Comportamentismo comportamentista] (che mette l'accento sull'insieme delle competenze attraverso le quali si esprime l'alfabetismo informativo) e quello [http://it.wikipedia.org/wiki/Costruttivismo_%28psicologia%29 costruttivista] (che si focalizza sul concetto &amp;quot;relazionale&amp;quot; dell'informazione, ossia sull'interazione tra fruitore e documento). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell'approccio comportamentista lo scopo dell'information literacy è far acquisire delle abilità, mentre in quello  costruttivista si punta ad una trasformazione di tipo qualitativo nel modo di ''&amp;quot;vedere, fare esperienza, capire e concettualizzare l'informazione''&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per un approfondimento di queste tematiche rimandiamo alla lettura del primo capitolo del libro di Laura Ballestra &amp;quot;'''''Information literacy in biblioteca'''''&amp;quot; (2011)&amp;lt;ref&amp;gt;Information literacy in biblioteca : teoria e pratica / Laura Ballestra. Milano : Bibliografica, 2011&amp;lt;/ref&amp;gt;, che le illustra in modo ampio ed esaustivo.&lt;br /&gt;
Concordiamo con l'autrice infatti quando dice che &amp;quot;''non può esistere un'unica definizione perchè le varie comunità hanno, nei vari contesti e nel tempo, elaborato visioni differenti''&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua proposta conclusiva che ci vede concordi è di utilizzare un'espressione più specifica di alfabetismo informativo, e precisamente &amp;quot;'''educazione a documentarsi'''&amp;quot; che &amp;quot;''consiste nell'inserimento dei discenti in reali processi d'indagine documentale strutturati secondo una precisa metodologia e guidati da un docente che svolge funzioni di coach, facilitatore e consulente con il fine di modificare la concezione di come ciascuno individua, valuta e utilizza i documenti utili a capire, conoscere e decidere''&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di seguito riportiamo alcuni brani tratti dalla '''Presentazione dell'Indagine sulle attività delle biblioteche universitarie italiane per gli studenti''' a cura del '''[http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=2216 Gruppo di lavoro biblioteche e didattica]''' della [http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=890 Commissione Biblioteche della Crui], dove ci si sofferma sul ruolo delle biblioteche accademiche nell'educazione al documentarsi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;Le biblioteche accademiche sostenute nell’ultimo decennio dalle tecnologie digitali e dal consolidarsi del modello formativo ‘''user centered''’, sono divenute ambienti attivi di apprendimento, assumendo funzioni complesse a sostegno e integrazione della formazione superiore e della ricerca. In linea con le politiche della UE nell’ambito dello Spazio Europeo per l’Istruzione&lt;br /&gt;
Superiore (SEIS), la cui ossatura è costituita dal sistema delle competenze e dagli obiettivi di apprendimento, le biblioteche possono essere utilmente coinvolte nella filiera dell’organizzazione didattica, partecipando attivamente ai processi informativi, con servizi, corsi e iniziative volte a sviluppare l’information literacy degli studenti, per l’acquisizione di competenze generaliste (''generic skills''), trasversali alle aree disciplinari, utili per tutta la vita (''lifelong learning'').&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’attuale sistema di valutazione e assicurazione della qualità degli atenei (AVADL19/2012) in atto presso le università italiane, introdotto dalla legge di riforma Gelmini (L.240/2010) e affidato all’ANVUR, sembra finalmente recepire l’orientamento europeo, in quanto:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(i) riconosce il valore di una didattica inclusiva volta alla costruzione sociale di competenze per la vita, anche mediante la realizzazione di un ecosistema digitale per l’apprendimento che integri le risorse informative offerte dalle biblioteche con le piattaforme elearning e gli altri sottoinsiemi informativi di ateneo (job placement, orientamento, segreterie studenti, ecc..).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(ii) avvia (in forma sperimentale) il progetto TECO (TEst sulle COmpetenze) per la valutazione in uscita delle competenze di carattere generale degli studenti, al fine di verificare l’efficacia ‘esterna’ del processo formativo ad almeno un anno dalla laurea. E’ la prima volta nel nostro paese che il sistema di valutazione universitario misura l’output e l’outcome (seppure attraverso criteri di crossaction),oltre che le procedure e gli input. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Va ricordato infatti che il susseguirsi di riforme che ha investito l’università italiana negli ultimi dieci anni non aveva apportato mutamenti sostanziali agli ordinamenti didattici e all’approccio formativo. La definizione degli obiettivi formativi espressi nei termini dei ‘Descrittori di Dublino’ era presente nei corsi di studio per effetto della normativa di riferimento (DM 270/2004; DM 16/03/2007), ma di fatto rimaneva estranea all’organizzazione dei curricula. L’impianto didattico restava interamente ancorato all’approccio disciplinare e al modello tradizionale di trasferimento di informazioni dal docente&lt;br /&gt;
allo studente. Il punto è di particolare interesse poiché una serie di studi e ricerche ha messo in evidenza che le principali problematiche inerenti l’occupazione dei laureati italiani, siano essi triennali o magistrali, non sono legate alle conoscenze disciplinari, spesso più che adeguate, bensì alla carenza di competenze di carattere generale (''team working, problem solving, learning to learn'', ecc.), indispensabili per inserirsi nel sistema delle aziende, della produzione o dei servizi. Una delle sfide principali da affrontare anche se non la sola è dunque quella dell’employability&amp;quot;.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
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		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=Valutazione_ex_ante_(conoscenze/competenze_in_entrata)_Capitolo_5&amp;diff=242</id>
		<title>Valutazione ex ante (conoscenze/competenze in entrata) Capitolo 5</title>
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		<updated>2014-03-11T08:15:16Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''La misurazione delle competenze in entrata si propone tre obiettivi principali:'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* una pianificazione attenta dei contenuti del corso calibrata sulle reali conoscenze degli studenti ed una migliore gestione dell’aula;&lt;br /&gt;
* stabilire un punto di riferimento per valutare l’incremento delle competenze acquisite a fine corso;&lt;br /&gt;
* definire un criterio in base al quale suggerire, se possibile, al singolo studente la partecipazione a un corso base o a un corso avanzato. Ai fini di questo capitolo si definisce corso base un corso per la cui comprensione non sono necessarie conoscenze pregresse nella IL, per corso avanzato si intende un corso per la cui comprensione è necessario possedere un bagaglio di conoscenze già acquisite.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Oggetto della valutazione sono le conoscenze riguardanti:'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* i tipi e la morfologia delle diverse fonti informative (Cosa è un libro, una rivista? Che tipo di informazione possiamo aspettarci di trovarci dentro? Cosa è un indice analitico? Sai cosa è una catalogo? Che tipo di informazione puoi trovarci? Conosci la differenza tra un catalogo e una bibliografia? Sapresti stilare una graduatoria di autorevolezza tra le seguenti fonti informative? Sai cosa è la peer-review?...);&lt;br /&gt;
* le fonti informative delle varie discipline (Scegli tra le seguenti definizioni di fonte specialistica quella corretta. Conosci qualche fonte specialistica relativa alla tua disciplina di riferimento?...);&lt;br /&gt;
* gli strumenti di ricerca bibliografica disponibili in biblioteca (opac, repertori cartacei, banche dati ecc.);&lt;br /&gt;
* le principali strategie di ricerca;&lt;br /&gt;
* la corretta citazione delle fonti;&lt;br /&gt;
* i principi antiplagio;&lt;br /&gt;
* ecc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Ai fini della valutazione possono essere utilizzati strumenti quali:'''&lt;br /&gt;
* questionari;&lt;br /&gt;
* test;&lt;br /&gt;
* interviste.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Sarebbe opportuno redigere gli strumenti di valutazione sopra elencati seguendo i seguenti criteri:'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* domande chiare e non ambigue;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
* risposte facilmente analizzabili, possibilmente trattabili in forma aggregata;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
* la compilazione da parte degli studenti dovrebbe richiedere poco tempo;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
* utilizzo di un linguaggio comune. I tecnicismi andrebbero evitati o limitati soltanto ai casi in cui siano resi necessari dal contesto o dal livello della domanda;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
* livello tarato sulla preparazione attesa degli studenti.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=Esempi_Capitolo_5&amp;diff=241</id>
		<title>Esempi Capitolo 5</title>
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		<updated>2014-03-11T08:10:50Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[Media:Questionario_Valutazione_Insegnamento.pdf|Scheda di rilevazione dell'opinione degli studenti sull'attività didattica]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[https://almail.unibo.it/index.php/File:Questionario_dott_2012.pdf Questionario rivolto agli studenti delle scuole di dottorato dell'area sociale]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=Riprogettazione_del_corso_Capitolo_5&amp;diff=233</id>
		<title>Riprogettazione del corso Capitolo 5</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://almail.unibo.it/index.php?title=Riprogettazione_del_corso_Capitolo_5&amp;diff=233"/>
		<updated>2014-03-10T16:12:40Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;In sede di valutazione dell'attività formativa potrebbero emergere criticità relativamente a:&lt;br /&gt;
# obiettivi e contenuti del corso,&lt;br /&gt;
# efficacia dei metodi e degli strumenti didattici utilizzati,&lt;br /&gt;
# adeguatezza dei tempi e dei metodi in rapporto ad obiettivi e contenuti,&lt;br /&gt;
# logistica e tempistica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1) Obiettivi e contenuti del corso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Potrebbero presentarsi delle criticità relative alla chiarezza degli obiettivi oppure riguardanti l'incongruenza con i contenuti effettivamente trattati. &lt;br /&gt;
Nel primo caso si tratta spesso di un problema di comunicazione che può essere corretto informando preventivamente gli interessati in maniera chiara e dettagliata prima dell'avvio del corso oppure esplicitando obiettivi e contenuti all'inizio dell'attività stessa: ''Oggi tratteremo  … Alla fine di questo modulo imparerete a...''&lt;br /&gt;
Nel secondo caso (incongruenza obiettivi/contenuti) occorre  intraprendere una precisa ricognizione dei contenuti e delle attività svolte durante il corso in rapporto alle competenze richieste o desiderate al fine di rilevare eventuali lacune o sproporzioni (ad esempio: argomenti trattati in maniera poco/troppo estesa, passaggi logici tra un contenuto ed un altro non esplicitati). In ogni caso, la riprogettazione dovrebbe prevedere l'aggiornamento degli obiettivi, la ridefinizione dei contenuti o ambedue le cose. &lt;br /&gt;
Poichè l'aggiornamento dei contenuti deve essere effettuato in funzione degli obiettivi, potrebbe essere utile prevedere in questa fase momenti di valutazione  del livello di conoscenze pregresse dei partecipanti e dei loro bisogni formativi. E' possibile utilizzare questionari o condurre interviste rivolgendosi a campioni dei potenziali destinatari. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2) Efficacia dei metodi e degli strumenti didattici utilizzati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I contenuti del corso anche se pertinenti all'attività ed ai bisogni dei partecipanti potrebbero essere percepiti come poco chiari e di difficile comprensione. In questi casi, è necessario ripensare i metodi ed il linguaggio utilizzati nell'insegnamento. Poichè ogni lezione è un mix di contenuti più o meno teorici e di attività pratiche (esercitazioni) potrebbe essere opportuno rimodulare il dosaggio dei due elementi in favore della componente pratica ed introdurre momenti di verifica in itinere, ad es. durante il corso si possono coinvolgere gli studenti in esercitazioni o simulazioni di gruppo, favorirne la partecipazione stimolando direttamente le domande e gli interventi). &lt;br /&gt;
E' possibile eventualmente rovesciare l'impostazione didattica del corso adottando un approccio problem solving oppure deduttivo, in altre parole, si può partire da un caso pratico per arrivare alla  formulazione concettuale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3) Adeguatezza dei tempi e dei metodi in rapporto a obiettivi e contenuti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Criticità potrebbero emergere nel rapporto tra contenuti e durata del corso. Corsi troppo “lunghi” o intensi potrebbero abbattere  fatalmente l'attenzione dei partecipanti e, viceversa, corsi troppo brevi potrebbero frustrarne le aspettative formative. Per equilibrare tempi e contenuti, potrebbe essere opportuno spezzare gli incontri in più moduli distinti, riducendo la durata della singola unità, inserire pause e momenti di verifica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4) Ripensare logistica e tempistica.&lt;br /&gt;
Criticità potrebbero derivare, inoltre, da carenze logistiche o organizzative: spazi confortevoli, silenziosi, luminosi e ben areati favoriscono sicuramente l'apprendimento. E' opportuno considerare l'impatto del tipo di aula sull'attività didattica: la presenza di pc a disposizione degli utenti, la possibilità di utilizzare o meno i propri devices per connettersi a internet (tablet, portatili) può aver influito sul grado di attenzione e partecipazione degli utenti.&lt;br /&gt;
In fase di organizzazione la mancata valutazione dei tempi (orario, giorno e periodo dell'anno accademico) può incidere drasticamente sulla continuità nella partecipazione.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=Riprogettazione_del_corso_Capitolo_5&amp;diff=232</id>
		<title>Riprogettazione del corso Capitolo 5</title>
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		<updated>2014-03-10T16:12:11Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;In sede di valutazione dell'attività formativa potrebbero emergere criticità relativamente a:&lt;br /&gt;
# obiettivi e contenuti del corso,&lt;br /&gt;
# efficacia dei metodi e degli strumenti didattici utilizzati,&lt;br /&gt;
# adeguatezza dei tempi e dei metodi in rapporto ad obiettivi e contenuti,&lt;br /&gt;
# logistica e tempistica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1) Obiettivi e contenuti del corso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Potrebbero presentarsi delle criticità relative alla chiarezza degli obiettivi oppure riguardanti l'incongruenza con i contenuti effettivamente trattati. &lt;br /&gt;
Nel primo caso si tratta spesso di un problema di comunicazione che può essere corretto informando preventivamente gli interessati in maniera chiara e dettagliata prima dell'avvio del corso oppure esplicitando obiettivi e contenuti all'inizio dell'attività stessa: ''Oggi tratteremo  … Alla fine di questo modulo imparerete a...''&lt;br /&gt;
Nel secondo caso (incongruenza obiettivi/contenuti) occorre  intraprendere una precisa ricognizione dei contenuti e delle attività svolte durante il corso in rapporto alle competenze richieste o desiderate al fine di rilevare eventuali lacune o sproporzioni (ad esempio: argomenti trattati in maniera poco/troppo estesa, passaggi logici tra un contenuto ed un altro non esplicitati). In ogni caso, la riprogettazione dovrebbe prevedere l'aggiornamento degli obiettivi, la ridefinizione dei contenuti o ambedue le cose. &lt;br /&gt;
Poichè l'aggiornamento dei contenuti deve essere effettuato in funzione degli obiettivi, potrebbe essere utile prevedere in questa fase momenti di valutazione  del livello di conoscenze pregresse dei partecipanti e dei loro bisogni formativi. E' possibile utilizzare questionari o condurre interviste rivolgendosi a campioni dei potenziali destinatari. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2) Efficacia dei metodi e degli strumenti didattici utilizzati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I contenuti del corso anche se pertinenti all'attività ed ai bisogni dei partecipanti potrebbero essere percepiti come poco chiari e di difficile comprensione. In questi casi, è necessario ripensare i metodi ed il linguaggio utilizzati nell'insegnamento. Poichè ogni lezione è un mix di contenuti più o meno teorici e di attività pratiche (esercitazioni) potrebbe essere opportuno rimodulare il dosaggio dei due elementi in favore della componente pratica ed introdurre momenti di verifica in itinere, ad es. durante il corso si possono coinvolgere gli studenti in esercitazioni o simulazioni di gruppo, favorirne la partecipazione stimolando direttamente le domande e gli interventi). &lt;br /&gt;
E' possibile eventualmente rovesciare l'impostazione didattica del corso adottando un approccio problem solving oppure deduttivo, in altre parole, si può partire da un caso pratico per arrivare alla  formulazione concettuale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3) adeguatezza dei tempi e dei metodi in rapporto a obiettivi e contenuti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Criticità potrebbero emergere nel rapporto tra contenuti e durata del corso. Corsi troppo “lunghi” o intensi potrebbero abbattere  fatalmente l'attenzione dei partecipanti e, viceversa, corsi troppo brevi potrebbero frustrarne le aspettative formative. Per equilibrare tempi e contenuti, potrebbe essere opportuno spezzare gli incontri in più moduli distinti, riducendo la durata della singola unità, inserire pause e momenti di verifica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4) ripensare logistica e tempistica.&lt;br /&gt;
Criticità potrebbero derivare, inoltre, da carenze logistiche o organizzative: spazi confortevoli, silenziosi, luminosi e ben areati favoriscono sicuramente l'apprendimento. E' opportuno considerare l'impatto del tipo di aula sull'attività didattica: la presenza di pc a disposizione degli utenti, la possibilità di utilizzare o meno i propri devices per connettersi a internet (tablet, portatili) può aver influito sul grado di attenzione e partecipazione degli utenti.&lt;br /&gt;
In fase di organizzazione la mancata valutazione dei tempi (orario, giorno e periodo dell'anno accademico) può incidere drasticamente sulla continuità nella partecipazione.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=Riprogettazione_del_corso_Capitolo_5&amp;diff=231</id>
		<title>Riprogettazione del corso Capitolo 5</title>
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		<updated>2014-03-10T16:11:46Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;In sede di valutazione dell'attività formativa potrebbero emergere criticità relativamente a:&lt;br /&gt;
# obiettivi e contenuti del corso,&lt;br /&gt;
# efficacia dei metodi e degli strumenti didattici utilizzati,&lt;br /&gt;
# adeguatezza dei tempi e dei metodi in rapporto ad obiettivi e contenuti,&lt;br /&gt;
# logistica e tempistica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1) Obiettivi e contenuti del corso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Potrebbero presentarsi delle criticità relative alla chiarezza degli obiettivi oppure riguardanti l'incongruenza con i contenuti effettivamente trattati. &lt;br /&gt;
Nel primo caso si tratta spesso di un problema di comunicazione che può essere corretto informando preventivamente gli interessati in maniera chiara e dettagliata prima dell'avvio del corso oppure esplicitando obiettivi e contenuti all'inizio dell'attività stessa: ''Oggi tratteremo  … Alla fine di questo modulo imparerete a...''&lt;br /&gt;
Nel secondo caso (incongruenza obiettivi/contenuti) occorre  intraprendere una precisa ricognizione dei contenuti e delle attività svolte durante il corso in rapporto alle competenze richieste o desiderate al fine di rilevare eventuali lacune o sproporzioni (ad esempio: argomenti trattati in maniera poco/troppo estesa, passaggi logici tra un contenuto ed un altro non esplicitati). In ogni caso, la riprogettazione dovrebbe prevedere l'aggiornamento degli obiettivi, la ridefinizione dei contenuti o ambedue le cose. &lt;br /&gt;
Poichè l'aggiornamento dei contenuti deve essere effettuato in funzione degli obiettivi, potrebbe essere utile prevedere in questa fase momenti di valutazione  del livello di conoscenze pregresse dei partecipanti e dei loro bisogni formativi. E' possibile utilizzare questionari o condurre interviste rivolgendosi a campioni dei potenziali destinatari. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2)Efficacia dei metodi e degli strumenti didattici utilizzati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I contenuti del corso anche se pertinenti all'attività ed ai bisogni dei partecipanti potrebbero essere percepiti come poco chiari e di difficile comprensione. In questi casi, è necessario ripensare i metodi ed il linguaggio utilizzati nell'insegnamento. Poichè ogni lezione è un mix di contenuti più o meno teorici e di attività pratiche (esercitazioni) potrebbe essere opportuno rimodulare il dosaggio dei due elementi in favore della componente pratica ed introdurre momenti di verifica in itinere, ad es. durante il corso si possono coinvolgere gli studenti in esercitazioni o simulazioni di gruppo, favorirne la partecipazione stimolando direttamente le domande e gli interventi). &lt;br /&gt;
E' possibile eventualmente rovesciare l'impostazione didattica del corso adottando un approccio problem solving oppure deduttivo, in altre parole, si può partire da un caso pratico per arrivare alla  formulazione concettuale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3) adeguatezza dei tempi e dei metodi in rapporto a obiettivi e contenuti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Criticità potrebbero emergere nel rapporto tra contenuti e durata del corso. Corsi troppo “lunghi” o intensi potrebbero abbattere  fatalmente l'attenzione dei partecipanti e, viceversa, corsi troppo brevi potrebbero frustrarne le aspettative formative. Per equilibrare tempi e contenuti, potrebbe essere opportuno spezzare gli incontri in più moduli distinti, riducendo la durata della singola unità, inserire pause e momenti di verifica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4) ripensare logistica e tempistica.&lt;br /&gt;
Criticità potrebbero derivare, inoltre, da carenze logistiche o organizzative: spazi confortevoli, silenziosi, luminosi e ben areati favoriscono sicuramente l'apprendimento. E' opportuno considerare l'impatto del tipo di aula sull'attività didattica: la presenza di pc a disposizione degli utenti, la possibilità di utilizzare o meno i propri devices per connettersi a internet (tablet, portatili) può aver influito sul grado di attenzione e partecipazione degli utenti.&lt;br /&gt;
In fase di organizzazione la mancata valutazione dei tempi (orario, giorno e periodo dell'anno accademico) può incidere drasticamente sulla continuità nella partecipazione.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=Valutazione_del_gradimento_del_corso_Capitolo_5&amp;diff=218</id>
		<title>Valutazione del gradimento del corso Capitolo 5</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://almail.unibo.it/index.php?title=Valutazione_del_gradimento_del_corso_Capitolo_5&amp;diff=218"/>
		<updated>2014-03-07T11:29:16Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Valutazione del gradimento del corso&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nei questionari e nelle interviste ai partecipanti è bene prevedere domande rivolte a verificare il gradimento del corso, la pertinenza dei contenuti, gli aspetti logistici e la durata delle attività. Possono essere introdotte delle domande che richiedano al partecipante di esprimere gradi diversi di valutazione (ad es.: scarso, sufficiente, buono, ottimo) oppure in forma libera come critiche e suggerimenti. In generale, la valutazione del gradimento del corso tende a rilevare:&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- la soddisfazione delle aspettative (la formazione è stata coerente con le aspettative dell'utente?)&lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
- l'aspetto organizzativo (sono state fornite tutte le informazioni necessarie per una corretta partecipazione?)&lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
- l'aspetto logistico (l'aula era confortevole? Vi era un'acustica favorevole? ecc.) &lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
- l'aspetto strumentale (Le apparecchiature o gli strumenti informatici utilizzati sono stati utili/efficienti?)&lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
- l'aspetto temporale (la durata del corso è stata adeguata? I partecipanti hanno gradito la data e gli orari del corso o avrebbero preferito una diversa scansione temporale?)&lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
- la pertinenza dei contenuti (gli argomenti presentati erano coerenti con il percorso di studio o l'ambito di ricerca dei partecipanti?)&lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
- l'acquisizione di conoscenze e competenze (i partecipanti hanno acquisito nuove conoscenze/abilità? Hanno acquisito nuove strategie di ricerca?)&lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
- utilità e spendibilità di quanto appreso&lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
- il gradimento complessivo del corso &lt;br /&gt;
&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
- temi o contenuti che si vorrebbero approfondire.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=Valutazione_ex-post_(conoscenze/competenze_acquisite_grazie_al_corso)_Capitolo_5&amp;diff=214</id>
		<title>Valutazione ex-post (conoscenze/competenze acquisite grazie al corso) Capitolo 5</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://almail.unibo.it/index.php?title=Valutazione_ex-post_(conoscenze/competenze_acquisite_grazie_al_corso)_Capitolo_5&amp;diff=214"/>
		<updated>2014-03-06T15:57:51Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Valutazione ex-post (conoscenze/competenze acquisite grazie al corso) In che modo?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La valutazione delle conoscenze acquisite permette di misurare l'efficacia del corso in relazione agli obiettivi stabiliti e di fornire eventuali elementi utili per un successivo miglioramento.&lt;br /&gt;
E' utile quindi porsi le seguenti domande:&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I partecipanti al corso cos'hanno imparato? Cosa sanno?&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quali abilità hanno acquisito? Cosa sanno fare?&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Domande che possono essere declinate in ambiti più specifici, ad es.:&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sanno distinguere le varie fonti documentali?&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sanno distinguere la citazione bibliografica relativa ad un articolo di un periodico da quella di una monografia?&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono in grado di citare correttamente una fonte bibliografica?&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono in grado di utilizzare strategie di ricerca adeguate all'ambito disciplinare di riferimento?&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sanno impostare una ricerca efficace utilizzando parole chiave?&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La valutazione della formazione può essere svolta attraverso i seguenti strumenti:&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
questionari&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
  * a domande chiuse (per valutare determinati aspetti della formazione)&lt;br /&gt;
  * a domande aperte (per raccogliere considerazioni e suggerimenti)&lt;br /&gt;
  * a domande chiuse e aperte (la formula generalmente più usata)&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
interviste, condotte dal formatore o da un altro bibliotecario &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
esercitazioni con simulazioni di ricerche (alla fine del corso o in una verifica successiva). Ad es.: realizzazione di una bibliografia su un tema specifico individuato dal formatore o lasciato alla libera scelta dei partecipanti. Nel primo caso si consente al formatore di preparare preventivamente un tema didatticamente o disciplinarmente rilevante e di poter valutare più agevolmente l'aspetto qualitativo dell'esercitazione, nel secondo caso, dato che solitamente gli studenti si orientano verso temi oggetto della propria tesi, la prova pratica costituisce uno stimolo motivazionale aggiuntivo, rendendo maggiormente consapevoli i partecipanti dell'utilità pratica della formazione&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
riscontro da parte di docenti (nel caso l'attività di IL sia inserita in un corso disciplinare)&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
test di autovalutazione&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutti questi strumenti devono presentare domande chiare, prive di ambiguità, facilmente analizzabili e compilabili preferibilmente in poco tempo.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://almail.unibo.it/index.php?title=Valutazione_ex-post_(conoscenze/competenze_acquisite_grazie_al_corso)_Capitolo_5&amp;diff=213</id>
		<title>Valutazione ex-post (conoscenze/competenze acquisite grazie al corso) Capitolo 5</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://almail.unibo.it/index.php?title=Valutazione_ex-post_(conoscenze/competenze_acquisite_grazie_al_corso)_Capitolo_5&amp;diff=213"/>
		<updated>2014-03-06T15:41:41Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Massimo.caravita: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Valutazione ex-post (conoscenze/competenze acquisite grazie al corso) In che modo?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La valutazione delle conoscenze acquisite permette di misurare l'efficacia del corso in relazione agli obiettivi stabiliti e di fornire eventuali elementi utili per un successivo miglioramento.&lt;br /&gt;
E' utile quindi porsi le seguenti domande:&lt;br /&gt;
I partecipanti al corso cos'hanno imparato? Cosa sanno?&lt;br /&gt;
Quali abilità hanno acquisito? Cosa sanno fare?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Domande che possono essere declinate in ambiti più specifici, ad es.:&lt;br /&gt;
Sanno distinguere le varie fonti documentali?&lt;br /&gt;
Sanno distinguere la citazione bibliografica relativa ad un articolo di un periodico da quella di una monografia?&lt;br /&gt;
Sono in grado di citare correttamente una fonte bibliografica?&lt;br /&gt;
Sono in grado di utilizzare strategie di ricerca adeguate all'ambito disciplinare di riferimento?&lt;br /&gt;
Sanno impostare una ricerca efficace utilizzando parole chiave?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La valutazione della formazione può essere svolta attraverso i seguenti strumenti:&lt;br /&gt;
questionari: &lt;br /&gt;
a domande chiuse (per valutare determinati aspetti della formazione)&lt;br /&gt;
a domande aperte (per raccogliere considerazioni e suggerimenti)&lt;br /&gt;
a domande chiuse e aperte (la formula generalmente più usata)&lt;br /&gt;
interviste&lt;br /&gt;
esercitazioni con simulazioni di ricerche (alla fine del corso o in una verifica successiva). Ad es.: realizzazione di una bibliografia su un tema specifico individuato dal formatore o lasciato alla libera scelta dei partecipanti. Nel primo caso si consente al formatore di preparare preventivamente un tema didatticamente o disciplinarmente rilevante e di poter valutare più agevolmente l'aspetto qualitativo dell'esercitazione, nel secondo caso, dato che solitamente gli studenti si orientano verso temi oggetto della propria tesi, la prova pratica costituisce uno stimolo motivazionale aggiuntivo, rendendo maggiormente consapevoli i partecipanti dell'utilità pratica della formazione&lt;br /&gt;
riscontro da parte di docenti (nel caso l'attività di IL sia inserita in un corso disciplinare)&lt;br /&gt;
test di autovalutazione&lt;br /&gt;
test di autovalutazione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutti questi strumenti devono presentare domande chiare, prive di ambiguità, facilmente analizzabili e compilabili preferibilmente in poco tempo.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Massimo.caravita</name></author>
	</entry>
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